MAUREEN DEAN.
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LE SIGNORE DI WASHINGTON.
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Titolo originale: Washington Wives.
Traduzione di: Tilde Arcelli Riva.
1989. Sperling & Kupfer Editori, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista
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Presentazione.
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Ambizioni, avidit, sesso e intrighi nella citt del potere, dove i segreti sono armi letali e il ricatto l'ultima strategia.
Una carica ambita scatena un'aspra e violenta competizione tra Le signore di Washington. Il secondo uomo pi potente d'America, il capo di Gabinetto Brad Berry, viene trovato morto, in circostanze oscure, nella doccia di una lussuosa suite d'albergo. Con lui c'era una donna, di cui si ignora l'identit, che portava per un braccialetto di diamanti. L'FBI ha a disposizione cinque giorni per scoprire di chi si tratta: entro quella data il Presidente dovr infatti nominare un successore e,
forse, la misteriosa sconosciuta potrebbe rivelarsi la moglie di uno dei tre candidati. Chi sono le tre signore sulle quali convergono i sospetti?
La ricca e ammirata Jan Kirkland, che ha sposato il capo Ufficio Stampa del Presidente, forma insieme con lui la coppia pi bella di Washington. I due hanno di fronte un futuro radioso, a meno che il loro inconfessabile segreto non li travolga. Sinclare Ives, splendida e spregiudicata moglie di un abile e potente broker,  disposta a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di far ottenere al marito la prestigiosa carica. Caroline Riggs, consorte non proprio perfetta di un ex generale,  in piena crisi
coniugale e affoga i suoi dispiaceri nell'alcol. Tre donne diverse, ma ugualmente ambiziose e assetate di potere... Cinque giorni di tempo per raggiungere lo stesso, ambito traguardo.
Ricco di particolari piccanti, Le signore di Washington  una storia avvincente in cui si mescolano passioni, avidit, sesso e intrighi, narrata con autentica maestria da un'autrice che conosce profondamente i retroscena di Washington. Con un ritmo incalzante e pieno di suspense, Maureen Dean si insinua nelle case e nelle vite delle donne che hanno tanto potere in questa citt apparentemente governata dagli uomini, dove i segreti sono armi letali e il ricatto l'ultima strategia.
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L'AUTRICE.
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Maureen Dean  nata il 10 ottobre 1945 a Los Angeles, in California, negli Stati Uniti. E' meglio nota come Mo, lavora  come consulente finanziario per una grossa azienda di Wall Street e vive con il marito, John Dean, a Beverly Hills.
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LE SIGNORE DI WASHINGTON.
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Nota dell'autrice.
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Questo romanzo racconta la storia delle signore di Washington,
una citt dove io stessa ho vissuto alcuni intensi
anni della mia vita e dove ho ancora molti carissimi
amici.
La storia  inventata e cos pure i personaggi. Ma se la
fiction pu essere considerata realt intrecciata con la
fantasia, basata sulla verit, allora questo racconto non
esula dal regno del possibile. Ogni tanto qualche personaggio
vero entra a fare parte dello sfondo o dell'ambiente
del romanzo. Esercitando questa licenza letteraria,
spero di non avere offeso nessuno, perch tale non era la
mia intenzione.
Quando ero una ragazzina, ricordo che a scuola ci
facevano leggere dei romanzi perch erano didattici,
vale a dire istruttivi. Questo romanzo non  stato certo
scritto a questo scopo. Il mio intento  piuttosto di offrire
al lettore un racconto interessante, concentrando l'attenzione
sulla vita di tre diverse donne in una delle pi
affascinanti citt d'America. Ho cercato a volte di dare
qualche scorcio dall'interno di come funziona il governo
e di mostrare come spesso tutto questo venga influenzato
da attrazioni sessuali, tensioni e inclinazioni degli uomini
e delle donne che vi sono coinvolti. Insomma, vuole
essere un romanzo di puro intrattenimento, con qualche
intuizione, qualche occasionale rivelazione, una descrizione
drammatizzata ma onesta e un pizzico di storia qua e l.
Se sono riuscita nel mio intento, devo ringraziare molte
persone che mi hanno sostenuta e aiutata. Tra gli altri, il
produttore cinematografico che ha ideato il progetto, le
mogli passate e presenti di Washington, che hanno diviso
con me le loro informazioni e le loro storie, gli editor
della casa editrice, che mi hanno aiutata a sviluppare e
rifinire il manoscritto. E i lettori che si sono dati la pena
di scrivermi le loro reazioni alle varie stesure del romanzo.
Ma soprattutto devo ringraziare il mio silenzioso
compagno, che si nasconde dietro ogni pagina di questo
libro, il fantasma che vive anche nella mia camera da
letto. Senza la sua intima conoscenza di Washington e senza le sue doti di scrittore e revisore, questo libro non sarebbe mai esistito.
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Prologo.
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Domenica, 4 giugno 1989 - ore 18,30 Hay-Adams Hotel, Suite 910.
Washington  una citt di sogni, grandi e piccoli, di
speranze, folli e audacemente grandiose. Da qualche ora,
lei stava appunto pensando quanto erano piccoli i suoi
desideri in confronto con i progetti e le visioni di tante
persone nella capitale. Lei non voleva altro che un po' di
pi di lui.
Ma non c'era mai abbastanza tempo - mai abbastanza
tempo fra le sue braccia, mai abbastanza di quella languida
estasi, sdraiata accanto a lui, dopo avere fatto l'amore.
Ma sapevano bene tutt'e due che qualche ora fugace,
rubata qua e l, era il massimo che potessero avere. E ora,
anche solo questo era diventato troppo pericoloso.
Lei stava in piedi, davanti alla grande finestra sud della
suite perfettamente arredata dell'Hay-Adams. Dalla finestra
vedeva la Casa Bianca, al di l di Lafayette Park. Che
scusa avrebbe potuto trovare lui questa volta, per giustificare
la sua assenza dalla riunione nell'Ala Ovest? Anche
in quella dolce serata estiva domenicale, il lavoro alla
Casa Bianca continuava. Lei lo capiva, ma le pareva
terribile che tutti dovessero sapere dove lui si trovava, in
qualsiasi momento.
L'aria condizionata le fece rizzare la sottile peluria
bionda sulle braccia. Rabbrivid. Si sent pervadere da
un senso di piacere fisico, mentre si passava la mano
sul braccio. Presto sarebbe stata la mano di lui, ad
accarezzarle la pelle. Di nuovo, lei rabbrivid.
Osservando la propria immagine riflessa nel vetro
della finestra, not che i capelli erano proprio come
piacevano a lui, morbidi e sciolti. Il trucco era leggerissimo,
ma perfetto.
Scrut attentamente la stanza. Un'elegante combinazione
di riproduzioni stile coloniale con qualche autentico
pezzo d'antiquariato inglese. Il tappeto cinese, nei
colori crema e azzurro, faceva risaltare la tappezzeria di
cintz fiorato. Le piacevano soprattutto i due divanetti
rosa pallido, a dorso di cammello, ai lati del caminetto.
Not con un sorriso lo specchio convesso federalista
sopra la mensola di marmo. Rifletteva il tavolino sul
quale era posata una ciotola d'argento con piccolissime
roselline rosa, montate con ciuffetti di sospiri-di-madonna.
Ogni particolare sembrava perfetto. Non c'era
nemmeno un marchio dell'hotel a svilire i posacenere
di cristallo intagliato. Poteva essere il salotto d'una
qualsiasi villa in Embassy Row.
L, in quella bella stanza elegante, avrebbe messo la
parola fine alla loro relazione. Nessuno dei due poteva
permettersi il rischio di continuarla, perch avevano
tutt'e due troppo da perdere. Ed erano diventati troppo
famosi, troppo riconoscibili. Avrebbero dovuto accettare
il dolore e continuare la loro vita.
Nella sua ansia di preparare una perfetta scenografia,
lei aveva spruzzato nell'aria un po' di profumo dal
flaconcino di Giorgio che teneva in borsetta. Ma
adesso se ne pentiva. Sperava solo che l'aria condizionata
diluisse in qualche modo quel profumo penetrante.
Eccessivo, pens. Era il classico tocco di troppo, ma
era tale il suo desiderio di controllare disperatamente la
situazione fino all'ultimo dettaglio! Si era ripromessa di
comportarsi bene. Non voleva assolutamente che lui la
ricordasse come una nevrotica piagnucolosa e appiccicosa.
Lui non se lo meritava.
Si mise a camminare su e gi per la stanza. Servendosi
d'un nome fittizio, aveva pagato la stanza in contanti ed
era sicura che nessuno l'avesse riconosciuta. Appena arrivata,
aveva controllato i portalampada, il retro della televisione,
sotto il telefono nella zona salotto, nella zona
letto e in bagno, e anche dietro lo specchio stile guerra di
secessione. Aveva anche svitato quel famoso dischetto
rosso che lui le aveva descritto. Ma niente, non aveva
scoperto niente.
Lui aveva insistito con tono serio che erano tutte precauzioni
necessarie, una condizione essenziale dei loro
incontri. Lei provava un po' di disagio, eppure anche quel
giorno si sentiva eccitata da tutto quello che dovevano
fare per vedersi, come se stesse vivendo in una spy story.
Sent il ronzio dell'ascensore in corridoio e si irrigid.
Uno, due, tre, quattro colpi e poi un colpetto lieve. Nascondendo
il viso a qualche eventuale ospite che passasse
in quel momento nel corridoio, lei apr cautamente la
porta.
Con un colpo all'indietro del piede, lui chiuse l'uscio e
la afferr per i fianchi, tutto in un unico movimento.
Non puoi aspettare nemmeno un minuto? Lei sapeva
bene come fare nascere l'eccitazione in lui e in se stessa.
Arretr d'un mezzo passo e lo guard.
Aveva un magnifico aspetto. A lei era sempre sembrato
straordinariamente bello, da arrestare il cuore. Le tempie
argentate, le piccole rughe intorno agli occhi azzurro-grigi,
con ciglia nere cos folte che si raggruppavano: tutto
in lui le faceva desiderare di allontanare la sola idea di
dovergli rinunciare. Come sarebbe potuta vivere senza di
lui?
Ho bisogno di fare una doccia, dichiar lui, slacciandosi
la cravatta. Il medico del Presidente mi ha
detto che devo fare un po' di ginnastica, che devo camminare
di pi, ed  appunto questo che al Presidente ho
detto che sarei andato a fare. Cristo, devo essere in pessima
forma, per essere cos eccitato.
Lei gli tenne la giacca, mentre lui si slacciava la cintura.
Vieni anche tu? le chiese con un'occhiata vogliosa.
Lui entr nella vasca per primo, sotto l'acqua scrosciante.
Reggiseno, reggicalze, scarpe, camicetta e gonna, tutto
scelto con tanta cura, finirono uno dopo l'altro dalla
porta al bordo della vasca.
Il getto d'acqua gli aveva trasformato i capelli in un
cappuccio nero e lucido, che gli si appiccicava alla fronte
e sugli occhi. Tese le mani verso di lei, appena la sent
entrare nella vasca e se la attir contro il pelo arruffato
del petto. Le loro bocche si incontrarono immediatamente,
divorandosi in un bacio profondo, mentre l'acqua
scorreva sui loro corpi nudi. Poi lei lo sent duro contro il
proprio corpo.
Tesoro, gli disse, mentre l'acqua le entrava in bocca,
cadremo.
Non posso aspettare, mormor lui.  tutto il giorno
che sono in questo stato. Pensavo di fare una figuraccia,
alla riunione del pomeriggio.
Prese una saponetta e strapp l'involucro coi denti.
Dio, come detesto questi cosi.
Dolcemente, le infil la saponetta tra le gambe e gliela
strofin avanti e indietro, fin quasi a farla urlare. Si ferm
appena un attimo prima che lei perdesse il controllo. Poi
le mise le mani sui fianchi e la fece girare cautamente,
finch lei appoggi la schiena alle piastrelle. Poi la penetr,
prima che lei potesse riprendere fiato. Per un attimo
si mossero insieme sotto il getto d'acqua scrosciante della
doccia.
A un tratto, lui cominci a ritrarsi. Con un movimento
fluido scivol gi, lungo il corpo di lei. Gemette. Ma in un
modo strano, che pareva pi di dolore che di passione.
Ti riempirai la bocca di sapone, rise lei.
La testa di lui non si ferm dove lei credeva. Mezza
accecata dal getto d'acqua, vide una gamba scivolargli
sopra il corpo con una strana angolazione. Il ginocchio di
lui batt sul fondo della vasca con tutto il peso del suo
corpo, mentre dalla vita in su cadeva in avanti, contro le
sue gambe. Per non cadere, lei si aggrapp alla tenda
della doccia, quasi strappandola dal tubo che la reggeva.
Rimessasi in equilibrio, cerc di afferrarlo sotto le
ascelle. L'acqua calda che continuava a cadere loro addosso
aumentava il panico. Gli occhi di lui erano aperti,
ma inespressivi. La bocca era oscenamente pendula e da
un angolo colava un filo di saliva.
Brad! url lei. Brad!
Il viso dell'uomo era una maschera di dolore, il suo
corpo si contorceva goffamente, ammucchiato sul fondo
della vasca.
Tremando, lei chiuse l'acqua e usc barcollando dalla
vasca. Cadde in ginocchio e tese una mano per sentirgli la
grossa vena sul lato del collo. Niente. Il corpo era freddo
e scivoloso. Era in una posizione tale che lei pot appoggiargli
un orecchio sul petto. Niente, a parte la terribile
immobilit della morte.
Oddio, Brad, gemette. Devo cercare aiuto. Perch
non so come aiutarti?
Si mise a piangere forte. Sentiva nausea e capogiro.
Attaccandosi al lavandino, si rizz in piedi e apr l'acqua
fredda. Ma sta accadendo realmente?
Gli controll di nuovo il polso. Era morto, ne era
sicura, e nessuno ormai poteva pi fare niente.
Usc barcollando dal bagno e raccolse i suoi vestiti.
Cacci la biancheria in borsetta e si infil gonna e camicetta.
Freneticamente, controll se nella stanza ci fosse
ancora qualcosa di suo. Mordendosi le labbra, torn in
bagno, giusto nel caso che fosse solo un orribile incubo.
Ma lui giaceva l, dove lei lo aveva lasciato, la pelle pi
cerea di prima, quasi bluastra.
Di nuovo controll che nella stanza non fosse rimasto
nessun oggetto rivelatore della sua presenza, mentre con
un asciugamano cancellava tutte le sue impronte, ma a
un tratto si ferm.  orribile.
Non posso lasciarlo semplicemente l, pens. Devo
avvertire qualcuno. Non posso informare l'albergo. Non
riuscirei mai a uscire da qui in tempo.
Alz il telefono e fece il 9 per avere la linea esterna.
Quando sent il segnale di libero, compose il 911. Le
rispose subito una donna.
Di che emergenza si tratta? chiese la voce nasale.
Silenzio.
Pronto, di che emergenza si tratta, prego?
Ahhh... ahh. Non le usciva nessuna parola.
 lei la parte lesa, signora?
Un'ondata di adrenalina la assal all'improvviso. Attacco
cardiaco, disse precipitosamente. Qualcuno ha
avuto un attacco cardiaco.
Dov' la parte lesa, signora?
Hay-Adams Hotel, grid lei. Sedicesima Street
e... La mente le si confuse.
Sappiamo dov' l'hotel. Che stanza?
Una suite. Si guard attorno freneticamente, poi
sbirci il telefono. Suite 910.
E chi sta facendo la denuncia, prego?
Nessuno... Un'amica. Non ha importanza.
Noi dobbiamo sapere chi denuncia il fatto, insistette
la voce.
Venite qui e basta, maledizione! grid lei. Venite
qui. Un uomo sta morendo...  morto! Schiacci il
bottone del ricevitore, tolse le sue impronte della cornetta
e la rimise sull'apparecchio. Avrebbe tanto voluto abbandonarsi
e piangere di nuovo, ma si costrinse a lasciare la
stanza. Ma stava davvero accadendo?

 Capitolo 1.

Luned, 5 giugno 1989 - ore 7,30
Foggy Bottom.
Non ci credo, Barbara, esclam Jan Kirkland nel telefono.
Be', farai bene a crederci, invece, continu la sua
assistente, perch l'ambasciata ha gi chiamato due volte,
stamattina.
Il principe vuole che un bel travestito biondo gli
venga recapitato d'urgenza a Blair House oggi pomeriggio,
ripet Jan, cercando di avere un tono vagamente
spiritoso. Era importante per Jan Kirkland comportarsi
come una vecchia professionista, anche se dopo sei mesi
che ricopriva la carica di vicecapo del Protocollo ancora
non sapeva bene in cosa consistesse il suo lavoro. Ma
perch proprio l'ufficio del Protocollo? arrischi. Era
nuda e bagnata, in piedi davanti al telefono nel corridoio
al piano superiore della sua minuscola casetta in
Foggy Bottom e mentre si teneva la cornetta tra l'orecchio
e la spalla, cercava di asciugarsi i piedi senza
cadere.
Be', la sezione medio-oriente ha ricevuto la prima
chiamata ieri sera dall'ambasciata, continu la sua assistente.
Immagino non vogliano che se ne occupi la CIA,
cos tocca a noi.
Spero che tu sappia quello che stai facendo, perch io
non ne ho la pi pallida idea, confess Jan alla sua pi
intima confidente professionale.
Cosa succede? chiese Mark dalla soglia della camera
da letto, intento a passarsi la sua cravatta preferita
Brooks Brothers intorno al colletto rialzato della camicia.
Grazie, Barbara, sar l appena possibile. Jan pass
accanto al marito ed entr in camera da letto.
Non sei niente male nuda, osserv con aria impassibile
Mark. Si era spostato accanto al grande letto antico a
colonnine, che praticamente invadeva tutta la stanza.
Dalla cima di due colonne avevano dovuto togliere due
ananas di legno intagliato, per evitare che graffiassero il
soffitto. Non hai per caso visto le mie scarpe con la
mascherina? chiese sollevando il volant di cintz per
guardare sotto il letto.
S, tesoro, le ho viste. Ieri. Ce le avevi ai piedi. Jan
aveva gi i suoi problemi da risolvere. Doveva trovare
anche lei qualcosa da mettersi addosso.
Mark aveva trovato un lungo calzascarpe d'ottone sul
massiccio cassettone Chippendale che bloccava in parte
le due piccole finestre. Con quell'arnese cominci a frugare
alla cieca sotto il letto. Jan, disse, dobbiamo
trovare o una casa pi grande o dei mobili pi piccoli.
Lo so, sospir lei, ma  sempre meglio della scatola
da scarpe dove vivevi prima.
La casa in citt era stato il regalo di nozze del padre di
Jan. I mobili un tempo appartenevano a Connie e sarebbero
certo stati meglio in un'abitazione grande e spaziosa.
Mark aveva vissuto per quindici anni, prima del loro
matrimonio, in stanze d'albergo e in spogli appartamentini,
come corrispondente del Newsweek e poi come corrispondente
da Washington per il Boston Globe. I suoi beni
terreni consistevano in qualche abito, una macchina per
scrivere, una macchinetta scassata per il caff espresso,
una dozzina di casse di libri e un mucchio di talento
giornalistico. Quando si erano conosciuti, lui stava accampato
in un miniappartamento dalle parti di Columbia
Road. Il giorno del matrimonio, Mark aveva lasciato
all'inquilino che gli subentrava un divano letto allungabile
e una sedia a sdraio sfondata, aveva infilato tutto il
resto dei suoi averi in una ventiquattr'ore ed era andato
direttamente alla National Cathedral.
Mentre loro due erano in luna di miele, il padre di Jan
s'era occupato di tutto quanto, aveva perfino badato che i
libri di Mark venissero tolti dalle casse, spolverati e sistemati
sugli scaffali appena riverniciati dell'appartamentino
di Foggy Bottom.
Per la verit l'appartamento era troppo piccolo, ma in
quel momento non avevano tempo per pensare a un
trasloco. Mark era sotto pressione col suo nuovo incarico
di segretario dell'ufficio stampa del Presidente e Jan aveva
avuto da poco quel lavoro al Dipartimento di Stato,
perci avevano ben poco tempo libero. Per di pi, erano
diventati una coppia famosa nell'ambiente dei media e
venivano invitati dappertutto.
Tutto era cominciato con un articolo nella rubrica
mondana del Washington Post. Il giornalista li aveva
definiti un perfetto esempio di menti brillanti della
nuova amministrazione. Aveva poi fatto seguito un articolo
a firma di Deena Simon, sul Washington Observer,
che li definiva la coppia pi noiosa di Washington. Jan
s'era offesa per questo commento. Mark invece era rimasto
assolutamente indifferente. Era abituato a scrivere
sulla gente e s'era rapidamente abituato al fatto che scrivessero
su di lui: anzi, la cosa pareva fargli molto piacere.
Jan si vest di volata. Infil la spina del phon nella
presa sopra il lavello del bagno e si soffi un po' d'aria
calda tra i capelli color grano, fino a farli diventare soffici
e gonfi. Si pass appena una pennellata di fard sugli
zigomi e sottoline gli occhi ben distanziati con la matita
color lavagna. Le sopracciglia erano gi scure per natura
e non richiedevano altro che una spazzolatina. Si guard
attorno in cerca dello strumento adatto, poi rinunci e
us lo spazzolino da denti, che stava in una nicchia
accanto al lavandino. Con la punta del dito mignolo si
pass un po' di lucidalabbra sulla bella bocca generosa,
poi si precipit gi per la scaletta.
Mark era gi nella cucina inondata di sole a bere
succo di mirtilli. Non mangi niente? le chiese.
Non posso, rispose lei, afferrando una banana
appoggiata sopra il frigorifero. Devo correre in ufficio
a rimediare un travestito.
Era questo che voleva Barbara, prima? Ti capitano
davvero gli incarichi pi assurdi. Niente di quanto
avveniva a Washington lo stupiva pi. Era sulla breccia
della politica nazionale ormai da troppo tempo.
Jan sbucci un lato della banana. Pare che il nostro
ospite di riguardo si senta solo. Perch non suggerisci al
Presidente di mettersi una parrucca di riccioli biondi,
quando il principe viene da lui in visita ufficiale? disse
Jan con viso serio. Poi scoppi di colpo a ridere.
Sarebbe una buona occasione per scattare qualche
foto, ribatt Mark.
Mentre abbracciava suo marito dal di dietro, Jan
pens che le lavanderie cinesi dovevano avere enormi
flaconi segreti di profumo da uomo da spruzzare sulle
camicie. Cercherai di tornare a casa presto, stasera? 
importante.
Ci prover. Oggi dovrebbe essere una giornata
leggera. Nel pomeriggio il Presidente parla a Pittsburgh
e stasera ha una cena privata. Saremo di ritorno ad
Andrews per le cinque. Perci dovrei riuscire a venire
via per le sei.
Magnifico. Quelli del servizio catering hanno detto
che sarebbero venuti alle quattro, per il buffet. Nervosa?
si domand, facendo una faccetta buffa. Noooo!
Mark rise e mentre usciva per andare a rispondere al
suo telefono rosso che si era messo improvvisamente a
squillare, le disse per rassicurarla: Te la caverai
benissimo, tesoro. Quando vedrai come tutto fila liscio, vorrai
riprovarci una volta la settimana.
Il telefono era stato installato dal Genio Collegamento
in modo che il Presidente potesse chiamare Mark a casa
su una linea pulita, quando aveva bisogno di parlare al
segretario dell'ufficio stampa fuori dell'orario normale di
lavoro. Il telefono era stato piazzato in anticamera e i
primi mesi Mark schizzava come un razzo a rispondere
da qualunque stanza del piccolo appartamento si trovasse.
Ma adesso, dopo sei mesi di quell'incarico, se la
prendeva un po' pi calma perch aveva imparato che
tutto quello che succedeva alla Casa Bianca era importante
se non addirittura una crisi, altrimenti la Casa Bianca
non vi sarebbe stata implicata, e faccende del genere
andavano affrontate con calma.
Jan tolse la lista degli invitati da sotto lo Snoopy magnetizzato
sul frigo. Tutto quello che sapeva sull'arte di
ricevere lo aveva imparato da zia Constance, una delle
pi famose padrone di casa di Washington. Il piccolo
buffet di Jan impallidiva al confronto coi grandiosi ricevimenti
che Constance aveva organizzato nel corso di
quegli anni. La cena seduta per diverse centinaia di ospiti,
che sua zia avrebbe dato quella settimana per il Presidente,
sarebbe stata certo un successone.
Jan studi la lista. Per la verit, tutti i preparativi erano
stati fatti. Come al solito, s'era occupato di ogni cosa suo
padre.
William Buchanan Sumner, pi noto col nome di Buck,
era un diplomatico di carriera in semipensione, che aveva
coperto la carica di ambasciatore a disposizione per tre
presidenti. Era decisissimo a fare in modo che anche sua
figlia diventasse una colonna della mondanit di Washington,
come lui stesso e sua sorella Constance. Erano
settimane che insisteva, nemmeno tanto velatamente,
perch Jan si decidesse a dare un dinner party. Jan, travolta
dal suo nuovo lavoro all'ufficio di Protocollo e preoccupata
per le dimensioni del suo miniappartamento,
aveva tenuto duro fino a quel momento. Non invitavano
mai pi d'un paio di coppie per volta. Ma quando l'ambasciatore
aveva scelto una data, ingaggiato il servizio di
catering e telefonato per chiederle se voleva una tenda in
giardino in caso di pioggia, Jan aveva ceduto.
Buck era rimasto soddisfatto dalla lista degli invitati.
Essa rifletteva la capacit di osservazione, delicatamente
sintonizzata, della giovane coppia nella scena mondana e
politica di Washington. A un ricevimento riuscito si potevano
concludere una quantit di ottimi affari e spesso
assai pi proficuamente di quanto non si potesse fare nei
corridoi e nelle sale di riunioni ufficiali. Una festa privata
era il luogo ideale per presentare fra loro persone che
altrimenti non avrebbero mai avuto occasione di conoscersi
e la presentazione poteva offrire alla padrona di
casa un duplice vantaggio. Jan e Mark avevano intuito
che non si potevano escludere coloro che in quel momento
non erano al potere, perch un giorno sarebbero potuti
tornare, pi forti che mai.
Le dimensioni della casa e del giardino obbligavano a
un party intimo. Bradford Barry, il capo del gabinetto,
avrebbe fatto da cavaliere alla segretaria particolare
della First Lady, una deliziosa vedova di settantanove
anni con l'energia d'una donna di quaranta. Il consigliere
presidenziale per la Sicurezza nazionale, generale Dalton
Riggs, e sua moglie Caroline in realt erano stati invitati
dietro suggerimento del padre di Jan, ma Mark aveva
assicurato che erano una coppia simpaticissima.
Il senatore George Lowry e sua moglie Judy, amici di
lunga data del Presidente, erano sempre in testa alla lista
degli invitati, da quando George era diventato presidente
del Senate Commerce Committee. Quando i Lowry avevano
accettato l'invito, Mark aveva suggerito di invitare
anche l'ex segretario del servizio stampa, Larry Speakes,
e sua moglie. Mark era ansioso di incontrare il suo predecessore.
E poi Speakes e Lowry avrebbero avuto un sacco
di cose da dirsi, dato che Speakes era da poco entrato in
una grossa ditta di Wall Street e George stava meditando
di fare un'indagine sulle recenti intromissioni di Wall
Street nell'attivit bancaria commerciale.
Gli altri nominativi della lista comprendevano l'ex senatore
e candidato presidenziale George McGovern con
moglie, e una giovane coppia che secondo Jan era sempre
gradita, cio David Eisenhower, un amico d'infanzia di
Jan dai tempi del Cotillon Club, e sua moglie, Julie Nixon.
C'erano tutte le premesse per una serata interessante.
Jan gett un'occhiata all'orologio della cucina, afferr
la sua borsa e si precipit fuori dalla porta di servizio.
Mark era ancora al telefono col Presidente e non avrebbe
certo apprezzato di essere interrotto per il bacetto d'addio.
Jan incroci le dita. Fa' che non ci sia qualche crisi a
rovinare la mia giornata... e la mia festa.
Appena entr nel suo ufficio, Jan vide subito Barbara
Wilcott che con aria decisa sfogliava le schede dell'enorme
Rolodex che teneva sulla scrivania. Barbara aveva
un'eterna aria di rassegnazione, perfettamente intonata al
suo squallido guardaroba. Aveva lavorato per tutte le
amministrazioni dai tempi di Eisenhower e, ormai sulla
soglia della sessantina, non si lasciava pi stupire da
nulla.
Buongiorno, Barbara. Come va? Hai l'aria di aver
passato qui la notte.
Forse avrei dovuto. Trovare prostitute  uno scherzetto.
Ma di ragazzi biondi travestiti pare siamo un po' a
corto, questa settimana. E torn a sfogliare il suo schedario...
Jan era sicura che suo padre c'entrasse qualcosa col
fatto che Barbara fosse stata assegnata al suo ufficio e per
questo lo benediceva tutti i giorni. Barbara era una che
non solo sapeva in quale armadio erano sepolti tutti gli
scheletri, ma anche quali avevano ancora un po' di carne
attaccata alle ossa.
Ti era mai capitato di fare una cosa del genere,
prima d'ora? le chiese Jan, che ancora dubitava che
fosse proprio compito dell'ufficio di Protocollo.
Barbara si volt lentamente, con aria studiata, si
appoggi il mento sulla mano e disse: Tu cosa credi?
Poi, intuendo il disagio di Jan, le fece cenno di avvicinarsi.
Ci sono cose che non ti mettono sul libretto di
istruzioni, quando arrivi qui, disse con voce bassa, ma
decisa. Credo sia per questo che le vecchie capre come
me vengono automaticamente passate da un'amministrazione
all'altra. S'interruppe e si spinse una ciocca
di capelli grigio ferro dietro l'orecchio. Stammi a
sentire, tesoro. Qui  come dappertutto. Il sesso fa parte
del mondo del governo ad alto livello, come del mondo
dello spettacolo o di qualsiasi altro grosso giro d'affari.
Riceveremo richieste del genere pi di quanto ci piaccia.
A volte possiamo scaricarle sulla CIA, ma per
poterlo fare, deve venirci l'ordine dal piano di sopra. E
col pollice indic il soffitto e l'ufficio del Segretario di
Stato.
Nel nostro budget ci sono certe voci sulle quali il
Congresso non indaga mai a fondo, perci pi o meno
ci conviene avere la loro benedizione. Poi, scuotendo
la testa, aggiunse: Ma Dio non voglia che ci prendano
in castagna. Quei figli di buonadonna della Capitol Hill
allora fanno finta di scandalizzarsi e pretendono un'indagine.
Anche se poi naturalmente non la portano mai a
termine.
Cosa vuoi dire con "non la portano mai a termine"? chiese Jan, affascinata.
Intendo dire che non possono rischiare di farlo.
Durante il mandato di Nixon, uno di quei leccapiedi si
prendeva cura di pochi congressisti scelti e dei suoi
amichetti dello staff della Casa Bianca. La sua specialit
erano voluttuose signore scandinave. Presumibilmente
le mandavano qui per un programma biennale di scambio
commerciale. Ma in realt erano vere e proprie squillo d'alto bordo.
Stai scherzando.
Ne ho forse l'aria? Barbara riprese rapidamente il
filo. Poi c'era quel giovanotto, quel reganiano, che il
primo anno dell'amministrazione credeva di essere arrivato
nel paese di Bengodi. Era uno scapolo piuttosto
effervescente e quando  riuscito a mettere le mani sulla
nostra lista delle migliori professioniste del mondo, gli
sono quasi usciti gli occhi dalle orbite. I parrucconi del
piano di sopra sono venuti a sapere che quello stava
approfittando della mercanzia, nella speranza di accattivarsi
qualche congressista, e...
Barbara s'interruppe di botto, mentre un fattorino della
posta entrava di volata e le depositava un pacco sulla
scrivania. Barbara allora si accasci di nuovo sulla sua
poltroncina e con l'aria di chi aveva detto tutto quello che
aveva da dire, si rimise al lavoro. Jan s'era ormai abituata
al sistema della donna di dire su un argomento piccante
quel tanto che bastava a farle capire che doveva andarci
coi piedi di piombo. E non poteva che apprezzare la
saggezza della sua assistente, se non i suoi raccontini
lasciati a met.
C' una ragazza, con cui sto cercando di mettermi in
contatto.  stata la nostra consulente a periodi alterni per
faccende del genere. Le ho lasciato un messaggio sulla
segreteria telefonica. A ogni nuova amministrazione bisogna
sempre ricominciare da capo, con quella gente, perch
sono volubili quanto noi, in principio. Ma  un tipo in
gamba, e penso che dovremmo continuare a servircene,
spieg Barbara.
Jan prov un senso di sollievo. Si stava rapidamente
rendendo conto che la spensierata vita che aveva condotto
fino allora come figlia privilegiata d'un ricco diplomatico
era lontana anni luce dal mondo reale dei giochi di
potere di Washington.
Se solo avesse potuto smetterla di preoccuparsi per il
suo party, se solo avesse potuto rilassarsi un momento,
essere semplicemente se stessa, come suo padre le aveva
raccomandato. Jan tir tre lunghi sospiri. Al lavoro, si
disse.
Pi tardi, durante la mattinata, Barbara entr nell'ufficio
di Jan con un dito premuto sulle labbra. Ssst! le
bisbigli. Non dire niente.  arrivata la nostra "consulente". E mim con le dita le virgolette.
Jan trattenne il fiato.  qui, in ufficio? E adesso, che
facciamo?
Cosa farai tu, vorrai dire. Andrai a parlarle e prenderai
gli accordi per l'appuntamento del principe.
Ma Barbara, tu la conosci gi. E poi sei capace di fare
questo genere di cose. Non potresti parlarle tu?
Non la conosco affatto. Le ho solo parlato qualche
volta per telefono. E poi lei insiste per parlare con te.
Potresti anche bagnarti i piedi. Stacci attenta, sugger
Barbara, avviandosi verso la porta.
Jan rimpianse di avere lasciato la giacca appesa fuori,
nell'armadio. Diede un'occhiata alle maniche della camicetta
arrotolate. Le tir gi, le abbotton rapidamente,
raddrizz le spalle e alz il mento.
Barbara apr la porta e disse: Miss Bourne, la signora
Kirkland la ricever subito.
Echo Bourne era una donna di media statura, pi piccola
di Jan e sui trentotto, trentanove anni. Portava un
abito scuro stampato a colori tranquilli e qualche gioiello
d'oro di buon gusto. Sulla spalla destra teneva drappeggiato
uno scialle di seta, di colore contrastante con quello
dell'abito.
Come sta, Mrs. Kirkland, s'inform con tono fin
troppo educato. La ringrazio per avermi ricevuta senza
appuntamento. Avevo un'altra cosetta da sbrigare qui
stamattina e ho pensato che potevo approfittare dell'occasione
per fare la sua conoscenza. Ho incontrato spesso
suo padre, negli anni scorsi, e sono una sua grande ammiratrice.
Jan le strinse la mano. Si accomodi, prego, Miss Bourne.
Si accorse che la stava fissando con intensit eccessiva
e cerc di dominarsi. La donna aveva un'aria troppo
levigata, troppo efficiente.
Echo Bourne si cal sulla sedia e si aggiust l'orlo della
gonna. Quanto mi  piaciuto l'articolo su di lei e suo
marito, sul Washingtonian. E sorrise.
Grazie, rispose Jan, non sapendo cos'altro dire. Poi
ci prov. Cosa possiamo fare per lei, Miss Bourne? Ma
si pent subito. Oddio, no. Siamo stati noi a chiamarla,
non  vero?
Esatto, disse Echo, in attesa.
Questo  il guaio, pens Jan. Cosa le dico, adesso?
Ah, be', vede Miss Bourne, abbiamo ricevuto una richiesta
da parte d'una ambasciata straniera, a proposito
di una faccenda, diciamo, piuttosto delicata...
La donna intu il suo disagio. So che lei  in carica
solo da pochi mesi, Mrs. Kirkland.
Be', s, ecco... sono arrivata in gennaio, subito dopo
che il presidente Kane  entrato in carica...
 la prima volta che deve trattare una faccenda del
genere? Echo apr la borsetta di pitone azzurra e tir
fuori un portasigarette in tinta, bordato d'oro. Fece scattare
il fermaglio con l'unghia rossa e acuminata del pollice.
Le dispiace? chiese, tenendo la sigaretta tra il pollice
e l'indice.
A Jan in realt spiaceva, ma ovviamente non lo disse.
Oh, no, ma le pare. Ruot sulla poltrona girevole per
cercare un posacenere. Lo trov sotto un cumulo di carte
e lo tese a Echo.
Forse posso renderle le cose un po' pi facili, disse
la donna buttando fuori una boccata di fumo. Ho gi
fatto qualche lavoretto per l'ufficio di Protocollo, come la
sua assistente le avr certo detto. La frase in codice che
mi ha lasciato sulla segreteria telefonica era che aveva
bisogno un abito da sera. Questo significa che lei ha un
VIV che desidera i servigi di un travestito.
Jan si schiar nervosamente la gola. Quella donna parlava
come se stesse spiegando alla sua sarta qualcosa a
proposito di un abito particolarmente complicato.
Dico bene?
S... s, rispose Jan, annuendo. Aveva come la sensazione
che tutto quanto venisse registrato, per saltare poi
fuori in qualche udienza del Senato e rovinare la carriera
sua e di Mark.
Bene, non c' problema, spiegava intanto Echo in
tono vivace. Avrei solo bisogno di sapere qualche dettaglio,
come il luogo, l'ora e la durata della prestazione. Le
nostre tariffe sono rimaste invariate, dall'amministrazione
Reagan. Si interruppe, soprappensiero, poi aggiunse:
Durante il mandato Carter facevamo pochissimi affari.
Capisco, mormor Jan.
Siamo ansiosi di dare la nostra assistenza alla nuova
amministrazione. Echo sorrise, spense la sigaretta e si
alz. Fisser i dettagli con la sua assistente. Le tese la
mano. Mi saluti tanto suo padre.
Jan scosse la testa, felice che il colloquio fosse finito.
Certamente, lo far.
Splendido, sorrise raggiante Echo. Spero che dovere
parlare di argomenti del genere non la metta troppo
a disagio.
A dirle la verit, s... un pochino.
Se pu servire a farla sentire meglio, le dir che cose
del genere esistono da sempre. Che lei ci creda o no, ho
avuto recentemente un incontro con certi scienziati, che
stanno studiando il sesso nel governo e in politica. E
credo che siano arrivati alla conclusione che il sesso 
importante almeno quanto il denaro. O forse anche di
pi.
S, certo. Be', la ringrazio ancora tanto, disse Jan.
Non vedeva l'ora che quella donna se ne andasse.
Forse potremmo rivederci. So che avete anche altre
fonti cui rivolgervi, ma mi piacerebbe parlare un po' con
lei delle nostre disponibilit, aggiunse Echo, sistemandosi
lo scialle sulla spalla.
S, certo... sarebbe molto carino... humm... Jan si
sentiva assolutamente una dilettante ed era sicura che si
vedesse benissimo. Ma l'ultima cosa che voleva era occuparsi
dell'assistenza al basso ventre della diplomazia. Fu
con vero sollievo che vide Echo Bourne uscire dalla stanza.
Jan alz gli occhi dai mucchi di documenti sparsi sul suo
tavolo e si rese improvvisamente conto che erano passati
almeno quaranta minuti da quando Barbara l'aveva salutata
con un gesto della mano e le aveva detto che usciva a
fare qualche commissione nell'intervallo di colazione. Era
quasi mezzogiorno e Jan moriva di fame, visto che al
mattino aveva mangiato solo una banana. Aveva troppo
lavoro da sbrigare per andare alla cafeteria, perci avrebbe
dovuto accontentarsi della scatoletta di tonno che stava
nel frigo dell'ufficio. Si sistem con la scatoletta aperta e
una forchettina di plastica, grata di quella breve pausa.
Maledizione! mormor disgustata, mentre un pezzo
di tonno unto cadeva nel punto che indicava dove il
ministro del lavoro e sua moglie si sarebbero dovuti
sedere alla cena ufficiale per il presidente dell'Irlanda.
Mentre allungava la mano verso una scatola di fazzoletti
di carta, Jan vide Barbara rientrare in ufficio. Aveva le
guance arrossate e ciocche scomposte di capelli sfuggivano
dalla crocchia, normalmente cos ben ordinata e stretta.
Barb, le disse, tutto bene?
Barbara si appoggi allo stipite della porta per non
crollare. Jan... io...
Cosa succede? chiese ansiosa Jan.
Bradford Barry, il capo di gabinetto... ha avuto un
attacco cardiaco.  morto, ansim.
Cosa?!
Barbara respir profondamente. Non  ancora una
notizia ufficiale. Mi sono fermata nell'Aia Est a ritirare un
pacco dall'ufficio della First Lady e ho trovato tutti quanti
in lacrime.
 morto alla Casa Bianca?
Barbara scosse la testa e abbass la voce. No, doveva
avere un appuntamento all'Hay-Adams, ieri sera. Ma sta'
a sentire. La gente sta gi spettegolando su chi dovr
sostituirlo. Pare che il Presidente dovr nominare subito
qualcuno, per via del suo viaggio a Mosca. E fanno anche
il nome del tuo Mark.
Jan la fiss. Mark? Bradford Barry era appena morto
e gi si parlava del suo rimpiazzo. Rivoltante. Oddio,
Barbara! Brad Barry era un uomo fantastico! Rimase in
silenzio per un lungo momento. Che tristezza, aggiunse,
scuotendo mesta il capo. Di colpo sent un disgustoso
sapore di tonno in bocca. Bisogna che mi sieda un
attimo.
Barbara la fece sedere, gett la scatoletta di tonno nel
cesto della carta straccia, poi dolcemente, ma con fermezza,
cominci a impartirle istruzioni. Per prima cosa,
chiama tuo marito e cerca di capire perch non ci ha
ancora avvertite. Dovrebbe essere la nostra quinta colonna,
lass. Poi digli che faccia avvertire tutti gli ospiti della
tua festa di stasera. Devi semplicemente annullare il party.
Non posso telefonargli.  a Pittsburgh col Presidente.
Oddio, Barbara,  gi tutto organizzato. Cosa posso fare?
Mettiti in moto. Chiama la sua segretaria. Lei lo
comunicher a tutti gli invitati. Il potere ce l'hai. Comincia
a usarlo.
Jan la guard con gratitudine. Come farei a sopravvivere
senza di te? E sorrise.
Ah, non so davvero. Be', adesso andiamo dal capo. La
First Lady vuole che sia il Protocollo a occuparsi dei
funerali di Barry.

 Capitolo 2.

Luned - ore 17,30
Watergate Apartments.
Merda, sibil.
Prese il tubetto dell'adesivo e se ne spremette un lungo
verme bianco sul dorso del dito indice e ci riprov. Prese
un ciuffetto di ciglia con un paio di pinzette e ne immerse
l'estremit in quel miscuglio appiccicoso. Poi sollev le
ciglia finte fino alla palpebra grigio-argento e le infil con
cura tra le altre gi sistemate. Sbatt un paio di volte le
palpebre. Questa volta le ciglia rimasero attaccate.
Alz il mento, scosse la lunga chioma nera e si guard
nello specchio, per controllare l'effetto finale. Niente male,
pens.
A ventinove anni, Sinclare Ives sapeva di essere nel suo
pieno fulgore. Aveva un corpo da ballerina e si muoveva
con l'arrogante sicurezza di una cortigiana favorita. Il suo
punto di forza era il viso, davvero notevole.
La pelle perfettamente compatta risaltava ancora pi
pallida nella cornice di capelli neri, che le ricadevano in
una massa di riccioli sulle spalle e prendevano tonalit
quasi azzurrine sotto la luce diretta. La bocca generosa e i
denti bianchi e regolari facevano s che gli uomini badassero
a ogni sua parola, per poi poter restare addirittura
ammutoliti se fissavano i suoi grandi occhi verdi, dalle
lunghe ciglia nere stellanti.
Sinclare era sempre stata bella e dava per scontata la
sua avvenenza. Aveva imparato molto presto che la bellezza
procurava un sacco di cose gradevoli alle ragazze e
che le cose gradevoli arrivavano dagli uomini. Sua madre
aveva esercitato un'influenza enorme sulla sua vita. A
tredici anni, Sinclare aveva scoperto di possedere qualcosa
che gli uomini desideravano e questo, come le aveva
inculcato sua madre, le dava potere. Pi semplice di cos!
Quando Sinclare ci rifletteva, cosa che non avveniva
molto spesso, visto che l'introspezione non era una parte
molto importante della sua vita interiore, capiva che lo
scambio non era del tutto leale. Gli uomini dovevano
lavorare, per ottenere potere e denaro. A lei invece bastava
stare ad ascoltarli con un sorriso gentile sulle labbra. Il
sorriso era gi un'implicita promessa di futuri favori. Ma
la prima parte del gioco era lei a controllarla. E le piaceva
molto.
Aveva sposato l'ex senatore Eliot Ives perch era ricco
e di bell'aspetto, ma soprattutto perch era stufa di avere
sempre appuntamenti con uomini diversi. Le facce degli
uomini potenti coi quali era uscita, aveva viaggiato ed era
andata a letto, cominciavano a scorrerle davanti in uno
sfocato montaggio. Essere la moglie del senatore Eliot
Ives le dava l'identit che desiderava e il prestigio cui
ambiva. E poi c'era il denaro, naturalmente. Un mucchio
di denaro.
Sinclare non capiva bene cosa facesse Eliot in concreto.
I giornali dicevano che era un broker molto potente.
Lei sapeva che in qualit di avvocato e di ex senatore
degli Stati Uniti gli veniva chiesto di rappresentare societ
e persone che volevano qualcosa da qualcuno a Washington
e che erano disposte a pagargli grosse somme
per ottenere questo qualcosa. A volte guadagnava del
denaro con una semplice telefonata. Altre volte, per guadagnare
un grosso anticipo dovevano passare interminabili
serate in costosi ristoranti. Lei sorrideva fino a che le
dolevano le mascelle e ascoltava conversazioni di cui non
capiva nulla e non le importava nulla. Ma voleva molto
bene a Eliot, perch era buono e generoso con lei, e cos
continuava a sorridere. Quella volta la aspettava proprio
una di quelle serate.
Scart una decina di abiti, prima di sceglierne uno che
la facesse sentire esattamente come voleva essere quella
sera. Voleva lasciare tutti impietriti sulle sedie.
Quando entrava al Jockey Club del Ritz-Carlton con
passo lento e leggermente strascicato, intorno a lei si
sentiva solo il ghiaccio sciogliersi e la gente trattenere il
fiato. Sapeva che nessuno, n uomo n donna, riusciva a
staccarle gli occhi di dosso. Peccato che non avrebbe
potuto fare quello show, al party di quella sera, a casa dei
Kirkland. Non erano stati invitati, anche se Eliot era un
buon amico di Don Kane e dei suoi ragazzi. Quel mancato
invito era davvero uno schiaffo in faccia, pens.
Sinclare aveva bisogno di una piccola dose. Si butt
sulle spalle una vestaglia di raso bianco e cammin a
passi felpati sulla morbida e spessa moquette bianca della
camera da letto, attravers il soggiorno doppio ed entr
nella cucina intatta. Le luci incassate si riflettevano misteriosamente
sulle superfici lisce e lucide, dando alla
stanza l'aria d'una postazione di combattimento su una
nave spaziale. Apr diversi armadietti vuoti, prima di
trovare un enorme vaso di Skippy. Infil un dito dall'unghia
aguzza nella massa appiccicosa e ne estrasse un
pezzetto di circa cinquanta grammi. Leccandosi le dita,
ma facendo bene attenzione a non sbavarsi il rossetto,
torn in camera.
Prese un joint dalla sua riserva personale sotto il letto,
dove li nascondeva alla cameriera e a Eliot. Lui non
avrebbe mai approvato. Ma lei ogni tanto aveva bisogno
di stordirsi un pochino, quando usciva con gli amici di
Eliot. Non beveva pi, perch la rendeva cos eccitata,
senza controllo. Bastavano un paio di drink, per farle fare
sempre la cosa sbagliata. E poi aveva letto da qualche
parte che bere faceva male alla pelle. Qualche boccata
avrebbe reso pi sopportabile la serata. Quella sera dovevano
intrattenere degli insider di Wall Street e lei non
aveva molto da dire in una conversazione sulle inadempienze
della banca brasiliana e sull'evasione fiscale.
Sent che tutto il suo corpo si rilassava: premette un
pulsante del registratore e si lasci sommergere dal sound
di Bruce Springsteen.
A Sinclare piaceva quel genere di vita. Le piaceva
quell'elegante appartamento arredato costosamente, la
sua bella Ferrari rossa, i gioielli, e i vestiti. Ma le mancava
qualcosa. Quello che la rendeva infelice era non essere
invitata ai party come quello di Jan Kirkland. Quando era
stato eletto presidente Don Kane, per la cui campagna
Eliot aveva messo insieme tanti soldi, le cose sarebbero
dovute cambiare. Lei ed Eliot avrebbero dovuto entrare a
far parte della cerchia intima della nuova amministrazione,
il mondo sarebbe dovuto essere ai loro piedi. Ma
perch ci voleva cos tanto tempo?
Ah, s, certo. S'erano diffuse delle voci, in giro. Si
diceva che Eliot sarebbe stato nominato ministro del
lavoro. Ma non era successo. Poi s'era detto che lo avrebbero
fatto consulente legale della Casa Bianca. E invece il
posto era toccato all'ex socio legale del vicepresidente.
Sinclare aveva tutte le cose di cui aveva bisogno, tutte
le delizie che i soldi di Eliot le procuravano. A Washington
si poteva anche comperare qualcuno. Ma la gente con
cui lei avrebbe voluto stare, la gente per la quale lei
voleva contare qualcosa, quella non la si poteva comperare.
Bisognava avere il potere, se si voleva essere invitati
da quella gente. E lei evidentemente non ne aveva abbastanza.
Guard la foto di Eliot nella cornice art nouveau, che
teneva sul comodino. Con quel completo di Morty Sills e
camicia e cravatta Tumbull e Asser, sembrava il direttore
d'una investment bank.
Non che Sinclare rimpiangesse di avere scelto Eliot.
Chi vedeva la sua disinvoltura e la sua frenetica attivit,
pensava che fosse uno dei tanti venuti a Washington
per servire nel governo, che poi per aveva finito per
servire molto meglio se stesso, appena diventato privato
cittadino. La verit era che gli altri non lo conoscevano.
Sinclare s, che lo conosceva bene. Lui non le aveva mai
mentito. A volte la grossolanit di Eliot la faceva trasalire,
ma dopo uno dei loro soliti bisticci con tanto di urla,
lei lo guardava con occhi furiosi e fiammeggianti, ma
dentro di s sorrideva. Sapeva di avere sposato l'uomo
giusto.
Eliot era stato sposato e divorziato due volte e al secondo
appuntamento aveva detto a Sinclare: Non ci casco
pi.
Era tutto quello che lei voleva sapere. La sfida era un
afrodisiaco, per lei. E cos aveva cominciato ad arrivare in
ritardo di proposito, a dimenticare gli appuntamenti, a
lasciare innestata la segreteria telefonica, per sentirlo
implorare. Pi lui era pazzo di lei, pi lei si dava da fare
per uscire con altri uomini. Per quando stava con lui, lo
trattava come un dio.
Alla fine, aveva dovuto svignarsela per alcuni weekend
al Waldorf di New York con George Lowry, un ricco
senatore di mezza et, per fargli perdere il lume della
ragione. Eliot aveva preso l'aereo e aveva minacciato di
spaccare la faccia al suo ex collega al Bull and Bear
Restaurant del Waldorf.
La sera in cui Don Kane aveva ufficialmente annunciato
che si candidava per la nomination del suo partito,
Eliot le aveva regalato un solitario di sette carati, col
taglio a smeraldo, in mezzo a due enormi diamanti baguette.
Allora lei aveva cominciato a cedere.
Quando lui le aveva chiesto di sposarlo e le aveva
promesso che avrebbero avuto il mondo ai loro piedi, lei
aveva fatto la ritrosa.
Quando lui le aveva detto che avrebbe acquistato un
attico al Watergate e che lei avrebbe potuto arredarlo
come voleva e dare delle grandi feste, lei aveva abbassato
gli occhioni verdi e aveva atteggiato le labbra a un delizioso
broncio.
Quando Eliot le aveva detto che i Kane volevano che
andassero in California sull'aereo della campagna elettorale
e che non sarebbe stato appropriato, parola che
usava sempre pi spesso, che loro due non fossero sposati,
Sinclare aveva detto: S.
Tir fuori l'anello dalla cassaforte e se lo infil. Aveva
imparato che c'erano occasioni in cui doveva metterlo e
altre in cui era meglio lasciarlo nel suo astuccio. Per
quanto eleganti fossero diventate le signore di Washington
dopo Nancy Reagan, tuttavia non erano ancora pronte
per qualcuno che portasse un diamante grosso come
un cubetto di ghiaccio. Se l'avessero invitata al party dei
Kirkland, per esempio, lo avrebbe di certo lasciato a casa,
ma quel grosso solitario sarebbe stato invece adattissimo
per la serata che la aspettava. Quella sera giocava sul
proprio territorio e al diavolo tutta quell'altezzosa gente
della Casa Bianca, anche se per loro Eliot faceva i salti
mortali.
Fin di vestirsi. Era seduta sul bordo del letto e si stava
infilando i sandaletti d'argento, quando sent sbattere la
porta d'ingresso.
Sinclare! tuon la voce di Eliot dal soggiorno. Dove
sei?
Mi sto vestendo, amore.
Alz gli occhi e lo vide sulla soglia della stanza da letto,
con il viso teso e irritato. Dove diavolo eri oggi a colazione?
Che ne diresti di un bel ciao tesoro, che giornata
terribile  stata oggi senza di te'? lo rimprover lei.
 stata una giornata di merda. Hai saputo che Brad
Barry  morto? Cristo, avevamo la stessa et, lui e io. E
lui  crepato. E per di pi la sala delle udienze della Tariff
Commission non ha l'aria condizionata. Ero chiuso l
dentro come un porco arrostito allo spiedo. Accendi un
po' il televisore. Si tir il nodo della cravatta. Rispondimi,
Sinclare: dove sei stata a colazione?
Da Duke's. Perch tutto questo chiasso?
E con chi hai pranzato? Eliot non aveva nessuna
intenzione di mollare.
Dunque, vediamo. Ho incontrato i Marshall e Sheila
Reynolds, della rivista Dossier. Ha un aspetto magnifico,
da che ha avuto il bambino. E poi... fammi pensare.
Alz gli occhi al soffitto, stringendo le labbra.
Non fare la furba, Sinclare. Tu stavi con Echo
Bourne, non  vero? Gett la giacca sulla spalliera
d'una sedia e cominci a sfilarsi dalla camicia i gemelli
d'oro.
Dal momento che sai gi tutto quanto, perch me lo
chiedi? sbuff lei. S, ho visto Echo, lei pranza sempre
da Duke's. Le piace la gente che lo frequenta.
Errore. Le piace che la gente che lo frequenta la veda
pranzare con mia moglie. Sono salito in ascensore col
giudice Markey. Vi ha viste insieme al primo tavolo.
Accendi quel maledetto televisore, sbrait di nuovo.
Duke mette sempre Echo al primo tavolo, precis
Sinclare, pur sapendo che era una debole scusa e ignorando
l'ordine di accendere la tv. Eliot aveva sempre
detestato la sua amicizia con Echo Bourne e le faceva
scenate ogni volta che la vedevano in pubblico con
quella donna. Adesso le avrebbe tenuto il broncio per
tutta la sera. Se almeno quella terribile notizia di Brad lo
avesse un po' distratto. Cerc di confonderlo ancora di
pi. Frugando sul tavolino in cerca d'un eye-liner ben
appuntito, disse in tono casuale: A proposito, lo sai che
oggi Echo Bourne era appena stata al Dipartimento per
un appuntamento con Jan Kirkland? Sapeva che la
notizia lo avrebbe incuriosito.
Cosa? Il viso di Eliot ora mostrava interesse.
Huhu, fece lei compiaciuta. Diavolo, se lo conosceva
bene, il suo Eliot.
Cosa diavolo ci faceva Echo Bourne nell'ufficio di
Protocollo?
Pare le abbiano dato l'incarico di trovare un bel
travestito per il principe.
Eliot si sedette sulla poltroncina e si sfil le scarpe fatte
su misura. Accidenti, questa s che  interessante.
Sapevo che ti avrebbe colpito.
Comunque non voglio che tu ti faccia vedere in giro
con quella. Il tono per aveva perso la sfumatura
minacciosa.
Ma Eliot,  la mia migliore amica, protest lei con la
vocina d'una bimba offesa. E poi, guarda che informazione
interessante mi ha passato.
Eliot tir fuori la camicia dai pantaloni e si avvi verso
lo spogliatoio. Non me ne importa. Si serve di te. Parlale
per telefono, se vuoi avere delle informazioni. Ma non
andare in giro con lei. Sinclare, per favore, vuoi accendere
il televisore?
Eliot spar nel bagno. Qualche attimo dopo torn in
camera con un asciugamano intorno ai fianchi. Sinclare
prese il telecomando, lo punt verso il minuscolo schermo
incassato nell'armadio a muro laccato di nero, ma
continu ad avanzare verso di lui. Sullo schermo apparve
uno stupido gioco a quiz. Lei gli pass leggermente le dita
nella folta peluria bruna sul petto. Non essere arrabbiato
con me, El, disse, mentre le dita scendevano verso
l'asciugamano avvolto intorno ai suoi fianchi. Odio
quando mi sgridi. L'asciugamano cadde per terra. Lei
gli infil abilmente la mano tra le gambe.
Lui arretr verso lo stipite della porta. No, Sinclare,
non adesso, mugol. Voglio ascoltare la televisione. 
importante.
Interrompiamo questo programma per darvi le ultimissime
notizie dalla nostra redazione di Washington...
La voce dell'annunciatrice arriv fino a loro. Buona
sera. Questa era la voce di Jim Henderson, il corrispondente
della ABC alla Casa Bianca. Il tono era incalzante.
La Casa Bianca stamane ha annunciato la morte improvvisa
del capo del gabinetto presidenziale, Bradford
Barry. Siamo ora in grado di comunicarvi che Barry 
morto per arresto cardiaco poco dopo le sette di ieri
sera.
Porca merda! Eliot spinse sgarbatamente Sinclare
da parte. Si avvicin al televisore e alz il volume.
Sta succedendo qualcosa, disse mentre si avvicinava al
cassettone per prendere la camicia pulita. Barry  morto
ieri sera alle sette. La Casa Bianca per lo ha annunciato
solo alla fine del comunicato di Kirkland del mattino. E i
particolari arrivano solo ora. Sento puzza di bruciato.


Capitolo 3.

Luned - ore 17,45
Il Forte, Foxhall Road.
Caroline Riggs aveva l'abitudine di guidare troppo veloce.
L'orologio segnava le sei e lei andava quasi a cento.
Tra la ricerca in ben cinque negozi delle scarpe che
voleva per il party dei Kirkland quella sera e il meccanico
che non riusciva a trovare cosa non andava nella trasmissione,
le restava meno di un'ora per fare la doccia e
vestirsi.
La capote della Mercedes 380SL marrone chiaro era
abbassata e il vento le scagliava ciocche di capelli rosso
scuro in bocca. Caroline lanci un'occhiata al tachimetro
e schiacci leggermente il freno. Dalton si sarebbe infuriato,
se avesse preso un'altra multa. L'avrebbe accusata
di bere troppo a pranzo.
Rallent per imboccare il ripido vialetto di ghiaia che
portava a casa sua, una villa in Foxhall Road vicino a
quella che un tempo era appartenuta a Nelson Rockefeller.
Era esattamente la casa che sua madre aveva sempre
sognato per lei. E anche se sua madre non l'aveva mai
vista, era stata comperata proprio con i suoi soldi.
Caroline parcheggi davanti alla scalinata e prese i
pacchi dal sedile posteriore. Ma dov'era Manuel? Di
solito l'aspettava sulla soglia, avvertito dalla cellula fotoelettrica
del cancello principale.
A un tratto si apr il portone d'ingresso e un Manuel
dall'aria imbarazzata tese le mani verso i suoi pacchetti.
Mi scusi, Mrs. Riggs, ma suonava il telefono.
Non preoccuparti, Manuel, disse lei. Dio, com'era
stanca. Faceva caldo, troppo caldo per giugno. Nemmeno
nei giorni pi torridi della sua infanzia nel Texas aveva
mai sentito quell'afa appiccicosa di Washington. Si sfil
la giacca e la tese a Manuel. Dov' Rosa?
Lei prendere jeep di Miss Polly per andare alla tintoria
sulla Wisconsin a ritirare il suo abito per il party.
Magnifico, esclam lei, in tono di sollievo. Entr
nella grande anticamera ovale con un senso di profonda
soddisfazione. La villa era stata importante per la carriera
di Dalton e le permetteva di ricevere un livello sociale che
all'inizio era al di l delle sue capacit. Ma col tempo,
aveva imparato a osservare minuziosamente le altre padrone
di casa. E adesso era fra le migliori, nella tradizione
di Perle Mesta, Gwen Cafritz ed Esther Coopersmith. Coi
suoi modi spigliati, il cibo elegante e quella bella casa, era
cosciente di dare grandi party divertenti, come aveva
visto fare a sua madre, quel genere di ricevimenti di cui
poi la gente parlava per settimane.
Sfogli la posta che Manuel aveva messo su un vassoio
d'argento, sotto lo specchio. Chi era al telefono, Manuel?
L'anziano ometto sussult, ricordando che la comunicazione
era ancora aperta. Oh, mi scusi, Mrs Riggs! 
Miss Polly, interurbana...
Polly! Caroline si precipit in biblioteca. Ma perch
non me l'hai detto subito? Prese il telefono sul
tavolo del socio di Dalton. Ehi, salve, tesoro disse
eccitata, con tono da interurbana, un po' pi alto del
necessario. Sono appena rientrata. Manuel s' dimenticato
di dirmi che eri in linea. Come va la vita a West
Point?
Mamma! la interruppe sua figlia, quasi gridando.
Accendi la televisione! Sbrigati!
Che canale? chiese Caroline. Prese il telecomando e
lo diresse verso lo schermo del televisore incassato nella
libreria.
Non ha importanza,  su tutti i canali!
Immediatamente si ud la ben nota voce di Mark Kirkland,
poi comparve anche la sua immagine. Mark stava
rispondendo alle domande di un giornalista. ...il Presidente
annuncer chi nominer come sostituto non pi
tardi della fine della settimana. Non abbiamo altri particolari
per il momento.
Il cuore le batteva forte nel petto. Ma cosa  successo,
Polly?
Sintonizzati sulla NBC, disse in fretta Polly. C'
Broakaw che ne sta parlando. Si tratta di zio Brad! Ha
avuto un attacco cardiaco.  morto!
Oddio! Caroline si sedette sull'alta poltrona di
cuoio di Dalton, fissando lo schermo. Gir sulla NBC.
Madre e figlia ascoltarono la stessa trasmissione. L'impatto
della notizia la colp in pieno. Polly, ma  terribile!
Vorrei tanto che tu fossi qui.
Vengo immediatamente, mamma. Mi precipito a New
York e vedo se riesco a prendere uno shuttle. Se mi
sbrigo, forse ce la faccio.
Puoi allontanarti da l? chiese Caroline, con voce
malferma.
Ma certo, si tratta di un'emergenza. Ti sto chiamando
dall'ufficio del colonnello Edwards, in questo momento.
Lui dice che va bene.
D'accordo, cara. Mander Manuel a prenderti all'aereo.
Lascia perdere, salto su un taxi al National.  pi
semplice. Polly fece una pausa. Mamma, stai bene?
Caroline respir a fondo per rendere pi ferma la voce.
Ma certo, tesoro.  stato un tale colpo! Devo mettermi
subito in contatto con tuo padre.
Dov'?
A una riunione per il viaggio a Mosca. Gli lascer un
messaggio per dirgli che sei in arrivo.
Bene, ci vediamo verso mezzanotte, allora.
Caroline riattacc. Una leggera folata di brezza sollev
le pesanti tende di damasco, poi le lasci ricadere.
Di tutta la gente dell'entourage di Don Kane, la persona
che avevano finito per conoscere meglio era proprio
Brad Barry. Il capo di gabinetto era diventato quasi uno
della famiglia Riggs. Prima delle elezioni, come assistente
del senatore Kane, si era efficacemente adoperato per far
entrare Polly a West Point. Durante la campagna presidenziale,
aveva coinvolto Polly in un turbine di attivit,
ottenendo per lei un impiego speciale, arrivando a farla
viaggiare sullo stesso aereo del candidato. Quando il suo
matrimonio era praticamente andato all'aria per via della
campagna elettorale, zio Brad aveva passato il suo
poco tempo libero dai Riggs. Caroline sapeva che la
morte di Brad sarebbe stata un duro colpo per sua figlia.
Dopo tre tentativi andati a vuoto, finalmente riusc a
mettersi in contatto col marito, nel suo ufficio alla Casa
Bianca. Dalton, scusa se ti disturbo, ma ha chiamato
Polly. Ha detto che sta venendo qui.
D'accordo, cara. Mi hai trovato per un pelo. Siamo
tutti in stato di choc.
Hai qualche particolare in pi? gli chiese, pur sapendo
che Dalton non doveva e non poteva dargliene
comunque.
Cara, non posso parlare. Il Presidente ha chiesto di
vedermi. Sto giusto andando nella Stanza Ovale e sono
gi in ritardo. Non poteva succedere in un momento
peggiore, con tutti i problemi che gi abbiamo per quel
maledetto viaggio a Mosca. Appena posso, ti richiamo.
Ma non aspettarmi troppo presto. Ah, a proposito, Jan
Kirkland ha detto che il party di stasera  annullato.
Un bravo soldato, Dalton, pens Caroline. Per quanto
fosse ormai impegnato nella vita civile, i suoi istinti restavano
sempre quelli di un vecchio militare. Ora serviva il
comandante in capo come consigliere per la Sicurezza
nazionale.
La carriera del generale Dalton Riggs nei ranghi militari
era stata notevole. Dopo vent'anni nell'esercito, compresi
due periodi in Vietnam, era stato nominato consigliere
militare per il servizio segreto di Ronald Reagan,
sostituendo un vecchio collega di West Point. Dopo due
difficili anni di amministrazione Reagan, era stato fatto
generale di brigata. E quando il presidente Kane gli aveva
chiesto di assumere la carica di capo del Consiglio di
Sicurezza nazionale, lui aveva accettato, senza nemmeno
consultare Caroline.
Del resto non ce n'era bisogno. Sua moglie sapeva che
Dalton non avrebbe mai potuto dire di no al Presidente.
Per quanto lei avesse bisogno di lui, il Presidente ne aveva
molto di pi. Non c'era dubbio.
Chiss se in quello stesso momento non gli stavano
chiedendo di sostituire Barry Bradford. Dalton nei momenti
di crisi rendeva il massimo. Era addestrato per la
guerra e Dio sa se il posto di capo gabinetto non lo
avrebbe messo proprio nel mezzo d'una zona di combattimento.
Mrs Riggs? dalla porta aperta dietro di lei arriv
una voce esitante. Era Rosa, in piedi con un tono preoccupato
e stanco. Si volt. Ti ringrazio per avermi ritirato
l'abito. Adesso per non mi serve. Il party  stato
annullato.
Rosa fece per andarsene. Abbiamo visto alla televisione
in cucina. Era una brava persona, il signor Barry,
disse poi, gli occhi bassi, fissi sul pavimento di marmo
dell'atrio. Rideva sempre.
S. Sentiremo tutti moltissimo la sua mancanza.
Miss Polly sar molto addolorata, osserv Rosa.
Arriver questa sera. Vuoi controllare la sua stanza e
il suo bagno, Rosa? E accendile il condizionatore. Deve
fare un caldo soffocante, lass.
S, signora. La donna si gir e torn in cucina.
Caroline si diresse verso il vassoio delle bottiglie, si
vers un po' di scotch con ghiaccio e ne bevve un lungo
sorso. Si avvicin pigramente al tavolino dietro la scrivania
di Dalton, con uno dei suoi soliti giochi di guerra
lasciato a met. Aveva ricreato la situazione di Villers-
Bretonneux del 1918. Era pi d'un anno che spostava i
pezzi e le aveva spiegato la battaglia un'infinit di volte.
Caroline prese dal tavolo un tank in miniatura, un Mark
IV inglese. Era molto ben fatto, perfetto in tutti i particolari.
Lo soppes sul palmo e ricord il giorno in cui lo
avevano trovato in un negozietto di Gergetown.
Le piacevano i tank. Erano come un grosso e robusto
guscio in cui ci si poteva nascondere, impenetrabile, sicuro
ma anche audace in combattimento... come Dalton,
come lei aveva sperato che fosse il loro matrimonio.
Il telefono sulla scrivania squill una volta, poi tacque.
Evidentemente Rose aveva risposto dalla derivazione in
cucina.
Mrs. Riggs, c' un certo Mr. O'Brien del Washington
Post sulla linea uno. Vuole parlare col generale, annunci
Rosa. Vuole parlargli lei?
A Caroline piaceva Tim O'Brien. Erano almeno quindici
anni che copriva le notizie della Casa Bianca e alle feste
bisbigliava sempre deliziosi pettegolezzi all'orecchio di
Caroline. Moriva dalla voglia di parlare con qualcuno che
potesse dirle che cosa stava succedendo. Cosa sarebbe
accaduto alla Casa Bianca? Dalton sarebbe stato preso in
considerazione? O magari era gi stato nominato capo di
gabinetto? Molta gente a Washington apprendeva dai
media notizie che portavano fondamentali cambiamenti
nella propria esistenza. Di nuovo le toccava la parte della
moglie in attesa, come sempre, da quando aveva sposato
Dalton.
Guard il piccolo tank nella sua mano. Sii un bravo
soldato, sent dire dalla voce della sua coscienza, che le
parlava da qualche punto della sua testa. Sii un bravo
soldato, Caroline. I bravi soldati obbediscono agli ordini.
Grazie, Rosa. Riferisci a Mr. O'Brien che il generale 
raggiungibile nel suo ufficio alla Casa Bianca.
Ma in realt, avrebbe voluto afferrare il telefono e dire:
Salve, Tim. Cosa sta succedendo? E quando lui avesse
cominciato a parlarle del fatto che Dalton sarebbe potuto
diventare il capo di gabinetto, lei gli avrebbe lanciato a
sua volta una frecciatina e gli avrebbe chiesto perch la
stampa non premeva un po' il freno, per un attimo. Non
era forse quello il momento di parlare di Brad Barry e non
di Dalton Riggs? E dire che la nazione aveva perduto un
valido servitore, un uomo che aveva consacrato la sua
vita agli altri? Ma sapeva di non poterlo fare.
Bradford Barry era stato un grand'uomo, ma adesso
nessuno si interessava pi a lui. I giornalisti di Washington
si occupavano dei vivi, non dei morti. Brad ormai era
storia e i giornalisti non erano degli storici.
Questa  una citt crudele, pens Caroline, sorseggiando
il suo scotch. E lei vi avrebbe svolto un ruolo nuovo,
se suo marito fosse stato nominato capo di gabinetto.


Capitolo 4.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 8
Watergate Apartments.
Sinclare sent la porta dell'ascensore aprirsi e il tonfo
morbido del Washington Post sul tappeto del pianerottolo.
Aspett finch sent richiudersi l'ascensore, poi corse
nuda alla porta d'ingresso e afferr il giornale.
Diede un'occhiata alla prima pagina, rimase senza fiato,
poi grid: Eliot, non posso crederci!
Squittendo per l'eccitazione, corse nello spogliatoio.
Eliot era in piedi davanti allo specchio dell'armadio e si
lisciava le tempie brizzolate con due spazzole gemelle.
Lei lo fece girare su se stesso e gli copr il viso di baci.
Lui rise, cercando di tenersi in equilibrio e la respinse
gentilmente. Era gi vestito e non aveva intenzione di
rimettersi a scherzare. Ma cosa diavolo ti ha preso? le
chiese ridacchiando.
Guarda, guarda, guarda! cinguett lei mostrandogli
il giornale. Sei tu!
Eliot afferr il giornale e si spost verso il punto della
stanza dove c'era pi luce. Interessante...
Sinclare gli stava accanto, mentre lui leggeva l'articolo,
in cui si facevano supposizioni sulla persona che il Presidente
avrebbe scelto come nuovo capo di gabinetto. C'erano
tre fotografie sotto il titolo che diceva: Il Presidente
deve scegliere prima della fine della settimana. Le
foto erano quelle del generale Dalton Riggs, consigliere
della Sicurezza nazionale, di Mark Kirkland, l'addetto
stampa del Presidente e dell'ex senatore Eliot Ives.
Il cuore di Sinclare batteva forte.
Eliot si sedette sul bordo del letto, con gli occhi fissi sul
giornale. Bella foto, comment, compiaciuto.
Non sembrava cos stupito come Sinclare si sarebbe
aspettata. Ma come, tutto qui quello che sai dire?
Si vede che le mie telefonate di ieri sera hanno sortito
qualche risultato, osserv lui, mentre apriva le pagine
interne del giornale. C'era un articolo di Tom O'Brien, in
cui si diceva che l'FBI e il Servizio Segreto stavano indagando
sulle circostanze della morte di Barry. Fonti sicure
affermavano che la polizia del District of Columbia
era stata sollevata dall'incarico, per aver trascurato di
sigillare la stanza d'albergo e aver dato il permesso di
ripulirla e di riaffittarla la sera stessa.
El, disse Sinclare senza fiato, pensi davvero che ti
daranno il posto?
Eliot si ripieg il giornale sottobraccio, si cacci le
mani nelle tasche dei pantaloni e si mise a camminare su e
gi per la stanza. Difficile dirlo. Ho forti appoggi sulla
Hill. Adesso mi servirebbe un grosso lanciatore che sostenesse
il mio nome. Potrei chiamare Lowry.
Potrei parlare a tuo favore con George, propose lei
con un sorriso civettuolo.
Me ne occuper io, ribatt Eliot, lanciandole una
delle sue occhiate assassine. Eliot e George avevano appianato
le loro divergenze, dopo che George aveva sposato
Judy, la sua attuale moglie, ma Eliot era sempre molto
suscettibile per quanto riguardava George e Sinclare.
Sinclare rimpianse di averlo detto. Non era il momento
di stuzzicare El coi suoi ex fidanzati. Era una faccenda
troppo importante per tutt'e due.
Lui prese una manciata di spiccioli dal ripiano del
cassettone. Sono in ritardo. Devo trovarmi per la prima
colazione con Jim Morgan, quello stupido che hanno
nominato sottosegretario degli interni. E tu che fai? le
chiese infilandosi la giacca di buon taglio.
Ho il massaggio alle nove o a mezzogiorno, non so
bene. Non c'era nessun bisogno di dirgli che nel salone
di bellezza avrebbe incontrato Echo. Magari potremmo
pranzare insieme, sul tardi.
Non so, oggi temo che sar una giornata infernale.
Si chin a sfiorarle la guancia con un bacio. Ti lascer
un messaggio sulla segreteria. E Sin, per favore, non dire
a nessuno di questa faccenda del capo di gabinetto. Sar
gi abbastanza dura cos.
Lei fece scherzosamente il gesto di afferrarlo per l'interno
della coscia, ma lui si liber con una piroetta e se ne
and.
Sinclare ascolt attentamente il rumore dell'ascensore
che scendeva, poi si butt attraverso il letto per prendere
il telefono.
Perch mi chiami? si stup Echo. Credevo che ci
saremmo incontrate.
Non potevo aspettare, ribatt lei eccitata. Hai visto?
Visto cosa?
L'articolo su Eliot e la sua probabile nomina a capo di
gabinetto. Sinclare era irritata.
S, l'ho visto. Ma hai letto il fondo di Deena Simon
sull'Observer?  davvero gustoso. Dovrebbe restringere
il campo della competizione.
Come fai a leggere quella porcheria?
Stai scherzando? Sono felicissima che Washington
abbia finalmente un tabloid. Resta in linea, vado a prenderlo.
Con la sua voce roca, Echo cominci a leggere: Drizzate
le orecchie, nottambuli. C' qualche segno di speranza
che l'amministrazione Kane non sia poi cos noiosa
come credevamo. Uno dei suoi alti papaveri  assiduo
frequentatore del retro di uno dei locali preferiti dal
personale della Casa Bianca, dove gioca a bacio-bacino
con una graziosa fanciulla del Dipartimento della Giustizia,
decisamente non la sua supermondana consorte. Da
quando l'amichetta di Gary Hart ha dimenticato il suo
libro della biblioteca alle tre del mattino, non s'era mai
visto un corteggiamento cos sfacciato. Pare che il Capoccia
dell'Ala Ovest sia stato ammonito a darsi una regolata,
altrimenti il paparino della sua nobile moglie gli dar
una bella lavata di capo. Echo fece una pausa, poi
aggiunse: Hai bisogno che te lo traduca?
Vuoi scherzare, strill Sinclare. questo  Mark
Kirkland. Buon Dio, ma allora bisticceranno. Pensi che
sia vero?
Che resti fra noi.
Ma certo, figurati. Cosa sai?
Scommetto che  una palla. Una semplice canagliata
politica per dare un colpo basso alle possibilit di promozione
di Mark. Scommetto che mentre noi due stiamo
parlando, lui si sta prendendo un cicchetto dal Presidente
nella Stanza Ovale.
Echo, cosa si dice di Caroline Riggs? Gli amici di Joan
Kennedy avevano messo in giro delle storie sul fatto che
beveva, cercando di aiutarla e di danneggiare Ted perch
faceva le corna alla moglie. Be', che Caroline beva, lo
sanno tutti. Forse potremmo aiutare lei, nuocere al generale
Riggs e dare una mano a Eliot.
Sinclare, non fare l'ingenua.
Credi che non sarebbe una buona idea?
Non servirebbe a gran che. Alla Casa Bianca sanno
benissimo che Caroline beve, eppure il Presidente ha
nominato il generale capo del Consiglio di Sicurezza nazionale,
disse seccatamente Echo. Poi, con aria di mistero,
aggiunse: Credo di conoscere qualcuno che avrebbe
qualcosa di molto imbarazzante per il nostro bravo generale.
Il generale? Dai, dimmi qualcosa! Credevo che fosse
immacolato come il papa.
Sbagliato.
Ma tu cosa sai, Echo?
Pi che sapere, ho visto. Una videocassetta.
E chi ce l'ha?
Un tale che conosco. Vedr se potr metterci le mani
sopra. Sarebbe di grande aiuto, per te.
Voglio veramente aiutare Eliot ad avere quel posto.
Se lo merita. E poi ne ho fin qui del modo sprezzante in
cui tutti mi trattano.
D'accordo. Ci prover. Ma mi devi un favore, Sinclare
Ives.
Sta' a sentire, Echo. Se arriviamo alla Casa Bianca,
potrai avere tutto quello che vuoi. Giuro.
Sinclare ricord tutte le chiacchiere che s'erano fatte in
citt a proposito delle presunte (dato che nessuno le
aveva mai viste veramente) videocassette di Wickie Morgan
coi pezzi grossi della banda di Reagan. Ma tutti
registravano davvero tutti?
L'esperienza di Sinclare con gli uomini ad alto livello le
diceva che pi in alto stavano, pi strane erano le loro
tendenze sessuali. Nonostante quei suoi modi distinti,
poteva darsi che anche Dalton Riggs avesse qualche strano
vizietto. A Washington il sesso veniva raramente a
galla pubblicamente. Certe sue amiche erano amanti di
uomini politici, altre erano fra le call girl pi chic del
mondo. Ci riuscivano perch erano belle e discrete. Donna
Rice e il Miami Herald avevano cambiato il mondo
della politica presidenziale sbattendo il sesso in prima
pagina. A quel tempo Sinclare s'era chiesta se Gary Hart
fosse stato incastrato. Le pareva di avere conosciuto
Donna sullo yacht di Adnan Khashoggi.
Improvvisamente Sinclare cap che lei e le sue amiche
avevano un ruolo importantissimo in quella citt per
uomini.
Chiss, forse era arrivato il momento di coinvolgere
Dalton Riggs in uno scandalo a sfondo sessuale. Dio,
come era eccitante! Niente divertiva tanto Sinclare quanto
l'idea di prendere parte all'azione. Echo sembrava
sempre saperne un sacco, su quello che succedeva in
citt. Forse stavolta avrebbe dato modo anche a lei di
entrare in gioco e di aiutare il suo adorato Eliot.

 Capitolo 5.

1960-1977
Parcheggio per roulotte Bide-a-Wee
Alexandria, Virginia.
Sinclare Danner aveva ereditato l'idea di volere essere
ricca da sua madre, Ruby, che in vita sua era stata sempre
e solo povera.
A quindici anni, una stufetta a gas difettosa aveva reso
orfana la piccola Ruby. Per fortuna, lei aveva Joey il
Grosso, emigrato, cacciato da scuola, drogato e capo
d'una banda di motociclisti che frequentava uno squallido
bar aperto tutta la notte sulla strada di Grindstone,
Pennsylvania. Visto che non aveva nessuno che glielo
potesse in alcun modo impedire, Ruby s'era unita alla
banda, quando i ragazzi erano partiti in cerca d'avventura.
Dopo qualche mese di vagabondaggio, girare sul sellino
posteriore di una Harley era diventato veramente
troppo scomodo per una ragazza incinta. Ruby era andata
a letto con tutti e dieci i ragazzi della banda, per cui
non aveva proprio idea di chi fosse il responsabile delle
sue condizioni.
E cos una mattina Ruby s'era svegliata da sola in un
cadente motel di Alexandria, Virginia. Joey il Grosso e la
banda se n'erano andati, lasciandole abbastanza soldi per
campare per qualche settimana, finch non si fosse trovata
un lavoro e un posto dove vivere.
Il padrone del motel, una persona compassionevole,
sapeva di un caravan in un posteggio per roulotte vicino
all'aereoporto, il Bide-a-Wee. Perlomeno cos aveva un
tetto e quattro pareti. Poi Ruby trov lavoro alla catena di
montaggio di una piccola fabbrica di deumidificatori, che
le dava di che vivere.
Le altre donne alla catena di montaggio, tutte pi
vecchie di lei, le volevano bene. Ruby era dolce, allegra e
ostinatamente ottimista. Sempre generosa, era il tipo che
faceva anche due turni di fila, perch una collega potesse
andare in luna di miele. A Ruby non importava. Non
c'era niente a casa, nella roulotte, che l'aspettasse. Non
poteva nemmeno permettersi un televisore e almeno la
fabbrica di notte era riscaldata. E poi era in attesa della
prima cosa della sua vita che sarebbe stata davvero tutta
sua.
Gli uomini in fabbrica la trovavano simpatica perch
era sexy e dura, alla maniera d'una ragazzina. Andare in
giro con una banda di ragazzi in moto le aveva per lo
meno insegnato che un bravo diavolo offre sempre il
primo giro di birra. Gli uomini della fabbrica non glielo
permettevano, naturalmente, ma lei s'era guadagnata la
loro ammirazione per il solo fatto di offrirglielo. Siccome
le regole del sindacato Macchinisti non avrebbero ammesso
che le venissero pagate le spese di maternit dell'ospedale, il membro della commissione interna fece qualche
trucco per postdatare la scheda di Ruby.
Il giorno in cui Ruby entr in travaglio di parto, l'intera
fabbrica fece una colletta per lei. Jack, il membro della
commissione interna, e due ragazze della catena di montaggio
erano al suo capezzale, quando entr all'Alexandria
Hospital.
Sinclare Danner nacque un luminoso pomeriggio d'ottobre
del 1960. Anche la severa infermiera che dovette
riempire la scheda e scrivere padre sconosciuto alla
voce paternit, dovette ammettere che la piccola Sinclare
era la pi bella bambina che avesse mai visto.
Con un neonato da mantenere e una baby-sitter da
pagare, Ruby si rese conto di avere qualche problema.
Doveva trovarsi un lavoro notturno dove potesse portare
anche la piccola.
Il guardaroba del locale di Duke Zibert era la risposta
ideale ai suoi problemi. Quel ristorante era uno dei luoghi
preferiti di Washington fin dai tempi di Eisenhower. Si
diceva che Duke avesse cominciato come portiere e posteggiatore
in un ristorante in Connecticut Avenue. Poi
s'era guadagnato le simpatie dei grossi nomi della politica,
che gli avevano dato il loro appoggio quando aveva
deciso di mettere su un locale tutto suo.
Duke, un tipo schietto e assurdo, con un senso irriverente
dell'ironia, a poco a poco aveva fatto del suo ristorante
il luogo di ritrovo di tutti i lobbisti, gli avvocati, i
giornalisti, gli atleti professionisti e i loro tirapiedi. Senatori
e sportivi, giornalisti e giudici sedevano nel bar di
Duke e ai suoi tavoli comodamente distanziati.
La citt si stava riempiendo di irlandesi, che somigliavano
tutti ai Kennedy. Andavano a bere e a ridere da
Duke e a fare ascoltare agli altri le proprie sviolinate. In
questo, Ruby era bravissima.
Cinque minuti con Ruby bastarono a Duke per capire
che la ragazza era una che sapeva trattare coi clienti tiratardi
e, se doveva portarsi dietro la bambina, d'accordo.
La piccola Sinclare divent ben presto la beniamina dei
clienti di Duke. Tutti la vezzeggiavano e se la passavano
da uno all'altro nel suo baby-pullmann di plastica. E
mentre i clienti davano a Sinclare ganascini e pupazzi di
pelouche, Ruby lanciava alla sua bambina sguardi di un
amore tenero e allegro, che nascondevano un feroce desiderio:
Ruby voleva a tutti i costi che sua figlia avesse il
meglio della vita.
Quella serata avrebbe deciso tutta la vita di Sinclare.
Ancora qualche mese e si sarebbe diplomata alla scuola
superiore. Quella sera lei e sua madre stavano parlando.
Ruby stapp una lattina di birra e si sedette sul divano
che le serviva anche da letto.
Chiss se domani potresti sostituirmi al lavoro?
chiese speranzosa. Potresti prendere l'auto, cos non
dovresti tornare tardi con l'ultimo autobus.
Sinclare riavvit il tappo sulla bottiglietta di smalto
rosso e si soffi sulle unghie. Credevo che domani fosse
la tua serata libera.
Lo , ma Duke ha organizzato una grossa festa per un
cronista sportivo della CBS che va in pensione. Mi ha
chiesto se potevo lavorare, ma io avevo gi promesso a
Benny di andare con lui alla partita di pallacanestro. Sai
bene che ne fa una malattia perch il Maryland vinca le
partite di spareggio del campionato, quest'anno.
Benny era uno dei camerieri di Duke. Sinclare lo trovava
simpatico e in segreto sperava tanto che un giorno lui e
Ruby si sarebbero sposati.
Sinclare era preoccupata per sua madre. Lavorava
troppo e si stava sciupando. Ruby aveva fatto cos tanto
per lei, che Sinclare avrebbe fatto di tutto per sua madre.
Se avesse sposato Benny, Sinclare si sarebbe preoccupata
meno per lei.
Mi puoi prestare il golfino nero, quello con le perline?
chiese Sinclare. Le andava un po' strettino e quando
se lo metteva gli uomini le dicevano: Che bel golfino!
Ma lei sapeva cosa intendevano dire, in realt.
Certo, tesoro, acconsent Ruby. Sei magnifica, con
quel golfino.
Johnny Carson stava cominciando il suo monologo.
Ruby mise i piedi sul divano e si accomod su un cuscino
di Atlantic City con le frange. Allung una mano ad
accarezzare il braccio di Sinclare. Dormi un pochino,
adesso. Le sorrise. E grazie, piccola.
Sinclare si ritir nel suo angoletto in fondo alla roulotte.
La sua stanza poteva essere definita tale solo grazie
a una vecchia sovraccoperta a motivi floreali e alle foto di
Robert Redford ritagliate dai giornali, attaccate alla sottile
parete di legno sintetico. Era un forno d'estate e una
cella frigorifera d'inverno. Faceva freddo, quella sera, e
Sinclare si ficc sotto le coperte con la camicia da notte di
flanella e si tenne su le calze. Scivol subito nel sonno,
cullata dal rumore familiare dei treni che sferragliavano
nello scalo merci a un miglio di distanza e dal sibilo del
traffico notturno sulla Route 1.
Washington era solo a venti minuti di distanza con la
vecchia Dodge di Ruby. Ma per Sinclare era come un
altro pianeta. Sostituire sua madre da Duke le avrebbe
perlomeno dato la possibilit di visitare quell'altro
mondo, cos lontano da lei. Sinclare aveva visto le donne
che frequentavano il locale di Duke. Aveva capito i segreti
che si mormoravano nella toilette per signore. Uno dei
suoi sogni nascosti era di uscire dallo stanzino del guardaroba
e sedersi anche lei a cena a uno di quei tavoli,
insieme con quelle signore. Un giorno la vita sarebbe
stata sua. Essere carina da Duke era solo l'inizio.
Quando Sinclare entr baldanzosa nel locale, gli occhi
di Duke si illuminarono. Ehi, piccola, sei fantastica, le
disse con quell'aria da zietto che aveva sempre con lei.
Sinclare lo sapeva. S'era slacciata i primi tre bottoncini
del golf nero a perline e s'era messa una gonna di lana
nera molto aderente, collant nero e scarpine di vernice
nera, col tacco alto. I folti capelli neri erano raccolti in un
morbido nodo sulla nuca e Ruby le aveva truccato gli
occhi.
Di-na-mite, sospir Duke mentre lei scivolava fuori
dal cappotto nero. Sinclare si rizz sulla punta dei piedi e
gli diede un bacetto sulla guancia. Le piaceva Duke. Era
la cosa pi vicina alla figura paterna che avesse avuto in
vita sua.
Era andato tutto a gonfie vele. Non aveva confuso
nessun cappotto, borsa o pacchetto. Alla fine della
serata restava ancora qualche tiratardi intorno al banco
del bar. Sinclare era esausta, ma trionfante. Era stata
una serata speciale. I clienti le avevano detto che quasi
non la riconoscevano e, mentre parlavano, la percorrevano
con gli occhi da capo a piedi.
C'era un uomo che la fissava attraverso la mezza
porta con un biglietto da venti dollari in mano.
Solo un attimo. Le prendo il resto. Si accorse che
stava fissando gli occhi pi azzurri che avesse mai visto.
Aveva subito riconosciuto Danny Rankin, il terzino
della squadra dei Redskin di Washington. Il ragazzo da
un milione di dollari, sempre sui giornali o alla televisione,
era un dio per gli sportivi di Duke. Ed era anche
bello.
Va bene cos, disse lui senza staccarle gli occhi
dalla scollatura. Questo  per te.
Ma sono venti dollari, protest lei, tenendo il
biglietto tra due dita.
Giusto, faccia da bambola. Danny Rankin si chin
un po' di pi su di lei. Sinclare sent odore di bourbon e
di lozione dopobarba. Non ti avevo mai vista, prima.
Sei nuova?
Sto solo dando una mano, Mr. Rankin. Si appoggi
allo scaffale della mezza porta; in genere ai clienti
piaceva, quando lo faceva.
Ehi, piccola, non chiamarmi Mr. Rankin, farfugli
lui leggermente. Chiamami Danny. Le tese la contromarca
del cappotto.
Sinclare era eccitata. Quel ragazzo era una celebrit e
stava flirtando con lei. E le aveva anche dato una
mancia di venti dollari. Non vedeva l'ora di raccontarlo
a Ruby. Grazie... Danny. Sorrise e and a prendergli
il cappotto. Si sentiva gli occhi di lui addosso, perci
cammin ondeggiando deliberatamente, spingendo in
avanti il bacino.
Quando lei gli tese l'impermeabile, lui le prese una
mano. A che ora stacchi, dolcezza?
Appena i suoi amici al bar se ne vanno.
Senti, diamo una festicciola all'Hilton. Non comincer
prima delle undici. Perch non usi quei venti dollari
per prenderti un taxi e venire a conoscere qualche altro
Redskin? Sarai la mia ragazza.
Sta scherzando, disse lei, senza spostare la mano.
Neanche per sogno. Appartamento 610. Si pieg
lentamente l'impermeabile sotto il braccio, senza staccarle
gli occhi di dosso e trasmettendole un muto, sensuale
messaggio.
Pu darsi che mi faccia viva, mormor lei abbassando
gli occhi.
Puoi scommetterci, Danny Rankin, pens.
Non vedeva l'ora di andarsene dal locale. Appena Duke
cominci a chiudere, fil nella toilette per signore. Il
trucco aveva tenuto. Si aggiust un po' i capelli e si
avvolse in una nuvola di Charlie. Si infil il golfino nella
cintura della gonna, tirandolo gi con forza, e si mise di
fianco per guardarsi meglio. Non ancora contenta, si
slacci un altro bottoncino.
Si sentiva l'eco della festa ancora prima che le porte
dell'ascensore si aprissero. Quando usc sul pianerottolo,
un gruppetto di Redskin, enormi e sbronzi, le pass
accanto. Schioccarono baci al suo indirizzo. Lei rimase
un attimo sulla porta della suite aperta e osserv la stanza.
Non aveva mai visto tante belle donne tutte insieme.
Sul divano c'era ammucchiata molta pi gente di quanto
non avrebbe potuto starci. Due ragazze erano stese
in grembo a diversi Redskin. I Rolling Stones urlavano
dagli altoparlanti dello stereo e la gente rideva e gridava
coprendo la musica. Parevano tutti piuttosto brilli.
Lei si diresse con passo incerto verso un bar improvvisato
sopra una cassettiera. Qualcuno aveva spento dei
mozziconi su un pezzo di pizza, che si stava raffreddando
su un piatto unto, vicino a una fila di bottiglie di liquore.
Tovagliolini di carta appallottolati e bicchieri di plastica
vuoti erano sparpagliati in piccole pozze d'acqua.
Sinclare trov un bicchiere di plastica, ci mise dentro
due cubetti di ghiaccio, poi dovette decidere che liquore
versarci. Di solito beveva birra, ma quella sera si sentiva
molto sofisticata, perci si serv un po' di Jack Daniels.
Bevve un sorso. Era orribile. Gir lo sguardo per la
stanza in cerca di Danny. Cominciava a sentirsi un po' a
disagio. Se non lo trovava entro un paio di minuti, avrebbe
dovuto cominciare a muoversi per la stanza e a parlare
con la gente da sola.
Ehi, bellezza, ce l'hai fatta!
Danny Rankin la stava fissando coi suoi famosi occhi
azzurri. La prese saldamente per la vita e si premette
contro il fianco del suo corpo. Era una bella sensazione.
Danny portava la camicia aperta, dalla quale spuntavano
i peli neri del torace che quasi gli coprivano una grossa
catena d'oro. Le premette le labbra sull'orecchio e le
bisbigli: Sar meglio che tu mi dica come ti chiami,
dolcezza, se vuoi che ti presenti in giro.
Lei si allung per arrivare al suo orecchio e bisbigli a
sua volta: Sinclare. Sinclare Danner.
Lui non le si stacc mai dal fianco, spingendola in
mezzo alla folla rumorosa, tirando i ragazzi per la schiena
e presentandola. Sinclare pensava che tutti dovevano
sapere che lei aveva appuntamento col grande Danny
Rankin - forse addirittura che era la sua ragazza. Ogni
volta che conosceva qualcuno di nuovo, beveva un sorso
del suo drink. Non sapeva cosa la eccitasse di pi, se il
modo lusinghiero in cui la trattavano o il Jack Daniels.
Le misero un bicchiere pieno in mano. Ma come, l'altro
era gi finito? Qualcuno alz il volume della musica,
mentre loro venivano spinti dalla folla nella camera da
letto della suite. Il grande letto era coperto di corpi. Una
ragazza in uniforme da hostess d'una compagnia aerea si
stava abbracciando con due ragazzi contemporaneamente.
Alcune coppie stavano cercando di ballare sulla moquette,
zuppa per tutti i drink rovesciati.
A un tratto dalla soglia un ragazzo che sar stato
pesante come minimo centotrenta chili, decise di unirsi ai
due con la hostess. Con un urlo assordante corse verso il
letto e si lanci sopra i corpi dei tre. Si sent uno schianto
spaventoso, seguito da strilli, risate e confusione generale.
Il peso massimo aveva dato il via e ora si precipitavano
tutti a frotte in camera da letto, per divertirsi.
Sinclare si appiatt contro il muro.
Andiamo via da questo manicomio, grid Danny,
prendendola per il braccio. Tra due minuti scoppier di
certo una zuffa.
L'aria fresca sul viso le ridiede un po' di lucidit.
Stavano andando a forte velocit su un'auto piccola e
bassa. Mick Jagger strepitava dallo stereo e Danny Rankin
guidava, con la famosa mascella quadrata protesa al
vento. Cantava seguendo la musica. Le sue grandi mani
della domenica pomeriggio stringevano il volante.
Dove andiamo? url lei, cercando di superare il
vento e la musica.
A casa mia per l'ultimo bicchierino, mia bella signora.
Ti va? le grid.
Puoi scommetterci, ribatt la ragazza, e si attacc
con tutt'e due le mani al bordo del sedile.
Con uno stridio di gomme, Danny fren a un semaforo
rosso. Allung la mano libera e sollev la gonna di Sinclare.
Le accarezz l'interno della coscia. Era bello. Vieni
qui, piccola, le disse attirandola vicino a s. Il suo fiato
le entr caldo in bocca e Sinclare si strinse ancora di pi a
lui, incontrando la sua bocca smaniosa. Stava baciando
un vero uomo, non uno di quegli stupidi ragazzini di
scuola coi loro bacetti sbavati e le manine nervose sudaticce.
Era cos eccitata che l'avrebbe fatto subito l, sul
sedile dell'auto, se fosse stato possibile. Solo l'idea di
andare a letto con lui, la faceva impazzire.
Venne il verde, lui ripart a tavoletta. Si chin ad aprire
il cassetto del cruscotto e tir fuori una bottiglietta di
vodka. Forza, tesoro, divertiamoci! Tolse il tappo e
gliela tese. Sinclare mand gi una lunga sorsata di quel
liquido caldo e bruciante e se lo sent esplodere nello
stomaco.
Toccava quasi il cielo con le dita. Non vedeva l'ora di
entrare da Duke al braccio di Danny Rankin. Come
avrebbero strabuzzato gli occhi, tutti quanti! Come ragazza
di Danny sarebbe andata al RFK Stadium per le
partite in casa, avrebbe cenato al Touchdown Club,
magari sarebbe anche andata in trasferta con lui. Avrebbero
fatto coppia di sicuro.
Erano da qualche parte nella zona sud ovest di Washington.
Alla sua sinistra vedeva il Campidoglio, con la sua
cupola tutta illuminata che si stagliava contro il cielo
nero. Danny gir a destra e si ferm nel parcheggio di un
complesso di abitazioni, che parevano villette con piccoli
giardini.
Quando arrivarono alla porta del suo appartamento a
pianterreno erano ormai sul punto di strapparsi l'un l'altra
gli abiti di dosso.
Lui la stringeva con forza con un braccio, mentre infilava
la chiave nella toppa e apriva la porta. In soggiorno
tutte le luci erano accese. Sul divano davanti al televisore
c'erano altri due omaccioni che bevevano birra.
Ragazzi, questa  Sinclare, annunci Danny. Non
 uno schianto?
I due risero sguaiatamente in segno d'approvazione e
salutarono con un cenno del capo.
Sinclare era confusa. Pensavo che saremmo venuti
qui per stare da soli, tu e io, disse tentando di tirarsi
indietro mentre lui cercava di trascinarla dentro la
stanza.
Non te la prendere, tesoro. Frank e Doug stanno solo
da me. Devo fargli imparare degli schemi di gioco. Noi
due andremo in camera da letto. Afferr al volo una
bottiglia mentre passavano per il soggiorno.
Col gomito chiuse la porta della camera da letto, poi
pos la bottiglia sul cassettone. Vieni qui, dolcezza, le
disse con voce strascicata, attirandosela addosso. Le pass
la lingua sulla gola, da un orecchio all'altro. Sinclare
sentiva la sua erezione attraverso gli abiti. Scalci via le
scarpe, mentre lui la spingeva all'indietro verso il letto,
tirandole su la gonna fino alla vita e strappandole di
dosso il collant, fino alle caviglie. Danny intanto si slacciava
cerniera e cintura e lasciava cadere a terra i pantaloni.
Non portava niente, sotto; era enorme.
Rimase un attimo in piedi ad ammirarla, poi disse:
Parlando da atleta, lascia che ti dica che si ottengono
prestazioni migliori dal proprio corpo quando  ben riscaldato.
Ora ti faccio vedere.
E subito le mise la testa fra le gambe e cominci ad
accarezzarle con la lingua parti cos segrete, che fino a
quel momento solo le sue dita avevano toccato. Le stava
infondendo una tale passione che Sinclare si sarebbe
messa a urlare. Quando era ormai convinta di stare per
svenire, lui la penetr e i due corpi divennero uno solo in
una convulsa unione di puro magnetismo fisico.
Non era certo come farlo coi ragazzi a scuola, dove
tutto avveniva sempre in modo furtivo e precario. Ora
c'era un vero uomo sopra di lei, dentro di lei. Con un
unico gesto sicuro, lui le divaric le gambe e se le mise
sulle spalle. Subito lei cominci a muoversi in un nuovo
controritmo, dove ogni colpo era sempre pi profondo.
Sinclare stava perdendo il controllo. Si sarebbe messa a
urlare, se lui si fosse fermato. Ancora, Danny! Ancora!
Non aveva mai provato niente del genere.
Danny, non smettere! ansim, quasi senza fiato.
Poi, con un gesto che l'avrebbe portata a un piacere
ancora pi intenso, lui usc, le pass sopra rapidamente e
la penetr di nuovo. Con la mano le teneva i fianchi,
abbassandola dalle ginocchia al ventre. Sinclare non
riusciva a muoversi. Sentiva il sudore caldo sul petto di
Danny, mentre lui entrava dentro di lei ancora e ancora.
Danny gemeva come un animale e si muoveva sempre
pi in fretta. Di colpo lei sent che stavano gridando
tutt'e due contemporaneamente.
Per il lampo d'un secondo le parve di essere come
sospesa nell'aria, fluttuando in un'estasi mai conosciuta
prima.
Un momento dopo, Danny rabbrivid e rotol via da
lei, con un gemito lungo e profondo. Poi giacque per un
attimo con un braccio sugli occhi chiusi.
Ehi... piccola, accidenti, sei davvero fantastica....
Gol, sbott Sinclare, ridacchiando sotto il peso del
braccio di Danny steso su di lei.
Le piaceva stare con lui. Per quanto si sentisse tanto
molle, avrebbe voluto ricominciare subito. Tutto il corpo
le vibrava per l'eccitazione di quello che aveva appena
provato. Ma conosceva abbastanza gli uomini per sapere
che avrebbe dovuto darsi un po' da fare, per un altro
giro di pista. Gli rotol sopra e cominci a muovere
lentamente i fianchi in un movimento circolare sulle
cosce di lui. Che ne diresti di fare marcia indietro e
riprovarci? Poi cominci a slacciargli i bottoni della
camicia. Adesso che ci conosciamo, proviamo a farlo
senza vestiti addosso, sugger ridendo. Gli pass una
mano tra i folti peli del petto e sugli enormi muscoli
delle spalle, mentre con la lingua gli lavorava i capezzoli,
prima uno poi l'altro.
Piccola, mi stai facendo ricominciare daccapo,
mormor lui.
L'idea sarebbe proprio questa.
Potrei metterci un po' di tempo.
E chi ha fretta?
Vuoi davvero farlo ancora?
Mmmm, fece lei, abbassando la mano verso l'inguine.
Lui scalci via i pantaloni con forza e le prese la natica
sinistra nella mano. Cosa te ne pare dei miei amici?
Lei smise di armeggiare giusto il tempo di rispondergli.
Grandi! Una festa bellissima! Mi sono divertita un sacco.
No. Intendo dire i due qui fuori.
Vuoi dire quei tipi in soggiorno?
Gi. La voce gli si era arrochita. Sinclare lo sent
indurirsi contro la sua coscia, mentre parlava. Gli ho
detto che avremmo fatto una festicciola tutti insieme.
Sinclare tir indietro la testa per guardarlo meglio in
viso. Era confusa. Ma di cosa stai parlando?
Lo sai. Vedo che tu sei un peperino e che per farti
felice non ti basta un ragazzo solo. Perch non diciamo di
venire qui anche a loro?
Sinclare rimase impietrita.
Che figlio di puttana! Voleva che lo facesse anche coi
suoi amici.
Rimase sopra di lui riflettendo per un attimo. Tra tutti
e tre, quei ragazzi potevano sollevare un camion. Cosa le
avrebbero fatto, se si fossero arrabbiati con lei? Arrabbiati,
sbronzi... ed eccitati.
Sta' a sentire, Danny, disse col tono pi appassionato
che le riusc. Sono un disastro. Perch non vai un
momento di l, bevi qualcosa e intanto io mi ripulisco un
pochino. Poi ce la spassiamo tutti insieme.
Rotol gi da lui, si ferm un attimo per dare un
colpetto con la lingua alla sua semierezione. Lui gemette
e fece per afferrarla per la nuca. Ma lei si divincol
agilmente e si diresse verso il bagno.
Vai, Danny. Arrivo subito. Si ferm un attimo a
guardarlo dalla soglia del bagno. Ci divertiremo. E
scommetto che tu ce l'hai pi grosso dei tuoi amici,
disse ammiccando, poi chiuse lentamente la porta.
Sentiva le risate rauche in soggiorno. Quel bastardo
stava dicendo ai suoi amici che lei lo avrebbe fatto con
tutti quanti. Si rilass, sentendo che Danny si stava
preparando un altro drink. Avrebbe avuto un po' di tempo.
Non aveva certo nessuna intenzione di permettere a
quei tre bastardi arrapati di avvicinarsi a lei. Si sistem
alla meglio e apr lentamente la porta del bagno. Gir
lo sguardo per la stanza da letto. Dietro le tende, trov
una finestra scorrevole che dava su un balconcino. Era
solo a un metro e mezzo circa dal parcheggio sottostante.
Le chiavi dell'auto di Danny e il suo portafoglio erano
per terra, davanti a lei. Sfil tutti i soldi, li strapp a
pezzettini, poi li gett sul letto in segno di disprezzo.
Lui aveva offeso i suoi sentimenti. L'aveva presa per
una puttanella qualsiasi. Poi raccolse le chiavi, fece
scorrere piano la vetrata e scavalc il parapetto del
balcone.
La Corvette si avvi con un rombo potente. Doveva
ringraziare Dio per il cambio ad asticciola della vecchia
Dodge di sua madre. Riusciva a guidarla... sempre che
fosse riuscita ad accendere le luci. Freneticamente,
cominci a premere tutti i pulsanti del cruscotto. Di
colpo fari e mangianastri si accesero. Stava cercando di
innestare la prima, quando tre sagome gigantesche
comparvero sul balcone. La potente auto part e schizz
fuori dal parcheggio, mentre i tre saltavano gi dal
muretto e correvano verso di lei.
L'ultima cosa che Danny Rankin sent fu la risata
selvaggia e quasi invitante della ragazzina bruna che
aveva rimorchiato nel guardaroba di Duke. Era il tipo di
risata che superava anche il rombo di un potente
motore.
Sinclare parcheggi l'auto di fronte al locale di Duke
e apr la portiera della vecchia Dodge di sua madre.
Doveva ammettere per che non avrebbe cambiato
nemmeno un momento di quella serata: il suo primo
vero rapporto sessuale e la sua prima esperienza al
volante di una Corvette; e mentre la vecchia carretta
malandata sferragliava gi per Shirley Highway, verso
Alexandria, Sinclare promise a se stessa che prima della
fine dell'anno avrebbe provato l'inebriante sensazione di
guidare un'auto come quella di Danny Rankin. Solo che
stavolta l'auto sarebbe stata sua.


Capitolo 6.

Estate 1977
Casa di citt di Echo Bourne
P Street, Georgetown.
Il giorno dopo che Sinclare ebbe preso il diploma alla
George Washington School, sua madre Ruby spos Benny.
Si trasferirono tutt'e tre in un appartamento con due
stanze da letto e Ruby lasci il suo lavoro notturno. Duke
offr a Sinclare di sostituirla a tempo pieno, almeno per
l'estate, e lei ne fu ben felice.
Il Congresso era cos impegnato nella legislatura, che
rimase in seduta per quasi tutto il mese d'agosto. Questo
significava che tutti dovevano restare in citt e il locale di
Duke era sempre zeppo di clienti.
Duke cominci a farle fare anche da hostess, ogni
tanto; doveva cio accogliere i clienti sulla soglia e accompagnarli
al tavolo. Chi la vedeva una volta, non se la
scordava pi. E anche Sinclare aveva buona memoria per
le persone che incontrava.
Una sera tardi, quasi all'ora di chiusura, Sinclare sedeva
al bar insieme con alcuni clienti abituali. Non era con
nessuno in particolare, ma stava sempre all'erta nel caso
entrasse Danny Rankin. Ovviamente non era particolarmente
ansiosa d'incontrarlo.
Sinclare, c' una festa a Georgetown, grid qualcuno.
Perch non vieni con noi?
Dai, andiamo, dissero gli altri, scivolando gi dagli
alti sgabelli del bar.
I tiratardi di Duke non rinunciavano mai a scroccare
una festa. Per lo pi si trattava di giornalisti poveri in
canna; gli avvocati di grido e i consulenti che informavano
i clienti e pagavano conti salatissimi, se ne andavano
via molto prima.
Sinclare pens che poteva essere divertente. Andarono
tutti in macchina verso il centro di Georgetown. Lei
passava raramente per quei viali alberati o davanti a
quelle vecchie ville eleganti. Alcune erano casette in miniatura,
non pi larghe di cinque o sei metri; altre erano
vere e proprie ville. Ma quello che le rendeva veramente
interessanti era la gente che ci viveva. L'idea di andare a
una festa a Georgetown era eccitante. L'indomani lei e
Ruby ne avrebbero parlato, avrebbe raccontato a sua
madre cosa indossava la gente e cosa diceva. Chiss, forse
avrebbe anche incontrato qualche personaggio famoso.
Alla luce dei lampioni, Sinclare vide che la casa era
grande, con le persiane nere e una vacillante lampada a
petrolio accanto alla porta.
Appena scese dal taxi strapieno, Sinclare ud le risate
smorzate e la musica che provenivano dall'interno. Sentiva
che stava per accaderle qualcosa di meraviglioso.
La gente sulla porta aperta fumava e rideva con atteggiamento
intimo e forse un po' isterico. Sinclare avrebbe
voluto unirsi a loro, ma segu il gruppo dei suoi amici
dentro casa, attraverso le ondate di musica di Bill Joel e il
grande soggiorno. Afferr una Coca, perse i suoi amici e
si ritrov in un giardinetto sul retro, davanti allo scintillio
d'una piccola piscina. Che il party andasse pure avanti
senza di lei, pens Sinclare: aveva solo voglia di immergersi
in quell'ambiente.
Stava per bere un sorso di Coca-Cola, quando si sent
afferrare da due forti braccia e trascinare verso il lato
buio della piscina. Lasci cadere il bicchiere e gir su se
stessa: nella penombra, vide il volto di Danny Rankin che
la fissava.
Bene bene. Ma che ci fa questo bel cosino qui tutto
solo? balbett lui. Le afferr il viso e le premette le
labbra sulla bocca. Lei sent il suo fiato caldo che puzzava
di alcol. Cerc di respingerlo, ma Danny era troppo forte.
Le infil una mano nella scollatura della maglietta e le
premette un ginocchio tra le gambe. Sinclare sent qualcosa
di duro urtarle la schiena, forse un albero o una
sporgenza di siepe: era troppo buio, per dirlo.
Cerc di urlare, ma lui le chiuse la bocca con le labbra.
Sinclare non riusciva quasi a respirare. Poi sent la presenza
di qualcun altro, dietro di lei.
Tira gi le mani dalla signora, Rankin, o te ne vai di
qui senza palle. Era una voce di donna, morbida e
bassa, ma con un timbro deciso e autoritario.
Danny Rankin la lasci subito andare. Arretr di qualche
passo, con l'aria del ragazzino sgridato dalla mamma,
mentre si asciugava la bocca col dorso della mano. Be'...
io... mi spiace... Lanci un'occhiataccia a Sinclare, poi
si diresse verso la porta di casa. Spiacente, ripet e
spar.
Sinclare si appoggi al muro della casa, cercando di
riprendere fiato.
Tutto bene? le chiese la donna.
Lei si scost i capelli dal viso. La donna fece un passo
ed entr nella luce proveniente dalle porte finestre del
soggiorno. Aveva i capelli biondo ghiaccio lunghi fino
alle spalle e occhi molto truccati. Era alta pi o meno
come Sinclare e molto snella, da quello che si poteva
vedere sotto l'ampio caffettano nero di seta. Su una spalla
portava una spilla di diamanti a forma di salamandra, con
l'occhio di rubino. Sinclare era abbagliata.
Credo di s, rispose. Senta, molte grazie. Gli ha
fatto prendere una bella strizza. Ha visto come se l'
filata?
Credo bene.
Ma lei sa chi ?
Certo. Ha avuto un bel coraggio a molestare un mio
ospite. E non l'avevo nemmeno invitato.
Questa  casa sua? chiese Sinclare stupita.
Esatto, rispose la donna con un sorriso, tendendole
la mano per salutarla. All'anulare portava una grossa
pietra rossa, circondata di diamanti, che scintillavano
sotto la luce. Sono Echo Bourne, la padrona di casa.
Sinclare le strinse la mano solo per la frazione d'un
secondo: non era abituata a stringere la mano alle signore.
Temo di non essere neanch'io della partita, signora.
Sono arrivata ora con un gruppetto del locale di Duke.
Echo Bourne rise. Le belle ragazze sono sempre le
benvenute. Gli uomini di cattive maniere, invece, possono
anche andarsene altrove. Mi sbaglier, ma mi  sembrato
di capire che quel tipo la conoscesse.
Infatti. Sono uscita una volta con lui, ma  stato un
disastro.
Perch? chiese Echo, tirando una lunga boccata
dalla sigaretta.
Voleva che lo facessi con lui e con due altri tipi
insieme, disse Sinclare, con una smorfia. E di certo mi
avrebbero violentata, se non ci stavo.
Tipico di Rankin, osserv Echo.
Allora gli ho detto che l'avrei fatto. Poi sono andata
in bagno e mentre lui era nell'altra stanza gli ho stracciato
tutti i soldi, circa duecento dollari, credo, e me la sono
filata con la sua auto.
Echo gett indietro la testa e scoppi in una risata cos
sonora, che la gente in casa si volt per vedere cosa stava
succedendo. Magnifico! esclam lei, sempre ridendo.
Come ti chiami?
Scusi. Mi chiamo Sinclare Danner. Si sentiva a
disagio. Avrebbe dovuto presentarsi prima. Doveva a
quella signora una spiegazione. Io... io lavoro da Duke,
per l'estate.
Davvero? E poi cosa farai?
Be', penso che mi cercher un lavoro a tempo pieno.
Non ho abbastanza denaro per andare all'universit.
Neanch'io ce l'avevo, disse Echo, con simpatia.
Non  poi un gran male. Avrai semplicemente un
vantaggio di quattro anni sugli altri che la frequentano.
Un vantaggio per che cosa?
Vivere, cara. E tutto qui. Conoscere gente e vivere.
E, carina come sei, credo che non ti mancheranno le
occasioni di fare l'uno e l'altro.
Sinclare trovava molto gradevole il modo in cui
quella donna le parlava, come se la capisse, come se
fosse un'amica. Grazie, penso di s. Ma come faceva
una donna non molto pi vecchia di lei a possedere una
casa del genere, con piscina, nel bel mezzo di Georgetown?
Che lavoro fa, lei? le scapp detto.
Si chiamano pubbliche relazioni. Faccio incontrare
tra loro le persone. Faccio comparire sui giornali il loro
nome, le loro foto sulle riviste e le loro idee nelle
rubriche. E loro mi pagano per questo. Sorrise appena,
ma solo con le labbra. Gli occhi rimasero fermi e fissi.
Avanti, Sinclare, lascia che ti presenti ai miei amici.
Questa festa comincia ad annoiarmi.  dal tardo pomeriggio
che va avanti.
Sinclare era abbagliata. Non aveva mai incontrato
nessuno che somigliasse nemmeno lontanamente a quella
signora. Molte delle donne che vedeva da Duke
erano avvocati, agenti di cambio, o importanti funzionari
del governo. Per loro, lei era come invisibile: semplici
mani che prendevano borse, pellicce e mance. Lei non
aveva niente, non controllava niente e nessuno. Non
c'era nessun bisogno che le donne le prestassero attenzione.
Gli uomini, be', con loro era diverso: era comprensibile
che si accorgessero di lei. Ma quella signora
che l'aveva presa per un braccio e la stava portando
verso la stanza dalla luce soffusa con la moquette e il
caminetto con appeso sopra un ritratto ad acquarello di
lei stessa, somigliava a qualcuno che aveva visto sulla
rivista People. Lei  sposata? le chiese d'impulso.
Doveva pur esserci una spiegazione.
No, grazie a Dio! E non lo sono mai stata rispose
Echo con voce roca.
Una domanda piuttosto scema, vero?
No, per niente.  una delle domande pi intelligenti
che mi abbiano mai fatto.
I dieci minuti passati a fare il giro della bella casa di
Echo Bourne fecero capire a Sinclare cosa voleva per se
stessa. Quella casa era roba di classe, pens.
Farei qualsiasi cosa per vivere in un posto cos, disse
seguendo Echo su per i gradini coperti dalla passatoia.
Lei  davvero fortunata.
Echo si ferm ai piedi della scala, cedendole il passo.
Hai ragione, cara. La fortuna ha avuto una gran parte.
Fortuna, avidit, buoni amici e bell'aspetto. Gir lo
sguardo per la stanza. Aspetta che mi liberi di questa
gente. Poi potremo parlare.
Gli ultimi ospiti se ne stavano andando e l'atrio era
gremito di gente. Echo cominci a distribuire baci, abbracci,
a salutare man mano che gli ospiti scendevano la
scalinata d'ingresso e si allontanavano nella notte.
Sinclare era appoggiata alla parete e vedeva che tutti
trattavano Echo come una regina. Tutti mentre si congedavano
la invitavano da qualche parte: a pranzo, a cena,
a una festa, per il week-end.
In quel momento Echo stava salutando un ometto piccolo
e dal viso roseo, che non staccava la mano dalla sua.
Echo colse lo sguardo di Sinclare e le fece cenno di
avvicinarsi.
Kelso, disse, mettendo la mano dell'uomo in quella
di Sinclare, voglio presentarti la mia amica Sinclare
Danner. Sinclare, questo  il congressista Kelso Hunt.
Salve, salve, salve, salut l'omino, osservandola da
capo a piedi per poi tornare a guardarla in viso. L'avevo
gi notata prima. Speravo proprio che Echo ci presentasse.
Aveva l'aria di essere un uomo importante. Portava un
abito di lino bianco e un grosso orologio d'oro. Sempre
tenendo la mano di Sinclare, disse a Echo: Ci sar anche
Miss Danner sulla spiaggia, questo week-end?
Non vedo perch no. Echo si rivolse a Sinclare, che
non sapeva davvero di cosa stessero parlando quei due.
Sinclare, se questo sabato e domenica sei libera, che ne
diresti di venire a casa mia, sulla spiaggia di Bethany?
Faremo una festicciola per pochi intimi.
Be', io... non saprei... balbett Sinclare.
La prego, dica di s, disse il congressista, decidendosi
finalmente a lasciarle andare la mano. Echo, insisto.
Sinclare  la cosa pi carina che abbia visto in citt da
anni.
Vedr se riuscir a convincerla, promise gentilmente
Echo, baciando l'omino sulla guancia e accompagnandolo
verso l'ingresso.
Echo chiuse la porta schermata dietro di lui e si gir
verso Sinclare. Allora, che ne dici? Sarebbe divertente.
Mi piacerebbe averti con me e poi potremmo parlare un
po'. Francamente, sono a corto di donne, questo weekend.
Tu sai guidare?
S, ma... non credo che la mia auto ce la farebbe...
Allora ti mando io un'auto, decise Echo col tono pi
naturale del mondo.
Sinclare era confusa. Cosa succede quando qualcuno
ti manda una macchina? Era preoccupata, ma era una
grossa occasione e non voleva davvero sprecarla. Be',
uhm, s, grazie, sar magnifico.
Benissimo,  fatta. Echo prese un foglio di carta da
un tavolino in anticamera. Ecco, tesoro. Vedo che i
Cushing se ne stanno andando. Scrivi qui il tuo indirizzo
e l'ora in cui vuoi che ti vengano a prendere. Vuoi scusarmi
un attimo? E veleggi via a salutare la coppia che si
stava dirigendo alla porta.
Sinclare fiss il foglio di carta che teneva in mano. Era
pesante e setoso, pareva quasi stoffa. E in cima c'era il
monogramma a svolazzi EB, in rilievo, in oro e azzurro.
Cominci a scrivere l'indirizzo dell'appartamento di Benny
e Ruby, ma poi cambi idea.
Scrisse invece: Da Duke Zeibert, ore 1, sabato, Sin-
clare Danner.
Che la gente di Duke la vedesse andare via su un'auto
con autista. Mille volte meglio che entrare al braccio di
Danny Rankin.
Echo aveva detto che sarebbe stato divertente.
Divertente.
Quel week-end cambi per sempre la vita di Sinclare
Danner.


Capitolo 7.

L'ultima domenica di agosto, 1977
Windswept Cottage,
Spiaggia di Bethany, Delaware.
Echo Bourne era stesa bocconi, con addosso solo la met
inferiore di un bikini verde smagliante. La sua pelle era
cosparsa di Bain de Soleil ed era color miele-bronzo.
Intorno alla vita sottile portava una catenina d'oro. La
sua ospite era Sinclare Danner, che era stesa accanto a
lei, su un'identica sdraio di sequoia. La terrazza della
grande casa sulla spiaggia, grigia e ciottolosa, dava su una
duna di sabbia di fronte all'oceano.
Sinclare si stiracchi e bevve un altro sorso di Tab.
Dio, gemette, appoggiandosi la lattina gelata sulla
fronte, ma quanto ho bevuto ieri sera?
Echo sollev la tesa d'un grande cappello di paglia che
le copriva la testa e le spalle e la guard al di sopra degli
occhiali da sole. Non ho tenuto il conto, ma avevi una
bottiglia di champagne in mano quando guidavi la fila al
ritmo della conga fuori del ristorante. E quando siamo
tornati qui, era vuota.
Sinclare mugol e affond ancora di pi nella poltrona.
Chi guidava?
Hai insistito per farlo tu.
Oh, no.
 stato fantastico, proprio fino all'orlo del portico.
Sinclare gir la testa e guard verso la casa. Intendi
dire che ho guidato sulla duna?
Stupefacente. Non avrei mai pensato che la macchina
ce la facesse con tutto quel peso. Kelso stava sul parafango.
Echo Bourne aveva visto un sacco di donne pazze nei
cinque anni da quando stava a Washington, ma questa
ragazza era qualcosa di diverso. Sinclare cambiava con
un paio di drink e niente e nessuno poteva arginare il suo
spirito libero. Molti ragazzini della sua et gironzolavano
per le strade, fumavano roba e si assordavano con la
musica rock. All'apparenza Sinclare era come regredita
agli anni Cinquanta ed Echo la vedeva diventare una
frequentatrice di feste famelica di uomini con un atteggiamento
verso la vita tipo: Dov' l'azione?
Ma sotto questa facciata talvolta vistosa e scintillante,
c'era una Sinclare completamente diversa. La sera prima,
dopo che tutti gli altri ospiti erano andati a letto, loro due
erano rimaste alzate a fumare e bere brandy. Sinclare le
aveva raccontato la sua vita, di come era cresciuta in una
roulotte dentro un parcheggio, con sua madre, dalle parti
di Alexandria. Pareva dovesse ringraziare la madre per
come era diventata.
Quella ragazza era uno schianto. Da chiss chi aveva
ereditato dei geni eccezionali. Ma la cosa che pi stupiva
Echo, era che in una citt dove la gente non si faceva
scrupolo di inventarsi, Sinclare non ci pensava proprio.
Era una che non si peritava di dire tranquillamente che
era figlia illegittima. Se poi non conosceva il significato di
una parola o di qualcosa di cui la gente stava parlando, lo
chiedeva semplicemente. Ma la cosa che Echo apprezzava
di pi era che Sinclare era una rivelatrice ambulante di
stronzi. Era una dote di enorme valore, specie per il
genere di affari che trattava Echo.
Echo, ieri sera non abbiamo parlato di come sei arrivata
a Washington e sei arrivata nelle pubbliche relazioni,
disse Sinclare, facendosi rotolare la lattina gelata
sulla fronte. Scommetto che ho parlato solo io.
Echo rise morbidamente, poi si gir su un fianco, coprendosi
il seno con un telo. Che tu ci creda o no, ho
risposto a un annuncio sul nostro giornale locale. Poi,
scuotendo la testa incredula, continu:  stato circa
cinque anni fa, nell'aprile del '72, eppure mi sembra ieri e
insieme cento anni fa.
Echo Bourne aveva risposto a un annuncio del Tattler-Times
di White Fish, Montana, per una ragazza au pair a
Washington. Faceva l'ultimo anno di liceo, proprio poco
prima del diploma. La famiglia presso la quale era andata
a vivere aveva quattro bambini e una grande casa in
Kalorama Road. La madre era un tipo molto mondano e
il padre un membro del gabinetto Nixon. Echo passava le
giornate a curare i bambini pensando a come uscire da
quella situazione. Dopo un mesetto, aveva scoperto che
di notte era pi saggio chiudere a chiave la porta della sua
stanza, perch il membro del gabinetto aveva preso l'abitudine
di farle indesiderate visite dopo che lei era andata
a letto. Una notte aveva dimenticato di chiudere a chiave
e la moglie lo aveva scoperto in pigiama, al quarto piano.
Non aveva voluto credere che non fosse successo nulla e
nel giro d'una settimana aveva trovato un lavoro per
Echo nell'ufficio spedizioni della sede del Comitato nazionale
Repubblicano.
Quella sua aria da principessa del ghiaccio e la sua
cordiale disposizione a svolgere i compiti pi umili l'avevano
ben presto fatta notare da quegli uomini che stavano
preparando l'elezione autunnale di Nixon, o la sua
incoronazione, come si diceva da quando i Democratici
avevano nominato George McGovern.
Il giorno in cui era entrata nell'atrio dell'ufficio del
presidente del comitato, Echo portava un golfino d'angora.
Era azzurro e d'una misura meno della sua. I capelli
d'oro pallido erano raccolti in cima alla testa e fissati con
una molletta. Lunghe ciocche sfuggivano intorno alle
guance e sul collo. Il presidente aveva notato per prima
cosa le sue gambe, lunghe e agili, mentre avanzava verso
il vassoio della posta sul tavolo della sua segretaria. Poi
aveva alzato gli occhi sulle sue cosce ben modellate e
sulla vita sottile. Poi aveva indugiato voglioso sul golfino.
L'azzurro chiaro era il suo colore preferito. Quando Echo
aveva sorriso alla sua segretaria, lui era rimasto senza
fiato, poi era tornato lentamente con lo sguardo sul golfino.
Il giorno dopo era stata comodamente sistemata al
banco della reception nella lobby principale della sede
nazionale Repubblicana. I suoi compiti erano semplici:
rispondere al telefono che squillava in continuazione,
prendere i messaggi e salutare tutti quelli che entravano
nella zona della reception con lo stesso sorriso che aveva
fatto mancare il fiato al presidente del comitato.
Echo Bourne, la bella biondina del Comitato nazionale,
cominci a farsi un mucchio di amici: congressisti,
senatori, giornalisti e capi di gruppi di interesse speciale e
di grosse aziende che davano il loro contributo a una
causa vincente. Fu proprio a quel banco che Echo impar
la prima regola della politica: se vuoi essere un vincente,
scegli un vincente.
Richard Nixon vinse e per un po' tutti quelli legati a lui,
sia pure alla lontana, rimasero sulla cresta dell'onda. E
pi di tutti, naturalmente, Echo. Nei mesi passati nella
lobby, aveva accumulato un buon numero di ammiratori,
il pi ardente dei quali era Teddy Mongrief, proprietario
di una catena di giornali dediti a cause conservatrici e
grande sostenitore di candidati che gli andavano a genio.
L'abilit di Echo nel farsi e conservarsi gli amici non
era certo sfuggita a Teddy Mongrief. Dopo l'elezione, le
aveva proposto di insediarsi in un ufficio d'una sola
stanza nel National Press Building. Lei avrebbe dovuto
rappresentare gli interessi di Mongrief quando lui si
trovava da qualche altra parte del mondo, fargli commissioni
alla Capitol Hill ed essere il suo uomo, per cos
dire, a Washington. Avrebbe anche dovuto andare a cena
con Mongrief e le persone sulle quali lui voleva fare una
buona impressione. E, dopo cena, avrebbe dovuto sederglisi
in faccia.
Non era un lavoro difficile e per un certo periodo Echo
s'era perfino immaginata di essere innamorata del vecchio
editore. Ma ben presto s'era resa conto che altri
l'avrebbero pagata per gli stessi lavoretti e senza pretendere
sesso in cambio.
Quando Nixon aveva dovuto attraversare il prato della
Casa Bianca e salire con rassegnazione e vergogna a
bordo dell'Air Force One per l'ultima volta, Echo aveva
gi affittato un ufficio pi grande e aveva una cerchia di
informatori: donne, che erano in parte modelle, in parte
call girl, in parte amanti, in parte executive PR. Ma le
portavano sempre e comunque informazioni. A volte
Echo aveva un acquirente tutto programmato, per cui
dovevano svolgere un incarico particolare. Altrimenti,
era come scavare oro: Echo avrebbe deciso poi cosa fare
delle pepite pi piccole.
Ora, a ventitr anni, aveva una casa a Gergetown, un
reddito con sei zeri, solidi rapporti con la gente al pi alto
livello di potere della citt. Senza fare troppo chiasso,
Echo stava diventando una donna di potere a Washington.
Ma covava progetti pi ambiziosi, per se stessa:
diventare una vera forza in citt. Aveva bisogno di espandersi
e stava appunto cercando qualcuno cui affidare i
suoi contatti di serie B per un po' di tempo. E adesso
era miracolosamente spuntata quella straordinaria ragazza,
qualcuno che aveva buon senso, bellezza e spirito,
qualcuno che poteva darle una mano con gli innumerevoli
pranzi, appuntamenti per un drink o serate in citt coi
clienti.
E, soprattutto, Sinclare sapeva chi erano quelli che
contavano in citt. Il suo lavoro da Duke ricordava a
Echo il suo primo lavoro al Comitato nazionale Repubblicano.
Inoltre vivevano tutt'e due in un mondo di tale, opprimente
ego maschile, che alle belle ragazze non venivano
mai chieste le credenziali, ma solo il numero di telefono.
E se una donna si mostrava sinceramente impressionata,
poteva ottenere tutto quello che voleva, meno la nomina
a Segretario di Stato.
Sinclare rimase addirittura scioccata quando la sua
nuova amica venne a sedersi sul bracciolo della sua poltroncina
e le chiese: Sinclare, che ne diresti di venire a
lavorare per me?
Stai scherzando? domand Sinclare, spalancando
gli occhi. Cosa mai potrei fare per te?
Rispondere al telefono, presidiare il fortino. Tenerti
in contatto con la gente. Rise. Tenerti in contatto con
me, per cominciare!
Accipicchia! Ma credi davvero che sarei in grado di
farlo?
Certo. Ti insegner.
Echo le fece un luminoso sorriso. Il cuore di Sinclare si
mise a battere all'impazzata. Una serie di immagini le
passarono per la mente, come tante foto della rivista
People: Sinclare a Londra, a Parigi, a Hong Kong. Sinclare
alle prime dei film, alle cene della Casa Bianca e ai
banchetti nei pi favolosi ristoranti del mondo. Le foto
erano un po' vaghe e sfocate, ma diventarono pi nitide
quando balbett: Oh, Echo... grazie!
Un urlo dalla porta della cucina le interruppe. Chi
vuole un breakfast texano? Il congressista Kelso Hunt,
che sorrideva ogni volta che vedeva Sinclare, era sulla
soglia della cucina in pantaloncini da bagno e una vecchia
maglietta di McGovern.
Sinclare guard stupita Echo e chiese: Ma cosa diavolo  un breakfast texano?
Credo che sia una confezione di sei bottiglie e una
sigaretta, ma non ridere quando lui te lo dice. Come il
voto, serve solo a incoraggiarli.
I cinque ospiti maschi di Echo, tutti molto pi anziani
delle due donne, irruppero sulla terrazza scherzando e
ridendo. C'era Tim O'Brien, che aveva scritto diversi
grossi articoli di indagini su argomenti scottanti all'inizio
degli anni Settanta e da allora in poi aveva campato di
rendita su quelli. Presto Tim avrebbe dovuto rimettersi al
lavoro. C'era un lobbista che frequentava il locale di
Duke. E altri due membri del Congresso, uno giovane e
belloccio, del West, e un tipo ossuto dell'Illinois che
sparava battute a getto continuo.
Camminavano in fila indiana sul terrazzo, con uno
strano assortimento di costumi da bagno, cappelli e occhiali
da sole. Uno portava un pallone da pallavolo, un
altro una sedia a sdraio di tela e due tenevano le due
estremit d'un frigo portatile. Si avviarono tutti per la
passerella che attraversava la duna in direzione della
spiaggia.
Appena furono scomparsi oltre la duna, Echo si gir e
si alz. Prese la parte superiore del bikini e se la mise.
Andiamo, facciamoci una nuotata prima che scoprano
che laggi c' l'acqua e ci raggiungano. Ti parler del mio
lavoro.
Sulla spiaggia davanti a casa gli uomini si erano stesi al
sole.
Tim O'Brien era nel bel mezzo d'un racconto di guerra
di Washington. Cos siamo tutti a bordo dell'Air Force
One diretti a San Clemente. Il grosso Enchilada sta come
al solito nascosto nella sua cabina. Non c'era nessuna
notizia sensazionale per l'aria, cos il mio editor fa in
modo di farmi sostituire il tipo della Casa Bianca, perch
ero sulle tracce d'una storia super. Avevo saputo da fonte
maledettamente sicura che certi pezzi grossi di Nixon
avevano costretto Aaron Friedkin a dare le dimissioni
dalla Corte Suprema, non per via dei suoi trascorsi
finanziari, come  stato detto a quel tempo, ma perch era un
omosessuale.
Andiamo, s'intromise Kelso Hunt, stai parlando di
voci, di fatti o cosa?
Era una voce, ma state a sentire cosa mi avevano
passato. Pare che un giovanotto incriminato dalla polizia
del District of Columbia con l'accusa d'immoralit, avesse
detto ai poliziotti che anche lui aveva avuto rapporti
con Friedkin. La polizia pass la notizia alla gente di
Nixon. Speravo... La voce di Tim O'Brien si affievol e si
spense. Aveva notato Sinclare emergere dall'acqua e la
sua mente non era pi capace di focalizzarsi su quella
vecchia storia. Guardate che spettacolo! disse lentamente,
con tono sognante.
Era appunto quello che stava facendo Kelso Hunt. 
forse il pi bel corpo che abbia mai visto. Si tolse il
cappello e si asciug la fronte.
Una notte. Una notte sola, buon Dio, e lascer perdere
le prossime elezioni e torner a vendere loculi al cimitero,
disse il congressista con un sospiro. Come si
chiama? L'altra sera ero troppo sbronzo per ricordarmi
anche come mi chiamo io.
Sinclare qualcosa, disse il lobbista.
Danner. Sinclare Danner, precis Kelso Hunt. E,
secondo me, quella ragazza pu avere tutto quello che
vuole. Diventer di certo qualcuno, a Washington.


Capitolo 8.

Marted, 6 giugno 1989 - prime ore del
mattino
Foggy Bottom.
Il ragazzino infil il giornale del mattino tra la ringhiera
di ferro battuto del piccolo portico e la siepe vicino alla
porta. Quando Jan, con addosso la sua vestaglia Lanz,
si chin a prenderlo, vide l'autista del congressista
D'Anjou accanto alla macchina parcheggiata sull'altro
lato della strada e lo salut con la mano. Tutte le
mattine, l'uomo aspettava che il leader della maggioranza
uscisse di casa.
Una volta rientrata in casa, Jan si sedette sul terzo
gradino della scala del vestibolo e scorse rapidamente il
prevedibile articolo di fondo. Not anche che Tim
O'Brien aveva scritto un pezzo sulla morte di Brad
Barry, ma non indugi a leggerlo, perch appena girato
il giornale, vide la foto di Mark, insieme con quelle di
Dalton Riggs e dell'ex senatore Eliot Ives.
Si alz e si precipit su per la scaletta, inciampando
nella vestaglia. Tesooorooo! chiam. Si sentivano dei
mugoli sotto il cuscino di Mark. Jan salt sul lettone e
glielo strapp via dalla testa. Mark, tesoro, svegliati.
Hum? Cosa? borbott lui, allungando alla cieca la
mano verso il cuscino.
Il Post dice che sei in corsa per il posto di capo
gabinetto! E gli mise il giornale teso davanti agli
occhi chiusi.
Mark finalmente apr due sottili feritoie, sbirciando
confuso. Ma di cosa stai parlando?
Guarda! esclam lei agitando furiosamente il giornale.
Qui!
Mark si tir quasi a sedere e allung la mano per prendere
gli occhiali dallo scaffale dietro il letto, se li mise e scorse
il quotidiano. Di colpo, fu perfettamente sveglio. Afferr il
giornale, balz a sedere ben dritto, dondolando le lunghe
gambe nel pigiama oltre il bordo del letto. Accidenti,
imprec furioso, ma chi ha scritto queste stronzate?
Cerc la firma in fondo all'articolo. Jack Miller. Avr la
sua testa, stamattina, per questo.
Ma perch, Mark? Secondo me  giusto. Dice solo
che sei stato preso in considerazione. Perch ti arrabbi
tanto?  solo una supposizione dei media. O ottieni il
posto o non lo ottieni. Si strinse nelle spalle. Non
capisco.
Jan, disse lui con tono paziente, qualcuno penser
che sono stato io a suggerire il mio nome.
Be', tu non l'hai fatto. O s? lo stuzzic la moglie.
Lo sai meglio di me.
Forse avresti dovuto farlo.
Non  nel mio stile. E poi a tutti i presidenti secca
che si cerchi di fare previsioni, quando si tratta di
nomine.
Be', tu saresti un magnifico capo di gabinetto. Meglio
di Dalton e meglio di Eliot Ives. Te l'immagini,
Sinclare Ives a una cena ufficiale? Probabilmente finirebbe
sotto il tavolo a fare un pompino all'ospite d'onore.
Mark scoppi a ridere. Quando riusc a frenarsi era
perfettamente seduto. Si appoggi il mento sulla spalla.
Su, su, disse, non siamo un po' troppo maligni,
stamattina? Prese in mano il Post e fissandolo aggiunse:
E poi non liquidare troppo in fretta Ives. E un
operatore molto abile.  anche grazie a lui se oggi Kane
 alla Casa Bianca.
Jan rotol dalla sua parte del letto e gli infil una
mano sotto la giacca del pigiama. Quello di cui questo
paese ha bisogno,  di un Mark Kirkland capo di gabinetto.
Ti sono grato per il tuo appoggio, ma temo ci voglia
ben altro che la raccomandazione di una moglie adorante.
Jan si accalor. Pensa a quello che potresti fare come
capo di gabinetto! Non ti lamenti sempre che non riesci
a fare arrivare il tuo parere fino al Presidente? Questa
sarebbe la tua occasione per fare davvero succedere le
cose. Gli si avvicin ancora di pi e gli pass le braccia
intorno alla vita. Oh, Mark, sarebbe cos eccitante!
Tesoro, sappiamo benissimo tutt'e due che se mi
trovo alla Casa Bianca  esclusivamente grazie a tuo
padre. Questa roba  solo la stampa. Il Presidente vuole
che io resti in politica, non che la faccia, la coordini o la
esegua. Per questo posto, ci vuole qualcuno che gli sia
veramente molto vicino.
Mark..., sospir lei, cercando di non lasciare cadere
l'argomento, mentre lui si avviava alla doccia.
Guarda, Jan, ho fatto io gli articoli per il Globe durante
la crisi di Don Regan, quando hanno proposto Howard
Baker. Ottenere e conservare il posto di capo gabinetto 
una delle pi grosse tragedie di questa citt. Credo di
piacere al Presidente e di avere il suo rispetto. Ma questo
posto potrei averlo solo per difetto.
Ma deve davvero decidere entro questa settimana,
prima di andare a Mosca?
Certamente. Il che render questa settimana particolarmente
interessante. E questa non  mica una carica per
cui tuo padre possa buttar l distrattamente due paroline.
Be', io credo che tu dovresti realmente prendere in
considerazione il posto, se te lo offrono, insistette lei
petulante. Veramente!
Scordatelo. Non  una cosa per cui mi batterei.
Sai di cosa penso che tu abbia bisogno, Mark Kirkland?
Di un bel calcio nel sedere, sbott lei prendendo
un flacone di idratante dal tavolino da notte e uscendo
furiosamente dalla stanza.
In fondo al piccolo corridoio gir a sinistra e scese nel
bagnetto vicino alla cucina. Chiusa nella piccola doccia
del piano di sotto, Jan si lasci piovere sulla testa il getto
d'acqua calda, ben sapendo che nello scaldabagno troppo
piccolo non sarebbe rimasta abbastanza acqua calda per
la doccia di Mark. Ma era cos arrabbiata , che non gliene
importava. Che soffrisse un po' anche lui!
Mark sapeva come la irritava sentire parlare dell'influenza
di suo padre. Si erano sempre detti tutto - i
momenti pi umilianti, i periodi pi tristi, i sogni: niente
era troppo sacro o terribile per non poterlo condividere.
Eppure, a volte, aveva l'impressione che Mark desse per
scontato il suo amore. Come avrebbe reagito, se avesse
pensato che c'era un altro uomo nella sua vita? Avrebbe
lottato per lei o l'avrebbe lasciata andare perch non
sopportava le sgradevolezze? Era per questo che non
poteva parlare di suo padre. Mark semplicemente non
aveva il coraggio di affrontare la discussione che ne sarebbe
certamente seguita. Era un argomento proibito.
Suo padre s'era dato da fare a smuovere le fila per lei
durante tutta la vita e le cose non sarebbero certo cambiate
ora. Jan si chiese se avesse gi visto i giornali del
mattino. Sapeva che era solo questione di minuti, prima
che chiamasse. Era fortunata ad avere un padre cos
meraviglioso. Un giorno anche Mark l'avrebbe apprezzata.
Lei almeno lo sperava.

 Capitolo 9.

Inizio degli anni Sessanta
Winterberry Farm
Fauquier County, Virginia.
Il suo paparino aveva sempre un cos buon odore, sapeva
come di limone e di trucioli di legno che bruciavano. La
piccola Jan si arrampic sul suo grande e comodo grembo,
attaccandosi alla stoffa dei pantaloni e issandosi fino
alle sue ginocchia. Poi lui la prese tra le braccia e la
sollev. Lei si rannicchi come un gattino, coi piedini
nascosti sotto la lunga camicia di flanella, sollevati sul
bracciolo della grande poltrona.
Appoggi la testa contro il grande e forte petto di pap.
Quando lui parlava, Jan si sentiva rimbombare la voce
contro la guancia e il lato del collo.
Allora, topolino, (rimbombo), raccontami della
festa.
La festa era stata diverse settimane prima, ma lui allora
era a... Parigi? Londra? Oz?
Caroline Kennedy e io avevamo lo stesso abitino. Si
rannicchi pi vicino al pap, al ricordo di come s'era
sentita imbarazzata per essere vestita come la bambina
che compiva gli anni.
Era okay?
No.
Ti ha fatto sentire male?
S.
Ma tu eri pi carina.
Tu credi? disse alzando gli occhi per guardare il
grande viso del pap.
Lo so, dichiar lui, e le premette le labbra sulla
fronte.
Anni pi tardi Jan sarebbe riuscita a esprimere a parole
come si sentiva mentre stava in grembo a suo padre,
avvolta tra le sue braccia, al calduccio davanti al caminetto,
in una fredda serata di primavera alla Winterberry
Farm. Sicura. Amata. Protetta.
Lui la port semiaddormentata su per la grande scala
curva che conduceva alla sua stanza. Lei si teneva stretta
a lui mentre percorrevano il lungo corridoio buio e passavano
davanti alla stanza di sua madre: era buia, come
sempre. Sua madre era in citt, a un ballo o a un party o
forse era rimasta da amici per il week-end. Non importava.
Adesso il suo pap era l. E l'indomani avrebbero fatto
una lunga cavalcata nel bosco. Avrebbero fatto un picnic
sulle rive del suo ruscello, su un grande sasso piatto,
all'ombra delle foglie nuove del grande salice piangente, e
lui le avrebbe raccontato di tutti i posti meravigliosi in cui
era stato e dove un giorno l'avrebbe condotta con s.
La pos dolcemente sul letto e le rincalz fin sotto il
mento il morbido piumone.
A chi tocca stasera: al Signor Orsetto o a Madama
Coniglietta?
Al Signor Orsetto, decise la bambina, agitando i
piedi per l'eccitazione.
Lui prese il morbido giocattolo di pelouche, tir indietro
le coperte e glielo mise stretto sotto il braccio. Ecco
il Signor Orsetto, disse, rimettendo a posto le coperte.
Si chin su di lei e le baci le palpebre chiuse, prima una,
poi l'altra. Era il loro rito della buonanotte. Chi  il mio
amore?
Jan. Net. La piccola pronunciava il suo nome come
se fossero due parole.
E chi  Janet?
La pi carina, la pi intelligente e la pi fortunata
bambina del mondo.
E quanto bene le vuole il suo pap?
Pi della vita, rispose la piccola, girandosi sul fianco
per guardarlo mentre le spegneva la luce accanto al
letto.
Appena lui se ne fu andato, Janet si rincantucci ancora
di pi sotto le coperte, stringendo il suo orsetto e
ripetendo mentalmente: Pi della vita.
A sette anni Janet cadde dalla pergola dell'uva e si fece
un taglio di dieci centimetri sulla fronte.
Sua madre stava riposando e Richard, l'autista, la
port al Leesburg Hospital. Janet dovette aspettare parecchio
che le mettessero i punti, perch l'ospedale non
accettava la firma di Richard per l'autorizzazione. Alla
fine sua madre era arrivata, aveva firmato le carte e finalmente
avevano potuto cucirle la testa. Aveva dovuto
restare in ospedale per la notte, in osservazione, e quando
si svegli trov sua madre in lacrime accanto al letto. Sua
madre le diede una bottiglietta di idratante Este Lauder,
che profum tutta la stanza. Pi tardi Jan la regal a
un'infermiera.
Sua madre le disse che il pap aveva telefonato da
Ginevra e che si era arrabbiato moltissimo, quando aveva
saputo che Jan era caduta, s'era tagliata la testa ed era in
ospedale. Jan sapeva che pap non ce l'aveva con lei.
Glielo aveva detto tante volte, che non si sarebbe mai
arrabbiato con lei.
Ora posso tornare a casa, mammina? chiese speranzosa.
S, tesoro. A patto che tu stia molto attenta e non
vada a giocare in giardino.
Mi porti tu a casa?
Tesoro, mammina deve andare a Washington per una
prova del sarto. Ti porter a casa Richard e Odille ti
preparer un bel pranzetto.
Jan era delusa. Non potresti portarmi a casa tu, mammina?
Mi dispiace, cara, non posso proprio. Non oggi.
Non oggi, pens la bambina. Non oggi.
La madre di Jan, Janine Sumner, era molto bella.
Quando era tutta ben vestita e truccata, vale a dire sempre
eccetto quando stava riposando, somigliava tutta a
Grace Kelly.
Mamma e pap erano amici dei Kennedy e andavano
sempre alle feste con loro. Sua madre si vestiva nello
stesso stile di Jacqueline Kennedy, con quei buffi cappellini
a tamburello e gli abiti senza maniche, a tunichetta,
col soprabito uguale. Qualche volta si pettinava anche i
capelli, che aveva color gelato alla vaniglia, come Jackie
Kennedy.
Per Natale il taglio sulla fronte di Janet era ormai solo
una sottile cicatrice d'argento. Natale era un periodo
molto speciale a Winterberry Farm. Le ondulate colline
della Virginia erano spruzzate di neve. C'erano i festoni
di sempreverdi e i grandi nastri di velluto rosso per tutta
la casa. C'erano sempre due grossi abeti che toccavano il
soffitto, uno nell'atrio principale e l'altro in biblioteca,
vicino al caminetto. La settimana prima di Natale Winterberry
si riempiva di gente e tutte le stanze da letto erano
occupate.
La zia preferita di Jan era zia Constance. Era bella,
rideva sempre e portava fili di perle annodati. Quell'anno
zia Constance venne col suo nuovo marito. Jan non ricordava
quasi pi gli altri due. Questo era molto alto, con i
capelli bianchi e il viso roseo. Parlava con l'accento inglese
e aveva modi molto educati, ma discuteva troppo con
pap di guerra, di politica, del presidente Kennedy e del
padre del presidente Kennedy, che a quanto pare conosceva,
ma non amava molto. Il nuovo marito di zia Constance
si chiamava Lord Maubry, ma tutti lo chiamavano
Tookie.
Il giorno di Natale sua madre indossava un abito lungo
di velluto rosso scuro con lo strascico e un bordo scintillante
intorno al collo e all'orlo. Portava i capelli raccolti
sulla nuca e aveva altre cosine luminescenti sui capelli.
Jan pens che in fondo somigliava molto a Grace Kelly.
C'era una grande cena, champagne a fiumi e in tutte le
stanze erano accesi i caminetti, anche nella camera da
letto di Jan e in cucina.
L'indomani Richard, l'autista, aveva il suo giorno di
libert e chiese a Jan se le sarebbe piaciuto andare a
Leesburg a uno spettacolo. Suo padre era dovuto partire
urgentemente per il Sudamerica. Tutta eccitata Jan s'era
precipitata su per la grande scala rotonda e poi gi per il
corridoio fino alla stanza di sua madre per avere il permesso.
Quando fu davanti alla porta della stanza di sua madre,
Jan sent delle voci. Prov ad aprire la porta, ma con suo
grande stupore la porta era chiusa. Sentiva sua madre
gemere e gridare, come se stesse male, ma non sembrava
che gemesse di dolore, mentre gridava : Ancora, ancora!
A un tratto Jan si sent spaventata, impaurita da qualcosa
che non capiva, qualcosa che le diceva di scappare
via pi in fretta che poteva, prima che sua madre si
accorgesse che lei era l, ad ascoltare.
Jan corse via, col cuore che le batteva forte, mentre gli
strani versi di sua madre le pulsavano nelle orecchie.
Pi tardi quella notte, quando la temperatura cal sotto
zero, Richard le fece dondolare davanti agli occhi una
grande lampada accesa... Jan s'era avvolta in una coperta
da cavallo e s'era nascosta nell'angolo d'un box vuoto
nella scuderia.
Sua madre venne a trovarla all'ospedale di Leesburg.
Jan si rincantucci tutta sotto le coperte, ma lei aveva
sollevato un lembo della tenda a ossigeno: il fiato
della mamma aveva uno strano odore e il suo viso era
gonfio. Le disse che piangeva perch Jan era molto
ammalata e che doveva guarire subito, perch pap
aveva cambiato idea, non stava pi in Sudamerica per
un'altra settimana, ma tornava a casa.
Tua madre e io pensiamo che sarebbe bene che tu
andassi in collegio come interna, disse il pap, mentre
cavalcavano l'uno accanto all'altra attraverso il frutteto
di alberi di mele.
Allora non ti vedr pi, disse la bambina tutta
triste.
Ma certo, che mi vedrai. Verr a trovarti ogni volta
che torner a casa.
L'idea di dover lasciare Winterberry la rattristava
molto. Jan non disse pi nulla finch non raggiunsero il
loro solito sasso piatto per il picnic. Scese da cavallo e
abbandon le redini sulla testa dell'animale, che si
ferm sulle chiazze d'erba morta sul terreno semigelato.
Anche suo padre smont. Rimasero in silenzio a
guardare i gorghi neri d'acqua tra i frammenti di
ghiaccio sporgenti dalle due rive.
Devo proprio andare, vero? chiese Jan, senza
guardare suo padre.
Temo di s, amore. La voce dell'uomo era grave e
triste.
Tu e mamma divorziate, non  vero?  per questo
che devo andare via.
Suo padre non rispose. Allora Jan alz gli occhi e
vide che stava fissando l'acqua, con le mani affondate
nelle tasche della sua grande giacca di montone. Alla
fine l'uomo disse: Non ti ho mai mentito, Jan, e non
comincer a farlo ora.
Allora  vero che divorziate?
Jan, cos non va. Ci ho provato, ma non so darle il
genere di vita che lei vuole.
 per via del bere?
Lui si gir a guardarla. Cosa ne sai, tu?
Ci vedo e ci sento, pap.
Che cosa, per esempio?
Non ha importanza. Non poteva certo raccontargli
del giorno dopo Natale. Non aveva nemmeno il vocabolario
adatto per descrivergli quello che aveva sentito, senza
morire di vergogna, proprio l, sul quel prato ghiacciato.
No, disse lui lentamente. Alla fin fine, credo proprio
che non abbia importanza. Quello che  fatto, 
fatto.
Ma devo proprio andare via, paparino? Si sentiva
quasi parte di quell'acqua scura che gorgogliava, mulinava,
roteava, sempre pi gi.
Lui le pos le mani sulle spalle e la tir davanti a s. La
racchiuse tra le braccia e le fece appoggiare la nuca sul
proprio petto. Topolino, non posso sopportarlo. Fammi
trovare una soluzione. Forse c' un modo per farti restare
a casa, dopotutto.
Pap, sarebbe magnifico! disse lei stringendogli il
braccio e appoggiando la guancia sulla pelle morbida
della sua manica. Davvero vuoi farlo?
Pi della vita, rispose lui, e rise. Lei sent la risata
rimbombarle nella nuca.
Quella primavera Jan e Odille riposero il Signor Orsetto
e Madama Coniglietta, tutti i suoi libri e i suoi vestiti in
un enorme baule che Richard aveva portato su dalla
cantina di Winterberry. Jan disse addio a Odille, allo
stalliere e al suo cavallino. Sua madre era in Arizona, a
una fonte termale, le dissero. Nessuno da allora le parl
pi di sua madre e Jan a un certo punto cap che doveva
essere morta.
Richard mise tutto quanto nella giardinetta Chrysler e
port Jan a Washington, a Georgetown. Era tutto deciso.
Jan avrebbe avuto l'intero ultimo piano della casa di zia
Constance. Tutte le stanze erano chiuse, eccetto la sua
grande camera da letto e un salotto con una immensa
vetrata che dava sul fiume. C'erano un sacco di vecchi
mobili, grossi e comodi, arrivati lass ogni volta che i
piani inferiori erano stati riarredati, cosa che accadeva piuttosto
spesso. C'era un enorme televisore, uno stereo, una
cucinetta chiusa con due antine, dotata di un piccolo
fornello e di una ghiacciaia, come diceva zia Constance.
Ma il momento pi bello fu quando Richard le mostr
la grande camera da letto al secondo piano: era l dove
sarebbero stati lei e suo padre, quando lui avrebbe fatto
ritorno a casa dai suoi viaggi.
Pap torn per una settimana a Natale e per qualche
giorno d'estate, mentre Jan era a un campeggio musicale.
Ci furono lettere, scritte a macchina e firmate da suo
padre, e scatole con dentro dei golfini sempre d'una
misura troppo piccola e libri che lei aveva gi letto.
Quando suo padre telefonava, lei si precipitava senza
fiato a rispondere nell'atrio, mentre lacrime di gioia le
inumidivano gli occhi. Di notte stava sveglia pensando a
lui. Immaginava di essere con lui in macchina, lungo la
riva del mare, oppure di star camminando in mezzo a un
temporale e che poi lui la portasse in un bel ristorante a
mangiare i cibi che lei preferiva. In quelle conversazioni
che esistevano solo nella sua fantasia, Jan diceva sempre
cose molto intelligenti e brillanti, tanto che suo padre
rideva e la abbracciava.
Per il quattordicesimo anno di et la macchinetta ai
denti pot finalmente essere abbandonata. Per festeggiare,
zia Constance le fece fare le lenti a contatto. Dalla sera
alla mattina Jan pot guardarsi in viso senza dover strizzare
gli occhi, mentre la sua figura ora faceva voltare gli
uomini per la strada. I capelli color biondo miele le
ricadevano morbidamente sulle spalle, addolcendo la linea
degli zigomi alti e gli occhi grigio-verdi ben distanziati.
Quel Natale suo padre la tratt come una persona
completamente diversa, adulandola, portandola a cena
all'F Street Club, presentandola a gente che evidentemente
ignorava perfino che lui avesse una figlia.
Miracolosamente, Jan stava sbocciando.


Capitolo 10.

Primavera 1973
Scuola Episcopale femminile
di St. Margaret
Ladysmith, Virginia.
La preside non era per niente contenta. Jan, mi metti in
una situazione imbarazzante.
Non capisco perch, ribatt educatamente. Era seduta
su una sedia Windsor, ben eretta, con le caviglie
unite. L'orlo della gonna pieghettata dell'uniforme scolastica
le copriva la cima dei calzerotti grigi a cordoncino.
Aveva diciassette anni, era al terzo anno di liceo e la vita
non le era mai sembrata tanto eccitante.
Sai bene che la regola in questa scuola  di quattro
giorni liberi al trimestre. Tu sei gi stata via sei. Tuo
padre ha telefonato e ha chiesto di fare eccezione per te.
Mi dispiace, Miss Daniels. Jan abbass la testa e
nascose un sorriso. Tutte le ragazze a scuola sapevano
che Miss Daniels era una ex hippie che viveva a Georgetown
con un professore di legge, renitente alla leva. Non
s'era mai depilata le gambe finch non aveva avuto il
posto di preside alla St. Margaret e se si fosse frugato
nella sua borsetta, come aveva fatto la migliore amica di
Jan, si sarebbe trovata una scorta segreta di Maui-Wowie.
Eppure eccola l a giudicare con l'aria della Regina Elisabetta
la vita di Jan e il suo padre.
Rendi le cose difficili per le altre ragazze.
Mi dispiace, Miss Daniels.
Bene, fece lei. Immagino, considerata la posizione
di tuo padre... Scarabocchi il nome di Jan su un foglietto
di carta e glielo porse. Mi dice che sei stata invitata
dal governatore Rockefeller per una cena domani sera.
S, signora.
Tu sai, Jan, che qui alla St. Margaret abbiamo avuto
varie rappresentanti della famiglia Rockefeller. Non
posso dire che mi dispiaccia sapere che la nostra scuola
sar rappresentata alla tavola del governatore.
Sissignora. Grazie per la sua comprensione. Jan si
alz e prese il foglio di carta.
Tuo padre mander una macchina a prenderti domani
a mezzogiorno. La direttrice si alz. Penso che sarai
di ritorno per il vespro, vero?
S, Miss Daniels. Jan raccolse i libri e la blusa della
tuta che aveva posato per terra. La ringrazio molto.
Jan si precipit fuori dall'ufficio della direttrice con il
cuore in gola. Aveva sconfitto le regole ancora una volta.
La cena di Nelson Rockefeller poteva anche essere importante
per Miss Daniels. Per Jan, l'unica cosa che contava
era stare con suo padre.
Il giorno dopo, a mezzogiorno in punto, la Mercedes
nera dell'ambasciatore Sumner si fermava dolcemente
vicino alla fontanella di fronte all'edificio dell'amministrazione.
Sforzandosi di non correre, Jan oltrepass
rapidamente la porta e scese la scalinata di gradini lastricati.
Indossava un appropriato vestitino di flanella grigia,
camicetta bianca e scarpine basse di vernice.
L'autista era in piedi, accanto allo sportello aperto
dell'auto scintillante. Jan intravedeva all'interno i pantaloni
di suo padre. Era seduto all'estremit del sedile e
aveva posato accanto a s uno scatolone quadrato, legato
con un nastro di raso bianco.
Jan si sarebbe volentieri precipitata nell'auto, ma cinque
anni come allieva della scuola episcopale per fanciulle
e i week-end con la mondana zia Constance, le avevano
insegnato a comportarsi da signora.
Buongiorno, Miss Sumner, salut l'autista.
Buongiorno, Renaldo, rispose Jan, con un sorriso,
mentre saliva in macchina. Scivol sul sedile e si gett tra
le braccia del padre.
Ciao, topolino, tuon lui. Non schiacciare il tuo
regalo.
Oh, che cos'? chiese lei eccitata. E si tir la scatola
in grembo.
Vedrai, disse lui adesso. Abbass il vetro divisorio
interno. Al National Airport, per favore, Renaldo.
Aeroporto? esclam Jan, mentre l'auto percorreva
silenziosamente la curva del viale. Ma non dobbiamo
andare a pranzo da zia Constance?
Non pi.
Paparino, si stup lei ridendo, perch andiamo
all'aeroporto?
E da l che partono gli aerei per New York.
Stai scherzando! Non ci credo. Perch?
Perch  l che un mio amico ha parcheggiato il suo
aereo, che ci porter a Parigi.
Domenica, all'ora del t, l'ambasciatore chiam Miss
Daniels dalla loro suite all'ambasciata americana. Jan
aveva un tremendo raffreddore, probabilmente se l'era
preso sulla terrazza a Pocantico Hills, c'era in giro un
sacco d'influenza. S, certo. S, certo. E mentre mentiva,
faceva le boccacce a Jan. Naturalmente, porger al governatore
Rockefeller i suoi saluti.
Jan si copr la bocca per soffocare le risate e allung
l'altra mano verso un tartufo al cioccolato sul vassoio del
t.
L'ambasciatore riattacc e scoppi a ridere. Probabilmente
non potr tornare prima d'una settimana,
ripet, scimmiottando se stesso, battendosi la mano sul
ginocchio. Siamo liberi, topolino mio! grid. Liberi
nella gaia Parigi!
Oh, paparino, rise Jan. Finirai per farmi cacciare
da scuola.
E chi se ne frega, strepit lui, fuori di s per la
gioia. Andiamo, ragazza mia, mettiti la giacca nuova
di pelliccia e usciamo a fare baldoria. Ho prenotato alla
Tour d'Argent per cena e poi si va alla Coupole e poi
chiss dove finiremo.
Finirono a passeggiare sottobraccio lungo la Senna
fino all'alba. Jan si rincattucciava nel morbido lusso
della giacca di volpe argentata e cercava di stare al
passo con suo padre. Le piaceva la giacca nuova. Le
piaceva Parigi. E amava talmente suo padre che sentiva
un nodo stringerle la gola solo a guardarlo.
La gita a Parigi fu l'inizio d'un patto segreto fra loro
due. Loro due erano gli avventurieri che dovevano
conquistarsi la libert in modo furtivo e capriccioso. I
cattivi da battere erano la preside del St. Margaret e, a
volte, zia Constance.
All'ultimo anno di liceo si resero conto che Jan aveva
marinato talmente tante lezioni, da compromettere
seriamente la possibilit di diplomarsi con le compagne.
Ridicolo! tuon l'ambasciatore Sumner.
Non  affatto ridicolo. La ragazza ha sbagliato
l'esperimento finale di matematica e ha cinque in
chimica e in logica, disse la preside con decisione.
Non so dove si potr trovare un college che la
prenda, in queste condizioni!
E che mi dice allora del voto in storia dell'arte,
Kathryn? insisteva lui, agitando la pagellina di Jan.
E poi guardi... qui c' un sette pi in francese, che
potrebbe benissimo essere un otto, perch mia figlia
parla francese meglio d'un cameriere del Plaza Athne.
Osserv la pagella. E guardi un po', sette anche in
inglese! Conter pure qualcosa!
Buck, sono preside qui da parecchi anni. Abbastanza
per avere visto senatori, membri di gabinetto, industriali
milionari e re deposti perorare la causa delle loro adorate
figliolette. Ma il mio primo dovere  di essere onesta con
l'educazione di sua figlia. Non posso permettere che si
diplomi senza i dovuti requisiti.
Buck Sumner si sedette, l'aria sconfitta. E va bene,
Kathryn. Cosa dovremmo fare? Tenga a mente che voglio
vederla fuori di qui. Ho altri progetti, per lei.
Ha bisogno di un tutore. E io conosco l'uomo adatto.
Un uomo? Perch deve essere proprio un uomo?
Perch Jan ha disperatamente bisogno d'aiuto in matematica
e scienze e lui  il meglio che ci sia.
Non voglio qualche stupido ragazzetto che possa magari
farsi delle idee.
Non credo che questo sar un problema, ribatt lei,
allungando la mano verso un'agendina di pelle. Si chiama
Ian Vreen.  un uomo molto gradevole. Laureato a
Yale. Ha fatto il tutore presso alcune tra le migliori
famiglie di Washington. Credo sia perfetto, per Jan. Tra
l'altro, credo sia anche da un po' di tempo il compagno di
sua sorella, lady Maubry.
Mmm, grugn l'ambasciatore.
Si fidi di me, Buck, sorrise Kathryn Daniels.
Ian Vreen portava dei meravigliosi abiti alla F. Scott
Fitzgerald, pantaloni di lino color gelato con la piega
perfetta, e giacche a doppiopetto con grandi spalle imbottite
molto prima che le portassero tutti. A Jan ricordava
una foto del duca di Windsor al tempo in cui era re.
Aveva capelli sottili color sabbia, portava il pince-nez,
che gli tremolava sul naso quando parlava.
Si ritenne opportuno che Jan vivesse con zia Constance
per tutto il resto dell'anno scolastico e frequentasse il
collegio come allieva esterna. Per seguirla negli studi, Ian
avrebbe dovuto recarsi nella villa di Georgetown tutti i
giorni alle quattro e tutta la giornata di sabato. Ben presto
Ian, che era amico, confidente e scorta di zia Constance,
fin praticamente per vivere anche lui alla villa.
Fin dal primo momento, Jan rimase affascinata da quell'uomo.
Finalmente aveva un vero amico, una persona
con cui potesse davvero confidarsi. E quell'amicizia fu
infatti molto importante nella vita di Jan.
Nonostante tutte le amicizie e l'influenza di suo padre,
fu Ian che riusc a farla ammettere all'universit del Maryland,
perch aveva un intimo amico nel consiglio di
amministrazione. Ian Vreen aveva una vera e propria rete
di intimi amici in citt in ogni campo, dalla Corte
Suprema di Giustizia agli arredatori e perfino tra giornalisti
di fama mondiale. Solo pi tardi Jan cap come mai
questi uomini si conoscessero.
Quando Jan si laure, fu ancora Ian Vreen che grazie a
un intimo amico che lavorava nel settore acquisti di
Garfinckel le trov un posto al Dipartimento progetti
speciali, come organizzatrice di sfilate di moda e di pranzi
di beneficenza per le signore di Washington. L'ambasciatore
diede la sua approvazione. Era un lavoro adatto
per una ragazza col tipo di educazione e di ambiente di
Jan e inoltre le lasciava molto tempo libero per viaggiare e
per fare da padrona di casa alle cene dell'ambasciatore,
nella vecchia casa di Kalorama Road.
Fu durante una colazione di beneficenza per il Child
Hospital che Mark Kirkland entr nella vita di Jan. Lei
aveva l'incarico di trovare un oratore. Il focoso corrispondente
del Newsweek era appena tornato dall'Afghanistan
ed era molto richiesto per parlare delle sue avventure
tra i ribelli. Jan si innamor di lui ancora prima che
aprisse bocca.
Man mano che la loro storia d'amore procedeva, era a
Ian che Jan raccontava i suoi segreti, era dei consigli di
Ian in materia di cuore che aveva bisogno e fu sempre Ian
che, per primo, accenn a suo padre che probabilmente la
figlia aveva dato il suo cuore a un altro uomo.


Capitolo 11.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 9,15
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
Ufficio del Capo di Protocollo.
Le veneziane dell'ufficio della segretaria di Jan filtravano
il sole del mattino, gi alto e bruciante. Non pensi che
avessero ragione, Barbara?
Chi e a proposito di che cosa? chiese Barbara. Stava
inserendo dei nomi nel computer accanto alla sua scrivania.
La gente che diceva che non avrei dovuto sposare un
uomo cos pi vecchio di me.
Sciocchezze.
La gente che diceva che uno scapolo di quarant'anni 
troppo radicato nelle sue abitudini.
Suppongo che tu e Mark abbiate avuto un altro piccolo
dissidio. Avreste dovuto essere al colmo della felicit,
con l'articolo del Post di stamane. Cosa  successo?
Jan si lasci andare sul divano e recuper abilmente
un cumulo di riviste che stavano per scivolare per terra.
Oh, Barb, sospir, non  mai finita.
Di che si tratta, stavolta?
 la solita storia. O  per la casa grande come una
scatola di fiammiferi con dei mega mobili, o  per mio
padre. Oggi era per pap.  quasi sempre per pap.
Ehil, hai un vero problema, disse Barbara. Smise di
battere sulla tastiera del computer e alz gli occhi su Jan.
Il lavoro di Mark non  certo d'aiuto.  massacrante.
Credo davvero che essere capo di gabinetto sarebbe pi
riposante che dover affrontare quei segugi tutte le mattine.
Forse avreste bisogno tutt'e due di una vacanza.
Sorrise. Nel frattempo, signora, abbiamo un funerale da
organizzare. E indic il print-out del servizio funebre e
la lista degli invitati. Questa  un disastro. Se solo fosse
gi morto qualcuno dell'amministrazione, ora saprei come
regolarmi. So gi che finir per lasciare fuori qualcuno.
Queste parole bastarono a far uscire di colpo Jan dalle
sue deprimenti riflessioni su Mark. A proposito, Barbara,
non ti sembra curioso che Bradford Barry fosse all'Hay-Adams,
domenica notte? Nessuno ha detto con chi
dovesse incontrarsi, in quell'albergo.
Barbara strinse le labbra e annu.
Sai, mi sono completamente dimenticata di chiederlo
a Mark, disse Jan, scuotendo la testa.
Meglio non tirare in ballo l'argomento, per ora.
Vorrei davvero saperne di pi, su quello che sta succedendo.
Pensi sia in atto un'insabbiatura?
Barbara come al solito si strinse vagamente nelle spalle.
Boh, forse s e forse no. Non si sa mai come vadano
le cose, lass. Stacc gli occhi dal computer e tamburell
le dita sulla scrivania. Hum, Jan... cominci, esitando.
Hum... ogni volta che cominci una frase cos, si tratta
sempre di qualche cattiva notizia.
Senti, per caso hai letto l'articolo di Deena Simon,
stamane?
Cerco di tenere l'Observer per quando ho digerito la
prima colazione. A chi cerca di distruggere la vita, oggi?
Penso faresti bene a leggerlo.
Jan sent un brivido correrle per la schiena, mentre
Barbara le ripiegava il giornale alla pagina dell'articolo in
questione. Ma ho davvero voglia di leggerlo? chiese.
Barbara picchiett il giornale. No, ma  meglio che tu
lo legga.
Jan rimase letteralmente a bocca aperta, mentre leggeva.
Prese lentamente il giornale dalla scrivania e torn
verso il divano, rileggendo una seconda volta l'articolo.
Barbara, ma cos' questa spazzatura?
Spazzatura, ripet lei in tono casuale.
Ma sembra parli proprio di Mark. Uno degli uomini
al vertice... la nobile moglie. Jan cercava di controllare
la propria voce. Ma perch dovrebbe scrivere questa
roba? Se si suppone che sia Mark,  assolutamente una
menzogna.
Tu lo sai e io lo so. Altre persone potrebbero non
saperlo.
Ma che cosa orribile. Ci sono delle leggi, contro questo
genere di porcherie. Sono sbalordita. Jan si sentiva
quasi sul punto di piangere.
Non farti impressionare. Non vale la pena. In questa
citt, alla stampa piace creare degli idoli, per poi avere
qualcuno su cui sparare. Deena Simon vuole buttarvi gi
un po' prematuramente. Perch lasciare che i fatti diventino
un buon articolo? Lei prende qualsiasi balla da
chiunque.
Barbara, mi sento male. Immagino che Mark l'abbia
gi visto. Cosa diranno, alla Casa Bianca?
Ormai avr gi avuto il colloquio delle nove. Qualcuno
gli avr chiesto spiegazioni in merito, ne sono sicura.
Jan non riusc a trattenersi oltre. Maledizione! Chiamo
mio padre. E con le mani tremanti, si avvi verso il
suo ufficio.
Per dirgli che cosa?
Be'... lui conosce molto bene Deena Simon. Anzi,
conosce molto bene anche l'editore del giornale. Pu
farli...
Barbara alz la mano come un agente del traffico.
Aspetta... aspetta... aspetta. Rifletti, prima di mettere in
campo l'artiglieria pesante. Potresti crearti fastidi pi
grossi. Credo che dovresti lasciar stare la faccenda per un
paio di giorni. E vedere cosa succede.
Cosa succede?
Forse qualcuno vuole proprio spingerti a una reazione
troppo energica. Mettere in giro malignit  un vecchio
trucco, in questa citt. Questa notizia ha evidentemente
lo scopo di dare inizio a una campagna di pettegolezzi
per screditare tuo marito ed escluderlo dalla corsa al
posto del povero Bradford Barry.
Jan sospir e torn sul divano. Barbara, sar stupida,
ma non capisco cosa ci sia di tanto importante nel posto
di capo gabinetto.
Barbara osserv Jan con un sorrisetto di esagerata impazienza.
Non sei affatto stupida, visto che hai l'intelligenza
di chiedere, quando non sai. Vediamo come posso
spiegartelo. Prova a considerare il ramo executive come
una azienda, se pu servirti come punto di riferimento. Il
Presidente  come il presidente del consiglio d'amministrazione,
ma non usa il gabinetto proprio come un consiglio
d'amministrazione. I membri del gabinetto sono pi
come dei capi divisione o capi del loro dipartimento.
D'accordo, annu Jan.
Comunque, il Presidente, come il presidente di un
consiglio d'amministrazione,  quello che pianifica a lungo
termine.  lui che stabilisce l'indirizzo politico e decide
quali sono i problemi importanti. Per non  lui a prendere
le piccole decisioni di tutti i giorni. Non ha assolutamente
il tempo, per farlo. Ecco perch il capo di gabinetto 
importante.  il manager che quotidianamente interpreta
la politica del Presidente e prende un'infinit di decisioni
in sua vece. Oppure decide chi, tra il personale o nel
gabinetto, dovrebbe prendere una decisione.
A sentirti, sembrerebbe pi importante del vicepresidente
o dei membri del gabinetto.
Assolutamente. Adesso, alla luce di questo, pensi che
Mark vorrebbe questo posto?
Onestamente, non so. Credo di s. Stamattina ha
mormorato qualcosa a proposito di altri capi gabinetto,
come Haldeman, che si occupava di pubblicit, e Dick
Cheney, che veniva dallo staff di qualcun altro, sulla Hill.
Quello da cui traeva pi consolazione, era Haldeman. Ha
detto che era un bravo ragazzo di campagna...'
E guarda cosa hanno fatto queste due persone, per i
loro presidenti. Nixon si  dimesso e gli altri due si sono
dati da fare per la rielezione. Tutto ci dovrebbe dirti
qualcosa, su questo lavoro. Perci vedi che  una grossa
faccenda.
Jan, che per tutto il tempo aveva oziosamente cercato
di fare una culla per gatti con un enorme rotolo di scotch,
alz gli occhi sull'amica. Oh, Barb, sembra tutto cos
spaventoso. Cosa diavolo posso fare per aiutare Mark in
tutta questa storia, che vinca o che perda?
Solo quello che si suppone debba fare ogni brava
moglie di Washington, tesoro. Star pronta a raccattare i
pezzi.


Capitolo 12.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 9,20
Kalorama Road.
Quando aveva cominciato a odiare Echo? Buck Sumner
abbass lo sguardo su di lei, sui suoi capelli platino
perfettamente puliti. Le bretelline del body nero le erano
scivolate dalle spalle, dandole un'aria seducente e un po'
sciatta. Quando Echo allung una mano verso la cerniera
lampo, il Piaget d'oro che portava al polso scintill nel
sole del primo mattino. Echo apr la cerniera della patta e
appoggi la testa contro la stoffa dei pantaloni del completo
Saville Row. Buck Sumner ne ordinava cinque ogni
anno al suo sarto londinese. Lei infil dolcemente la
mano dentro i boxer di cotone egiziano da quaranta
dollari. Il denaro, antico e guadagnato, aveva i suoi privilegi.
Buck non doveva niente a nessuno. Col denaro s'era
comperato quella grande, vecchia casa in un quartiere
prestigioso, aveva dato a sua figlia un'educazione costosa
nelle migliori scuole private e mantenuto la sua segretaria,
Belle, in un lussuoso appartamento sulla Connecticut.
Per Buck Sumner la cosa migliore che il denaro poteva
dargli era il suo dominio. Materialmente, non gli mancava
nulla, ma lui sapeva benissimo che non era il suo
denaro a portare Echo nella sua casa almeno una volta
la settimana a offrirgli l'unico suo piacere sessuale. No,
Echo stava l in ginocchio davanti a lui solo per il suo
potere.
Dio, com'era brava. Buck con un lieve sibilo e per un
attimo si aggrapp ai braccioli di pelle della sua poltrona.
La vista gli si annebbi, mentre fissava la luce sulla
chioma di platino.
I loro incontri mattutini erano diventati una specie di
rito formale. I primi anni facevano veramente l'amore,
passando infinite ore di giorno e di notte nell'esplorazione
e nella scoperta dei loro rispettivi corpi. Anche ora che
si avvicinava alla quarantina, Echo era sempre uno
schianto di donna, ma a Buck non piaceva doverle stare
troppo vicino. Le sottili rughe intorno agli occhi lo disturbavano,
perch gli rammentavano che anche lui stava
invecchiando.
Echo era la donna con la mente pi eccitante che
avesse mai conosciuto. Era ambigua e abile nel cercare di
ottenere quello che voleva dalla vita. Buck sapeva che
non era il denaro, quello che Echo voleva. Echo ambiva
ad avere potere e amici nei posti giusti. Le persone che ti
dovevano non solo i propri mezzi di sussistenza, ma
anche la loro fetta di potere erano, se non i pi affettuosi,
certo i pi fedeli del mondo.
S, Buck la odiava, ma aveva bisogno di lei e lei lo
sapeva. Detestava questa dipendenza, questo avere bisogno
di un altro essere umano che facesse per lui qualcosa
che era meglio di qualsiasi cosa lui potesse fare per se
stesso. Poteva sempre cambiare sarto, fornitore di vino,
massaggiatrice, ma Echo controllava l'ultimo baluardo
della sua giovinezza, con le sue mani e la sua bocca.
Trattenne il fiato, quando lei attorcigli la lingua per
eccitarlo, fissandolo con occhi sorridenti, provocanti,
che deridevano la sua necessit e confermavano il proprio
potere su di lui.
Echo si muoveva molto lentamente, prendendolo tutto
in bocca, arrivando quasi a inghiottirlo. Era un peccato
che adesso lasciasse quel lavoro alle sue ragazze. Il
mondo sarebbe stato un luogo migliore se Echo avesse
condiviso il suo talento speciale.
Durante queste sedute con Echo, Buck amava ingaggiare
una lotta tra il proprio corpo e la propria mente,
solo per prolungare il piacere, per rendere pi difficile il
lavoro a Echo, per spronarla a essere pi creativa.
Lei spinse la testa da un lato. Buck vide le lunghe
ciglia premute con determinazione contro le guance,
mentre era concentrata nel suo lavoro. Vederla a occhi
chiusi gli riport il ricordo di quella mattina di cinque
anni prima, quando aveva cominciato a odiarla. Si erano
infilati tra le morbide lenzuola di lino del Danieli, a
Venezia, all'alba, e avevano fatto l'amore in modo rapido,
quasi violento, in un grande letto a baldacchino.
La serata era finita in un bisticcio con tanto di urla in
piazza San Marco. Echo era rimasta per ore a ballare in
un club buio pesto con un estraneo, che aveva eccitato
fino alla palese erezione sulla pista da ballo, mentre
Buck, offeso e furibondo, stava seduto a un tavolino
d'angolo a ubriacarsi.
Dopo aver fatto l'amore, Buck s'era seduto sul bordo
del letto a guardarla dormire. Lunghe ciglia nere ombreggiavano
una pelle bianca, quasi diafana. In quel
momento aveva capito di avere dinanzi a s una donna
che serviva solo se stessa. Echo amava il sesso con lui
non per il piacere che ne traeva, ma per il controllo che
le dava su di lui; lui, che l'aveva creata, le aveva
insegnato tutto e, una volta, possedeva su di lei un assoluto
controllo.
Lottando contro l'impulso violento a lasciarsi finalmente
andare, Buck spinse la sua mente ancora pi indietro,
agli uomini che aveva servito da giovane: Roosevelt e
Truman. Con Eisenhower aveva imparato a perdere a
golf. Solo con l'elezione di Kennedy, aveva cominciato a
sentirsi profondamente coinvolto. Anzi, aveva lasciato il
servizio governativo per aiutare un uomo che si credeva
suo amico. Troppo tardi aveva scoperto che Kennedy non
si prendeva mai sul serio, come presidente. Era Bobby il
serio della famiglia, e Buck aveva sostenuto Bobby in una
serie di progetti speciali, che andavano dalla vendetta
contro il Sindacato Camionisti alla Baia dei Porci. Ma
dopo quello che gli aveva fatto Jack Kennedy, Buck non
aveva mai rimpianto di avere mollato Bobby e avergli
tolto il suo sostegno dietro le quinte per la Commissione
Warren o negli sforzi compiuti personalmente da Bobby
per risolvere i fatali eventi di Dallas.
Molti presidenti si erano dovuti rendere conto che
Buck Sumner era uno che otteneva dei risultati. Ma l'altezzoso
Mister Candore, Donald W. Kane, sulle prime
era stato riluttante a servirsi di Buck, anche se adesso
sembrava pronto a sfruttare i suoi servigi.
Echo, ora, aveva cominciato a muoversi pi in fretta.
Buck non riusciva pi a continuare il gioco del disinteresse
per la sua arte. La sua bocca era come morbido
cashmere, ma le labbra erano salde. Ora Echo respirava
pi in fretta e il sudore le imperlava la fronte. Buck allung
un braccio e le premette con forza la mano sulla nuca,
spingendosi verso quel morbido e vellutato punto in fondo
alla sua gola. Gett indietro la testa e chiuse gli occhi,
vagamente conscio degli sprazzi di luce che gli si accendevano
dietro le palpebre, mentre si sentiva esplodere.
Le tese uno dei suoi preziosi fazzoletti di lino irlandese,
mentre lei si alzava con quel sorriso che lui conosceva
cos bene.
Echo si gir, si diresse verso il bagno e chiuse la porta.
Buck sapeva che avrebbe indugiato l dentro per dare
piacere a se stessa. Una volta l'aveva colta sul fatto e
aveva espresso dei commenti. Da allora, non ne avevano
parlato mai pi.
Si vers un mezzo bicchiere di scotch e torn a sedersi
sulla poltrona di cuoio. Rilassato e appagato, rimise in
ordine le fila dei suoi pensieri, come erano prima che
Echo venisse a compiere la sua settimanale magia.
Meno d'un mese dopo l'elezione di Kane, il Presidente
aveva mandato Dalton Riggs a Kalorama Road per una
missione molto privata. Riggs non aveva mostrato nessun
interesse per i giocattoli elettronici di Buck: telescrivente,
computer, telefax e i pi sofisticati sistemi di registrazione...
strumenti per un'informazione moderna e per raccogliere
notizie segrete. Respingendo vivacemente l'offerta
d'uno scotch vecchio di dodici anni, Dalton Riggs aveva
informato l'ambasciatore che i suoi particolari talenti non
sarebbero serviti nell'attuale amministrazione. Il nuovo,
rettissimo Presidente avrebbe manovrato tutto attraverso
i canali governativi. Buck aveva mentalmente immaginato
Riggs passare un guanto bianco sul polveroso
scaffale del pluridecennale servizio di Buck al suo governo.
Buck aveva sorriso tra s. Quella musica l'aveva gi
sentita altre volte, solo per constatare che poi i presidenti
scoprivano di avere bisogno di lui almeno quanto a lui
piaceva prestare loro i propri servigi.
Per, aveva continuato Riggs, il Presidente non voleva
mostrarsi ingrato nei confronti dei molti anni di servizio
di Buck. Perci era stato autorizzato a offrirgli un incarico
in un'alta commissione governativa, un posto nel
sottogabinetto, o qualunque cosa gli potesse interessare.
A quel tempo, Buck si preoccupava di quel giornalista
che Jan aveva sposato. Poteva essere l'occasione per prendersi
cura di sua figlia, e aveva quindi chiesto che Mark
Kirkland diventasse addetto stampa del Presidente.
Col Presidente aveva parlato solo sei mesi pi tardi,
quando Kane aveva scoperto di avere bisogno di lui -
urgentemente. La chiamata era arrivata luned mattina,
molto presto. Il presidente Kane sembrava decisamente
scosso. Signor ambasciatore? Qui  Don Kane. Mi scusi
se la chiamo cos presto. Buck sapeva benissimo che
Kane fingeva quel tono informale convinto che un tocco
confidenziale servisse meglio allo scopo.
Signor Presidente, aveva risposto Buck, con un saluto
implicito nella voce.
Ha sentito che Brad Barry  morto ieri notte all'Hay-Adams?
Le circostanze della morte sono parecchio strane,
forse compromettenti e io sono preoccupato.
Buck aveva saputo della morte di Barry dopo l'arrivo
della polizia all'Hay-Adams. Ma non c'era bisogno di
dirlo al Presidente; tanto pi che non c'era niente di
particolarmente geniale, in questo. Chiunque si trovasse
nella zona metropolitana con una radio sintonizzata sulla
lunghezza d'onda della polizia poteva averlo saputo.
Oh, davvero, signore! Che brutto colpo! aveva risposto
innocentemente al Presidente.
Ho perso un buon amico e un prezioso capo di gabinetto.
Ma mi permetta di arrivare al punto della mia
chiamata, Buck, aveva detto Kane bruscamente. Poi gli
era venuto in mente qualcos'altro. A proposito, Buck,
devo dirle che quel Mark Kirkland sta facendo un ottimo
lavoro, per me. Ma ne parleremo poi.
Evidentemente non aveva chiamato per fare quattro
chiacchiere. I casi sono due. O Bradford aveva un appuntamento
galante e la donna se l' filata per paura dello
scandalo. Devo aggiungere che questo  uno scenario
probabile. Oppure si  aperta una falla nella sicurezza
nazionale. Ho messo l'FBI, il Servizio Segreto, la CIA e
quegli incompetenti del distretto di polizia a indagare.
Qualcuno verr certo fuori presto. Abbiamo la faccenda
sotto controllo. Per... Il Presidente aveva esitato e s'era
schiarito la gola.
Ci siamo, aveva pensato Buck. Peccato non averci
scommesso dei soldi, sei mesi prima.
Le sarei grato se lei facesse qualche controllo per me.
Dobbiamo nominare immediatamente un nuovo capo di
gabinetto.
Ah! Era questo, dunque. Buck aveva sorriso, annuendo
compiaciuto. Cosa posso fare per lei, signor Presidente?
aveva chiesto, mantenendo un tono distaccato.
Ho tre candidati per il posto e devo prendere una
decisione, prima di venerd mattina.
Buck aveva allungato la mano per prendere la sua
stilografica Mont Blanc e aveva cominciato a scarabocchiare
appunti. Normalmente, avrebbe azionato il suo
sofisticato sistema di registrazione, ma registrare il Presidente
non era solo maleducazione, ma una vera e propria
idiozia. Capisco, signore, aveva detto.
Abbiamo i rapporti dell'FBI su due di loro, ma niente
sul terzo, bench io avessi chiesto un rapporto completo
su tutti, ma l'ufficio pu fare solo lavoro di routine nei
prossimi tre giorni. Le spiegher in un secondo, ma mi
permetta prima di dirle che vorrei essere sicuro che questo
non le causer nessun conflitto personale.
Vada avanti, signore.
C' il generale Dalton Riggs, Eliot Ives e... Mark
Kirkland.
Molto interessante, signore.
Interessante?!  tutto quello che ha da dire, Buck?
Pensavo che Kirkland le piacesse. Come le ho detto,  in
gamba,  onesto e ha l'energia e l'ironia necessarie per
questo genere di lavoro.
Buck aveva mantenuto un tono impersonale. Infatti,
signore.
Sa, prima o poi verr fuori la storia che Brad Barry
stava tradendo la moglie. Lei conosce bene la mia campagna
contro l'adulterio. Non posso permetterlo. Ma non
voglio nemmeno che i moralisti della stampa squalifichino
tutti gli uomini in questa citt per un lavoro al vertice.
Vorrei che lei mi desse una mano. Scopra tutto quello che
pu su ciascuno di loro, anche su suo genero, e poi mi
riferisca il tutto. Vorrei che mi facesse sapere se uno di
loro ha qualcosa che potrebbe rappresentare un serio
problema... Badi, non sto cercando dei santi, ma devo
fare in modo di proteggermi, di cautelarmi. La voce del
Presidente diventava irritante.
Avr tutto quello che le occorre per mercoled, signor
Presidente, aveva detto in fretta Buck.
Non si era disturbato a riappendere il ricevitore. Aveva
premuto 1' 1 per attivare la linea diretta con Echo. Non le
aveva detto nulla della telefonata del Presidente, ma le
aveva nominato solo le persone prese in considerazione.
Diventava sempre pi cauto su quanto le diceva e ora
temeva che anche solo il chiederle informazioni su qualche
possibile segreto di quei tre uomini fosse un grave
errore. Echo si muoveva al di fuori del suo controllo e,
per la prima volta nella loro vita insieme, Buck era seriamente
preoccupato che fosse lei a servirsi delle sue informazioni.
Echo non capiva che anche se i suoi metodi
potevano essere sospetti, i suoi scopi non lo erano. Doveva
dare al Presidente una risposta onesta, perch era per
questo che il Presidente lo aveva chiamato. Sospettava
che Echo si inventasse le risposte. Lei lo aveva negato, ma
lui era nel gioco da troppo tempo per non essere sospettoso.
Non avevano quasi parlato d'altro, nelle trentotto ore
successive. Questa specie di gioco era nettare degli dei,
per Echo. Buck immaginava che fosse il suo unico, vero
piacere sessuale.
Buck si rassett gli abiti e si diresse al bar. Quando
Echo riemerse dal bagno, Buck era gi tornato sulla sua
poltrona preferita, con un altro mezzo bicchiere di scotch
in mano.
Lei s'era ravviata i capelli e rinfrescata il trucco, e
camminava con quell'aria sussiegosa che ostentava sempre
dopo una delle loro sedute. Il passo del potere, pens
Buck, divertito.
Allora, qual  il programma, Buck? Che novit? gli
chiese lei impaziente, prendendogli di mano il bicchiere e
bevendone un sorso. A me risulta che sono tutte persone
da poco. Nessuno di loro merita il posto. Riggs  cos
impettito, neanche si fosse infilato la bandiera americana
nel culo. E sua moglie, poi,  sbronza ancora prima della
minestra a tutte le cene a cui si presenta.
Accidenti, come sapeva essere volgare, certe volte,
pens Buck, sorseggiando ancora un po' di scotch. Volgare,
ma colpiva nel segno, bisognava ammetterlo. Questo
non preoccuperebbe certo Kane. Non  la prima moglie
della Casa Bianca che beve troppo. Vedi un po' se puoi
trovare qualcos'altro su di lui.
Perch preoccuparsi? Tuo genero  perfetto, disse
lei con un'ombra di sarcasmo.
Buck la fiss. Echo sapeva benissimo quanto gli fosse
venuto in odio Kirkland. Non solo gli aveva portato via la
sua bambina, ma era un giornalista fino al midollo. Di
certo Mark vedeva attraverso di lui come attraverso una
torre di gelatina.
Fa storia, osserv Echo. Ti ho gi detto ieri sera
che Sinclare ha passato quella storia di sesso alla stampa
e va in giro a parlare di divorzio, per farlo fuori.
Come fai a sapere che  stata Sinclare?
Perch mi ha letto la notizia prima che comparisse sui
giornali: semplice.
Bada, Echo, non voglio che nessuno ne esca ferito, mi
capisci.
Ehi, non posso mica dire a Sinclare quello che deve o
non deve fare, obiett lei alzando le braccia. Per quanto
riguarda Eliot, continu Echo, ignorandolo e mettendosi
avanti e indietro sul logoro tappeto orientale, deve
avere un curriculum che somiglia tanto a una fedina
penale. Non posso credere che il Presidente lo abbia
preso in considerazione.
Buck sapeva benissimo che Echo non aveva mai potuto
soffrire l'ex senatore. S, certo, era stata felicissima quando
Sinclare aveva cominciato a uscire con lui e l'aveva
anche incoraggiata. Echo pensava a gioielli, pellicce,
un'auto sportiva e un appartamento elegante. Ma era
rimasta disgustata quando s'era resa conto che Sinclare
invece pensava al matrimonio e lo aveva poi veramente
sposato.
Secondo me, qui ti sbagli, Echo, la corresse Buck.
Se fossi nel Presidente, invece, apprezzerei uno come
Eliot.  in gamba, anche se a me non va.  abile, brillante
e, a quanto mi dicono, anche schietto e leale.
Potrei vomitare! Echo smise di andare avanti e indietro
e lo fiss.
Hai un problema con Ives. E va bene. Che altro?
Non  tanto Ives, quanto l'idea di Sinclare come
moglie del capo di gabinetto!
Non  il momento di lasciare che i sentimenti personali
interferiscano. Uno di questi tre uomini la prossima
settimana a quest'ora sieder su quella poltrona, a meno
che non abbiamo qualcosa da riferire al Presidente o a
meno che l'FBI non trovi qualcosa.
Sono puliti, secondo le mie fonti all'FBI. Echo
schiacci la sigaretta nel posacenere del senato sulla scrivania
di Buck. Aveva un'espressione disgustata sul viso.
E chiunque di loro prenda il posto, non ci dovr maledettamente
niente.
Al contrario. Che fine hanno fatto, tutti i miei insegnamenti?
Echo lo fiss.
Un uomo ti  debitore se sa che tu sai qualcosa su di
lui, ma non te ne sei servito, osserv Buck con un
sorrisetto scaltro. E sarebbe molto carino se il futuro
capo di gabinetto fosse in debito con noi, non ti pare?

 Capitolo 13.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 9,45
Il Forte, Foxhall Road.
Va tutto bene, Rosa, disse piano Caroline. Il generale
Riggs  ancora nel solarium.  rientrato dalla Casa
Bianca solo stamattina alle tre, per via dei piani per il
viaggio a Mosca e per calcolare tutte le differenze dei fusi
orari. Perch cercare di spiegarlo? Non era ben sicura di
avere capito nemmeno lei. La voce le vibrava in fondo
agli occhi e sperava proprio che Rosa capisse, perch se
avesse dovuto parlare pi forte e pi a lungo, sarebbe
morta di sicuro.
La cameriera attravers il folto tappeto della camera da
letto e pos il vassoio della colazione sulle ginocchia di
Caroline. Caroline era appoggiata a tre cuscini e stava
manovrando il telecomando sui talk-show del mattino.
Alz il volume sull'intervista di Jane Pauley a un donatore
di sperma professionista e aiut Rosa a sistemare il vassoio.
Pensavo che avrebbe voluto subito i giornali, sussurr
Rosa. Erano anni che svegliava la sua padrona e
ormai sapeva fin troppo bene com'erano le sue mattine.
Rosa tir fuori il Post e l'Observer dall'apposito spazio
sul lato del vassoio e li apr. Indic la foto di Dalton Riggs
in fondo alla prima pagina del Post.
Caroline prese i suoi mezzi occhiali cerchiati di rosso.
Rosa, cos'?
Dice che il generale Riggs potrebbe essere il prossimo
capo di gabinetto, rispose Rosa, rizzando orgogliosamente
le spalle.
Oddio, no! Non posso occuparmi di questo proprio
ora. Caroline si chin in avanti e diede un'occhiata
attraverso l'arco al solarium, dove Dalton teneva i suoi
attrezzi ginnici. Lo vedeva ancora sospeso a testa in gi
nella macchina della gravit.
Avrebbe aspettato che Dalton finisse la sua routine
mattutina. Dopo aver lavorato fino a tarda notte, quella
notizia lo avrebbe di certo fatto sentire meglio.
La testa le rimbombava ancora, la gola le doleva e le
gambe le facevano male come se qualcuno gliele avesse
battute con una mazza da baseball. Non che la sera prima
se ne fosse accorta, ma ultimamente le capitava di scoprirsi
lividi e contusioni in tutto il corpo, nei punti in cui
sbatteva nei mobili, girando per casa. Se non si vedevano,
Caroline li ignorava. Se invece erano visibili, ci metteva
sopra un po' di fondotinta.
Dalton entr in camera da letto con un lenzuolo di
spugna con monogramma avvolto intorno ai fianchi sottili.
Giorno, Caroline, salut energicamente. Eri nel
mondo dei sogni, quando sono tornato. Quanto vorrei
anch'io riuscire a dormire cos!
Ci riusciresti, se prendessi un paio di tranquillanti.
Funziona che  una meraviglia, disse lei.
Lui si chin a baciarle la cima della testa. Come sta
Polly?
Come se avesse fatto una galoppata e fosse andata a
letto bagnata fradicia, scherz lei col suo migliore accento
texano. Poi aggiunse con tono pi normale: Spero
che una buona dormita la rimetta in sesto.
Non gli disse che quando era arrivata all'una di notte
Polly pareva non solo esausta, ma anche sconvolta. Il
Post dice che sei in lizza per il posto di capo gabinetto,
rifer, cercando di avere un tono leggero.
Fammi vedere cosa dicono, disse lui, prendendo il
giornale dal letto.  uscita prima del previsto, la notizia.
Tu sapevi che avrebbero fatto un articolo? gli chiese
togliendosi gli occhiali e guardandolo fisso.
Dalton ributt il giornale sul letto, cercando di mostrarsi
nonchalant. Ah, s... quel tale, Miller, era nel mio
ufficio, ieri.
L'idea  stata tua o sua?
Sua, naturalmente, rispose lui bruscamente. Sai
che non sono il tipo che divulga notizie.
Com'era che nessuno ammetteva mai di divulgare notizie?
Eppure le notizie correvano in continuazione. Ecco
perch potevano mantenere il segreto su una riunione
top-secret nello scantinato della Casa Bianca, e poi se ne
sentiva parlare nel notiziario della sera. Ecco perch ogni
parola detta nelle riunioni segrete a porte chiuse usciva
subito stampata in prima pagina.
Ma non sei seccato, che abbia scritto l'articolo?
Dalton prese una fetta di melone dal piatto di Caroline e
se la cacci in bocca. Mettiamola cos: non ho intenzione
di chiamare Kay Graham per chiedere una smentita.
Quella nomina  una grossa faccenda, osserv lei,
sprimacciandosi il cuscino e sedendosi un po' pi alta nel
letto.
Lo sono stati anche i due viaggi in Vietnam, comment
lui con la bocca piena di melone.
Naturalmente Dalton voleva quel posto. Cos come
aveva sempre desiderato ogni promozione nell'esercito,
ogni commissione presidenziale e ogni menzione nelle
rubriche di politica. E, Caroline doveva ammetterlo, anche
lei lo desiderava per lui. Aveva sempre desiderato
ogni suo passo avanti. Ogni stella in pi sulla sua spalla
era una testimonianza della sua ambizione per Dalton.
Volere quello che suo marito voleva faceva parte di lei
stessa, come Polly.
Ma in quel momento, con la lingua spessa e la testa che
rimbombava, non era in grado di sostenere una delle loro
sedute strategiche. Non avrebbe detto che scemenze, finch
non si fosse rimessa in sesto.
Dalton, tesoro, non potremmo parlarne dopo? Vorrei
fare la doccia e vestirmi. Ho promesso a Polly che avrei
fatto colazione con lei. Lanci un'occhiata all'orologio
sul comodino. Buon Dio, guarda che ora ! E Rosa ha
detto che il tuo autista  di sotto che ti aspetta. Farai bene
a sbrigarti.
Lui rimase in piedi accanto al letto per un lungo istante,
come se volesse dirle qualcosa. Ma non lo fece. Caroline
voleva solo che lui se ne andasse, per potersi rimettere
insieme. E Dalton se ne and.
Caroline si vers un'altra tazza di caff dal thermos che
Rosa aveva portato sul vassoio. Nell'ultimo cassetto del
suo tavolino da notte c'era un numero di Vogue con
dentro due mezze dosi di brandy, di quelle che vendono
sugli aerei. A Caroline piacevano talmente che aveva
chiesto a quel simpaticone della Embassy Liquor di procurargliene
una scatola. Erano cos comode da portare in
giro.
Si domand: chiss se la moglie del capo gabinetto
vede suo marito pi di quanto non faccia la moglie del
capo del Consiglio di Sicurezza nazionale? Probabilmente
no, concluse.
Si vers una seconda dose di brandy nel caff e si port
la tazzina nella doccia.


Capitolo 14.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 9,45
Casa Maubry, Georgetown.
Nelle tiepide mattine di primavera, Constance Maubry
aveva l'abitudine di farsi servire una leggera prima colazione,
costituita da t e frutta, nell'enorme portico della
sua villa di Georgetown. Col suo compagno-segretario
Ian Vreen, commentava i giornali del mattino e controllava
il programma della giornata.
La grande e maestosa vecchia casa sorgeva sulle rive
del Potomac. Il possesso di quella casa le era costato
lunghe trattative al letto di morte del suo defunto marito.
Da qualche parte in Europa, lord Maubry aveva ancora
due figlie di mezza et, nate dal precedente matrimonio,
che sostenevano che Constance non avesse nessun diritto
sulla vecchia villa georgiana.
Dalla sua poltrona di vimini blu pavone, Constance
vedeva i colibr svolazzare sulla siepe che circondava la
piscina, una terrazza sotto i campi da tennis. Lei e Ian
sedevano uno di fronte all'altra, separati da un tavolino
col vassoio della prima colazione.
Ho avuto una bella telefonata con Beth Kane, stamane.
Beth si alza ancora pi presto di me, disse lady
Maubry, versandosi dell'altro t. Fece un cenno a Ian con
la teiera di porcellana.
No, grazie, rispose lui, scuotendo la testa.
 una donna assolutamente straordinaria. Penso che
sar la first lady' pi popolare d'America, dopo Eleanor.
E anche pi carina, sorrise Ian, abbassando il giornale
del mattino. Ho votato per lei almeno quanto ho
votato per suo marito.
Credo che sia stato cos per molti. Lady Maubry
spolver di zucchero le fragole. Anche lady Bird aveva
polso come Beth, eppure...
Ian ripieg il giornale e ascolt solo a met Constance
che con tono monotono faceva sfoggio della sua intima
conoscenza di tutte le first lady. Con le mogli degli ultimi
sette presidenti, Constance si dava del tu, eccetto che con
Pat Nixon e Rosalynn Carter.
 terribilmente preoccupata, la sent dire Ian e
scuotendosi dal suo torpore, le chiese: Scusa, cara, chi 
preoccupato e per cosa?
Beth, sbott lei spazientita. Beth Kane. Ha preso
molto male la faccenda della morte di Brad Barry. Tanto lei
che Don erano molto amici del poveretto. Tra tutta la
gente che ha fatto la campagna, Brad era il suo preferito. 
molto angustiata da tutte le voci sul fatto che Barry avesse
una relazione segreta e non  affatto contenta che Tim
O'Brien stamane accenni al fatto che FBI e Servizi Segreti
stiano indagando sul caso.
Ben gli stava, per non essere stato attento. Ian sorrise
fra s. Constance aveva sempre il meglio delle informazioni,
ma con gli anni lui aveva imparato che a volte le
andava di dividere con lui i pettegolezzi e a volte no.
Sapeva che se aveva parlato con la first lady, Constance
doveva saperne pi dell'FBI, sulla faccenda di Barry.
Perch indagare sulla sua vita privata. Ormai il poveraccio
 morto, disse sperando di mantenere Constance
d'umore generoso.
Che resti fra noi, disse lei, piegandosi in avanti sulla
sua enorme poltrona. Il vimini scricchiol al suo movimento.
Come sempre, cara. Lo sai.
Ah, non so proprio niente, Ian Vreen. Ma mi piacerebbe
sapere cosa stai pensando.
Ian la ignor. Evidentemente aveva intenzione di dirglielo.
Lui doveva solo stare immobile e lasciarla andare
avanti.
Bene, cominci Constance. Don Kane  stato a un
pelo dal non nominare Barry capo di gabinetto. Pare che
Brad avesse una, diciamo cos, relazione compromettente
durante la campagna elettorale di Kane con una giornalista
francese di sinistra. Questa ragazza divideva un appartamento
al 2500 di Q Street con un'amica, anche lei di
sinistra, una spagnola che l'FBI teneva sotto sorveglianza.
Fatto sta, comunque, che mediante le foto e le registrazioni
telefoniche, vennero a conoscenza della vita notturna
di Barry. Pare per che a lui interessasse solo il lato
romantico della faccenda e non quello rivoluzionario,
perci tutto si concluse per il meglio. Il Presidente fin
per nominarlo capo di gabinetto. Constance si riadagi
contro lo schienale, picchiettandosi la bocca col tovagliolo.
Affascinante, mia cara. Assolutamente incantevole. E
la tua... fonte non ti ha detto altro? azzard Ian, cercando
di non nominare esplicitamente la first lady. Era un
gioco che lui e Constance facevano sempre: ti dir qualcosa,
ma senza rivelarti la fonte.
Nient'altro, disse lei allegramente, con un sorrisetto
all'angolo della bocca. E si alz dalla sedia, pi per cambiare
argomento di conversione, Ian ne era certo, che per
prestare attenzione al pappagallo. Constance si avvicin
alla gabbia d'ottone appesa a una catenella e rivolse una
specie di cinguettio all'uccello tutto eccitato.
Ian apr l'Observer alla rubrica di Deena Simon. Hai
letto il pezzo di Deena su Mark Kirkland? disse alla
schiena di Constance. Malignit piuttosto pesanti.
S, l'ho visto, rispose lei infilando un dito tra le
sbarre della gabbia, ma solo dopo che Buck mi ha
chiamato per farmelo notare. Di solito cerco di non leggerla.
Mi guasta la giornata. Buck dice che  stata Sinclare Ives
a passare la notizia.
Sinclare? si stup Ian. E come fa tuo fratello a
sapere una cosa del genere?
Constance si gir e torn a sedersi. Buck sa sempre
tutto, Ian. Lo sai.
Ian si alz, tutto teso. Sinclare era amica sua e, pur con
il suo comportamento avventato, non era il tipo, a suo
giudizio, di mettere in giro voci per nuocere a qualcuno.
Sembri turbato, not gentilmente Constance. Ho
detto qualcosa che ti ha offeso?
No, non tu, Connie cara. Solo, mi turba sentire far
circolare il nome di Sinclare in modo cos irresponsabile.
Non  nel suo stile essere cattiva. Mi piacerebbe sapere
dove ha preso la notizia Buck.
Be', se pu farti sentire meglio, pare che glielo abbia
detto Echo Bourne...
Ian si pass le dita tra i capelli radi. Echo? Esiterei a
definirla una fonte attendibile.
Sia come sia, concluse Constance, abbandonando
l'argomento. L'unica persona di cui mi preoccupo in
tutta questa sgradevole faccenda  mia nipote. Quello che
ferisce lei, ferisce anche me. Mi piacerebbe davvero saperne
di pi, ma i miei contatti non sono a questo livello.
Ian sorrise. Intendi dire un livello cos basso, come il
mio.
Ian, non mi sarei mai sognata di dire una cosa del
genere, afferm con aria dispiaciuta. Per tu conosci
un sacco di gente con la quale io non... socializzo. E lo
guard con gli occhi luminosi.
Vediamo un po' cosa riesco a saperne in citt. Se, e
ripeto se, Sinclare ha qualcosa a che vedere con questa
storia, sono sicuro che deve averlo fatto solo per aiutare
Eliot. So che si era seccata per non essere stata invitata al
party di Jan, ma non sarebbe cos meschina da vendicarsi
mettendo in giro questa voce.
Be', tu la conosci certo meglio di me, disse Constance,
suonando il campanello d'argento che stava sul vassoio
per chiamare Celia.
Quando la cameriera se ne fu andata col vassoio, Constance
chiese: Quanto pensi che Sinclare desideri per
Eliot quel posto?
Non so, rispose Ian lentamente, ma credo parecchio.


Capitolo 15.

Marted, 6 giugno 1989 - ore 10
Il Forte, Foxhall Road.
Polly dorm fino a tardi, come da un pezzo non ricordava
di aver fatto. Era meraviglioso non essere bruscamente
svegliati dal trillo della sveglia.
Lo strepito e il ronzio della falciatrice elettrica del
giardiniere arrivavano da un punto lontano del parco,
vicino alla siepe di bosso. Sentiva lo scroscio della doccia
di sua madre, al piano di sotto. Ci sarebbe voluta ancora
un'ora, prima che Caroline fosse pronta per la giornata.
Alz gli occhi verso il baldacchino di Laura Ashley, in
tinta con le pareti e i tendaggi. Gli scaffali centrali della
libreria tra le due finestre erano pieni di morbidi giocattoli
sgualciti da anni in cui erano stati amati, imballati,
amati e imballati di nuovo. Sull'ultimo scaffale c'erano i
suoi volumi su Dickens, tutti pieni di orecchie, di Jackie
Susann e un manuale sul fucile M-16. Sul cassettone ecco
una collezione di foto di famiglia in una cornice d'argento:
suo padre in divisa da generale di brigata, sua madre
da ragazza seduta davanti a un piano a coda, con un
nastro di raso sull'abito da sera senza spalle che portava
la scritta a lettere dorate: Miss Teenage Texas.
Aveva bisogno di parlare con sua madre, ma l'idea di
fare colazione con lei, significava dovere mangiare qualcosa...
Ecco. Si sentiva male di nuovo. Tir indietro di scatto
la leggera coperta e si precipit in bagno. Almeno a casa
non doveva continuare a far scorrere l'acqua dello sciacquone,
per coprire il rumore del vomito.
Quando ebbe finito, si sedette sul morbido tappetino
del bagno e si appoggi alla ceramica fresca del vaso.
Magnifico, tre anni di Accademia Militare gettati nella
fogna.
Polly Lawton Riggs, figlia di un generale e seconda a
West Point con la media dell'otto, era stata tradita
proprio dalla cosa sulla quale aveva sempre potuto
contare: il suo stesso corpo. Era una macchina meravigliosa,
forte, agile e bella, per giunta. Poteva correre pi
forte, saltare pi in alto, battere molti ragazzi in quasi
tutte le gare, ma la gara finiva quando si arrivava al
sesso. L, aveva perso.
Per pettinare i capelli cortissimi e ricciuti, d'un caldo
rosso scuro, bastava che ci passasse leggermente le dita.
Una spruzzatina di efelidi pallide danzavano da uno zigomo
all'altro. Le due lentiggini pi grosse erano andate
fuori strada ed erano finite sotto le ciglia inferiori di
ciascuno dei suoi grandi occhi celesti, dandole un'aria
che suo padre definiva birichina.
Ma ora si sentiva debole e in trappola e molto, molto
triste. Premette il bottone del citofono accanto al letto.
L'idea della prima colazione era al di l di ogni sopportazione.
Buon giorno, Miss Polly, rispose l'allegra voce di
Rosa dalla cucina al pianterreno. Benvenuta a casa.
Giorno, Rosa. Grazie.
Sua madre ha detto che avreste fatto colazione insieme,
pi tardi.
Be', io...
Ho preparato le cialde ai mirtilli, disse vivacemente
Rosa.
Polly si sent rivoltare di nuovo lo stomaco. No... no
grazie, Rosa. Vado a Rock Creek Park per vedere Eagle e
fare una cavalcata. La jeep  da qualche parte?
S, Miss Polly. Sul viale posteriore. Manuel gliel'ha
lavata per bene.
Cerc rapidamente nel suo armadio un paio di pantaloni
da cavallo e gli stivali. I pantaloni avevano la piega ben
stirata. Tintoria, annus Polly. Trov gli stivali sul
fondo dell'armadio. Avevano i tacchi riparati ed erano
lustri come specchi. Dopo anni di servizio in casa d'un
militare, Manuel aveva imparato come si trattavano gli
stivali. Si infil una vecchia dolcevita marrone e trov il
berrettino di velluto nero appeso a un gancio nell'interno
dell'armadio.
Si guard nello specchio a grandezza naturale. Non si
vedeva ancora niente. Per ora. Chiss, forse un giro sulla
jeep sobbalzante e una bella galoppata avrebbero compiuto
il miracolo. Forse, in fondo, avrebbe potuto fare a
meno di dirlo a Bob e a sua madre. Sarebbe sparito tutto
come un brutto sogno. No, pens, non un sogno: un
incubo.
La perfetta Polly, la ragazza Riggs che faceva tutto
bene, dolce come una pesca, ma dura nel nocciolo,
diceva suo padre. La dolce, perfetta Polly aveva scopato.
Probabilmente il primo illegittimo nella lunga tradizione
delle famiglie Riggs/Hardaway, pens, uscendo rapidamente
di casa.


Capitolo 16.

Giugno 1960
Doubl H Ranch
Bexar County, Texas.

Erano almeno dieci anni che non si vedeva tanta confusione
al grande ranch Hardaway, da quando cio la compagnia
cinematografica aveva usato la casa per girare Il
Gigante.
A quel tempo Caroline June Hardaway aveva nove anni
e stava in collegio a Dallas. Aveva avuto solo le lettere di
sua madre, per descriverle l'andirivieni di camion e furgoni
che rovinavano il prato; macchinisti ed elettricisti
che facevano girare chilometri di cavo intorno ai portici e
il barbecue che Martha e i domestici avevano organizzato
per festeggiare l'ultimo ciack. Martha Hardaway le aveva
scritto con grande orgoglio che circa mezzo quintale di
porco salato era stato affettato, cotto alla griglia e servito
a un mucchio di perfetti estranei, a parte Elizabeth
Taylor, Rock Hudson e James Dean, che ormai erano,
ovviamente, i suoi migliori amici.
Martha era molto eccitata all'idea che finalmente la
figlia sarebbe tornata a casa a vedere con quale grandiosit
ricevevano gli Hardaway. Caroline June, che si era
appena diplomata al Beauchamp Rise e aveva anche tenuto
il discorso di commiato per la classe 1960, era venuta a
casa per fare una di queste due cose: prepararsi per il
debutto, che sua madre voleva che si svolgesse assolutamente
il prossimo Natale, o diventare pazza furiosa. Martha
Hardaway finiva sempre per fare tutto a modo suo,
anche perch era tutto suo: il ranch, il bestiame, il denaro.
In realt era il denaro di suo padre, ma Martha lo
aveva ereditato parecchi anni prima e anche se lei non ne
parlava mai, la popolazione di Bexar County era troppo
esigua perch non lo sapessero tutti quanti.
Caroline era seduta da oltre un'ora nel suo nascondiglio
preferito. Da che riusciva a ricordare, infatti, era sempre
andata a rifugiarsi coi suoi pi intimi pensieri sulla panchetta
sotto la finestra del bovindo, sul pianerottolo della
grande scalinata. Se si tirava le ginocchia fin quasi sotto il
mento e si appoggiava al muro, i tendoni di damasco la
nascondevano completamente alla vista degli altri.
Sulla pista d'atterraggio vicino allo stagno avevano
continuato ad arrivare aerei fin dal primo mattino: Piper
e Comanche e jet personali delle grosse compagnie petrolifere,
delle imprese edili e delle banche del Texas. Nel
pomeriggio, non c'era quasi pi posto. Gli ultimi arrivati
avevano dovuto andare a rullare a scossoni sull'erba del
pascolo nord.
Tutti i passeggeri avevano una cosa in comune: avevano
finanziato la compagnia presidenziale di Lyndon B.
Johnson e venivano al Doubl H Ranch per dare un
ulteriore contributo. Con la convenzione democratica a
due sole settimane di distanza, il profumo della vittoria
allentava i cordoni delle borse.
Erano giorni che i dipendenti del ranch preparavano i
pozzi per il barbecue e l'odore pungente del fumo arrivava
fino al primo piano della casa. Un reporter della televisione
di Houston, di nome Dan Rather, e la sua troupe, si
erano piazzati con le telecamere nella parte di portico che
dava verso la pista d'atterraggio. Aspettavano l'arrivo
della star della festa, il senatore Lyndon B. Johnson e sua
moglie, lady Bird.
Caroline avrebbe voluto disperatamente fare parte di
quel mondo, ma sua madre aveva altri progetti per lei. La
politica era la preoccupazione di Tom Hardaway; quella
di Martha, era sua figlia Caroline.
Tom Hardaway era stato intimo amico di Lyndon Johnson
fin dai tempi in cui faceva l'insegnante in un piccolo
college di stato e aveva rinunciato alla sua attivit di
avvocato d'una piccola cittadina, per dirigere la campagna
elettorale del senatore per la nomination del partito
democratico. Martha gli aveva fatto da hostess e da organizzatrice
mondana, ma lo scopo principale della sua vita
era vedere la sua unica figlia diventare una signora del
Sud nel senso pi pieno della parola. E una corretta
presentazione in societ era d'obbligo
Caroline pensava alle interminabili prove da Neiman-Marcus,
alle infinite colazioni tra ragazze, ai party e ai
balli obbligatori, dove sarebbe stata costretta a sorridere
e fare insulsi discorsi con una serie di esangui giovanotti.
Tir ancora pi in alto le ginocchia e appoggi la
guancia alla stoffa ruvida dei jeans. Avrebbe tanto voluto
essere gi, in biblioteca, tra il fumo dei sigari e i liquori,
in mezzo a quegli uomini che parlavano della vita reale:
denaro, potere, politica e vittoria.
Dal suo nascondiglio riusciva a vedere sua madre sul
terrazzo di pietra davanti a casa. Sua madre indossava
stivali da cowboy argentati, blusa e gonna di denim,
tempestate di pietrine luccicanti. In cima ai capelli rosso
scuro, acconciati a cupola, portava una paglietta col nastro
bianco rosso e blu, con la scritta: Ladies for Lyndon,
le signore per Lyndon. Man mano che gli ospiti
affluivano su per il lungo vialetto di pietra, Martha li
accoglieva con entusiasmo e appuntava loro un bottone
con un'enorme coccarda. Anche dal suo nascondiglio,
Caroline riusciva a leggere la scritta: Sempre con LBJ.
Accidenti! esclam ad alta voce. Tra pochi giorni
molte di quelle persone sarebbero andate in qualit di
delegati alla convenzione di Los Angeles. Avrebbero fatto
parte di qualcosa di veramente significativo. E lei, invece,
cosa avrebbe fatto, nel frattempo? Si sarebbe esercitata al
pianoforte, sarebbe andata a pranzi vari e avrebbe dovuto
ascoltare continuamente la voce di sua madre che le
diceva di tenere le spalle diritte e le gambe unite.
Caroline era stata educata a fare buon viso a qualsiasi
situazione. Niente bronci, patumie o discussioni. Per diciassette
anni sua madre aveva diretto la sua vita. Caroline
non aveva mai particolarmente amato il genere di cose
un po' esibizionistiche che sua madre la spingeva a fare,
come la majorette, le lezioni di piano e danza e perfino il
concorso per Miss Teenage Texas. Ma doveva ammettere
che tutto questo le aveva insegnato a comportarsi e a
mantenere il viso sorridente di fronte a qualsiasi umiliazione.
Lo aveva fatto solo per compiacere sua madre. Ma
adesso era stufa di tutto questo e la sola idea del debutto
la faceva inorridire. Si sentiva invece sempre pi attirata
dalla politica. A casa, durante le vacanze scolastiche,
ascoltava tutti i maneggi e i traffici che si svolgevano
nella biblioteca di suo padre e avrebbe dato chiss cosa
per non doversi solo limitare a fare un'educata riverenza
a tutti quegli uomini potenti che giravano per casa. La
trattavano sempre come una graziosa ragazzetta, un fiore
in boccio della femminilit texana. Ma Caroline sapeva
cosa pensavano invece in realt. Lei era una bella ragazza
con un padre dalle ottime conoscenze e una madre ricca
petroliera. Ed era l'unica erede di circa quarantamila acri
di eccellente terra del Texas per l'allevamento del bestiame.
Caroline! Dove ti sei cacciata? Caroline riconobbe
subito la voce della sua migliore amica, Natalie Bowen, ai
piedi della scala. Tir indietro i tendaggi di damasco e la
vide in piedi nell'atrio, con addosso un grazioso abitino di
percalle stile square dance e in testa una paglietta delle
Ladies for Lyndon.
Nate! Non sapevo che venissi anche tu! strill Caroline,
precipitandosi sul pianerottolo. Le due ragazze si
incontrarono a mezza strada e si gettarono l'una nelle
braccia dell'altra. Dio, che bello vederti! esclam Caroline.
Credevo che fossi in Europa.
Non ci vado, rispose Natalie senza fiato. Vado alla
convenzione.
Caroline si ferm di botto sui gradini e fiss l'amica.
Ma dici sul serio? E come  successo? Non so cosa
darei, per venirci anch'io.
Andiamo da qualche parte a parlare, vuoi?
Caroline gett un'occhiata al portone d'ingresso. Sar
meglio. Se mamma mi pesca ancora in jeans, ne sento
delle belle. Avrei dovuto essere gi vestita da un'ora.
Le due ragazze si buttarono bocconi sul letto a baldacchino
di Caroline, al terzo piano.
La "pompon girl" per Lyndon! strill Caroline, rotolandosi
sul letto. Natalie Bowen, non ci posso credere.
Proprio tu!
Cosa c' di tanto buffo? ribatt Natalie offesa.
Non  mica detto che dobbiamo somigliare tutte ad
Ann-Margret, sai!
Non  questo che intendevo, Nate.  solo che ti
immaginavo a strusciare nei cimiteri francesi, e non a
saltellare con in mano dei festoni di carta crespa e a
gridare: "Attenti, badate, le ore liete son tornate!"
Meglio d'un giro in comitiva, comment Natalie,
prendendo l'ultimo cioccolatino dalla scatola. Vorresti
venirci anche tu?
Stai scherzando.
Ma no. Mrs. Thomberry  l'organizzatrice del gruppo.
Siamo in dodici. Sono sicura che le piacerebbe moltissimo
avere anche la figlia del direttore della campagna
elettorale, specie Miss Texas! Natalie si lecc il cioccolato
dalle dita.
Lascia perdere, lo sai che quella  stata un'idea di mia
madre.
Dico sul serio, Caroline. Vieni con noi. Sar uno
sballo.
Non so, disse Caroline, scuotendo la testa. Mi
sembra un po' stupido.
Perch, cosa vorresti fare, invece? Scrivere bigliettini
segnaposto per il senatore Johnson? O forse, chiss, ha
bisogno di qualcuno che gli chiarisca le idee sulle quote
dello zucchero cubano.
Questo  parlare, ribatt Caroline.
Senti, ne parler con Mrs. Thomberry. Lascia che sia
lei a chiederlo a tua madre. Sar uno spasso. Devi solo
ricordare di tenere la bocca chiusa.
Caroline butt gi le gambe dal letto e si avvicin
all'armadio. Cosa vorresti dire? chiese seccamente.
Be', devi ammettere che hai l'abitudine di dire tutto
quello che ti passa per la testa. Dovremo essere solo
sorridenti ragazzine, il cui unico compito  fare in modo
che i delegati pensino che Lyndon B. Johnson sia il pi
grande, dopo F.D.R.
Intendi dire che dovremmo fingere, chiese Caroline,
osservando l'abito di lino bianco stirato di fresco che sua
madre le aveva fatto portare su dalla cameriera.
Caroline June, morditi la lingua!
Martha Hardaway era incerta. Era una cosa da signore
o no? Per, dopo molte riflessioni, fin per dare la sua
approvazione. Le ragazze pompon di Lyndon erano le
figlie delle migliori famiglie del Texas. Sarebbero state di
certo invitate a qualche festa elegante e Louella Thomberry
avrebbe pensato a tenere d'occhio Caroline. Le
prove e tutto il resto per organizzare il debutto di Caroline
potevano anche aspettare un paio di settimane. Dopo
una settimana, Martha Hardaway non vedeva l'ora di
raccontare alle sue amiche della fortuna toccata a sua
figlia.
Caroline al momento di fare i bagagli per Los Angeles
era divisa tra due opposte considerazioni. L'idea di mettersi
quel grazioso costumino e fare parate alle riunioni e
negli aeroporti era tutt'altro che eccitante. Ma, in compenso,
avrebbe avuto la possibilit di trovarsi nel luogo in
cui si faceva la storia. Avrebbe conosciuto un sacco di
gente che condivideva il suo interesse per la politica. E
poi, poteva anche darsi che Johnson vincesse!


Capitolo 17.

Luglio 1960
Biltmore Hotel
Los Angeles, California.
La vita di Caroline era stata permeata dalla mistica di
Lyndon Johnson. Quando arriv a Los Angeles era destinata
a subire una grossa delusione. La convenzione democratica
del 1960 era imperniata soprattutto su una
cosa, cio sull'odio tra Lyndon Johnson e l'aitante, giovane
senatore del Massachusetts.
Gli organizzatori della campagna a favore di Johnson
avevano prenotato sei stanze al Biltmore Hotel, nel centro
della citt, per le ragazze pompon. Visto che tanto lo
staff di Johnson quanto quello di Kennedy avevano in
quello stesso albergo il loro quartier generale, atrio,
ascensori e corridoi erano costantemente affollati di collaboratori,
delegati e giornalisti che parlavano apertamente
della feroce tensione tra i due campi.
I johnsoniani odiavano a morte i kennediani. La gente
di Kennedy trattava quella di Johnson come zimbelli. Un
sostenitore di Johnson sparse la voce che Kennedy aveva
una malattia incurabile, cio il morbo di Addison. Johnson
in persona incontrava delegazioni governative e diceva
loro che il padre di Kennedy era quello che reggeva
l'ombrello a Chamberlain. Mentre dappertutto Caroline
sentiva i kennediani riferirsi a Johnson come a quel
pestamerda.
A Caroline tutto questo piaceva un mondo. Quando
orecchiava le conversazioni nella biblioteca di suo
padre, pensava che fossero interessanti, ma quello cui
stava assistendo ora, solo pochi istanti dopo il suo
arrivo, era politica pura, vera, viscerale che le faceva
scorrere pi forte il sangue nelle vene.
Mentre le altre ragazze pompon si preoccupavano
di andare dal parrucchiere dell'albergo in tempo per la
loro prima apparizione, Caroline si mise a girellare
per gli affollati corridoi, tutta intimidita. Per puro caso
si trov davanti alla sala stampa di Johnson, che
funzionava da centro nevralgico per propaganda e
strategia.
Il primo incarico delle ragazze pompon era un'esibizione
di benvenuto per i delegati del Texas nel salone
da ballo dell'albergo. Mrs. Thomberry aveva detto alle
ragazze di presentarsi in blazer bianco, paglietta e
gonnellina rossa pieghettata nell'atrio a ritirare i loro
pom-pom non pi tardi delle cinque e mezzo.
Alle cinque un uomo si precipit fuori dalla stanza
dell'ufficio stampa di Johnson e grid a Caroline: Sai
usare la cucitrice?
Caroline non arriv in tempo per l'accoglienza alla
delegazione texana. E nemmeno per il ricevimento che
segu. Quando torn nella sua stanza d'albergo ancora
vestita con la stessa gonna e camicetta che aveva
sull'aereo, Natalie era furiosa.
Ma dove diavolo ti eri cacciata? le chiese Natalie
furibonda, quando lei accese la luce sul comodino.
Caroline croll sul letto senza nemmeno togliersi le
scarpe. Nell'ufficio stampa, rispose, con un sospiro
di stanchezza.
Tutta la sera?
Dalle cinque in poi.
E a fare che cosa, in nome del cielo? Mrs. Thomberry 
incazzata nera, sbott Natalie accigliata, rizzandosi
sui gomiti.
Prima ho pinzato un sacco di copie di un comunicato
stampa di tre pagine. Poi ho cominciato a rispondere al
telefono. Ho cercato di andarmene, ma quei tizi mi hanno
pregata di restare. Erano sommersi di lavoro. Pareva
una gabbia di pazzi. Dicevano che Kennedy ce l'avrebbe
fatta al primo ballottaggio e che noi eravamo nella merda
totale. Caroline stava supina e parlava guardando il
soffitto.
Che linguaggio, Caroline June! esclam Natalie, fingendosi
indignata.
Caroline si gir sul fianco, verso il letto di Natalie.
Nate, cosa succederebbe se decidessi di non fare la
ragazza pompon?
Mrs. Thomberry si precipiterebbe a telefonare a tua
madre con la velocit d'un cane con la coda in fiamme,
disse Natalie, stropicciandosi gli occhi, ormai completamente
sveglia. E tua madre ti farebbe filare a casa col
primo aereo. Perch?
Quelli vogliono che torni ad aiutarli domattina. Sono
davvero a corto di gente. In fondo sarebbe sempre lavorare
per Johnson.
Ma, non so, Caroline. In un certo senso ti eri impegnata
a fare la pompon.
Caroline torn a stendersi sulla schiena. Mi sono
impegnata ad aiutare Johnson a ottenere la nomination.
Credo di avere trovato un modo migliore per aiutarlo, che
non sculettando al suono di una banda.
Quando alla fine il Wyoming fece balzare Kennedy in
testa, Caroline aveva dormito in tutto quattro ore in tre
giorni. Natalie era stata a cinque raduni, otto cocktail
party e a Disneyland. E si era anche innamorata di un tale
di Waco, un uomo di punta di Johnson.
Caroline invece stava vivendo una storia d'amore tutta
particolare. Era inebriata, conquistata, travolta da insana
passione per la politica. Mentre Natalie era sempre
intenta a truccarsi gli occhi, Caroline andava su e gi
per la stanza come presa dalla frenesia. Dicono che
Johnson si  messo in lista con Kennedy, diceva,
torcendosi le mani.
Come mi sta l'azzurro? chiedeva intanto Natalie,
guardando di sbieco nello specchio l'ombretto che s'era
dato sugli occhi.
Kennedy va dicendo ai suoi che  troppo giovane
per morire in un ufficio, e che perci la vicepresidenza
non gli dice niente.
Su o gi? domandava Natalie, sollevandosi i capelli
neri col dorso delle mani.
Come?
Mi pettino in su o in gi?
Caroline esplose: Cristo, Natalie! Ma non ti rendi
proprio conto di quello che stiamo vivendo qui, ora? 
importante! Se Johnson va nella lista,  la fine! Il partito
democratico si spaccher in due.
Penso sia meglio gi, decise Natalie, lasciandosi
ricadere i capelli e tirando su un ciuffo.
Ci rinuncio, sospir Caroline. Balz in piedi, quando
sent squillare il telefono. Doveva essere l'ufficio
stampa che si domandava dove fosse finita. S, disse
precipitosamente. Ah, Mrs. Thomberry, sono cos
spiacente. Credevo... be', non so. Stasera dovrei lavorare.
Natalie si volt a guardarla. Ha chiamato tua madre?
bisbigli.
Ah, be', in questo caso certamente. S, signora, s.
Sar nella suite alle otto in punto.
Ma cosa sta succedendo? chiese Natalie tutta
eccitata, appena Caroline ebbe riattaccato.
Mrs. Thomberry vuole che faccia compagnia alla
piccola Luci Bird mentre il senatore Johnson e la moglie
sono nel salone della convenzione, spieg Caroline
compiaciuta. Lynda va con loro e Luci resta tutta sola
nella suite.
Vai nella suite di Johnson?
Caroline si alz lentamente dal letto e si lisci la gonna.
Potrei anche incontrare il senatore. E sorrise, molto
soddisfatta.
La figlia pi piccola di Johnson stava gi dormendo
quando Caroline arriv nella suite del candidato. Non
dovette perci fare altro che salutare Mrs. Johnson, ascoltare
le istruzioni su come chiamare il servizio in camera
se aveva fame e mettersi tranquilla davanti al televisore a
vedere mettere il nome di Johnson nella nomination.
I Johnson tornarono a mezzanotte passata. Lady Bird
Johnson ringrazi Caroline e le augur la buonanotte.
Con grande stupore di Caroline, Lyndon B. Johnson, il
probabile futuro vicepresidente degli Stati Uniti, si vers
un bicchiere di scotch, si sedette sull'estremit del divano,
si sfil le scarpe e chiese a Caroline se secondo lei
aveva fatto la cosa giusta.
Lei disse di s e parve che fosse proprio quello che lui
voleva sentirsi dire. Lei allora gli disse che da quello che
aveva sentito nell'ufficio stampa e nei corridoi dell'albergo,
Kennedy non ce l'avrebbe fatta negli Stati del Sud.
Johnson parve apprezzare anche questa osservazione.
Tom Hardaway ha davvero una figlia intelligente, a
quanto vedo, disse con accento texano, e le batt affettuosamente
una mano sul braccio. Quanto tempo  che
lavori per noi?
Cinque giorni, pi le ultime cinque ore, se pu dirsi
lavoro stare a guardare la televisione e firmare il conto
del servizio in camera.
 stato tuo padre a farti dare un posto in sala stampa?
No, signore. Sono venuta col gruppo delle ragazze
pompon di Mrs. Thomberry e stavo girellando per l'albergo,
quando mi hanno detto che avevano bisogno d'una
mano in sala stampa.
E da allora sei sempre rimasta l?
S, signore.
Johnson si alz stancamente dal divano. Non sembrava
cos imponente, come quando l'aveva visto per la prima
volta alla festa per la raccolta di fondi, al ranch. In quel
momento aveva piuttosto l'aria d'un gigante stanco, un
po' a pezzi, con un sacco di pensieri per la testa. Voglio
dirti una cosa, signorina. Abbiamo ancora un sacco di
lavoro, davanti a noi. Ci servirebbe una personcina come
te a Washington. Che ne diresti di venire a lavorare per
noi?
Caroline era ammutolita. Il suo primo impulso sarebbe
stato dire una battuta, come faceva sempre quando
voleva nascondere le proprie emozioni. Ma non era il
momento. Cosa doveva dire? Grazie tante, ma devo tornare
a casa a prepararmi per il mio debutto in societ in
modo che mia madre riesca a farmi sposare un buon
partito? Non vorr mica assumermi, guardi che io non ho
nessuna esperienza? Era un sogno, pens. Dir le cose
come stanno.
Si alz e prese la sua borsetta. Senatore Johnson,
disse guardandolo dritto negli occhi, se lei sta veramente
dicendo sul serio, salto sul primo aereo per Washington.
Bene, dico proprio sul serio, signorina. Si tir su la
cintura dei pantaloni. Domattina far chiamare i suoi
dal giovane Bill Moyers.
Poi l'aveva gentilmente accompagnata alla porta della
suite. Sei davvero un cosino grazioso, Caroline Hardaway,
dichiar chiudendo l'uscio.
Quella notte Caroline rimase sveglia nel letto a guardare
il soffitto in attesa dei primi raggi di sole. Natalie si
agitava nel sonno, mormorando il nome del suo giovanotto
di Waco.
Che gema pure sognando qualche stupidotto, pens
Caroline, e che il senatore Lyndon Johnson dica pure che
sono un cosino molto grazioso. Non era n il primo n
l'ultimo a credere che fosse quello che lei voleva sentirsi
dire.
Caroline sapeva di avere qualcosa in pi oltre il suo
aspetto. E adesso, finalmente, avrebbe potuto dimostrarlo.


Capitolo 18.

Inverno 1960
Casa Maubry, Georgetown.
Caroline era un po' nervosa all'idea di andare a cena da
lady Maubry. Sua madre, che ancora non aveva digerito
del tutto la decisione di Caroline di non fare nessun
debutto in societ e di andare invece a lavorare a Washington,
le aveva scritto diversi bigliettini, insistendo perch
andasse a fare visita a lady Maubry. L'esperienza per
aveva insegnato a Caroline che persone che sua madre
considerava amici, in realt erano semplici conoscenze
che quasi non si ricordavano di lei.
Lady Maubry, per, al telefono era stata gentilissima e
senza esitare l'aveva invitata a cena. Per tutta la settimana,
Caroline non aveva fatto che immaginarsi un'ossuta
signora di mezza et, che l'avrebbe trattata con l'annoiata
indulgenza che si mostra in genere per le figlie di qualcuno
cui si deve qualche vago favore mondano. I suoi
colleghi di lavoro erano rimasti molto impressionati,
quando lei aveva detto loro dell'invito. Lady Maubry era
la grande dame di Washington e Caroline aveva dovuto
promettere un resoconto completo.
La casa, solo a pochi isolati dal suo appartamento, era
effettivamente grande e imponente come le era stato
detto. Ma lady Maubry fu totalmente una sorpresa.
Mentre Caroline saliva i gradini, la grande porta di
quercia si spalanc. In piedi, davanti a lei, c'era una
donna alta e sottile, vestita con un abito da sera lungo, di
raso grigio, con un drappeggio alla greca. I capelli erano
dello stesso colore e della stessa lucentezza del vestito. La
pettinatura alla paggio, che le arrivava all'altezza della
mascella, era trattenuta di fianco da una clip di diamanti.
La carnagione perfetta si rifletteva nella triplice fila di
perle brunite della collana. Lei deve essere Caroline, le
disse. Benvenuta nel mio covo di intrighi. L'accento
era americano, ma rivelava una lunga consuetudine con
inglesi. La voce era squillante come un campanellino
d'argento e fece subito vergognare Caroline del suo strascicato
accento texano. Constance Maubry era straordinaria.
Perch mai s'era aspettata una donna come sua
madre?
Sono Constance Sumner Maubry. Meno male che 
venuta!
Caroline, leggermente agitata, rispose: Salve, lady
Maubry. Ha forse bisogno di aiuto o altro?
Assolutamente, disse la dama, chiudendo la porta.
Mmmm, i miei fiori preferiti!
Caroline aveva in mano un mazzo di fiori preso in un
negozio all'angolo di Wisconsin Avenue. Dietro lady
Maubry su dei tavoli rotondi coperti di velluto, c'erano le
pi grandi composizioni floreali che Caroline avesse mai
visto, perfino nel Texas.
Lady Maubry allung la mano verso lo striminzito
mazzetto di Caroline e lo tenne come se si trattasse di
fiori delle specie pi rara e preziosa. Sa, Caroline, 
tutto il giorno che cerco di ricordare come ho conosciuto
sua madre.
Caroline se lo aspettava.
Be', non ha importanza, ci verr in mente. Venga,
andiamo in biblioteca a bere un Martini. Mi piace bere un
goccetto, prima di cena.
Constance Maubry fece strada e la fece entrare in una
stanza di cui Caroline non aveva mai visto l'eguale, da
quando era stata a una mostra del mobilio d'antiquariato
al Metropolitan Museum, durante una gita scolastica.
Divani di velluto trapunto e a frange e poltrone di una
tonalit rosso cupo o dorata disposti ad angolo arredavano
la stanza dal soffitto molto alto. Sulle pareti, oltre il
pannello scuro, c'erano spade incrociate e fucili antichi.
La grande mensola di marmo scolpito del caminetto era
fiancheggiata da arazzi alti almeno due metri e mezzo,
che raffiguravano antichi cavalieri che trafiggevano con
le lance animali dagli occhi atterriti. Tutta la stanza era
rivestita di pannelli di legno scuro, che riflettevano la luce
dei candelieri di porcellana. Per terra, era steso un brillante
tappeto Tabriz, elegantemente consunto. I tavolini
rotondi erano coperti di drappi di seta damascata lunghi
fino a terra e dalle calde tonalit di gioielli e sul piano di
cristallo erano posate fotografie in cornici d'argento, premi
incorniciati in tartaruga, scatole intagliate e cose
che Caroline non sarebbe mai riuscita a descrivere a
Natalie.
Lady Maubry si mise davanti al caminetto acceso e tir
il cordone di merletto d'un campanello. Sopra la mensola
c'era il ritratto in grandezza maggiore del naturale, alla
Boldini, d'una bellissima e romantica signora che montava
da amazzone uno stallone impennato. Gli zoccoli del
cavallo rampavano su un cielo tempestoso. La donna
sedeva in modo regale, con una lunga gonna nera aperta
che le arrivava alle caviglie. Portava un cappello di seta.
Una veletta nera le ombreggiava la fronte e gli occhi ben
distanziati.
Caroline si guard attorno.
Che gliene pare di questa stanza? chiese lady Maubry,
accennando alle pareti.
Sarebbe piaciuta a Mussolini, rispose senza tanti
complimenti Caroline. Subito strinse le labbra, rendendosi
conto di essere stata sgarbata.
Ha ragione! rise lady Maubry. Venga, aggiunse,
indicando con un gesto a Caroline di sedersi su una delle
poltrone con poggiatesta di fianco al camino. Diede un
altro strattone al cordone del campanello, poi si sedette
di fronte a Caroline. Alla luce del fuoco era ancora pi
bella di quanto Caroline non si fosse resa conto. Cosa
ne pensa degli uomini di Washington, mia cara? Come lei
sapr, tutti si lamentano sempre che ci sono troppe donne.
Io trovo che sia esattamente il contrario, continu
senza perdere un colpo. Penso che se ci si muove negli
ambienti giusti, ci sono uomini pi che a sufficienza in
circolazione. Avranno qualche difettuccio, se intende cosa
voglio dire. Ah, eccoti, Ian. Ti presento una mia nuova
amica, spero: Caroline June Hardaway. Caroline lavora
per Lyndon.
Constance si chin in avanti, poi, con tono confidenziale
e un po' scanzonato, disse: Cara, Lyndon le ha gi
dato qualche pizzicotto? Deve raccontarci tutto. Poi si
rivolse all'uomo che era appena entrato nella stanza.
Questo  il mio amico e compagno Ian Vreen.  questo
che sei, vero, caro? S. Non riusciamo a trovare un modo
migliore per dirlo. Ian, sii gentile, preparaci una caraffa di
Martini tonante. Lei forse non prende Martini, vero, Caroline?
Bene,  arrivato il momento di cominciare. I
Kennedy hanno portato un tale slancio vitale, nella nostra
citt. Durante il mandato di Eisenhower bevevano tutti
succo di prugna. Bene, ora mi dica cosa pensa di Lyndon.
Caroline spalanc gli occhi incredula. Quella donna
non aveva tirato il fiato una sola volta. Molti dicono che
sia tutto cappello e niente bestiame, ma a me piace.
Ian Vreen avanz verso di lei e le tese la mano. Pareva
il personaggio d'una commedia degli anni Venti, cos alto
e sottile, con quel viso lungo e aristocratico e l'espressione
di annoiato divertimento. Portava un golf di cashmere
rosa su una camicia a quadrettini rosa e grigi. Il colletto
era aperto su un foulard di seta grigia. Aveva pantaloni di
seta nera con risvolti e ai piedi delle pantofole di velluto
nero con una specie di ciuffo sull'alluce. Sul lungo naso
era appoggiato un minuscolo pince-nez d'oro. Stava sorridendo
a Caroline. Tutto cappello e niente bestiame.
Mi piace. Le tese la mano. L'altra sera ho visto John
Connally a cena. Che mi dice, di lui?
Elegante come un vestito da due dollari, ma anche lui
mi piace. Mia madre e sua moglie sono nel comitato del
Dallas Simphony Ball.
Ci sono! esclam lady Maubry, battendo le mani.
Sua madre  Martha Hardaway. Il Dallas Simphony
Ball. Ma certo. Si rivolse a Ian. Tom Hardaway 
grande amico di Sam Rayburn. E che ballerino! Torn a
rivolgersi a Caroline, Lo sapeva che suo padre  il pi
splendido ballerino del mondo?
Caroline pot solo annuire. Non aveva idea che qualcuno
potesse considerare suo padre uno splendido ballerino,
ma la cosa la divertiva.
S, ricordo di essere stata al Symphony Ball l'anno
scorso. Subito dopo il bisticcio con lord Tookie. Avevo
accettato un invito al ranch Kelberg. Suo padre e io
abbiamo ballato un paso doble da vuotare la pista.
Connie, cara... cerc di interromperla Ian.
Tom Hardaway, ripet lei con tono sognante, lo
sguardo perduto nel vuoto.
Se le signore mi vogliono scusare un attimo, vado a
prendere qualcosa da bere.
Lady Maubry si scosse dal suo sogno. S, te ne prego,
Ian. Che tesoro, sei! disse vivacemente.
Cosa le posso portare, Caroline: succo di frutta o
Coca-Cola?
Non aveva detto che faceva dei Martini? ribatt
Caroline.
S, certo, ma credevo...
Allora prender quello, grazie.
Ian lanci un'occhiata a lady Maubry, che lo ignor.
Stava studiando Caroline con stupito interesse. Ma ne 
proprio sicura? insistette Ian. L'ha mai bevuto, prima?
No, ma se lady Maubry ha bisogno d'un goccetto
prima di cena, forse finora mi sono persa qualcosa.
Ian port la mano alla bocca per reprimere un sorriso.
Si schiar la gola. Credo che lei ci piacer, Miss Hardaway.
Martini in arrivo per tutti.
Torn qualche minuto dopo con un vassoio d'argento.
Serv Caroline, poi si diresse verso la poltrona di lady
Maubry. Sai, Connie, avresti proprio dovuto assumere
un cameriere, per la serata. Non credo che Celia ce la far
a servire tutta quella folla. E spar in anticamera.
Folla? Ma di cosa stava parlando? Caroline credeva di
essere l'unica ospite. Aspetta forse qualcun altro?
chiese, stupita.
Solo un paio di giovani amici, niente di travolgente.
Pensavo che le sarebbe piaciuto conoscerli.
Lady Maubry aveva invitato altre otto persone: tutti
uomini.


Capitolo 19.

Estate 1961
Georgetown.
Gli otto uomini che lady Maubry aveva invitato quella
sera, finirono per diventare il nucleo della vita mondana
di Caroline. Col passare dei mesi, Caroline si fece pi
sottile e cominci a vestirsi pi nello stile di Jackie Kennedy
che in quello di una ragazzina del Texas. Normalmente
portava semplici tubini di ottima stoffa, tailleur e
la sua prima pelliccia, il regalo per i diciotto anni da parte
dei suoi genitori, ormai abituati al fatto che la loro figlia
vivesse a Washington e rassegnati all'idea che non sarebbe
tornata a casa a frequentare il college. Le sue foto
comparivano sempre pi spesso sulle pagine di cronaca
mondana del Washington Post e del Dallas Times Herald,
pi per le persone che frequentava che per il fatto
che faceva parte dello staff del vicepresidente.
La si vedeva in citt col senatore Scoop Jackson, l'ultimo
scapolo rimasto al Senato; col corrispondente del
Manchester Guardian e con vari giovanotti dello staff di
Kennedy ai party a Hickory Hill, nelle ville di Georgetown
o a ballare tutta la notte al Whisky-A-Go-Go, una
nuova discoteca molto alla moda.
Nessuna di queste persone, tuttavia, significava qualcosa
per Caroline. In realt lei non faceva che pensare
all'unico uomo conosciuto quella prima volta a casa di
lady Maubry che non avrebbe mai potuto avere.
Lady Maubry quella sera aveva invitato anche Dalton
Riggs per l'unica, buona ragione che sua moglie era fuori
citt. Era maggiore dell'esercito degli Stati Uniti. Suo
padre aveva prestato servizio in Europa, insieme col primo
marito di Constance. Quando aveva saputo che Dalton Riggs
e sua moglie Eleanor erano stati assegnati al
War College al Fort McNair di Washington, lady Maubry
aveva cominciato a invitarli a cena. Eleanor veniva giudicata
bruttina e scialba, ma tutti restavano invece molto
colpiti da Dalton. Quel giovane ufficiale, alto, rude, bello
come un divo del cinema, brillante e intelligente e con
una notevole conoscenza degli affari del mondo, era un
affascinante commensale.
Caroline, dopo quella sera, adott l'abitudine di prendere
il t ogni domenica pomeriggio con Constance. Le
piaceva molto avere un posto dove raccogliere i propri
pensieri e qualcuno con cui parlarne. S'era molto affezionata
alla vecchia signora. Nessuno in realt conosceva
l'et di Constance. Quando glielo chiedevano con insistenza,
Ian di solito rispondeva: Sessanta e qualcosa.
La domenica prima che i suoi genitori la aspettassero a
casa, Caroline sedeva tranquillamente nella veranda di
lady Maubry, e fissava la sua tazza di t.
Caroline, cara, mi sento cos colpevole, disse lady
Maubry aggiustandosi la gonna, mentre si lasciava scivolare
contro lo schienale della sua grande poltrona di
vimini.
Colpevole? E di che cosa, per l'amor del cielo?
chiese Caroline, posando la tazza.
Se quella sera non avessi avuto bisogno proprio di
otto persone per completare la mia tavola, niente di tutto
questo sarebbe successo.
Qualcosa mi dice che avrei comunque finito per incontrarlo,
osserv Caroline malinconica.
Sei proprio sicura che voglia divorziare? Sai, a volte
gli uomini sposati possono, be'... aggiustare un po' la
verit.
Certo che ne sono sicura. Mi pare di notare in lei un
tono di disapprovazione.
Non io, cara. La gente, per, a volte pu essere molto
cattiva.
Intende dire che la gente sparla di noi?
Temo di s, cara. Questa citt vive di pettegolezzi.
E lei disapprova? insistette Caroline, con un'ombra
d'ansia nella voce.
Caroline, mia cara, io ho avuto talmente tanti mariti!
Tre erano miei e tre di qualcun'altra. Solo, penso che
Dalton Riggs sia qualcosa che tutte le giovani donne
dovrebbero sperimentare.
Ne parla come se fosse un rito d'iniziazione, come la
prima maldestra permanente, o il primo incidente d'auto.
Connie rise. Be', in un certo senso  proprio cos! Ci
sono molte donne, in questa citt, che si sono prese una
bella cotta per Dalton. Poi passa, ma  una gran sofferenza,
mentre  in corso.
Forse  perch lui  tanto vecchio?
Tesoro, vedo che non mi stai ascoltando. Del resto
nessuno, quando  innamorato, d retta agli altri. Non so
perch ci sto provando.
Mi piacerebbe pensare che ci sta provando perch le
importa di me.
 cos, Caroline. Mi importa terribilmente di te e
proprio per questo desidero che tu sia felice.
Ma io sono felice, Connie. Mai stata tanto felice in
vita mia!
Non era cominciata proprio alla cena di Connie. La
verit era che, qualche settimana dopo, Caroline aveva
incontrato per caso il maggiore Riggs al bar del Carrol
Arms Hotel, sulla Capitol Hill. Si erano subito riconosciuti.
Erano rimasti in piedi a chiacchierare in fondo al
bar, in mezzo al chiasso e al brusio della gente. Il collaboratore
del Comitato per i Servizi Armati con cui Riggs
era entrato, a un certo punto li aveva salutati e, prima che
se ne accorgessero, anche il gruppo con cui era venuta
Caroline si era dileguato.
Ha qualche progetto per cena? le aveva chiesto lui,
dando un'occhiata all'orologio. Sto morendo di fame.
Mia moglie  ancora ad Atlanta da sua madre e la dispensa
 vuota. Perch non ci facciamo un hamburger?
Clyde era zeppo di ragazzi che si ritrovavano dopo il
lavoro. Avevano finito per trovare un tavolo sul fondo e
Dalton aveva ordinato hamburger e insalata per tutt'e
due. Quando il cameriere si era allontanato, Dalton s'era
chinato sul tavolo e le aveva detto: Caroline, se la
settimana ventura ha una sera libera, mi piacerebbe offrirle
qualcosa di pi elegante d'un hamburger.
Lei aveva guardato il bel viso di Dalton, poi aveva
abbassato lo sguardo sulle sue mani. Erano mani grandi,
forti, con le unghie corte e perfettamente pulite. Aveva
immaginato come doveva essere sentirsele sul corpo. Poi
aveva pensato a cosa avrebbe detto sua madre.
Allora aveva risposto: Dalton, so che pu sembrarle
spiacevole e forse anche un po' ingenuo, ma so che lei 
sposato e...
Sa anche che sto per divorziare?
Lei aveva fatto una lunga pausa. No, aveva detto
alla fine, questo non lo sapevo.
 per questo che mia moglie si trova ad Atlanta. La
sua famiglia vive l. Ha gi presentato istanza di divorzio,
ma lasciamo perdere questo argomento, per ora. Mi parli
del suo lavoro. Come diavolo  finita a lavorare per il
vicepresidente?
Tieni duro, s'era detta Caroline. Perch tu ti senti
attratta da lui, non  detto che lui provi le stesse cose. E
aveva cominciato a parlare della politica del Texas e di
come la gente dell'entourage di Johnson fosse diversa da
tutta l'altra gente che aveva conosciuto a Washington.
Quando era arrivato il conto, avevano preso due tazze
di caff e un bicchierino di brandy. Mentre lui chinava la
testa per firmare il conto, lei fissava la luce delle candele
sulle sue folte ciglia.
Aveva allungato la mano e s'era messa a staccare pezzetti
di cera dal mozzicone di candela sgocciolante sul
tavolino. Sono libera tutte le sere, la prossima settimana,
Dalton, aveva detto senza guardarlo. Nonostante
la mia severa educazione di ragazza del Sud, non m'importa
di far sapere a un uomo quando gradisco la sua
compagnia.
Magnifico! aveva esclamato lui, rialzandosi e sistemando
il tovagliolo. Vediamo. Che ne direbbe di questo
sabato? Colazione in campagna. Andremo alla Olney Inn.
C' mai stata?
Caroline scosse la testa. Aveva contato mentalmente i
giorni. Non sapeva se avrebbe resistito fino a sabato.
Sei innamorata, disse Constance, prendendosi in
grembo uno dei suoi morbidi terrier tibetani. Ce l'hai
scritto in viso.
Caroline aveva parlato tanto, che aveva la bocca secca.
Prese la teiera e si vers ancora un po' di t. Non
pensavo fosse cos doloroso, osserv tristemente, mentre
riempiva anche la tazza di Constance.
Davvero? rise Constance. C' tutto un mondo letterario
e musicale dedicato alle pene che tu stai provando
ora, Caroline.
Lo so, ma per me  qualcosa di nuovo.
Dimenticavo che hai diciotto anni, disse comprensiva
Constance. Perdonami.
E lui ne ha trentadue.
Ed  sposato.
Per ora ribatt Caroline.
Constance scosse lentamente la testa, accarezzando il
cagnolino che teneva in braccio. Sei una ragazza forte,
Caroline Hardaway. Qualcosa mi dice che riuscirai a
prenderti quello che  in serbo per te.
L'appuntamento per la colazione in campagna, in realt,
era durato fino a mezzogiorno del giorno dopo.
Uscendo dal suo appartamentino vicino all'universit
George Washington, Caroline aveva pensato che le pareva
di conoscere Dalton da sempre.
Avevano chiacchierato per tre ore durante il pranzo
nella bella, antica trattoria nei boschi del Maryland. Poi
avevano chiacchierato per tutta la strada di ritorno a casa
sua: della vita di Dalton che come figlio di un militare
aveva vissuto un po' in tutte le parti del mondo, del suo
amore per l'esercito e per la politica. E di Caroline e dei
suoi sogni.
Quando lui era entrato nel soggiorno del suo appartamentino,
sapevano bene tutt'e due perch erano l. Non
c'era stato bisogno di parole, ma solo di braccia, mani,
baci e il grande corpo forte e protettivo di Dalton che la
avvolgeva.
Solo pi tardi, allacciati l'uno tra le braccia dell'altra,
lui le aveva detto che sarebbe partito per il sud-est asiatico,
per un un incarico speciale. Non era riuscito a dirle
nient'altro e l'aveva tenuta stretta tra le braccia, quando
lei aveva cominciato a singhiozzare.


Capitolo 20.

Marted, 6 giugno 1989 - sera
Foggy Bottom.
Jan pass l'intera giornata a cercare d'immaginare come
strizzare duecento persone in pi dei posti a sedere nella
chiesa di St. John, per i funerali di Bradford Barry. Gli
amici di Brad al governo erano legioni. La paura di commettere
qualche errore o di escludere qualcuno aveva
reso Jan tesa e nervosa, e particolarmente contenta di fare
la sua abituale corsetta serale.
Gir l'angolo del suo isolato con particolare energia,
tirando respiri profondi che le gonfiavano i polmoni. La
maglietta era fradicia di sudore. Faceva ancora caldo,
anche se il sole era calato e il crepuscolo stava gi cedendo
al buio della sera.
Arrivata vicino a casa, rallent il passo. Gir l'angolo
del vialetto che divideva la sua casa da quella dei vicini,
una simpatica coppia che lavorava a Capitol Hill. A un
tratto le scarpette da corsa slittarono su dei fondi di caff.
Stupita, not che il vialetto era pieno di rifiuti.
Accidenti, bofonchi, cos' questo schifo? Pens
che gli spazzini fossero stati sbadati o che il cagnaccio del
congressista D'Anjou fosse andato di nuovo a fare uno
spuntino fra i bidoni. Mentre si chinava a raccogliere un
sacchetto unticcio e la buccia della banana che aveva
mangiato al mattino, rimase impietrita.
A un metro e mezzo circa da lei, in fondo al vialetto
buio, scorse la figura alta di un uomo con gli occhiali
scuri e una tuta da operaio che spalancava il cancelletto
del suo cortiletto sul retro. Era l'ingresso di servizio che
dava sulla stradina posteriore alla fila di case. Un paio di
scarpe da tennis balenarono rapidissime e fan sent
un'ondata di adrenalina percorrerle il corpo. Senza rifletterci,
si mise a gridare: Ehi, tu! Appena il suono le usc
di bocca, ebbe paura che la figura in fuga potesse davvero
fermarsi e tornare verso di lei.
Tremando, ripercorse il vialetto buio fino alla strada
ben illuminata. Una Ford nera part sgommando, mentre
la figura in tuta si infilava rapidamente sul sedile anteriore.
Coi tonfi del cuore che le rimbombavano nelle orecchie,
Jan vide l'auto sparire lungo la Ventunesima Street.
Tremava ancora, quando prese il telefono in cucina, al
sicuro dentro casa. Belly, disse senza fiato, fammi
parlare subito con pap.
Certo, tesoro, cinguett la segretaria di suo padre.
Sta facendo un'interurbana, ma ora lo interrompo.
Jan tese il filo del telefono fino all'impossibile, camminando
su e gi per la cucina.
Che succede, cara? tuon il vocione di suo padre.
Pap, sono appena tornata a casa e c'era un tizio nel
vialetto, sai il vialetto di fianco a casa? C'era la spazzatura
sparpagliata dappertutto. Le parole le uscivano con
la rapidit con cui riusciva a muovere le labbra.
Ehi, ehi, tesoro, pi piano. Rallenta.
Non posso, pap, sono spaventata a morte.
Stai bene? Non sei ferita o altro?
No... niente del genere. Chiunque fosse, s' limitato a
fare una gran confusione e, quando mi ha vista,  scappato
via dal cancello ed  saltato su una macchina che lo
stava aspettando. Non credo che stesse tentando di entrare
in casa. Stava solo frugando nel bidone della spazzatura.
Sent suo padre respirare pesantemente. Molto inquietante,
disse infine.
Senti, non pensi che questo abbia qualcosa a che
vedere con Mark? Sai, la storia di quella roba oscena che
tu mi hai detto che Sinclare ha fatto mettere sul giornale.
Sembra strano. Due cose raccapriccianti in un solo giorno.
Su, non essere paranoica, adesso, Jan, disse lui.
Hai raccontato a Mark di questa faccenda di adesso?
Non  ancora a casa.
Chi non  ancora a casa? chiese Mark dalla porta
della cucina.
Jan sobbalz stupita. Oh, ciao tesoro. Stavo parlando
con pap. Torn a parlare nel telefono. Senti pap,
Mark  appena tornato. Ti richiamo pi tardi. Ciao. Ti
amo.
Cosa sta succedendo? chiese Mark, buttando la
giacca di velluto a coste sulla spalliera d'una sedia. Hai
l'aria di una che ha appena visto un fantasma.
Stavo giusto dicendo a pap che c'era un tale che
stava frugando nella nostra spazzatura, quando sono tornata
a casa, poco fa. Pensi che dovrei chiamare la polizia?
Perch disturbarsi, visto che puoi chiamare tuo padre?,
comment lui ironico.
Le parole colpirono nel segno. Per favore non ricominciare
con questa storia, Mark. Non dopo la giornata che
ho avuto. Jan non disse nulla, sperando che il silenzio
servisse a fargli cambiare argomento. Ma non fu cos.
Chiami tuo padre per tutto, no?
Jan non riusc pi a sopportarlo. Ma come, un balordo
viene a frugare nella nostra spazzatura e tu vieni a
rinfacciarmi che ne parlo con mio padre! Jan prese uno
strofinaccio e lo lanci appallottolato nel lavello.
Avresti potuto chiamare me.
Per l'amor del cielo, Mark, sei stato introvabile per
tutto il giorno. E poi si d il caso che mio padre sia la mia
unica famiglia. Non ci vedo niente di male a rivolgermi a
lui quando sono turbata. Avrebbe subito voluto rimangiarsi
quelle parole, perch appena le ebbe pronunciate,
si rese conto che erano sbagliate.
Maledizione, esclam Mark, battendo la mano con
tanta forza sul ripiano della cucina, che il coperchio della
macchinetta del caff salt via e rotol per terra. Famiglia?
La tua unica famiglia? E io, allora, cosa sarei? Il tuo
filarino per il ballo degli studenti? Cristo, Jan, sono anch'io
la tua famiglia.
S, certo, Mark.  vero, disse lei piano. Ti prego,
cerca di capire.
No, credo che non capir mai e uno di questi giorni
dovrai scegliere. Meglio prima che poi. Credo di essere
ormai arrivato al punto di dire che ne ho abbastanza.
Jan lo prese per la manica. Tesoro, no... Mark, ti
prego...
Lui divincol il braccio, si diresse verso la porta della
cucina e la sbatt con tanta forza da far tremare l'intelaiatura.
Jan fiss la porta. Si sentiva la gola stretta. Apr la
bocca per trovare un po' di fiato e le sfugg un singhiozzo.
Perch devo scegliere? Perch non posso avervi tutt'e
due? bisbigli.

 Capitolo 21.

Mercoled, 7 giugno 1989 - ore 6
Hay-Adams Hotel.
La squadra operativa dell'FBI marciava nell'atrio dell'Hay-Adams,
in fila per quattro. Le indagini erano state
rese praticamente impossibili grazie alla polizia distrettuale,
che aveva dato il permesso all'albergo di ripulire la
stanza la domenica sera, appena rimosso il corpo di Bradford
Barry. Avevano perfino riaffittato la sera stessa la
suite a una famiglia canadese arrivata a tarda ora. Cos la
stanza era stata ripulita una seconda volta il luned mattina,
prima che la Casa Bianca chiedesse all'FBI di iniziare
le indagini.
Era la terza volta che ci tornavano dopo la morte di
Bradford Barry e per la verit gli uomini non ne erano
particolarmente felici. L'ordine di perquisire un'altra volta
la stanza significava solo che qualcuno alla Casa Bianca
avrebbe cominciato a tormentare il capo, se non trovavano
subito qualcosa.
L'agente Vinnie DeSanto aveva la parola della polizia
distrettuale che la voce della donna che aveva chiamato il
911 per chiedere un'ambulanza era stata registrata e che
presto sarebbe stata data anche all'FBI una copia del
nastro. Un dipendente dell'albergo, un portiere, aveva
visto una donna all'incirca all'ora della morte di Barry,
ma la descrizione era maledettamente vaga. L'uomo, un
filippino senza documenti regolari, aveva il terrore di
essere messo in galera o rimpatriato. L'FBI aveva fatto
una transazione con l'immigrazione per fargli dare
un'amnistia di sei mesi. Speravano perci che quel giorno
l'uomo fosse abbastanza tranquillo sulla propria sorte da
esaminare delle foto, visto che ora era fin troppo disposto
a collaborare.
Vinnie era incazzatissimo. Non avevano in mano niente.
Avevano perquisito la suite il giorno prima centimetro
per centimetro, quasi col cotton-fioc. Erano sicurissimi
che non ci fosse proprio niente.
Una volta arrivati nella suite, ricominciarono tutto da
capo, partendo dalla porta esterna, ormai nera a furia di
polvere per rilevare le impronte. Le stanze, cos elegantemente
arredate, ora erano ridotte in uno stato disastroso
dalle loro precedenti perquisizioni.
Vinnie percorse il corridoio che portava alla stanza da
letto e al bagno. Niente, assolutamente pulito. Il giorno
prima aveva anche controllato lo scarico del cesso con
uno sturalavandini. Controll l'alloggio del rasoio, nell'armadietto
dei medicinali, tutte le fessure una per una,
picchiettando perfino il cemento tra una piastrella e l'altra.
Tast lo scarico della doccia.
Lo scarico della doccia. Merda! Come aveva potuto
essere cos stupido?
Salt nella vasca da bagno, tir fuori dalla tasca della
giacca una sonda pieghevole e la allung al massimo. Poi
la infil nello scarico.
Due minuti dopo era nel soggiorno della suite, con un
braccialetto d'oro e diamanti che penzolava all'estremit
della sonda, scintillando alla luce della lampada.
Tombola! annunci al suo compagno, che stava
steso supino con la testa infilata nel camino.

 Capitolo 22.

Mercoled - ore 7,30
Il Forte.
L'indomani Bradford Barry sarebbe stato sepolto. Il fantasma
del Forte, rispettato e temuto capo di gabinetto
sarebbe rimasto ancora un giorno nel mondo dei vivi e
poi sarebbe scomparso: in futuro, sarebbe stato al massimo
una noterella a piede di pagina nei libri di storia. Altri
sei mesi e ben pochi, fuori dal mondo della politica e di
Washington, avrebbero ricordato perch quel nome aveva
un suono familiare. Ma adesso la stampa lo trattava
come un grande personaggio. Gli editoriali si chiedevano:
Quo vadis, amministrazione Kane? o facevano
ipotesi sullo Smantellamento della macchina Barry. I
tre contendenti Riggs, Ives e Kirkland venivano studiati e
analizzati. Herblock, il caricaturista politico del Washington
Post, disegn una spiritosa composizione dell'educazione
militare di Riggs, l'acume politico di Ives e il
fascino di Kirkland, che formavano tutti insieme il capo
di gabinetto ideale: Bradford Barry.
Dalton Riggs sapeva benissimo che quando sarebbe
uscito di casa, alle 7,30, Caroline avrebbe veleggiato
ancora nel mondo dei sogni. Un tempo sarebbe saltata
gi dal letto, avrebbe mandato via Rosa dalla cucina e gli
avrebbe servito lei stessa la prima colazione, chiacchierando
allegramente sulle notizie dei giornali del mattino.
All'alba aveva cercato di scuoterla, sperando che
avrebbero potuto fare l'amore. La mattina era sempre
stato il loro momento migliore. Ma lei era a un livello tale
di stordimento, che Dalton le aveva perfino appoggiato
una mano sulla schiena per sentire se respirava.
Una parte di lei era morta o, perlomeno, profondamente
nascosta. Il mondo fuori della loro stanza da letto
la vedeva come moglie e madre brillante, affascinante e di
successo. In casa, portava solo una maschera di serenit.
Doveva fare qualcosa per lei. E subito. Parlare con quei
maledetti dottori, che le davano tutte quelle pillole. Erano
almeno una mezza dozzina, a quanto ne sapeva lui.
Jerry Ford aveva dovuto affrontare una situazione del
genere. Forse avrebbe potuto avere un colloquio privato
col suo vecchio amico e fare entrare Caroline nella clinica
di Betty. Non era il genere di cose su cui una persona
nella sua posizione poteva permettersi di fare indagini
casuali. Non voleva umiliare Caroline, eppure bisognava
fare qualcosa. Sapeva che la risposta stava nella delusione
che era stato per lei il loro matrimonio e Dalton sapeva
anche che la colpa era solo sua. Era conscio che lei si
sentiva sola e annoiata, ma anche accettare la propria
colpa richiedeva tempo e concentrazione. In qualche modo
doveva trovare l'uno e l'altra per salvarla.
Tra un'ora avrebbe dovuto fare rapporto al Presidente
sull'imminente visita a Mosca. Solo la settimana prima il
presidente Kane lo aveva elogiato pubblicamente in un
discorso per avere ristabilito una intelligente distensione
nei rapporti con l'Unione Sovietica e per avere fatto
progredire la causa del controllo degli armamenti. Quel
discorso aveva fatto s che i giornalisti si gettassero sui
loro word processor, definendo Dalton il gemello ideologico
del Presidente. Era un nettare inebriante. Il New
York Times lo aveva indicato come la quintessenza dell'uomo
Kane. Sperava solo che anche il Presidente condividesse
questa opinione, al momento di nominare il nuovo
capo di gabinetto. Per quanto gli piacesse il suo attuale
lavoro e si sentisse sicuro della propria ampia conoscenza
degli affari esteri, sarebbe stato ben felice di cimentarsi
con la sfida di una pi ampia responsabilit. L'unico
posto che gli sarebbe piaciuto ancora di pi era quello di
Segretario di Stato.
Guard di nuovo Caroline. Non s'era mossa, mentre
lui si vestiva, apriva e chiudeva i cassetti, si sedeva sul
letto per allacciarsi le scarpe nere perfettamente lustre. E
non aveva nemmeno sbattuto le palpebre, quando lui
aveva aperto le persiane per fare entrare lo splendente
sole di giugno.
Appena il Presidente avesse preso una decisione,
avrebbe fatto qualcosa per Caroline. Le tocc la mano
inerte e pass con affetto il pollice sulla miniatura del suo
anello di West Point, in cui lui aveva fatto incastonare un
brillante paglierino. Dov'era la ragazza alla quale lo aveva
regalato? Da qualche parte, dentro quella triste sagoma
addormentata, c'era la vibrante Caroline che lui un
giorno aveva conosciuto. Te lo prometto, disse solennemente,
insieme tu e io la ritroveremo.


Capitolo 23.

Mercoled - ore 9,15
Watergate Apartments.
Eliot Ives tir la sedia pi vicino alla ringhiera del balcone
in modo da ricevere in pieno il sole sul viso e sul petto
nudo. Gli piaceva mantenersi sempre perfettamente abbronzato,
per esaltare l'aspetto che lui coltivava, quello
cio di un ricco, energico e brillante uomo d'azione.
Sfogli i giornali del mattino cercando il proprio nome,
un segno che la sua instancabile campagna telefonica
stesse dando i suoi frutti. Evans e Novak avevano scritto
un paio di righe su di lui, ma niente di concreto, niente
che si potesse depositare in banca. Si trov sepolto nella
pagina degli editoriali del Wall Street Journal in un lungo
articolo sull'influenza di Bradford Barry sulla casa Bianca,
a pagina 40, dove la gente di sicuro non l'avrebbe
nemmeno notato.
Maledizione! Diede un'occhiata all'orologio. Era troppo
presto per cominciare a chiamare qualcuno. L'unico
che a quell'ora non era per la strada, in direzione del
proprio ufficio, era il presidente Kane in persona. L'idea
di rivolgersi direttamente al suo vecchio amico Kane gli
pass rapidamente per la testa. Ma la allontan subito. Se
c'era una cosa di cui nessuno poteva accusarlo, era di
essere uno sciocco.
C'era stato un tempo in cui Don Kane divideva tutto
con Eliot, il suo maggior stratega politico, il suo accorto
consigliere e il pi abile nel reperire denaro. Eliot era
riuscito a trovare milioni di dollari nelle tasche della
gente che voleva vedere Don Kane nella Stanza Ovale.
Adesso c'era arrivato, in quella stanza, ed Eliot cominciava
a spazientirsi per la lentezza con cui si manifestava la
sua gratitudine.
Eliot prese il bloc-notes sul quale aveva meditato tutto
il giorno prima. Su una pagina aveva tracciato una specie
di complicata mappa dei possibili contendenti al posto di
capo gabinetto. Sotto il nome riquadrato di ciascuno dei
tre avversari, aveva messo delle caselline pi piccole, coi
nomi dei loro eventuali contatti e dei suoi rapporti
personali con loro.
Studi il grafico attentamente. Era una mappa precisa
di chi era debitore di qualcuno. Un sacco di gente era in
debito con Eliot Ives. Non ultimo il senatore George
Lowry, suo amico per la pelle ai tempi in cui Eliot era al
Senato. Era arrivato il momento di riscuotere quel conto
aperto. Ma sarebbe stato difficile, perch Eliot non voleva
assolutamente dovere niente a Lowry. Erano stati rivali
per Sinclare e ultimamente George aveva sostenuto
di avere rinunciato a lei, per lasciarla a Eliot. Tutta una
storia da riscrivere! George era talmente stronzo, certe
volte!
Eliot bevve un altro sorso di caff e si alz dalla sedia a
sdraio. Diede un'occhiata oltre la ringhiera del balcone al
flusso dell'ora di punta sulla Rock Creek Drive, sotto di
lui. Probabilmente George a quell'ora era gi in ufficio.
Al diavolo, perch non fare un tentativo con lui? Lo
avrebbe sbrigato subito, si sarebbe fatto dare un appuntamento
per vederlo prima della fine della giornata.
Si batt la mano sullo stomaco piatto, si assest i
pantaloni del pigiama e apr la vetrata scorrevole. Nella
penombra della stanza Sinclare era stesa sul grande letto
matrimoniale e la sua pelle candida era d'una luminosit
quasi trasparente, in contrasto con le lenzuola di raso
nero. Dio, era davvero un gran bel pezzo di ragazza.
Si sent indurire sotto la stoffa leggera del pigiama.
George Lowry poteva aspettare. Prima le cose pi importanti.


Capitolo 24.

Mercoled - ore 10
La Casa Bianca.
Per Mark Kirkland quel 7 giugno prometteva di essere
una giornataccia. Tanto per cominciare, s'era alzato col
mal di testa, aveva evitato sua moglie e alle 9 s'era
presentato per il solito rapporto, aveva scantonato domande
e illazioni sulle possibilit d'una sua presunta
nomina a capo di gabinetto. Sono a disposizione del
Presidente, rispose con un sorriso a quelli che aveva
cominciato a considerare i suoi torturatori. Grazie per
la domanda. Questo, ufficialmente. Ma in privato, ironicamente,
disse: Sam, speravo in un posto in Paraguay.
Adoro la pioggia e le zanzare.
Raccolse le carte e si avvi verso la porta. Un reporter
del Chicago Tribune gli blocc la strada. Mark, cosa
puoi dirmi dell'indagine dell'FBI sulla morte di Barry?
Mark sbatt le palpebre. Per la verit, oltre a quello che
aveva letto nell'articolo di Tom O'Brien, non sapeva
niente. Ma non poteva certo dirglielo. Non posso fare
commenti, Bill. Chiedimelo pi tardi.
Si diresse nel suo ufficio e chiuse la porta.
Maledizione, sbott, lasciandosi andare sulla poltrona
davanti alla scrivania. Perch nessuno mi dice mai
niente, qui dentro? Era un problema che avevano quasi
sempre gli addetti stampa e per un semplice motivo: se
l'addetto stampa non sapeva niente, non poteva perdere
la sua credibilit coi colleghi mentendo loro.
Tir un profondo respiro e cerc di calmarsi. Mark
aveva un rapporto di amore-odio col suo lavoro di addetto
stampa. Aveva accettato il posto, lusingato dal fatto
che glielo avesse chiesto personalmente il Presidente degli
Stati Uniti. I colleghi lo avevano bonariamente preso
in giro, ma lui sapeva che sotto sotto gli invidiavano le
luci della ribalta, il potere, il controllo su quello che loro
potevano o non potevano sapere sull'uomo pi potente al
mondo. Nella furia frenetica dei primi giorni dell'amministrazione
Kane, Mark non aveva avuto il tempo di
riflettere su come avrebbe influito il nuovo lavoro sui
suoi rapporti con Jan. Pi sottile, ma anche pi pericolosa
era la posizione in cui il suo lavoro lo metteva nei confronti
del suocero: cio una posizione di gratitudine e
insieme di sottintesa lealt per un uomo che non gli
piaceva e per il quale non nutriva nessuna ammirazione.
Quando si sarebbe decisa Jan a farsi furba verso quella
vecchia spia? Lei era pronta a credere che suo padre
camminasse sulle acque. La settimana in cui aveva conosciuto
Jan, Mark stava preparando un profilo su di lui per
Newsweek. Quando era entrato alla Casa Bianca, Mark
aveva subito cercato di farsi dare il dossier dell'ambasciatore.
Quando faceva il giornalista, avrebbe ucciso, per
quel dossier. Ora, come addetto stampa della Casa Bianca,
era riuscito a cavare qualcosa dai colleghi del vecchio
a Langley. E i pizzichi e bocconi che era riuscito a mettere
insieme davano l'idea che Buck avesse avuto una vita pi
avventurosa di quella di James Bond. Non c'era da stupirsi
se da bambina Jan non vedeva quasi mai suo padre.
Buck era sempre immerso fino al collo nello spionaggio,
almeno fin dai tempi di Eisenhower, e forse anche prima.
E Jan era convinta che fosse un diplomatico itinerante!
Era l'uomo che organizzava spedizioni di armi, faceva
controllare i telefoni e negoziava con qualsiasi imbroglione
da Beirut a Bangkok, eppure era il metro in base al
quale Jan giudicava suo marito.
Ti avevo detto di non passarmi nessuno, Betsy,
sbott irritato, quando vide la sua segretaria che cacciava
dentro la testa dalla porta.
 quello che sto facendo, Mr. Kirkland. Ma sua moglie...
Vale anche per mia moglie.
Ma  qui.
Qui, dove?
Qui fuori.
Come mai al cancello non ci hanno avvertito?
L'hanno fatto, signore, ma io ho detto che andava
bene. Ho sbagliato? sussurr Betsy, facendosi piccola
piccola.
E va bene, sospir Mark. Falla entrare.
Non le aveva pi parlato dopo il bisticcio in cucina
la sera prima. Lui poi era uscito di casa sbattendo l'uscio
ed era andato a bere con gente del personale della Casa
Bianca che aveva trovato in uno dei baretti preferiti di
Georgetown. Era rimasto fuori fino a tardi e al mattino
era uscito molto presto per evitare sua moglie. Voleva
farle capire che non era pi disposto a tollerare che lei
continuasse a intromettere suo padre nella loro vita.
Qualcosa doveva succedere, altrimenti lui sarebbe rimasto
in collera per sempre.
Alz gli occhi dalle pile di carte che fingeva di studiare.
Salve Jan. Che ci fai, qui? Non dovresti stare nel tuo
ufficio a organizzare i funerali di domani? Era sicuro
che a Jan non sarebbe sfuggita la freddezza del suo tono.
Se ne sta occupando Barbara, rispose lei.  gi
tutto nel computer. La mia maggiore preoccupazione 
che il nostro travestito si presenti sull'altro lato della
strada.
Come va la faccenda?
Ce ne stiamo occupando.
Mark si sentiva imbarazzato ad avere Jan nel suo ufficio.
Lei era bellissima, leggermente accaldata e coi capelli
lucenti per lo shampo della mattina. Sentiva il profumo
della sua acqua di colonia attraverso il tavolo.
Jan si sedette sul divano e accavall con cura le gambe.
Gran belle gambe, pens Mark.
Mark, mi dispiace, disse lei piano. Sono venuta a
chiederti scusa. Odio quando ti arrabbi con me... quando
assumi quell'aria gelida e ti rifiuti di discutere.
Perch mi fai questo, Jan? La voce gli si incrin. Si
schiar nervosamente la gola. Lei stava intenzionalmente
cercando di eccitarlo, accidenti a lei. Aveva i primi tre
bottoncini della camicetta di seta rosa slacciati e lo guardava
con occhi grandi e innocenti.
Mark and rapidamente a chiudere la porta a chiave,
poi fece scattare un interruttore che era stato sistemato l
durante la presidenza Nixon da Ron Ziegler: l'interruttore
faceva accendere una luce rossa all'esterno della porta,
segnalando che non voleva essere disturbato da nessuno,
nemmeno dal presidente degli Stati Uniti!
Jan aveva capito benissimo quello che lui stava facendo.
Una volta le aveva parlato dell'interruttore Ziegler.
E sapeva anche che Mark non era capace di resisterle.
Jan pensava che il sesso risolvesse tutto. Le donne
fanno spesso questo sbaglio. Mark invece poteva odiarla
al punto di desiderare di strangolarla e tuttavia volere
fare l'amore con lei.
Chiuse le tapparelle delle lunghe finestre del suo ufficio,
che davano sul portico ovest. Poi avanz direttamente
verso la moglie. Senza una parola, la tir su dal divano.
Sentiva il profumo dei suoi capelli e sentiva il suo corpo
saldo e forte sotto l'abito leggero.
Di colpo le sollev la gonna. Sotto, fan portava un
piccolo reggicalze rosa, calze bianche e scarpine di pelle
nera lucida... proprio come dovevano averle insegnato
alla St. Margaret, Mark ci avrebbe scommesso. Quelle
vecchie e rinsecchite diaconesse pensavano che fosse un
abbigliamento verginale, ma a Mark faceva pi effetto di
un film porno.
Si slacci la cerniera dei pantaloni e fece appoggiare
Jan con la schiena sulla scrivania. Carte, riviste, un portamatite
crollarono per terra. Si chiese se fossero vere le
voci sul fatto che anche i suoi predecessori avevano avuto
momenti del genere, in quell'ufficio, ma la passione interruppe
riflessioni cos esteriori. Lei si protendeva verso di
lui, insistente e arrendevole, quasi pregandolo di penetrarla.
Mark non pot pi aspettare. Con un solo gesto le
infil dentro in profondit la sua erezione e subito si
ritrasse. Sapeva come farla impazzire.
No, Mark, ti prego... gemette lei. Non te ne andare.
Jan allung una mano e cerc di costringerlo di
nuovo dentro di lei.
Vuoi veramente? la provoc lui. Certo che lei voleva.
Farsi scopare alla Casa Bianca era come appartenere
al club pi sofisticato, solo che qui l'iscrizione era ancora
pi esclusiva. E a Jan piaceva appartenere a una classe
speciale in tutto.
Trattenne il fiato, quando lui entr di nuovo. Respirava
affannosamente, ma cercava di non fare rumore, conscia
della presenza della segretaria fuori della porta.
Lui la inchiod alla scrivania, in modo che lei riusciva a
muovere solo il didietro. Jan roteava il bacino contro di
lui. Mark la sent ansimare di piacere, poi venne e si
morse le labbra per non gridare.
Gentilmente, le abbass la gonna, la fece scivolare
dalla scrivania e la rimise in piedi. Jan aveva il trucco
sbavato e i capelli che le si attaccavano al viso in ciocche
umide. Insieme, come se qualcuno avesse premuto un
bottone, scoppiarono tutt'e due a ridere. Avevano superato
il rito di iniziazione per un club molto esclusivo.
Mark avrebbe avuto voglia di chiederle se suo padre
era capace di farle altrettanto. E invece disse: Spero che
adesso riusciremo a tenere per un po' tuo padre fuori
della nostra vita.
Il sorriso di Jan spar. Si allontan da lui e le parole le
uscirono di bocca come un sibilo. Sei un gran figlio di
puttana, Mark Kirkland! Poi distolse lo sguardo da lui e
si diede da fare per rassettarsi la gonna sgualcita, prese la
borsetta dal divano e si diresse tempestosamente alla
porta. Apri questa maledetta porta! ordin.
Sbalordito dalla contenuta violenza della sua voce,
Mark obbed. Lei gli pass davanti come un lampo, prima
che lui avesse modo di chiederle scusa. Era stato sgarbato
e pesante, doveva ammetterlo. Avere fatto l'amore era
stato solo un temporaneo cessate-il-fuoco.


Capitolo 25.

Mercoled - mezzogiorno
Salon de Beaut La Reine,
Connecticut Avenue.
La Reine era pieno zeppo.
Sinclare diede un'occhiata alla zona della reception
affollatissima e si fece strada fino alla ragazza dietro il
banco. Le signore davanti a lei erano quattro matrone
della Washington bene, che si fecero da parte come piccioni
spaventati, scuotendo la testa con aria di disapprovazione
davanti allo spolverino giallo chiaro di Sinclare,
agli stivaletti di stoffa gialla e alla sciarpa stampata tipo
pelle di leopardo che le arrivava fino quasi ai piedi.
Avevo appuntamento alle dodici, annunci grandiosamente
Sinclare, allungando il mento per guardarsi nello
specchio dietro il banco della reception. Attraverso il
passaggio a volta vide Caroline Riggs con un asciugamano
sulle spalle, mentre qualcuno la stava spingendo verso
una lampada a infrarossi, in fondo al salone.
Sinclare torn a guardare la povera, affranta receptionist
che stava controllando sul registro degli appuntamenti.
Ci vorr almeno un'ora...
Mi scusi, sibil Sinclare gelida, mentre le fossette
infantili sparivano in una maschera di maest offesa. O
fa rispettare il mio appuntamento in questo preciso istante,
o dovr parlare al proprietario della sua inettitudine.
Mi scusi. La voce timida di una manicure interruppe
la tirata in crescendo di Sinclare. Miss Bourne  nella
cabina sette e vorrebbe vedere Mrs. Ives.
Cosa? si stup Sinclare, girandosi. Miss Bourne 
qui? Perch nessuno me l'ha detto? E si avvi per la
sala, mentre i suoi stivaletti scavavano piccole orme nel
folto tappeto rosa. Le piaceva moltissimo fare la parte
della ragazza cattiva. Per la verit, mentre stava andando
in macchina verso La Reine, le era venuto in mente che
s'era dimenticata di fissare l'appuntamento. Sbatt le
porte a vento della cabina sulla sinistra ed entr furiosamente
nella stanza, con l'intenzione di continuare lo
show.
Aveva imparato a recitare la parte della bambina cattiva
dalle signore che frequentavano il locale di Duke:
signore che arrivavano senza prenotazione o che pretendevano
i tavoli migliori e, minacciando una scenata, ottenevano
quello che volevano. Lei ci aveva provato e aveva
visto che funzionava. La volta dopo ti trattavano con
rispetto, specie se avevi fatto davvero una scenata, perch
temevano che lo spettacolo si ripetesse. Sinclare riusciva
cos ad avere in tutta la citt ottimi posti nei migliori
ristoranti e commesse che si precipitavano a occuparsi di
lei nei negozi pi prestigiosi. Ah, l'arte dell'intimidazione!
In fondo, perch no, se funzionava?
In realt, era di umore eccellente. Quel mattino Eliot
era rimasto a casa a fare deliziosamente l'amore con lei.
Era bravo, a letto, e sapeva come appagare la sua insaziabile
fame di sesso.
Echo era stesa supina su una brandina coperta da un
lenzuolo. Era avvolta da capo a piedi in asciugamani che
sapevano di eucalipto. Sinclare, per l'amor di Dio, ti si
sente urlare fino a Chevy Chase. Cosa diavolo  successo?
Sinclare si lasci andare su una sedia di plastica vicino
alla testa di Echo. Mi sto solo divertendo un po',
confess sorridendo.
Bene. Che ne diresti di rincarare la dose? Echo
sollev la testa avvolta nell'asciugamano e indic la sua
borsetta che stava su un tavolino vicino alla parete.
Dammi la borsetta.
Sinclare gir precipitosamente intorno al lettino del
massaggio e afferr la borsa di Echo. Oddio, sei riuscita
ad averlo?
Eccolo, fece Echo, porgendole un pacchettino rettangolare
delle dimensioni di un libro. Se vuoi puoi
anche annullare l'appuntamento, correre a casa e infilarlo
nel vecchio videoregistratore.
Sinclare fiss prima il pacchetto, poi Echo.  la cassetta
di Dalton Riggs, vero? sussurr.
Uh, uh, disse Echo, premendosi l'indice sulle labbra,
mentre con l'altra mano le indicava lo spazio tra la
parete e il soffitto, da dove, lo sapevano bene tutt'e due,
si potevano sentire anche le conversazioni bisbigliate.
Senti, Sin, se la persona che me l'ha data scopre che
l'hai tu, sono nei guai. Voglio che tu torni a casa e te lo
guardi un paio di volte, tanto da poterlo descrivere a
qualcuno.. Okay?
 fantastico. Eliot morirebbe, se sapesse che ho una
cosa del genere.
Io non direi niente a Eliot, tesoro. Sarebbe meglio se
lui non avesse niente a che fare, con questa faccenda. E
poi lo sai che Eliot non ha mai approvato i trucchetti
sporchi.
Sinclare avrebbe voluto farsi fare la ceretta alle gambe.
Al diavolo, guardare la cassetta era molto pi importante.
Avrebbe forse potuto realmente aiutare suo marito a
diventare il prossimo capo di gabinetto eliminando il suo
concorrente pi forte, Dalton Riggs. Stava per andarsene,
quando Echo le fece cenno con l'indice di avvicinarsi.
Echo la attir vicinissima, poi bisbigli: Ti ho detto di
parlare pianissimo, qui. Le pareti sono di carta. Ma prima
che tu te ne vada, voglio dirti un'altra cosa. Hanno messo
Caroline Riggs proprio l, e indic la cabina accanto.
L'ho sentita parlare col suo parrucchiere del fatto che
suo marito  in lizza per ottenere il posto di capo di
gabinetto, e sai che ha detto?
E come potrei saperlo, Echo? disse vivacemente
Sinclare, stizzita.
Caroline ha detto che Eliot Ives non era un concorrente
temibile, perch il Presidente non potrebbe mai
nominarlo, dato che sua moglie  una puttana.
Sinclare esplose: Gliela far vedere io!
Taci, Sin, insistette Echo, mettendole una mano
sulla bocca. Sii furba, va' a casa a guardarti la cassetta.
Hai ragione, E.B. E con aria molto depressa Sinclare
usc rapidamente dalla Reine.
In tanti anni che la conosceva, Echo non aveva mai
visto Sinclare prendere qualcosa cos male come l'informazione
che le aveva appena passato. Forse aveva calcato
un po' troppo la mano e Sinclare avrebbe finito per capire
tutto quanto. La ragazza era furba. Ma no, pens Echo,
lei era sempre stata pi furba di Sin, era sempre riuscita a
stare un passo davanti a lei. Le aveva offerto una vita e le
aveva fatto conoscere un mondo di cui prima non poteva
nemmeno sognarsi e Sinclare l'aveva tradita. Aveva sposato
Eliot e, giusto o sbagliato che fosse, lei ora aveva la
sensazione che Sinclare fosse passata in campo nemico.
Sinclare sapeva troppo e con quel cambiamento di alleanza
era diventata sospetta, pericolosa, qualcuno che aveva
in mano qualcosa su Echo: insomma, una persona di
cui Echo non si poteva fidare. Non aveva il minimo
scrupolo per quanto aveva appena fatto. Dopotutto, lei
era una maestra di sopravvivenza. Buck glielo aveva sempre
detto e lei ci credeva, come credeva nel nuovo potere
che aveva acquisito. Sinclare era una minaccia pura e
semplice e bisognava neutralizzarla.
I fumi di eucalipto che emanavano dagli asciugamani
bollenti in cui era avvolta cominciavano a soffocarla.
Mildred, toglimi questa merda di dosso, vuoi? url.
Devo uscire di qui.
La massaggiatrice si precipit nella cabina e cominci a
toglierle gli asciugamani di dosso. Siamo un po' nervosette,
oggi, non  vero, Miss Bourne? le disse con eccessivo
servilismo.
Un pochino, Mildred. Solo un pochino. Dover risolvere
dei problemi, mi rende sempre nervosa.
Mentre guidava verso casa, Sinclare si sentiva malissimo.
Ma davvero poteva essere lei il motivo per cui il
Presidente non nominava Eliot capo di gabinetto? Pens
a quello che Eliot le aveva detto quella mattina, mentre
erano a letto: che loro due si somigliavano, che tutt'e due
avevano sempre dovuto lottare, per ottenere quello che
volevano. Ma Sinclare aveva pi voglia di piangere, che di
lottare. E dire che le era sempre piaciuta quella piccola
bastarda di texana che andava in giro a sparlare di Eliot.
L'idea della cassetta che teneva nella borsa la fece sentire
meglio. I pensieri di vendetta erano deliziosi, in quel
momento.

 Capitolo 26.

Mercoled - ore 18
Servizi Segreti,
Reparto della Casa Bianca,
Seminterrato, Centro Comando,
Executive Office Building.
L'agente Robert Kadanoff infil la scheda in codice per
aprire la porta esterna che dava nel Centro Comando.
Finalmente avevano grosse notizie a proposito delle circostanze
della morte di Bradford Barry. L'agente
dell'FBI Vincent DeSanto, l'ufficiale di collegamento della
Casa Bianca e dell'FBI, stava arrivando al posto di Comando
in quello stesso momento per fare, a lui e al suo
capo, Dick Riley, un rapporto completo.
Il Centro Comando era pieno di schermi televisivi che
corrispondevano alle varie telecamere piazzate nel parco
della Casa Bianca. Era anche il centro nervoso della rete
di sensori piazzati dappertutto nel parco e dei rivelatori
di movimento a ultrasuoni nella Casa Bianca.
Dal lampeggiare di luci sul diagramma del pianterreno,
Kadanoff capiva che tanto Don Kane che sua moglie Beth
erano nella Stanza Ovale. Riley quella sera avrebbe dovuto
dare loro un aggiornamento. La pressione del Presidente
non aveva allentato un attimo e Kadanoff lo capiva.
Anche se Barry e Kane erano stati intimi amici, c'era
sempre il pericolo che Barry fosse stato coinvolto e compromesso
in qualche faccenda di spionaggio. Dio, sarebbe
stato davvero un brutto guaio se fosse scoppiato uno
scandalo politico proprio nei primi tempi dell'amministrazione!
DeSanto scivol nella stanza dietro Kadanoff e Riley e
ben presto i tre uomini si trovarono seduti a un piccolo
tavolo di riunioni sul lato del posto di comando. Parlavano
a bassa voce per non farsi sentire dagli agenti dell'altro
Servizio Segreto che controllava strettamente la sicurezza
personale del Presidente.
Grazie per essere venuto, Vinnie, cominci Dick
Riley, mettendosi davanti un blocco d'appunti. Il capo
vuole sapere cosa avete ottenuto.
Mi spiace di non avere un rapporto scritto, ma oggi
non ne ho avuto materialmente il tempo, si scus, mentre
apriva la borsa e tirava fuori un fascio di rapporti e di
appunti.
Vediamo, da dove comincio? Fece una pausa. Abbiamo
avuto pi di cento agenti fuori, oggi, per la East
Coast e in Europa occidentale. Guard Riley, che non
stava prendendo nessun appunto. Tanto valeva lasciar
perdere l'attivit politica per il bureau, Riley non avrebbe
messo una buona parola per l'FBI a meno che non avessero
ottenuto dei risultati, e li avevano.
Comincer con la registrazione della voce della
donna che ha chiamato il 911. La polizia distrettuale
ieri pomeriggio ci ha dato il nastro originale.  la
procedura d'uso, registrare quelle chiamate. Abbiamo
fatto un'analisi del tracciato della voce e poi l'abbiamo
confrontato con analisi simili fatte sulle voci femminili
che abbiamo registrato quando controllavamo il telefono
di Barry. Ricordate? Era sotto sorveglianza, durante
la campagna.
DeSanto ora leggeva dal rapporto dell'FBI. Non si
trattava assolutamente di Monique Delvay, la sua amichetta
francese, e nemmeno della sua ex compagna di
stanza, Nina Estevez, che  rimasta uccisa in una faccenda
di droga a Miami. A quanto pare a Barry piacevano le
ragazze piuttosto movimentate! Sorrise e torn ai suoi
appunti. Il laboratorio dell'FBI ha effettuato altri confronti
nei propri computer per altri potenziali del controspionaggio.
In breve, nessuna prova che qualcuno del
genere sia implicato, perci il Presidente non ha di che
preoccuparsi sotto questo aspetto, a quanto sembra. Pare
si trattasse proprio soltanto d'una relazione amorosa,
d'un romanzetto. Barry aveva divorziato da poco e siamo
sicuri che avesse una relazione con una donna sposata.
Nessuna prova di qualche infrazione alla sicurezza?
chiese Riley, cominciando a prendere appunti.
Diciamo al novantanove per cento. Non abbiamo
scoperto niente che riguardi la sicurezza nazionale, ma
questo non significa che il Presidente non abbia qualche
problema. Sono venute fuori delle cose un po' strane.
Riley alz lo sguardo dal blocco d'appunti. Cosa vorrebbe
dire?
Lasci che le racconti cosa  saltato fuori dal braccialetto.
DeSanto cerc rapidamente in mezzo ad appunti
e rapporti. Eccolo. Questo coso ha un totale di otto
carati, suddivisi in ventitr piccole pietre, montati in oro
quattordici carati, per un valore complessivo stimato intorno
ai diciottomila sacchi. No, un momento, non 
quello che voglio, disse. Scartabell ancora altri documenti.
Abbiamo scoperto che il bracciale  stato fatto
qui, da un gioielliere sulla Connecticut Avenue, di nome
Charles Ernest. Posto di classe.
Come fate a sapere che lo portava proprio la donna
che stava con Barry? chiese Kadanoff.
Questa  stata la prima cosa che abbiamo stabilito,
prima di mettere in giro agenti per tutta la East Coast.
L'impiegato al banco dell'albergo non  riuscito a dirci
molto. Mentre la donna si registrava, lui stava cercando
un idraulico per una riparazione d'urgenza. La donna ha
pagato in contanti e sappiamo che ha usato un falso
nome. Era una bella donna, ma lui non le ha badato pi di
tanto. Non ricorda nemmeno cosa indossasse. Oggi per
gli abbiamo mostrato il braccialetto e lui s' ricordato di
averglielo visto al polso, quando la donna ha tenuto la
mano sul registro. Lo portava al polso sinistro. L'uomo
ne  sicurissimo e dice che la donna non portava altri
gioielli. Ricorda di aver pensato sul momento che forse
avrebbe dovuto darle uno di quei bigliettini in cui la
direzione dell'hotel consiglia ai clienti di depositare i
valori nelle cassette di sicurezza. Ma poi s' distratto
sempre per via dell'idraulico e non l'ha fatto.
Interessante.
Aspetti, questo le sembrer ancora pi interessante.
Charles Ernest ha realizzato questo bracciale per William
Buchanan Sumner circa un anno fa. L'aveva disegnato lo
stesso ambasciatore. Allora abbiamo fatto chiamare l'ambasciatore
da un agente, per chiedergli se per caso lo
aveva perso. Lui ha risposto che lo aveva dato a sua figlia
come regalo di fidanzamento.
Ma che stronzate ci va raccontando? esclamarono
quasi all'unisono Riley e Kadanoff. I due si guardarono
come se qualcuno avesse appena detto che la loro mamma
era una puttana. Ma lo sa chi  Jan Sumner? chiese
Riley a DeSanto.
Certo,  la moglie di Mark Kirkland.
E voi vorreste sostenere che aveva una relazione con
Brad Barry?
Noi non vogliamo sostenere proprio niente. Ancora
non lo sappiamo. Sappiamo solo che il braccialetto che
abbiamo trovato nella doccia era suo.
Kadanoff continuava a scuotere la testa, incredulo.
Lasciatemi dire che non siamo ancora arrivati a nessuna
conclusione. Ho detto che abbiamo fatto controlli
fra i tracciati di voci femminili che chiamavano Barry e la
voce che ha chiamato il 911. Bene, nel periodo in cui era
sotto sorveglianza riceveva parecchie chiamate da una
donna che stava a Washington nordovest, al numero
973-2021. Il tracciato della voce di questa signora collima
quasi perfettamente col tracciato della voce che ha
chiamato il 911 e quel numero appartiene a Dalton Riggs
e la donna che chiamava era sua moglie Caroline.
Kadanoff rimase perfettamente immobile per un secondo,
poi batt con forza il palmo di tutt'e due le mani
sul tavolo. Impossibile! esclam.
Gli altri due rimasero stupiti dalla sua reazione. E lui
spieg:
Conosco Mrs. Riggs. Non  assolutamente il tipo da
avventurette del genere. Viene da un'ottima famiglia del
Texas e ha tante probabilit di essere stata in quella
doccia con Barry quante ne ho io. E poi, il braccialetto 
di Jan Kirkland.
Ehi, Bob, datti una calmata, sugger Riley. Naturalmente
il bureau non  ancora arrivato a nessuna conclusione
su nessuno. Non credo che ci sia bisogno che tu
difenda la moglie del generale.
Scusate, disse lui, e si appoggi allo schienale della
sedia.
Non mi avete lasciato finire a proposito del raffronto
Riggs, spieg Vinnie. Il laboratorio dice che potrebbe
esserci una somiglianza, perch il campione della voce
che ha chiamato il 911  .breve e la voce  sotto stress,
perci  alterata. Quindi non possono essere sicuri, siamo
nel campo delle supposizioni. Potrebbe trattarsi solo di
una coincidenza.
 tutto qui? chiese Riley, vedendo che Vinnie stava
rimettendo nella borsa tutte le sue scartoffie.
Non esattamente. Le indagini a questo stadio iniziale
possono essere molto sconcertanti e questa lo  certamente.
Sapete quel portiere filippino, quell'immigrato
illegale col quale abbiamo gi lavorato?
S, annu Riley, pronto a prendere appunti.
Gli abbiamo fatto vedere delle fotografie. Niente, n
su Mrs. Kirkland e nemmeno su Mrs. Riggs. Per oggi gli
 sembrato di vedere una donna che camminava per la
Connecticut Avenue che somigliava moltissimo alla donna
che lui ha notato uscire dall'albergo press'a poco
all'ora della morte di Barry. Come sapete, l'albergo ha un
atrio piuttosto piccolo e di domenica sera non c' molto
movimento.
Vincent DeSanto aveva in mano un foglio di carta. Vi
leggo il rapporto dell'ufficiale superiore in forma succinta:
"Il filippino oggi stava andando al lavoro. Prende
servizio all'una dopo mezzogiorno e stacca alle nove di
sera tutti i giorni eccetto il luned e il venerd. Verso
mezzogiorno e mezzo stava quindi percorrendo la Connecticut
Avenue, in direzione dell'Hay-Adams Hotel,
quando ha visto la donna che lui ritiene sia la stessa. Si
spaventa a morte. Gli sembra quasi un brutto sogno".
Vinnie rise. Quest'ultima frase non  nel rapporto, 
quello che mi ha raccontato l'agente.
Non sa cosa fare. La donna  uscita da un salone di
bellezza, La Reine, abbiamo motivo di credere. Cos la
segue nel parcheggio e la vede salire su una piccola
Ferrari. Prende il numero della targa, va a una cabina
telefonica pubblica e chiama il numero che gli avevamo
dato.
Chi  questa signora? chiese Kadanoff.
Dalla macchina siamo risaliti a Mrs. Sinclare Ives.
Ehi, Vinnie, non sar tutta una presa in giro, vero?
chiese Riley, ma senza sorridere.
Vinnie alz le mani. Lo so, lo so. Anche il capo ha
detto la stessa cosa. Fatto sta comunque che abbiamo
portato il filippino alla centrale e gli abbiamo mostrato
delle foto di Sinclare Danner Ives. Una pollastrella niente
male. Ed Emmanuel, il filippino, sorride e dice che 
proprio la donna che ha visto nell'atrio. Come poteva
dimenticare un tocco di ragazza simile?
Sta parlando sul serio, vero? chiese Riley, scarabocchiando
sul bloc-notes.
Per pura coincidenza, tutt'e tre sono le mogli degli
uomini che il Presidente ha preso in considerazione per il
posto di capo gabinetto. Non possono essere ovviamente
tutte e tre. Anzi, potrebbe anche darsi che nessuna delle
tre fosse con Barry domenica scorsa. Possiamo anche
trovare degli errori in tutto quello che abbiamo.
D'accordo, ma al Presidente non piacer di certo
sentire tutta questa storia, osserv Riley.
I tre uomini rimasero in silenzio per un po'. Alla fine
Kadanoff parl, sempre scuotendo la testa. Jan Kirkland
e Caroline Riggs secondo me sono da escludere. Dal poco
che ho sentito raccontare in giro, invece, Sinclare Ives
potrebbe avere qualche probabilit.
Lo spero proprio, concluse Vinnie DeSanto, perch
allora sarei sicuro che il povero Barry  morto felice.
Scoppiarono a ridere tutt'e tre e la tensione si allent.
La riunione era finita. Dick Riley raccolse le sue carte e si
avvi verso la Stanza Ovale.

 Capitolo 27.

Gioved, 8 giugno 1989 - ore 8
Il Forte, Foxhall Road.
A mezzogiorno si sarebbero svolti i funerali di Bradford
Barry. Questo almeno era un avvenimento segnato sul
fittissimo ordine del giorno. Nel pomeriggio, subito dopo
il servizio funebre, ci sarebbe stato un ricevimento. Bradford
Barry aveva vissuto e sarebbe morto in modo molto
pubblico. Verso sera, la vita mondana di Washington
avrebbe ricominciato a brillare. C'era un cocktail party al
Sequoia per alcuni plutocrati di Washington. E la festa
dell'anno di lady Maubry, come la rivista People l'avrebbe
poi definita, sarebbe iniziata alle sette e mezzo,
nella vasta tenuta Sumner nella bucolica campagna della
Virginia. E niente, se non la morte del presidente Don
Kane, l'ospite d'onore, avrebbe potuto annullare un evento
mondano di tale portata.
Come mai le grandi giornate per Caroline Riggs cominciavano
sempre con un terribile mal di testa? Il cuore le
batteva forte e ritmicamente. L'unica ragione per cui
riusciva ad alzarsi sulle gambe malferme e arrivare a
tentoni fino al piccolo frigorifero nascosto sotto la gonna
della sua toeletta era il pensiero che l'indomani, in un
modo o nell'altro, la decisione sarebbe stata presa. Il
Presidente sarebbe stato in volo Sull'Atlantico, diretto a
Mosca, e avrebbe gi scelto il suo capo di gabinetto.
Caroline apr il frigorifero e prese la mascherina gelata
per il viso che Polly le aveva scherzosamente regalato il
Natale prima. Sul bigliettino aveva scritto: Per tutti i
mal di testa che ti procuro. Uno scherzo. Non era certo
Polly a farle venire mal di testa. Era il troppo bere.
Caroline si leg la mascherina intorno alle tempie che
le pulsavano maledettamente, coprendosi occhi e fronte.
Si adagi cautamente sui cuscini di piumino d'oca e
lasci vagare i propri pensieri.
Dalton ancora non riusciva a comprendere il suo impellente
bisogno di sapere le cose, un bisogno che scaturiva
dalla sua profonda insicurezza dovuta al fatto di non
essere mai andata al college, proprio nel momento in cui
le donne diventavano ogni anno pi importanti e potenti.
Ogni giorno Caroline, aprendo il giornale, scopriva che
c'erano donne nominate alla Corte Suprema, al Gabinetto
o ambasciatrici negli Stati Uniti. Un tempo anche
Caroline aveva nutrito dentro di s tanti sogni meravigliosi,
ma oggi non era pi vicina a quel mondo agognato
di quanto lo fosse da ragazzina, quando le toccava
restare dietro la porta chiusa della biblioteca di suo padre.
Caroline era abbastanza intelligente per sapere uscire
da se stessa e vedersi come la vedevano gli altri. Tutte
le mattine si svegliava e vedeva nello specchio l'immagine
stereotipata di quello che era diventata: una delle tante
mogli di Washington che facevano solo la moglie, con
l'etichetta supplementare di meravigliosa padrona di
casa.
Dietro quella facciata smagliante e loquace, tipica del
Sud, si celava quella sua incalzante necessit di sapere, di
capire cosa spingeva la gente a fare quello che faceva e il
modo migliore per avere delle informazioni dirette erano
semplici domande e risposte. E questo finiva sempre per
metterla nei guai, anche se Caroline non era certo sfacciata
o maleducata. Ora che aveva una bella villa piena di
pezzi d'antiquariato, la gente che contava politicamente
si comportava in modo pi generoso, con lei. Alcuni
pensavano che le sue osservazioni fossero battute intenzionalmente
spiritose. Ma in realt l'unica cosa che lei
voleva era stabilire la pi breve distanza linguistica tra
come sta? e i particolari veri, viscerali, essenziali,
sudici che spiegavano il comportamento delle varie persone.
Come molte donne di buona famiglia del Sud, era stata
educata all'arte della conversazione frivola, inconsistente,
cos aerea e senza peso da spingere fino in Patagonia
un pallone d'aria calda di Malcolm Forbes. Ma Caroline
non ci riusciva. Se il suo vicino di destra non faceva che
blaterare per tutto il tempo, dalla zuppa di verdura al flet
mignon, sulla ristrutturazione del debito nazionale, lei lo
interrompeva per chiedergli cosa ne pensava del nuovo
strizzacervelli da cui andava tutta la Washington della
Hill. E perch secondo lui Henry Kissinger aveva sposato
una donna due teste pi alta di lui. A volte un po' di
sfacciataggine finiva per rendere la festa pi vivace e
divertente, addirittura indimenticabile. L'ospite poteva
anche piombare nel silenzio, ma lei riusciva comunque a
stabilire una conversazione davvero interessante. Potevano
sprizzare scintille; allora entravano in contatto e lei
imparava molto di pi che da tutto quell'ostentato monologo
sull'economia mondiale. Caroline ci provava, Dio sa
se ci provava.
Sapeva che le bottigliette di plastica marrone nascoste
nel suo armadietto dei medicinali erano una testimonianza
del fatto che aveva perso la battaglia con se stessa,
ma le considerava solo degli amici passeggeri. Ogni
volta che buttava gi un cicchetto, Caroline si diceva
che in realt non ne aveva bisogno. Ogni pillola che
inghiottiva era solo per far passare l'ansia del momento.
Pensava di smettere nello stesso modo illogico in cui
pensava che un giorno o l'altro avrebbe messo dei tendaggi
di seta cinese in biblioteca o si sarebbe fatta la
permanente per gonfiarsi i capelli. Lo avrebbe fatto, ma
non oggi, oggi era un giorno troppo fitto di impegni. E
poi non si devono prendere decisioni cos serie quando ci
si sente gi.
Caroline non era ignara del fatto che se il suo aspetto
fosse stato simile a quello di Bella Abzug o Barbara
Mikuski, l'avrebbero giudicata profonda e non spiritosa.
Ma Caroline aveva una graziosa testolina rossa e due
occhioni verde smeraldo e una figuretta che sfidava i
danni dell'alcol, con solo un paio di chili in pi rispetto al
tempo in cui faceva la ragazza pompon.
Era sicura di avere offeso qualcuno alla cena della sera
prima, ma non era riuscita a trattenersi. Sprofondata
sotto il morbido piumone, comodo e caldo come un
grembo materno, Caroline si mise a ridacchiare, mentre
ondate di dolore lancinante le attraversavano i bulbi degli
occhi, si dividevano a y e finivano nei lobi frontali. Una
maligna lobbista le aveva chiesto se riteneva che Eliot
Ives potesse essere nominato capo di gabinetto. La donna
voleva solo vedere come se la sarebbe cavata Caroline
davanti a una domanda del genere. Gli ospiti erano ammutoliti.
E Caroline con noncuranza aveva buttato l
questa osservazione: Come potrebbe arrischiarsi a farlo
il Presidente, visto che la moglie di Ives ha l'AIDS? Kelso
Hunt era letteralmente svenuto ed era caduto per terra.
Come diavolo faceva lei a sapere che Kelso aveva avuto
una relazione con Sinclare Ives?
Allung il braccio verso l'altra met dell'enorme letto.
Non si sarebbe tormentata cos, se Dalton fosse stato l,
accanto a lei. Sospir e rotol su un fianco. Le lenzuola
erano come sabbia fresca e liscia: la sabbia su cui avevano
fatto l'amore quella sera tanti anni prima, quando
avevano concepito Polly. Sarebbe mai finita quell'angoscia?
Sarebbero mai pi riusciti a fare ancora l'amore a
quel modo?
Polly. Caroline si rizz sul letto e si tolse la mascherina
dagli occhi. Polly le aveva lasciato un breve messaggio
vicino al telefono, dicendole che voleva parlarle durante
la prima colazione. Non era da Polly lasciare messaggi.
Allung la mano verso il telefono e chiam l'interfono
in cucina. Rosa, Polly  gi scesa?
Oh, s, signora. Ha preso la jeep ed  andata a Rock
Park a cavalcare Eagle. Ha detto che sarebbe tornata a
fare colazione con lei.
Due mattine di fila a montare quel cavallo, pens Caroline.
Come vorrei avere anch'io tutta quell'energia. Scivol
gi dal letto e prese la vestaglia di seta rosa. Si sarebbe
vestita dopo colazione. Adesso era pi importante Polly.
Rosa le stava versando una seconda tazza di caff
espresso, quando Caroline sent sbattere la porta in cucina.
Sono qui, grid.
Polly spinse la porta a vento della sala da pranzo.
Aveva il viso arrossato, i riccioli umidi e schiacciati dal
cappellino. Portava i suoi vecchi abiti da cavallo e teneva
il cappello rigido sotto il braccio. Ciao, mamma! salut
senza fiato. Che splendida giornata! Ho fatto dare
un'occhiata all'articolazione anteriore destra di Eagle:
credo che abbia un'escoriazione. Gett il cappello su
una sedia e ispezion il buffet.
Dovresti mangiare, tesoro, le disse Caroline, vedendo
che ignorava i croissant e si versava il caff.
Non ho molta fame, in questo periodo, obiett Polly,
sedendosi di fronte a sua madre.
Oh, disse Caroline, mettendo da parte il Washington
Post. C' qualcosa che non va?
Polly teneva lo sguardo fisso dentro la tazza del caff.
Polly?
Sono incinta, mamma, disse Polly con tono inespressivo.
Per un momento Caroline non riusc a parlare. Oddio,
pens, fa' che non sia successo. Non alla mia Polly!
Mi dispiace, mamma, continu Polly con voce
grave.
Oh, cara, non ti devi scusare con me. A me importa
che tu stia bene. Sei stata da un dottore?
Polly annu. S, sono andata da un medico privato a
Higlands Falls, dopo aver fatto uno di quei test in farmacia.
Quanto tempo...
Quattro mesi.
Quattro mesi! Come mai cos tanto, tesoro? Caroline
cerc di lottare contro il panico che le stringeva il
petto.
Polly continuava a fissare la tazza. Non lo so, mamma.
Sulle prime, non ci credevo. Poi, dopo aver saltato la
terza mestruazione, era la settimana degli esami e... insomma,
non lo so, la cosa mi  sfuggita di mano.
Un aborto a quattro mesi  ancora sicuro, sai.
Polly si gratt il braccio sotto il golf a coste. Lo so. La
sola idea mi fa venire la pelle d'oca.
Ma Polly! Caroline si alz e and a chiudere la porta
che dava in cucina. Che altra soluzione pu esserci?
Devi pensare alla tua educazione. Hai faticato tanto. Mi
si spezza il cuore, all'idea che tu debba gettare via tutto
quanto.
Non so, mamma. Sono cos confusa. Caroline torn
a sedersi e prese tra le sue una mano della figlia: Tesoro,
non  poi una cosa cos grave. Possiamo cavarcela. Chiamer
il dottor Williams.
Mamma, non farlo. Non ho bisogno del dottor Williams.
Sono gi stata dal medico. Non ho bisogno di un
secondo parere. Ci sono solo due alternative: o abortisco
o mi tengo il bambino.
Tenerti il bambino? A Caroline l'idea non era
nemmeno passata per la testa. Tesoro... Come pensi che
tuo padre possa... Un nipote illegittimo. Capisco che
siamo quasi negli anni Novanta, ma la famiglia Riggs...
Era cos sbalordita da farfugliare. Mai avrebbe pensato di
potere restare a corto di parole.
Non dimenticare che ci sei anche tu, mamma, disse
Polly sarcastica. E poi, chi ha parlato di bambino illegittimo?
Cosa?
Se intendo avere il bambino, mi sposo.
Sposarti? E con chi? Se non sono troppo indiscreta.
S'era lasciata prendere anche lei dal tono sarcastico di
Polly. Cos non andava. Doveva fare marcia indietro.
Voleva troppo bene a Polly per fare la madre offesa.
Scusami, Polly.  solo che sono cos preoccupata per
te. Per noi. Insomma, chi  lui?  qualcuno di West
Point?
No rispose Polly.
Dio, bisognava cavarle le notizie con le tenaglie. Polly?
disse Caroline bruscamente.
E va bene. Per quello che pu valere,  una persona
molto speciale.
Direi che vale, invece, e molto, ribatt Caroline.
Devo supporre che sei innamorata?
S.
E lui, che ne dice?
Lui non lo sa ancora. Non so come la prender.
Caroline era delusa. Non posso immaginare che tu sia
innamorata di un uomo che cambia modo di sentire a un
annuncio del genere.
Non si sa mai, ti pare? osserv Polly dubbiosa.
Vuoi dirmi chi ? insistette Caroline.
 importante?
Polly, io ti amo. Tutto  importante. E se  il tipo di
uomo che tu puoi amare, fa parte anche lui di tutto
questo.
Gi, suppongo di s, sospir lei.  un tale che ho
conosciuto durante la campagna elettorale di Kane, l'anno
scorso.
Caroline sent un colpetto secco dietro agli occhi. Per
favore, per favore, te ne prego, fa' che non sia un uomo
sposato, magari il marito di un'amica. E allora?
chiese.
Polly tir un profondo respiro. Era... no,  un uomo
del Servizio Segreto. Sedeva accanto a me sull'aereo della
stampa quella volta che zio Brad  riuscito a farmi partecipare
al giro nel Midwest. Abbiamo cominciato a parlare
e poi... una cosa tira l'altra, lo sai. Polly si volt a
guardare sua madre per la prima volta.
Non te ne ho mai parlato. Tu e pap eravate cos
occupati.  stato quando tu avevi da organizzare la raccolta
di fondi al Symphony Ball e pap girava per il paese
col gruppo di Kane. Comunque, prima di capire cosa
provavo, ho capito che non potevo vivere senza di lui. 
venuto a Point a trovarmi, il febbraio scorso.  stato
allora che mi ha chiesto di sposarlo.
Capisco, sospir Caroline, assorbendo tutto a poco
a poco. E tu, lo vuoi sposare?
S, disse Polly. Caroline non riusciva quasi a sentirla.
Sono innamorata di lui.
Ma, Polly, disse ancora Caroline cercando di non
lasciar trapelare la disperazione dalla sua voce, senza per
altro riuscirci. Cosa ne sai di questo... uomo del Servizio
Segreto?
Mamma! Polly era rossa di rabbia. Dovresti sentirti!
Sembra che tu stia parlando di un killer di professione!
So cosa stai pensando. Un onorato poliziotto: non 
abbastanza per mia figlia astronauta. Be',  scapolo, bello
e laureato all'universit del Michigan a pieni voti. Suo
padre  il capo dei detective di Cleveland e lui ha dei bei
dentoni bianchi e le unghie pulite. Okay?
Chiedevo solo, cara, butt l Caroline, col suo tono
pi casuale.
Andiamo, mamma. Sono io, Polly. So quanto puoi
essere snob.
Caroline sent il calore di una vampata salirle al viso.
Fiss l'angolo del tovagliolo di lino pesante e segu il
contorno del suo monogramma, prima la piccola C, poi la
grande R e poi la piccola H. Ricordava le lezioni di danza
che Polly non aveva mai voluto prendere perch odiava
quei timidi ragazzetti; e i vestiti di Laura Ashley coi
fiocchi che lei disprezzava e si rifiutava di mettere. E la
borsa di studio allo Smith, cui lei aveva rinunciato per
West Point.
La sua mente torn improvvisamente a una sera di
tanti anni prima, in cui Dalton aveva lavorato fino a tardi.
Quella sera Polly compiva cinque anni. Lo avevano aspettato
fino alle nove passate. La cena speciale di compleanno,
costituita dal cibo speciale di Polly, tutto in bianco,
- pollo alla crema, purea di patate, pannocchia di
granoturco e torta di cocco con caramello - era ormai
gelata. Polly era nervosa per la lunga giornata faticosa,
con la festa di compleanno e tutti i bambini che giocavano
coi suoi giocattoli.
Alla fine Caroline s'era decisa a portare di sopra la
piccola, triste e delusa. Le aveva fatto il bagno e le aveva
messo la sua camicia da notte preferita di morbida flanella
e poi se l'era presa in braccio e s'era seduta sulla
grande sedia a dondolo bianca che Constance Maubry le
aveva mandato prima della nascita di Polly.
Caroline sedeva e si dondolava tranquillamente, tenendo
la sua cosa pi preziosa in braccio. Aveva premuto le
labbra sui bei riccioli rossi in cima alla sua testolina e
aveva cantato Itsy, Bitsy Spider. Prima di arrivare in
fondo alla canzoncina, aveva sentito Polly mormorare
qualcosa contro il suo petto.
Cos'hai detto, tesoro?
Solo mammina mi vuole bene, aveva detto la vocina.
Tesoro, non dire una cosa simile. Pap ti ama pi di
qualsiasi cosa al mondo. Povera piccola, aveva pensato
Caroline. Come poteva sapere che suo padre la adorava?
Come tutti i bambini, riusciva a capire solo il presente
immediato.
No, non  vero. Solo mammina. E aveva stretto le
mani a pugnetto e se le era messe sugli occhi chiusi.
Caroline non aveva mai pi dimenticato la sensazione
che l'aveva travolta, in quel momento. A Dalton era stato
chiesto di uccidere, nella sua vita, dal suo governo, da
Kennedy, Johnson, Nixon, e dal generale Westmoreland,
e lui l'aveva fatto. Caroline non avrebbe mai potuto farlo,
n per loro, n per il suo paese, n per la bandiera e
nemmeno per Dio. Eppure, per quell'esserino caldo che
teneva tra le braccia, avrebbe ucciso senza un attimo di
esitazione, senza nessun rimorso, paura o senso di colpa.
Se qualcuno avesse mai minacciato o ferito quella creatura,
lei lo avrebbe ucciso con le sue stesse mani.
Ed era proprio quello che provava anche ora, bench
Polly fosse cresciuta. Un estraneo era arrivato da chiss
dove e aveva toccato la sua bambina, le aveva fatto del
male. Chiunque fosse quell'uomo, lei voleva ucciderlo.
Omicidio per legittima difesa, avrebbe sentenziato
una giuria di madri. E la donna giudice avrebbe detto:
Avanti il prossimo caso. E la sua bambina sarebbe
stata salva.
Allora, cosa intendi fare, Pol? le chiese con un
sospiro.
Ancora non lo so, mamma. Non finch avr parlato
con lui. Ti chiedo solo di non parlarne ancora con pap.
Questo te lo posso promettere. Non  la settimana
giusta per turbare tuo padre. Caroline cerc di respingere
dalla mente tutti gli altri problemi.
Ho un tempismo del cazzo!
Se vuoi metterla cos. Caroline fece una smorfia.
Non puoi mandare tua figlia a West Point e pretendere
che parli come un'educanda.
Pensi che sar nominato capo di gabinetto? chiese
Polly. Sembrava ansiosa di cambiare argomento.
Tutto pu succedere. Per fortuna, lo sapremo entro la
fine della settimana.
Polly respinse la sua sedia e si alz. Sar bene vestirsi.
Polly?
Humm?
Quando pensi di dirlo a... Si interruppe, rendendosi
conto che non sapeva nemmeno il nome di quell'uomo.
Bob, mamma. Si chiama Bob, Robert Kadanoff.
...Bob.
Polly prese la sua tazza e si avvi verso la cucina.
Oggi, disse, sar al ricevimento all'Hay-Adams dopo
il servizio funebre. Cio, se ci va anche il Presidente.
E cosa c'entra lui con questo?
Bob  del reparto assegnato alla Casa Bianca, disse
spingendo le porte a vento. Faremo bene a sbrigarci, o
arriveremo in ritardo.
E spar nel corridoio verso la cucina. Caroline rimase
seduta con lo sguardo perduto a mezza stanza.
Polly aveva diciannove anni ed era innamorata. Caroline
lo sapeva. Anche lei quando aveva diciannove anni era
innamorata. Almeno l'uomo che sua figlia amava non era
sposato.
Prese dal tavolo il Washington Post per riportarlo in
camera. L'occhio le cadde sulla prima riga dell'articolo di
Tim O'Brien. ...l'FBI  convinta che Bradford si trovasse
con una donna, al momento della sua morte.


Capitolo 28.

Gioved - ore 9,40
Dipartimento di Stato
Ufficio del Capo di Protocollo.
Ufficio di Protocollo, disse Barbara al telefono, strizzando
l'occhio a Jan. Ora guardo se c'. Un momento,
prego. Mise la chiamata sulla linea d'attesa e chiese:
Ci sei per il Christian Science Monitor?
Penso di no. Cosa vogliono?
La stessa cosa di tutti gli altri. Un posto in chiesa.
Digli assolutamente no. Niente stampa in chiesa. Solo
al ricevimento e solo se hanno le credenziali stampa della
Casa Bianca. Jan cominciava a essere esasperata.
Barbara premette l'ultimo bottone lampeggiante dell'apparecchio.
Spiacente. La stampa non  ammessa in
chiesa. Ci sar un solo reporter e una sola troupe televisiva.
Spiacente. Buon giorno. Riattacc ed esit un attimo,
prima di premere l'altro bottone acceso. Bisogna
essere sciacalli, per fare i giornalisti.
Jan sorrise stancamente. Era stata una mattinata spaventosa.
Aveva passato una notte insonne e inquieta.
Mark non era tornato a casa fin verso mezzanotte e
quando era venuto a letto puzzava di birra. Di certo era
stato a bere coi colleghi della Casa Bianca che bazzicavano
il Class Reunion. Sapeva che Mark aveva nostalgia dei
vecchi tempi, del cameratismo dei colleghi giornalisti coi
quali frequentava qualche squallido baretto, dove stavano
senza giacca, la cravatta allentata, a raccontarsi le loro
avventure. Con loro poteva ricordare i bei tempi felici
della sua vita, prima di sposare quell'esigente e viziata
figlia dell'ambasciatore Sumner. Per la prima volta, Jan si
chiese se per caso non era stata lei a costringerlo, contro
la sua volont, ad accettare quel posto di addetto stampa
alla Casa Bianca. Ma lui sembrava desiderarlo tanto ed
erano cos follemente innamorati e Mark era cos abbagliato
dal tipo di vita in cui Jan lo aveva introdotto.
Entrare a fare parte della lista a era un bel balzo per uno
che fino a quel momento aveva passato il tempo a caccia
di notizie che potessero distruggere la carriera di qualcuno
di quella stessa lista. No, di certo non lo aveva mai
costretto a fare qualcosa che lui non volesse.
Quando avevano cominciato a uscire insieme, circolava
la voce che Mark avesse un dossier su Buck Sumner e
che stesse preparando un grosso ritratto su di lui per il
suo giornale. La gente mormorava anche che Mark aveva
mollato il progetto, quando si era innamorato di Jan. A
quel tempo Jan non aveva badato a queste voci e le aveva
considerate solo tipici pettegolezzi maligni, inevitabili
quando due grossi personaggi di Washington si mettevano
insieme. Non ne avevano mai parlato. Ma non era
questa l'unica cosa che preoccupava Jan. Per la verit
stava ancora rimuginando sulla notizia che le aveva dato
suo padre, che cio sarebbe stata Sinclare Ives a passare
alla stampa quelle false notizie su Mark. Poteva anche
essere arrabbiata con Mark per aver preferito uscire a
bere con gli amici invece che con lei, ma era sicura che
Mark non era il tipo da andare a letto con chi capitava.
Davvero non poteva perdonare a Sinclare di aver fatto
uscire quella notizia: in qualche modo, si sarebbe vendicata.
Jan si avvicin alla sua scrivania e prese il printout del
computer. C'era la lista degli ospiti in ordine alfabetico e
c'era una pagina per ciascuna lettera. Per caso pos gli
occhi sul foglio della i e lesse:
Itoh, ambasciatore Toshido K, e signora
Itzkovitz, cancelliere Solomon G, e signora
Iulo, reverendo Davidson, e signora
Ives, onorevole Eliot, e signora
Jan prese il foglio e lo port nell'ufficio di Barbara, che
era al telefono. Quanto tempo ci vorr per richiamare
sul computer questa pagina? chiese mostrando il printout.
Barbara la guard un attimo stupita. Oh, credevo
fossi andata al tuo appuntamento delle dieci. Poi allung
una mano verso il foglio e disse: Dammelo, lo faccio
subito. Deve essere alla Casa Bianca tra mezz'ora.
C' un cambiamento, annunci Jan. Prese un grosso
pennarello nero. Non ci avevano detto che gli ospiti
dovevano confermare la loro presenza entro le nove di
stamattina? Lista di controllo del Servizio Segreto e roba
del genere?
Esatto, cantilen Barbara. Non le sfuggiva niente.
Che ora  adesso? chiese Jan.
Barbara diede un'occhiata al suo Seiko. Un quarto
alle dieci.
Gli Ives si sono fatti vivi?
No.
Jan allung la mano e tir un pesante tratto nero sulla
riga che diceva: Ives, onorevole Eliot e signora.
Qualcosa ti preoccupa? le chiese Barbara con un
sorriso.
Jan non rispose.
Ah, era tuo padre, prima, al telefono. Mi dispiace, ma
gli ho detto che eri gi uscita. Comunque voleva chiederti
se ti sei accorta di avere perduto il tuo braccialetto di
diamanti. Quello che ti ha regalato lui.
Jan rimase un attimo sbalordita. Possibile? si domand.
Barbara, credo di star male, disse, e corse fuori
dalla stanza.


Capitolo 29.

Gioved - ore 10,30
Casa Maubry, Georgetown.
Ian Vreen esamin attentamente la propria immagine.
Era davanti al grande specchio ovale in camera sua, nella
villa di lady Maubry a Georgetown, ed era incerto se la
rosellina rosa all'occhiello della sua giacca non fosse un
tocco eccessivo. Negli abiti, come nella vita, Dio stava nei
particolari. Decise di toglierla.
C'erano solo poche cose che non avrebbe mai voluto
fare per Constance Maubry. Una di queste era andare ai
funerali. E poi Bradford Barry non gli era piaciuto molto.
Quando ricopriva la carica di capo gabinetto, dava sempre
l'impressione che il suo dito fosse pi vicino al bottone
nucleare di quello del suo datore di lavoro, il Presidente
degli Stati Uniti.
Se ci pensava, Ian doveva ammettere che la nuova
gente insediata alla Casa Bianca non era troppo di suo
gusto, con l'eccezione del marito della nipote di Constance,
Mark Kirkland, e del marito della sua adorata Caroline,
Dalton Riggs.
Anche se si rendeva conto che Eliot e Sinclare Ives
sfioravano il limite della volgarit, Ian doveva ammirare
la loro energia. Senza gente come loro, Washington sarebbe
stata pi noiosa di Toledo. Quello che gli piaceva di
Sinclare era la sua inesauribile capacit di fare capricci.
La prima volta che aveva visto Sinclare era stato a un
noiosissimo ricevimento del Dipartimento di Stato per il
nuovo attach stampa dell'ambasciata russa. Fuori nevicava
e dentro la sala nessuno aveva meno di cinquantanni,
eccetto Ives e il barista.
Di colpo aveva visto quella creatura avanzare lungo
la fila degli ospiti in semplici calze nere e un vestito cos
aderente che le si poteva leggere l'etichetta sul collant. La
accompagnava uno strano uomo in pantaloni da cricket e
giacca di pessimo taglio. Risult che era l'autista del suo
taxi, che lei era riuscita a fare passare sotto il naso della
sicurezza. Temeva di restare a piedi in una serata nevosa
e lo aveva semplicemente invitato alla festa, come una
specie di prigioniero. Quando la voce era arrivata alle
orecchie di Ian, lui ne era rimasto semplicemente incantato.
Si era presentato e l'aveva invitata a colazione per il
giorno dopo. Da allora, erano come due cospiratori.
Finito di vestirsi, Ian si mise nella sua posa preferita:
piede sinistro in fuori, testa alta, braccia conserte. Adolphe
Menjou, rivoltati nella tomba!
Ah! Lo sapeva che stava dimenticando qualcosa. Si
avvicin all'armadio tra le due finestre.
Il tocco finale. La lobbia di lord Tookie Maubry, ancora
come nuova. Si mise il cappello sulle ventitr, afferr il
suo bastone da passeggio e torn ad ammirarsi allo specchio.
Perfetto.
Mentre scendeva lo scalone curvo, sent la voce di
Connie in biblioteca. Non poteva essere con Celia, che
era fuori a fare la spesa.
Quando arriv all'ultimo pianerottolo, riconobbe l'accento
del Sud di Caroline. Rapidamente si mise da un lato
della doppia porta e scivol dietro lo schermo d'ebano.
Ai piedi della scalinata di pietra vide Polly Riggs al
volante della Mercedes di Caroline. Doveva trattarsi
quindi di una visita breve.
Accidenti. Gli seccava vedersi escluso. Dopo tutti quegli
anni, Caroline veniva ancora da Constance coi suoi
problemi, e il problema era sempre Dalton.
Indugi nell'atrio cercando di origliare. Ma le voci
erano troppo basse. Si tolse la lobbia di Tookie e si
picchiett l'improvviso sudore che gli imperlava la fronte.
Decise di non interrompere le due donne. Ben presto
avrebbe scoperto cosa stava succedendo. Connie non
riusciva mai a nascondergli qualcosa molto a lungo.


Capitolo 30.

Gioved - ore 10,30
Watergate Apartments.
Sinclare tenne aperta la porta col fianco, mentre spostava
il peso di tutti i sacchetti delle compere che teneva
appesi alle mani e alle spalle. Meno male che c'era la
boutique di Yves Saint-Laurent proprio di sotto. Ci aveva
messo meno d'un'ora per trovare un completo per il party
del Sequoia di quella sera, ma forse avrebbe messo l'abitino
che aveva trovato a New York. Be', avrebbe deciso a
seconda dell'umore, pi tardi. Ma aveva anche trovato,
oltre a un'adorabile tutina di raso, un abito di lino verde,
scarpe, una borsa nuova, due golfini di nastrino e un
divino boa di marabou color lavanda.
Perlustr con lo sguardo il grande soggiorno. Nessuno
in vista. Era salva.
Era l'occasione che aspettava per guardare il videotape
che le aveva dato Echo. Eliot aveva passato tutto il
pomeriggio del giorno prima sul terrazzo con due clienti.
Corse in camera da letto e rovesci tutti i suoi acquisti
in fondo all'armadio. La lucina rossa della segreteria
telefonica lampeggiava. Sinclare ascolt i messaggi.
Bip. Mrs. Ives, qui  Tilden Morse, della United
Press International, ufficio di Washington. Vorremmo
fare un'intervista a lei e a suo marito, se siete liberi oggi
pi tardi. Per favore mi richiami al 555-1700.
Bip. Sinclare, ci sei, maledizione?  successo qualcosa
di molto importante. Devo andare in Senato a incontrarmi
con George Lowry. Credo che non far in tempo
per il funerale di Barry. Vacci tu. Ti raccomando, controllati,
per l'amor di Dio. Ci saranno tutti quanti. Non
dimenticare il party del Sequoia, stasera. Ho bisogno del
mio smoking stirato. Chiama il banco della reception,
per favore.
Ma cosa sono, la cameriera? borbott Sinclare
mentre prendeva il videotape dal cassetto del comodino,
dove lo aveva nascosto, e lo infilava nel videoregistratore.
Premette il bottone e la macchina con un gemito si
mise in moto. Aspett con impazienza che passassero i
primi fotogrammi confusi.
Ora distingueva il dorso di una donna, con reggicalze
e stivali alti. C'erano altre figure nel filmino, ma la
cinepresa era fissa, perci le cose continuavano a muoversi
fuori e dentro l'obiettivo. Non c'era sonoro e il
filmino in bianco e nero era sgranato e sovraesposto. A
un tratto comparve una figura maschile, nuda, eccetto
una mezza mascherina e un paio di guanti neri. L'uomo
teneva una frusta e pareva sferzasse una sagoma quadrata,
che doveva essere un letto. La serata del dilettante al
cinema.
Senza dubbio aveva davanti un party sadomasochista,
ma le facce erano molto confuse. L'uomo con la mezza
maschera si gir verso l'obiettivo. Sinclare individu il
collo largo e dritto e l'inizio della mascella, mentre la
frusta si alzava ancora. Snap. Ricominciarono i fotogrammi
confusi. Era finito.
Ma che roba ? chiese pochi minuti dopo a Echo,
per telefono. Sentiva sul fondo gente che parlava. Aveva
interrotto Echo durante un incontro nel suo ufficio, dove
l'aveva rintracciata. La voce di Echo aveva un suono
sordo, probabilmente teneva la mano a coppa sul microfono.
Be', certo,  solo una robetta di un paio di minuti.
Cosa ti credevi? bisbigli Echo.
Boh, non so, Echo. Sembra lui. Ma da chi l'hai avuta?
Ti ricordi Deirdre?
La ragazza nera dell'ufficio del congressista Niediger.
S. Be', la cassetta  sua. Lei giura che  il generale
Riggs. Io l'ho fatta passare un paio di volte e penso che
abbia ragione. Perlomeno, tanto quanto serve ai nostri
scopi, sai cosa intendo dire.
E va bene, allora ho la cassetta, disse Sinclare. E
adesso cosa ne faccio?
Forse potresti scovare qualche amico giornalista che
la troverebbe senz'altro interessante.
Gi. E poi?
E poi lascia fare a loro. Senti, Sinclare, adesso non
posso parlare. C' troppa gente, qui. Fa' quello che vuoi.
Potrebbe essere utile. Sai cosa intendo dire.
Okay, okay! tagli corto Sinclare seccata.
Cominciava a desiderare di non avere affatto quella
cassetta, anche se poteva aiutare Eliot. Adesso aveva cose
pi importanti, per la testa, come il messaggio che aveva
trovato ad aspettarla al banco: Mrs. Ives, per favore,
chiami l'agente dell'FBI Vincent DeSanto, Washington
Field Office, n. 470-3600.


Capitolo 31.

Gioved - mattina inoltrata
Pennsylvania Avenue e K Street.
Ian guidava la Rolls tamburellando nervosamente con le
dita sul volante. Avevano impiegato meno di dieci minuti
per arrivare al servizio funebre. Lady Maubry sedeva accanto
a lui, con un abito di seta grigia il cui orlo le sfiorava
giusto le caviglie, un cappello di organza grigia a ruota
guarnito da un'enorme rosa grigia a palloncino col centro
di raso rosa. Invece dell'eterna collana di perle a tre fili,
portava un girocollo alto di perle con un fermaglio d'opale
e diamanti nel centro, all'altezza del pomo d'adamo.
Ian aspett che avessero girato in Pennsylvania Avenue,
prima di fare domande. Doveva assolutamente sapere
perch Caroline era stata a casa loro. Ora Connie non
faceva che cicalare della festa della sera, del tempo e della
condizione della Rolls, ed era quindi evidente che non
aveva nessuna intenzione di dargli quell'informazione.
Tuttavia, lui ci prov.
Allora, esord vivacemente mentre erano fermi a un
semaforo. Guardava l'ospedale George Washington alla
sua destra, mentre aspettava.
Prego? chiese Connie con un batter di ciglia.
Cosa voleva Caroline?
Caroline?
Era cos, dunque, che sarebbe andata. S, stamattina.
Oh, s,  vero, Caroline. Bene... fece una pausa.
Bene, che cosa?
Ian, caro, ho promesso che sarebbe stata una conversazione
privata. E poi ho qualcosa di pi importante da
dirti.
Erano fermi al semaforo tra la Pennsylvania e la Diciassettesima
Street. Ian era tutto orecchi, sperando che fosse
davvero pi importante della conversazione di Caroline.
Ho avuto un breve colloquio con Beth Kane, ieri sera.
Mi ha chiamato proprio mentre mi stavo preparando per
andare a letto, cominci Constance, mentre la Rolls
riprendeva a percorrere la Pennsylvania. Beth ha detto
che l'indagine dell'FBI si  conclusa e, senza scendere in
particolari, ha detto che ha rivelato pi di quanto non
volessero sapere.
Su che cosa? chiese Ian petulante.
Questo non lo so, rispose lady Maubry, mentre
abbassava l'aletta parasole per guardarsi nello specchietto.
Stavano per arrivare alla chiesa.
Erano troppi anni che vivevano insieme, perch Ian
non capisse cosa aveva in mente Constance. Si era leggermente
seccata per la sua insistenza a proposito di Caroline,
perci ora stava cercando di ricordargli che lei teneva
perfettamente in pugno la propria vita. Se c'era qualcos'altro
da fargli sapere, lo avrebbe deciso poi.
Quando si trovarono in un piccolo ingorgo del traffico,
Constance si volt verso di lui e disse: Ian, caro, vuoi
cercare per favore di sapere dov'era domenica sera la tua
amica Sinclare?
Ian sospir tra s e tenne lo sguardo fisso fuori del
parabrezza, come se la concentrazione sulla guida lo
rendesse sordo. Ma bene, pens imbronciato, non vuole
farmi partecipe di quello che accade nella sua vita, per
vuole che spii i miei amici. La guard con un sorriso
indecifrabile e non disse nulla.
Ian odiava tutto quello che aveva a che fare con la
morte. I ricevimenti, invece, volevano dire persone vive.
Erano d'accordo che dopo avere lasciato Constance sulla
soglia della chiesa, lui sarebbe andato ad aspettarla sull'altro
lato della strada, all'Hay-Adams, dove lei lo avrebbe
raggiunto per il ricevimento che sarebbe seguito alla
funzione funebre.
La Sedicesima Street era isolata dai cordoni degli uomini
della Sicurezza, per l'arrivo del Presidente. Un nugolo
di poliziotti si agitava in tondo per segnalare a
limousine, taxi e auto di non girare in K Street. Ian faceva
un cenno di saluto a tutti i visi noti che gli passavano
accanto in direzione della chiesa, ben felice di non dovere
anche stare seduto l dentro per un'ora.
La lasci all'angolo tra la Sedicesima e K Street. Dopo
essere riuscito a trovare un parcheggio adatto a un'auto
da sei zeri ed essere tornato all'hotel, era pronto per un
drink. Sapeva che Constance non aveva nient'altro da
dirgli. Ancora una volta la gran dama era stata chiamata
in azione. Ian si impose di rilassarsi. Sapeva, per le passate
esperienze, che qualsiasi cosa Constance avesse per le
mani, prima o poi anche lui ne avrebbe fatto parte.


Capitolo 32.

Gioved - ore 12,10
Il bar dell'Hay-Adams Hotel.
Ian, strill una voce di donna, mentre lui metteva
piede dentro il bar. Ian aguzz gli occhi nella penombra,
leggermente seccato. Era cos volgare chiamare ad alta
voce in pubblico. Si tolse il cappello e intanto gir lo
sguardo per il locale. All'altra estremit, davanti al bancone
del bar, vide Sinclare Ives che agitava le braccia. Per
fortuna non c'era nessun altro cliente. Erano tutti fuori, a
guardare la Washington ufficiale che andava in chiesa per
il funerale.
Ian non sarebbe potuto essere pi felice di quell'incontro,
finch non arriv a qualche passo da Sinclare. Era
evidentemente sbronza, e Sinclare sbronza costituiva un
vero pericolo.
Grazie a Dio sei arrivato, ansim lei, gettandoglisi
sul petto.  accaduta una cosa assolutamente terribile.
Lui la stacc con fermezza dal bavero della sua giacca.
Aveva sempre la sensazione che le donne gli si aggrappassero
addosso come gattine. Sinclare, non dovresti
essere dall'altro lato della strada? Cosa stai facendo,
qui?
Era vestita di nero da capo a piedi. Aveva i capelli
racchiusi in un turbante nero, che metteva in risalto la
sua fronte alta e perfetta e l'attaccatura a punta dei
capelli. La sua splendida figura era fasciata in un abito di
seta nero con le spalle larghe e di ottimo taglio. Non
portava camicetta sotto la giacca e la scollatura profonda
tra i risvolti del collo rivelava una sconvolgente porzione
di pelle bianca.
Sono furiosa! Sono stata esclusa dalla chiesa, sibil
Sinclare, aggiustandosi sulla sinistra il leggero scialle
nero. E davanti a tutti quanti. Sarei morta! Lui la
lasci andare e per un attimo Sinclare perse l'equilibrio,
urtando un cameriere che passava.
Sediamoci, sugger lui, incuriosito. La prese per un
gomito e la pilot al posto dove lei sedeva prima.
Dimmi tutto.
Sinclare doveva avere fatto il bagno in Obsession.
Ian aveva l'impressione, data l'intensit del profumo,
che le piante avvizzissero al suo passaggio.
Sul bancone, davanti allo sgabello di Sinclare, c'era un
bicchiere mezzo pieno di un drink color arancio. Mentre
si sistemavano, il barista mise un altro bicchiere vicino al
primo. E per lei, signore? chiese sorridendo a Ian.
I suoi nervi chiedevano qualcosa di pi energico del
Bloody Mary che aveva pensato di prendere mentre si
avviava verso l'albergo. Un doppio Tanqueray, secchissimo,
liscio, niente erbe, ordin Ian, poi ruot verso di
lei. Allora, cosa succede, mia carissima?
Farai bene a legarmi, Ian. Ho una gran voglia di
andare ad ammazzare qualcuno.
Sinclare, calmati e comincia dall'inizio.
Quando sono andata in chiesa, quel mezzo cazzetto
del Servizio Segreto cerca il mio nome. Poi mi fa: "Lei
non  sulla lista". Capisci, io sapevo che doveva esserci
stato qualche stupido errore, cos gli ripeto chi sono e lui
niente. Gli dico chi  mio marito. E lui si comporta come
se non avesse mai neanche sentito nominare Eliot! Ma,
dico io, dove vive, quell'idiota? Be', comunque va a controllare
un'altra specie di lista con un altro tizio, poi
ritorna e dice spiacente, no...'.
Sinclare butt gi due sorsate del suo drink, toss e
prosegu, parlando a velocit supersonica. E intanto io
sto l impalata, per tutto questo tempo. E la gente mi
passa vicino. E sentono tutto quanto. Non potevo credere
alle mie orecchie. Poi qualcuno dietro di me dice: "Si tiri
da parte, che intralcia il passaggio". Ma ci credi? Dire a
me di farmi da parte! E intanto puntava una lunga
unghia scarlatta verso la propria scollatura. Allora vedo
una troupe televisiva che mi si avvicina, mentre sono l
che bisticcio con quell'idiota. E riprendono tutto quanto
per il fottuto notiziario delle sei. Ian, avrei voluto morire!
Si mise la nocca del dito indice sotto le ciglia dell'occhio
destro per proteggere il mascara dalle lacrime che
erano ormai sul punto di sgorgare.
Oh, Cristo, pens Ian, distogliendo lo sguardo, se si
mette a piangere con tutto quel trucco, tra un po' sembrer
un procione!
Sinclare frug nella borsetta di serpente in cerca d'un
fazzoletto. Ian le offr il suo e lei ci si soffi dentro
rumorosamente il naso; poi appallottol e gett quel
quadrato di puro lino orlato a mano, cifrato, fatto su
ordinazione a Madeira dalle suorine cieche, dentro la sua
borsa.
Tesoro, non piangere. Sono certo che  stato solo un
errore di trascrizione. In fondo, hanno dovuto organizzare
tutto quanto in due giorni!
Sinclare scosse energicamente la testa. No, Ian, non
 stato un errore.
E dov'era Eliot, mentre succedeva tutto questo?
Su, alla Hill, ad aspettare di vedere George Lowry.
Dico io, dove sono gli uomini, quando hai bisogno di
loro?
Calma. Ian bevve un altro sorso del suo gin e si sent
rilassare sotto quel lento incendio liquido. Sinclare aveva
un problema, ma era di transizione. Povera Sinclare, in
fondo voleva solo un po' di rispetto. E chi non lo
vuole?
Le sue riflessioni vennero interrotte da Sinclare che
gridava al barista. Un altro New York shower. Ridacchi
e si corresse. Volevo dire sour.
Ian la osserv. Sinclare ondeggiava leggermente sullo
sgabello e stava aggrappata al banco con tutt'e due le
mani. Pensi di andare al ricevimento? le chiese dolcemente.
Puoi scommetterci, che ci vado. E vuoi sapere
perch?
Perch,luce del sole?
Perch ho qui una cosa, che voglio dare a qualcuno
di importante. E fece dondolare la borsetta davanti al
viso di Ian.  un filmino, disse con un singulto, di
un tale che conosciamo che fa delle brutte cose. Vuoi
vedere?
Ian era tutto orecchi. Cosa c' da vedere? chiese.
Lei apr la borsa e la tenne aperta. Dentro, a occupare
quasi tutto lo spazio, e proprio vicino al suo fazzoletto
migliore, Ian not l'astuccio di plastica d'una videocassetta.
Ooooh! Carino. E che cos'?
Giuri sul segno della croce, che tu possa morire?
Ian annu con entusiasmo.
Lei si eresse, accost la guancia a quella di Ian e gli
bisbigli all'orecchio: E il generale Rambo Riggs che fa
lo sporcaccione con una frusta.
Ian si ritrasse stupito. Sinclare, mi prendi in giro!
Neanche per sogno! ribatt lei compiaciuta, con un
broncio infantile, e richiuse con uno scatto la borsa.
L'ho guardato stamattina. Ed  proprio cos.
Cos'hai intenzione di farne? chiese Ian.
Ho intenzione di darlo alla persona pi importante
che vedr laggi, e con la mano indic vagamente la
sala del ricevimento. La sistemo io, quella culo-di-pietra
di sua moglie! E intanto faccio un favore al mio Eliot!
Ian rise, poi ci ripens. Accidenti, la faccenda sarebbe
esplosa in faccia a Sinclare. Doveva fare qualcosa, prima
che lei agisse. Si scus e disse che andava un momento
alla toilette, dove sapeva di trovare un telefono. Avrebbe
cercato di rintracciare Eliot alla Hill. Valeva la pena di
tentare. Le due prime chiamate andarono a vuoto e Ian si
precipit al bar per controllare cosa faceva Sinclare. Se
beveva ancora un solo whisky sour, o shower come
diceva lei, avrebbe cominciato a cantare e a gridare e si
sarebbe messa in una situazione davvero imbarazzante.
Sinclare era sparita. Ian riprov di nuovo il numero del
senatore Lowry e ricord che s'era dimenticato di chiedere
a Sinclare dove era stata domenica sera, come gli aveva
detto di fare Constance.
Nervosamente rimase ad ascoltare la telefonista della
Hill che lo passava da un ufficio all'altro, in cerca di Eliot.
Ian si sforzava di calmare il panico che lo assaliva all'idea
di dove poteva essere andata Sinclare e in quali guai
poteva essersi cacciata.

 Capitolo 33.

Gioved - mezzogiorno
Il Campidoglio, lato Senato.
Era pi di un'ora che Eliot stava aspettando il ritorno di
George Lowry, ma non gliene importava. Finalmente
sentiva di stare facendo davvero qualcosa di importante
per ottenere il posto di capo gabinetto.
Quelli erano gli uffici dei senatori, che gli elettori non
vedevano mai. La gente che veniva dal paese a visitare
l'affollato Senate Office Building se ne andava pensando
che gli alti funzionari che avevano eletto spendevano in
modo davvero oculato il denaro delle tasse. Anzi, certi
visitatori trovarono addirittura inadeguato alla loro posizione
che i senatori dovessero lavorare in uno spazio
ristretto e limitato.
Mentre balzava in piedi per mettersi a camminare su e
gi per l'elegante e spazioso ufficio di Lowry, Eliot Ives
pensava quale prova di saggezza collettiva fosse il fatto
che il Senato fornisse quegli uffici segreti in Campidoglio
ai membri pi anziani del corpo.
Se i muri potessero parlare, pensava Eliot, queste pareti
dei segreti quartieri del Senato potrebbero raccontarne
delle belle: racconti piccanti, visto che pareva non ci
fosse luogo pi sicuro per ricevere compagnia femminile,
poich la polizia impediva ai turisti e agli altri di avventurarsi
a caso per quei corridoi. E racconti di patti, compromessi,
transazioni: tutto quello, insomma, che rendeva
possibile la legislazione, quando si dovevano risolvere
tanti conflitti d'interesse. Era proprio per questo che
George ed Eliot si dovevano vedere: per fare un patto.
Era tutta la mattina che le speranze di Eliot erano alle
stelle. Il Presidente lo aveva chiamato, appena era arrivato
in ufficio. Durante la campagna parlavano quasi un
giorno s e uno no, ma dall'elezione in poi avevano chiacchierato
molto raramente. Quella era stata la prima, lunga
conversazione che Eliot avesse avuto col Presidente,
dopo il giuramento. Dopo la telefonata con Kane, Eliot
s'era abbandonato contro lo schienale della poltrona,
sorridendo tutto felice. Non avrebbe potuto scrivere un
copione pi soddisfacente. Il Presidente aveva esordito
scusandosi per non averlo chiamato prima, ma aveva
aggiunto argutamente col suo solito umorismo: Sto ancora
cercando di capire dove sono le fontanelle per bere,
qui dentro. Ed Eliot aveva compreso che era ancora
impegnato fino al collo a capire in concreto la realt del
suo nuovo lavoro.
Eliot, aveva detto poi il Presidente, la conosco
come chiunque altro in questa citt e so che lei ha fatto
molto per aiutarmi ad arrivare in questo ufficio. So anche
di potermi fidare di lei e che questa conversazione rester
strettamente personale.
Assolutamente, signor Presidente, gli aveva assicurato
Eliot, ben sapendo il peso che questa promessa aveva
per il solo fatto che il suo interlocutore era il Presidente.
Circa sei mesi fa, sono stato sul punto di chiederle di
diventare capo di gabinetto, quando abbiamo avuto qualche
problema con l'FBI a proposito di Barry, ma le racconter
questa storia un'altra volta. Il motivo per cui non
l'ho mai chiamata per offrirle un altro posto  perch, in
realt, non volevo sprecarla. Qualsiasi altro posto nel
gabinetto sarebbe stato uno spreco dei suoi talenti,
Eliot.
La ringrazio, signor Presidente, credo.
Lei sa dove voglio arrivare, vero Eliot? aveva chiesto
il Presidente.
Non ne sono sicuro. La prego, continui. L'adulazione
 come il fumo; si prende subito il vizio.
Avevano riso tutt'e due.
Poi il Presidente aveva proseguito: Ecco la situazione.
Ho bisogno del suo aiuto. George Lowry  un mio buon
amico. Mi ha sempre aiutato molto nel corso degli anni,
ma mi sta creando un sacco di problemi con la mia
proposta di legge per il commercio con le nazioni del
blocco orientale. A lui questa legge non piace e sostiene
che gli toccher bocciarla in comitato, se la mando avanti.
Ho bisogno di fare cambiare opinione a George prima
del viaggio a Mosca, perch i ragazzi del Kremlino vogliono
un commercio normalizzato con noi. Quella gente non
si rende conto che qui da noi le leggi si fanno in modo un
po' diverso che da loro.
D'accordo.
Ecco quello che mi serve. Posso accettare i motivi
politici per i quali George non pu sostenere il mio
disegno di legge. Ma ho bisogno da parte sua della promessa
che non lo boccer.
Capisco.
Lei lo sa, Eliot, prima di arrivare a questo posto ero
tanto ingenuo da credere che, se avevi una buona causa,
nessuno poteva opporsi al Presidente, specie se era un
vecchio amico. Non sono mai stato molto bravo nel convincere
i miei colleghi a cambiare opinione quando ero al
Senato, e non sono certo migliorato ora. Lei, invece, ha
sempre il suo vecchio tocco magico?
Eliot aveva capito cosa voleva da lui il Presidente ancora
prima che l'altro finisse di parlare. Tu consegnami
George Lowry ben cucinato, su un piatto, con una mela
in bocca, e il posto di capo gabinetto sar tuo. Facile a
dirsi. Pi difficile a farsi.
La cosa pi difficile sarebbe stata parlare col suo ex
amico George. Eliot sapeva bene che la sua antipatia per
George era irrazionale e puramente emotiva e si detestava
per questo, ma non poteva farci niente: ogni volta che
guardava George, non poteva fare a meno di chiedersi se
Sinclare ci avesse fatto l'amore con la stessa passione con
cui lo faceva con lui. Il fatto che fosse stato lui, Eliot, a
conquistarla alla fine, importava poco. I sentimenti che
Eliot provava in quel momento non erano molto diversi
da quelli che provava la sera in cui sei camerieri del
Waldorf Astoria avevano dovuto trattenerlo, per impedirgli
di far volare George attraverso la lastra di cristallo
d'una porta.
Ora guardava il grosso orologio incassato nella parete:
12,40. Le stelle illuminate in cima all'orologio indicavano
che la votazione in Senato stava per concludersi entro
pochi minuti. Il fitto calendario del Senato li aveva costretti
a una seduta antimeridiana alle undici, perci Eliot
e George avevano tempo solo per qualche battuta prima
di tre votazioni per appello nominale, una in fila all'altra.
Quando squill il telefono, Eliot allung la mano sulla
scrivania di Lowry e rispose, pensando che fosse George
che chiamava dal guardaroba del Senato.
Senatore Ives,  lei?
S.
Sono Nancy Raymond, dell'ufficio del senatore Lowry.
Sono felice di averla trovata. Abbiamo una chiamata
per lei da Mr. Vreen. Dice che  urgente. Glielo passo?
Eliot era sbalordito. S, grazie, Miss Raymond. Ma
di cosa diavolo si trattava? Sent vari clic, poi sbrait:
Pronto!
Mi scusi, ma ho proprio dovuto rintracciarla, Eliot. Si
tratta di Sinclare.
Ah, Vreen,  lei. Cosa succede? chiese impaziente,
aspettandosi di sentirsi dire che Sinclare aveva scassato
di nuovo la carrozzeria della sua bmw. Quella pazza
guidava come una cieca col piede di piombo.
Sono qui con lei al bar dell'Hay-Adams.  piuttosto
sconvolta.
A proposito di che?
Le dar lei stessa i particolari pi tardi, ma sembra
che le abbiano impedito di entrare in chiesa per assistere
alla funzione per Barry. Adesso ha bevuto un po' troppo e
insiste per andare al ricevimento. Ho pensato fosse meglio
avvertirla, Eliot, nel caso non mi riesca di dissuaderla.
La confusione di Eliot si tramut in rabbia. Esclusa dal
funerale? Perch diavolo dovevano averla esclusa? Aveva
diritto di andarci come chiunque altro. E ora era sbronza.
Questo significava guai, comunque e dovunque. Grazie,
Vreen. Pu trattenerla per un po'?
Temo di averla persa.
Persa? Ma non  con lei?
Lo era, ma adesso non c' pi.
Senta, Vreen, potrebbe farmi un grosso favore? Sono
davvero incastrato. Non potr arrivare l prima d'un'ora,
come minimo. Le spiace vedere se le riesce di trovarla?
La mandi a casa con un taxi. A qualsiasi costo.
Far del mio meglio.
Gliene sar grato, disse Eliot. E... senta, Vreen?
S, Eliot?
Stia attento. Quando  matta, morde.
Ma no, non  vero, replic lui bonario.
Dico maledettamente sul serio. Ne porto le prove
addosso.
Eliot riattacc e schiacci il sigaro nel posacenere.
Magnifico, pens. Davvero magnifico! Sinclare, il cannone
folle sulla sua nave della vita, era di nuovo libero.

 Capitolo 34.

Gioved, 8 giugno 1989 - ore 13,15
Salone dei ricevimenti dell'Hay-Adams.
Abigail Marblehenny, un'anziana signora, mezza sorda e
magrissima, il cui marito era stato vice addetto stampa di
Truman, non aveva mai sentito in vita sua la parola
fica. Perlomeno, non cos forte. Dalla sua poltrona
appoggiata alla parete della sala da ballo dell'Hay-
Adams, si sporse a tirare la manica di un cameriere che
passava. Cosa ha detto quella donna? gli chiese con
voce chioccia.
Il cameriere, che aveva lavorato in molte occasioni
mondane a Washington e ne aveva sentite di tutti i colori,
si gir a guardare Abigail e le disse: Pezzo di fica.
L'amica di Abigail, che s'era persa gli ultimi avvenimenti,
sobbalz portandosi una mano allo jabot di pizzo,
e rimase con la mascella pendula per lo stupore davanti
all'imperdonabile comportamento del cameriere. La
compagna di Abigail s'era persa una Sinclare sbronza,
furiosa e ormai completamente partita a forza di New
York sour, che inzuppava il bell'abitino di lino pallido
della dolce Caroline Riggs, la quale aveva offerto una cos
bella colazione per il comitato del Kennedy Center, proprio
la settimana prima!
Sam Donaldson, Connie Chung e il nuovo ambasciatore
del Kuwait avevano visto tutto. Difficile non vederlo.
Un gran bel tocco di ragazza coi capelli scuri, che si
trascinava dietro una sciarpa nera, s'era fatta avanti in
mezzo al salone e aveva gettato un bicchiere di champagne
proprio in testa alla moglie del consigliere per la
Sicurezza nazionale.
E avevano assistito anche alla vendetta di Caroline
Riggs.
Caroline era in piedi accanto al buffet freddo, a
parlare col giornalista Tim O' Brien, con Vera Glaser,
redattrice del Washingtonian, con la propria figlia Polly
e il nuovo consigliere nazionale del presidente Kane.
A un tratto Sinclare s'era divincolata dalla salda stretta
di Vreen e aveva attraversato furiosamente la folla.
L'attenzione della gente era stata attirata dal vociare
di Sinclare che urlava qualcosa a Caroline, qualcosa che
suonava come: A chi avresti dato della puttana?
Versioni diverse delle frasi oscene usate da Sinclare
rimbalzavano per la sala come palline da squash.
Il senatore Konrad rifer a una reporter del Washington
Post, che subito cav il blocchetto d'appunti fuori
dalla borsa, che Sinclare aveva detto a Caroline di
andare a farsi fottere. La giornalista era rimasta un
po' delusa che Sinclare non avesse detto qualcosa che si
potesse stampare. La moglie dell'incaricato d'affari boliviano
rifer con aria pudica che Sinclare aveva chiamato
Caroline puttana col culo stretto e aveva detto qualcosa
a proposito di rubare un parrucchiere. La moglie
del diplomatico boliviano aveva sentito parlare di violente
reazioni delle mogli di Washington cui avevano rubato
la cuoca, ma un parrucchiere... via!
A ogni modo, tanto il corrispondente del London
Express quanto il Consulente della Casa Bianca Tad
Michaels ricordavano di aver sentito qualcosa come
ficcatelo nel sifone, e avevano fatto varie congetture
sulla collocazione anatomica di questo sifone finch
le loro mogli non erano partite in missione per scoprirne
di pi.
Per tutti, indistintamente, avevano sentito le parole:
Pezzo di fica.
Intorno si era fatto un inorridito silenzio, mentre Caroline
sbatteva gli occhi attonita, con lo champagne che le
colava dai capelli e dal viso. Sul vestito, intanto, le si
allargava una grossa macchia scura.
Senza una parola, Caroline aveva frugato nella borsetta
e aveva preso un fazzoletto di lino. Si era asciugata viso e
capelli, mentre un cameriere volonteroso si dava da fare
sul vestito con un tovagliolo.
Sinclare era rimasta immobile a fissarla, evidentemente
scioccata da quello che aveva fatto. Quando aveva rimesso
il fazzoletto in borsa, Caroline aveva tirato fuori due
dollari, si era fatta avanti e con rapida mossa li aveva
infilati nella vertiginosa scollatura di Sinclare.
Tanto Jack Anderson quanto Diana McLellan, che avevano
alle spalle anni di esperienza nel cogliere al volo
frasi, avevano appurato che Caroline aveva detto: Tieni,
Sinclare. Credo che due dollari sia il tuo prezzo.
Le cose erano andate di male in peggio.
Tutti s'erano messi a parlare contemporaneamente.
Era stato allora che Sinclare aveva strillato di nuovo
pezzo di fica, tanto forte che perfino Abigail Marblehenny
aveva sentito e aveva chiesto spiegazioni.
Per fortuna il direttore dell'albergo, che si trovava nei
paraggi, scatt in azione. Afferr Sinclare per i polsi e le
tenne le mani dietro la schiena. Il turbante le era scivolato
di traverso e la sciarpa era per terra, impigliata in varie
paia di piedi. Lo champagne sul pavimento di marmo
aveva formato una specie di pista da pattinaggio e la
gente cominci a prendere scivoloni e ad aggrapparsi alla
tovaglia del buffet o a chi si trovava vicino per cercare di
restare in equilibrio.
In questa incredibile confusione, piombarono a un tratto
due agenti del Servizio Segreto. Gli astanti riconobbero
in loro i due tipi che controllavano i nomi degli ospiti
all'ingresso della chiesa. Per chiss quale motivo, la cosa
parve irritare ancora di pi Sinclare Ives, che cominci a
urlare epiteti ancora pi pittoreschi, riportati nell'edizione
dell'indomani del Post e del Times, come gangster
della gestapo, idioti assassini e teste di c....
Si incrociarono accalorate discussioni se quei quattro
puntini dopo la c stavano per cazzo o per cacca.
Sinclare, con un agente per lato e il direttore dell'albergo
alla retroguardia, venne trascinata via attraverso la
folla sbigottita, fuori dalla porta della sala del ricevimento.
Abigail Marblehenny disse alla sua amica che voleva
andarsene. Aggiunse che non sapeva davvero dove sarebbe
andata a finire la citt, con quel Donald Kane alla Casa
Bianca. Pi tardi, comodamente seduta in poltrona, nel
suo grande appartamento al Kennedy-Warren, si mise a
sfogliare il dizionario, in cerca della parola fica.
Vivere a Washington, a qualsiasi et, significava conservarsi
una mente aperta e attiva.


Capitolo 35.

Gioved - ore 13,45
Ritz-Carlton Hotel
Il Jockey Club.
Deena Simon s'era persa tutto quanto ed era furiosa.
Mentre si stava consumando la storia pi piccante dell'amministrazione
Kane, la prima cronista mondana della
citt era seduta al tavolo migliore del Jockey Club a bere
gratis un bicchiere di Mot-Chandon.
In vita sua, Deena non aveva mai pagato un boccone di
cibo o un drink, che lei ricordasse. Non ce n'era bisogno.
La sua rubrica trisettimanale non occupava pi spazio
d'una normale ricevuta di supermercato ed era infarcita
di abbastanza notizie incontrollabili e insinuazioni maligne
da creare o distruggere un matrimonio o una carriera.
Non era un lavoro facile, ma a lei piaceva. Per nelle ore
di solitudine in cui rifletteva su cosa le toccava fare per
campare, desiderava qualcosa di pi. La sua unica consolazione
era il mucchio di fogli gialli scritti a macchina
accanto al suo letto. Il suo manoscritto, il grande romanzo
di Washington, un giorno forse le avrebbe in qualche
modo dato accesso al denaro vero e a un potere nato da
qualcos'altro che non fosse la paura. Ma per il momento
essere temuta le andava benissimo. Significava che Deena
a Washington poteva avere quello che voleva e di solito lo
aveva.
Deena aveva i capelli, ma non il viso, della cantante
folk Mary Travers, capelli che le scendevano dritti infilzati
e biondi fino alle spalle. La lunga frangia le si impigliava
spesso nelle ciglia finte, per cui doveva scuotere la
testa con fastidiosa regolarit. Troppe visite dallo specialista
in chirurgia plastica, nella vana ricerca di un nasetto
come si deve, l'avevano lasciata con una minuscola protuberanza
in mezzo al viso. Chi le sedeva di fronte aveva
la sensazione di stare guardando dentro la bocca d'un
fucile a doppia canna.
La bocca grande e carnosa era color magenta e capace
di un linguaggio da fare arrossire un camionista.
Mi stai prendendo per il culo? chiese a Martin, il pi
elegante ed erudito maitre, quando lui le sussurr quanto
aveva sentito dire.
Martin abbass gli occhi, si inchin e arretr di alcuni
passetti. Desidera altro, Miss Simon?
Un telefono, Martin. Subito!
Il tipo delle pubbliche relazioni con cui Deena stava
pranzando scambi con Martin un'occhiata, mentre l'aiuto-cameriere
attaccava il telefono alla spina sotto la panchetta.
Per parecchi minuti, Deena compose numeri, con un
gran tintinnio della serie di bracciali che portava dal
polso al gomito. Man mano che raccoglieva pezzetti d'informazione
passava al suo ospite un resoconto non-stop.
La moglie dell'ex senatore Eliot Ives aveva verbalmente
e volgarmente assalito Caroline Riggs, moglie di Dalton
Riggs, consigliere per la Sicurezza nazionale, al cospetto
di Dio e di tutto il pubblico del ricevimento dopo il
servizio funebre di Barry, all'Hay-Adams. Dai tempi in
cui Sandra Gotlieb, moglie dell'ambasciatore canadese,
aveva schiaffeggiato la sua segretaria davanti all'intero
corpo stampa, in un attacco di frenesia da padrona di
casa isterica, Deena non s'era mai persa un avvenimento
cos importante.
Dio, bisogna che riesca a pescare Sinclare. Ne tirer
fuori un articolo da prima pagina.
Cominci a raccattare il suo montone superleggero di
Fendi e una borsa cos grande che ci sarebbe stato comodamente
un cambio d'abiti. Con una certa difficolt trascin
il suo corpo completo di accessori sulla panchetta
di velluto e si alz barcollando in piedi. Mi dispiace,
Jeremy, devo scappare. Ti richiamer pi tardi.
Ondeggiando e lanciando dei tesoro, tesoro a destra
e a manca, agitando la frangetta per levarsi i capelli dagli
occhi, Deena si fece strada fra i tavoli, mentre il suo
compagno fissava l'homard en chaud-froid, blanche neige
da quattro dollari che il cameriere stava mettendo sul
tavolo, davanti al posto vuoto di Deena.
Passando davanti a Martin, sulla porta del ristorante,
Deena si tolse le ciocche di capelli dagli occhi e disse:
Mettimi nel sacchettino del cane l'aragosta, carino.
Mander un taxi a ritirarlo, pi tardi.
Martin abbass di nuovo gli occhi e annu: Certo,
Miss Simon. Poi, sottovoce, bisbigli: Vache.

 Capitolo 36.

Gioved - ore 14
Hay-Adams Hotel.
Quando arriv all'Hay-Adams, Deena venne informata
che il ricevimento era quasi finito, gli ospiti cominciavano
a sfollare e Sinclare era stata sospinta nell'ufficio del
direttore, sbattendo la porta in faccia a vari giornalisti e
alla troupe della NBC. Deena si mise a martellare sulla
porta del direttore, finch questi fu costretto ad aprire.
La donna spinse subito uno stivale tra la porta e lo
stipite. Sono Deena Simon, dell'Observer. Voglio vedere
Mrs. Ives, disse con voce perforante.
Il direttore la guard con la freddezza che di solito
riservava ai clienti che avevano dimenticato il portafogli o
il portamonete. So chi  lei, Miss Simon. Temo che Mrs.
Ives sia indisposta.
Deena! strill Sinclare dall'interno dell'elegante ufficio.
La faccia entrare. Voglio vederla.
Con riluttanza, il direttore tir indietro la porta. Sinclare
era seduta su una Chesterfield di cuoio rosso davanti
alla scrivania del direttore, tenendosi il ricevitore del
telefono tra la guancia e la spalla. Aveva i capelli scompigliati
e il trucco degli occhi tutto sbavato, come se avesse
pianto.
Sinclare, tesoro, tub Deena, infilandosi dentro, oltre
l'infelice direttore. Stai bene?
Le due donne si abbracciarono, poi si staccarono e si
sedettero sul divano. Deena alz lo sguardo sul confuso
direttore e disse: Voglia scusarci, signore, per cortesia.
Mrs. Ives  terribilmente sconvolta. Rester con lei finch
non si sentir meglio.
L'uomo si guard attorno per la stanza, decise che in
fondo non gli avrebbero danneggiato l'ufficio, si strinse
nelle spalle e si avvi verso la porta.
I giornalisti in attesa nel corridoio gli balzarono subito
addosso, appena chiuse la porta.
Pu dirci cosa ha causato l'incidente? chiese Helen
Thomas, della United Press, taccuino alla mano.
Mi dispiace, non posso dire nulla, per ora, rispose
lui, allontanandoli con un gesto della mano.
Mrs. Ives sta forse male? chiese un tale del Baltimora
Sun.
Sentite, non adesso. Non posso... E il direttore se la
fil via per il corridoio, mentre i giornalisti restavano in
crocchio a borbottare.
Durante tutta quella confusione, Ian Vreen aveva chiamato
di nuovo Eliot, gli aveva detto dell'emergenza e
acconsentito ad aspettarlo nell'atrio. Vide Eliot saltare
gi dalla sua auto ancora prima che fosse del tutto ferma
nel piccolo portico, davanti all'ingresso dell'albergo.
Eliot vol attraverso le porte. Il portiere spense la sua
auto.
Il direttore si precipit ad accoglierlo. Senatore Ives,
sono Walter Rudolph, il direttore dell'albergo. La accompagno
subito da Mrs. Ives.
Dov'? chiese Eliot, cercando faticosamente di rimettersi
la giacca.  la cosa pi terribile che abbia mai
sentito!
 un po' turbata.  nel mio ufficio con Miss Simon, in
questo momento, spieg serafico il direttore.
Con chi?
Miss Simon, dell'Observer. Pare che siano amiche.
Sua moglie ha detto che le voleva par...
Deena Simon?! Non posso crederci. Si gir, rosso
in viso, e vide Ian in piedi, a pochi passi da loro. Salve,
Vreen. Grazie per avermi chiamato. Bisogna che raggiunga
Sinclare, prima che si lanci in un altro dei suoi impossibili
esiziali progetti. Andiamo! Afferr la manica della
giacca di Ian, tirandoselo dietro, e i tre uomini si avviarono
in gran fretta verso l'ufficio del direttore. Di colpo, Ian
pigi sul freno.
Eliot, disse con un insolito tono autoritario. Venga
qui. Devo parlarle un attimo in privato.
Sinclare raggomitol le gambe sotto una coscia e si
mise comoda. Non le accadeva spesso di avere l'incondizionata
attenzione di una delle pi importanti donne di
Washington. Era un'occasione da non perdere.
Adesso, le disse Deena con la sua voce pi confidenziale,
dimmi esattamente quello che  successo, tesoro.
Sono sicura che non  stata colpa tua. Duplice
scrollatina di frangia.
Per il momento al sicuro, Sinclare si rannicchi nell'angolo
del divano. Era felice di vedere Deena. Deena era
una giornalista di Washington che aveva dimostrato di
non sapere mantenere un'informazione confidenziale. Faceva
circolare una storia pi in fretta d'un annuncio
pubblicitario a piena pagina sul Washington Post.
Sinclare batt la mano sul cuscino accanto a lei. Deena,
dove sei stata? le chiese con un sorriso. A Sinclare,
quella donna era sempre sembrata una specie di enorme
cane pastore. Si chiedeva perch non si sistemasse un po'.
Che importa, si disse: era comunque utile. Ti ho cercata,
al ricevimento. Poi ho visto Caroline Riggs.
Cara, ho sentito! Cosa diavolo  successo?
Non so cosa mi  scattato dentro. Immagino di essere
come impazzita, alla sua vista.
Ma perch, tesoro? cinguett Deena, giocherellando
con la chiusura della sua enorme borsa. Cosa ti
aveva fatto Caroline?
Deena, ti devo confidare una cosa molto importante,
ma devi promettermi di non dire ad anima viva che l'hai
saputa da me. Sinclare mise la mano su una delle spalline
di Deena, tipo imbottitura da giocatore di football.
Ma certo, amore. Non devi nemmeno chiedermelo.
Lo sai che morirei, piuttosto che rivelare una mia fonte.
Di che cosa si tratta? tub con gli occhietti che sbirciavano
da sotto le ciglia alla Miss Piggy dei Muppet.
Eliot sar qui a minuti, perci devo dirti tutto per
sommi capi.
Deena aggrott la fronte preoccupata. Posso prendere
appunti?
No, no, sbott Sinclare, frenetica, agitando la mano,
come se volesse cancellare le parole prima ancora che
venissero pronunciate. Ho visto un videotape di Dalton
Riggs.  con due donne, nudo, e fa delle cose con una
frusta.
Deena annasp. Aspetta un momento. Voglio chiudere
la porta a chiave, disse, alzandosi sgraziatamente in
piedi.
Jan s'era persa la scena vera e propria, ma arriv in
tempo per assistere al trambusto di Sinclare che veniva
trascinata fuori dalla sala. La gente si affollava tutta
intorno a Caroline, coprendola alla sua vista.
Zia Constance era in piedi, sul lato destro, vicino alla
vecchia Mrs. Marblehenny e alla sua amica. Constance
s'era offerta di accompagnare a casa le due signore, ma
erano ancora tutt'e tre nella sala e allungavano il collo per
riuscire a vedere cosa succedeva.
Zia Connie, grid Jan.
Jan, cara, vieni qui, le url Constance di rimando.
Jan le si avvicin e tutt'e due si voltarono per guardare.
Ma cosa diavolo sta succedendo?
Cara,  stato cos bizzarro, disse Constance, che
evidentemente se la stava godendo un mondo. Qualcosa
nell'espressione di Caroline deve avere scatenato Sinclare
Ives. Sinclare le ha lanciato degli epiteti spaventosi.
Ma perch l'ha fatto? chiese Jan, stupefatta.
Be', Ian stava con lei al bar, prima. Ha detto che era
parecchio sbronza. Era stata esclusa dal funerale e stava
affogando nell'alcol la sua umiliazione, quando  arrivato
Ian.
Jan rimase impietrita. Oh, no, mormor.
Cara, che succede? Hai un aspetto terribile.
Credo di sapere cosa  successo. Oddio, bisogna che
vada ad accertarmene. Zia Connie, ci vediamo stasera a
Winterberry.
Ma cara...
Jan si fece strada a forza attraverso la folla e usc di
nuovo nell'atrio. Vide un uomo del Servizio Segreto in
piedi, all'angolo. Salve, sono Jan Kirkland, del Protocollo.
Per caso lei sa chi era sulla porta della chiesa? Chi
aveva la lista degli ospiti?
Be', s, signora. Ero io.
C' stato qualche problema con Mrs. Ives?
Pu ben dirlo, rispose lui mantenendo una faccia da
maschera dell'isola di Pasqua.
Cosa  successo? chiese Jan, con le mani sudaticce.
Il nome di Mrs. Ives non era nella lista, perci non
potevo lasciarla passare.
E lei allora che ha fatto?
Non  stata molto contenta della cosa. Ha usato,
hum... un linguaggio un po' pesante.
Jan fece una pausa. Ecco cos'era successo. Sinclare
doveva aver pensato di essere stata deliberatamente depennata
dalla lista. Poi era venuta qui al bar e si era
sbronzata. Ma perch poi se la fosse presa con quella
povera Caroline Riggs, era al di l della sua comprensione.
Qualcuno ha visto? Intendo dire, c' stata una grande
scenata o roba del genere?
Be', c'era una troupe della televisione proprio dietro
di lei. E hanno continuato a girare. Direi proprio che la
gente ha visto. Abbiamo poi controllato con la Casa
Bianca. Il nome degli Ives risultava sulla lista principale.
Qualcuno lo deve avere tolto.
Grazie, disse Jan vivacemente. La ringrazio molto.
Si volt e si precipit nella toelette delle signore. Oddio,
finiranno per scoprire che sono stata io. Come ho
potuto essere tanto stupida? Sent un'ondata di nausea e
appoggi la guancia contro la parete della cabina. Come
far a spiegarlo?
I bugiardi offrivano sempre qualche buono spunto di
cronaca.
Le belle e ambiziose signore di Washington di dubbia
estrazione offrivano spunti anche migliori.
Deena Simon avrebbe scommesso il suo informatore
segreto al club Alfa, dove l'accesso alla stampa era proibito,
che Sinclare Ives aveva appena passato la maggior
parte dell'ultima ora a mentire con la sua boccuccia dai
bei dentini smaglianti, nel microfono del registratore di
Deena abilmente nascosto. Nel manico della borsa che
Deena non abbandonava mai era infatti incorporato un
microfono in miniatura. La cronista si infil un pollice
nella cintura, per allentare un po' la pressione del busto, e
si scosse via la cenere dalla voluminosa cortina bionda
dei suoi capelli.
Poi si gett un'occhiata nello specchio dietro la porta
dell'ufficio del direttore, gir la chiave nella serratura e si
pass le lunghe unghie delle mani nella frangia. Agit le
ciocche una, due volte, poi si precipit fuori dalla porta e
gi per il corridoio.
Ah, la sindrome di Muskie, pens sorridendo tra s. Un
uomo con ambizioni politiche poteva destreggiarsi e battersi
per tutta la sua carriera; poteva avere la mano gi
sull'ultimo piolo della scivolosa scala politica, e poi bastava
un incidente al momento sbagliato, una qualsiasi
vicenda che coinvolgeva sua moglie, ed ecco che si ritrovava
col culo per terra non appena i giornali dell'indomani
arrivavano sul gradino davanti alla porta di casa.
A Deena questo piaceva molto. Era l'unico motivo che
la spingeva ad andare avanti. Un sacco di donne giornaliste
in citt si rifiutavano di coprire il lato mondano della
politica, ritenendo si trattasse di avvilenti banalit. Ma
Deena la sapeva pi lunga. Al cuore della politica e del
potere maschile c'era la storia delle loro mogli e delle loro
amanti. Bastava guardare Gary Hart. Tutto il resto era
politica fiscale, controllo degli armamenti e traffici internazionali.
Cercare e, al bisogno, provocare il disastro familiare, la
distruzione professionale, l'umiliazione e l'angoscia personale
era quello che interessava Deena. Non le importava
di non essere popolare. Quello che contava era essere
temuta. Su questo si fondava il suo potere, per ora.
Mentre usciva goffamente dalle porte girevoli, l'impeccabile
portiere scatt sull'attenti e si port la mano alla
visiera del berretto. Buongiorno, Miss Simon, salut.
Posso...
Taxi, ordin lei seccamente, passando davanti a una
coppia che aspettava. Farsi chiamare il taxi dal portiere
significava dovergli dare una mancia, cosa che Deena per
tutta la vita aveva sempre lasciato fare agli altri. Si gett
nel primo taxi della fila. Press Building, e spicciati,
sbrait, sbattendo con forza lo sportello sull'orlo del
vestito.
Deena era ansiosa di arrivare al club. Il bar sarebbe
stato tutto un brusio di variazioni sul tema della rissa
verbale a base di champagne tra le mogli degli uomini del
Presidente.
Jan si appoggi alla porta fredda di metallo della cabina,
nella toilette delle signore, e aspir diverse boccate
d'aria. Doveva cercare di riprendersi. Sotto la porta vide
un paio di scarpine di coccodrillo e sent scorrere l'acqua
nel lavabo. Socchiuse appena la porta e tir un sospiro di
sollievo. Nessuna giornalista. La donna che si spazzolava
i capelli davanti al lavabo era un'amica fidata.
Judy Lowry, la snella ed elegante seconda moglie del
senatore Lowry, era lei stessa una veterana delle guerre
pubbliche. Aveva conosciuto George Lowry quando lui
era andato nella sua boutique di moda in Old Town per
comperare un regalo di Natale per la sua segretaria.
Avevano avuto una tempestosa relazione e alla fine
George aveva piantato un matrimonio di vent'anni e dei
figli adolescenti nel New England per sposarla. Jan era
rimasta al fianco di Judy quando la maggior parte delle
mogli la definiva una rovinafamiglie e non la invitava
alle cene o ai party con George.
Ciao, Judy, rispose allegramente Jan, uscendo dal
gabinetto... Ragazzi, come sono contenta di vederti.
Ciao, Jan, rispose allegramente Judy. Cosa stai
facendo?
Oggi  la mia giornata no, disse lei, scuotendo
lentamente la testa.
A quanto pare mi sono persa il bello. Cosa  successo
al ricevimento tra Sinclare e Caroline Riggs?
Jan tir un sospiro ancora pi profondo e si diede una
sbirciata nello specchio. Per favore, vorrei fingere che
non sia successo niente.
Quello che vide, non le piacque. Aveva il viso grigio. Il
poco trucco che s'era messa si era dileguato. I capelli le
penzolavano a ciocche sudate intorno al viso. Si spruzz
un po' d'acqua fresca sulle guance.
Judy le si avvicin. Stai bene? Mi sembri un po'
gi. Judy aveva sentito tutte le chiacchiere che circolavano
sull'ultimo convegno amoroso di Brad Barry. E ora,
guardando Jan, si chiese se per caso la donna non fosse
lei. Judy pensava di no, ma a Washington tutto era
possibile.
Jan prese un asciugamano di carta. Mi sono solo
sentita come svenire per un attimo. Adesso sto bene.
Vieni a sederti. Sono settimane che non ti vedo. Ho
visto Mark su tutti i giornali, in questi ultimi giorni.
Muoio dalla voglia di sapere cosa sta succedendo.
Jan si asciug il viso con la carta ruvida. Non hai per
caso un po' di trucco? chiese. Ho lasciato tutto nella
borsa al guardaroba.
Judy frug nella sua borsetta. Ma certo, ecco. E le
tese rossetto, pettine e cipria compatta. Non vuoi che ti
vada a prendere qualcosa? Non so, un caff, una Coca.
Jan scosse la testa. No, davvero, Judy. Grazie. Sto
bene.
Judy usc con Jan nell'atrio e insieme si sedettero su un
divano. Cosa ti ha tanto sconvolta? Non certo quelle
due donne, azzard Judy. Faceva qualche cauto tentativo,
da amica, per vedere se Jan voleva confidarsi con
qualcuno di cui si poteva fidare.
Le lacrime cominciarono a gonfiare gli occhi di Jan.
Pot solo annuire col capo.
Jan Kirkland, non essere stupida. Non  stata colpa
tua. Sinclare Ives  una pazza sfrenata, lo sai bene. Tutti,
assolutamente, hanno detto che ogni cosa era perfetta.
Credo che tu sia stata bravissima a riuscire a organizzare
tutto quanto in cos breve tempo.
Ho avuto un sacco di aiuto, Judy. La Casa Bianca ha
organizzato il ricevimento. Noi abbiamo fatto solo la lista
degli ospiti. Ma non  questo, aggiunse. Tu non puoi
capire.
Cosa c' da capire?
Jan si soffi il naso. Parlando da dietro il fazzoletto,
aggiunse: Credo che Sinclare fosse furiosa per qualcosa
che ho fatto io.
E cosa diavolo hai potuto fare tu a una come Sinclare
Ives?
Judy, devo pur confessarlo a qualcuno.
Sai che quello che dirai non andr fuori di qui.
Stamattina, in ufficio, ho tolto deliberatamente il nome
di Sinclare dalla lista degli invitati.
Judy si strinse nelle spalle. Ripens a quando aveva
cominciato ad avere una relazione con George, un uomo
sposato, e come ci andava piano a parlare con la gente;
sulle prime faceva solo qualche piccolo accenno qua e l
alle amiche, per tentare di costruirsi un ponte di fiducia, a
poco a poco, perch poi il ponte fosse abbastanza forte da
reggere al grande segreto. Judy avrebbe aiutato la sua
amica a costruire quel ponte.
 tutta qui la tua colpa? Figuriamoci! Niente dice
che Sinclare dovesse essere invitata, aggiunse in tono
rassicurante.
Non  questo il punto. L'ho fatto per dispetto. Lei
ha fatto pubblicare da Deena Simon una storia su Mark
che mi aveva fatto veramente imbestialire. Ma non
avrei dovuto servirmi del mio lavoro a quel modo. Se
la stampa lo viene a sapere, ho chiuso col mio lavoro,
per non parlare dell'effetto che questa pubblicit potrebbe
avere sulle probabilit di Mark di ottenere il
posto di capo gabinetto.
Ah, ma allora tu vuoi che lui ottenga quel posto!
Jan fiss l'amica. Improvvisamente, si rese conto di
quanto lo desiderasse per Mark.
E allora cosa hai fatto per aiutare Mark?
Mi sono servita del mio lavoro per prendermi una
rivincita su Sinclare Ives. Non sono furba? fece Jan
battendosi il pugno sulla coscia per la rabbia.
Secondo me stai gonfiando tutto quanto oltre le
giuste proporzioni. E se avessi fatto un errore di
trascrizione nella fretta di organizzare tutto in due
giorni? Perfettamente umano. Se la stampa ci arriva,
ammettilo e scrollatelo di dosso. E vuoi sapere cosa
penso? Che desideri talmente che Mark abbia quel
posto, da perdere la giusta prospettiva. Se io volessi
che George ottenesse qualcosa, mi guarderei intorno
per vedere se conosco qualcuno che possa dargli una
mano.
Jan la fiss con gli occhi sbarrati. Intendi dire che ti
daresti davvero da fare attivamente?
Be', non dico che affitterei uno spazio pubblicitario,
ma senti, Jan, tu hai talmente tanti contatti ad alto
livello. Comincia a usarli.
Jan ci pens un minuto. Tu sai che  stato mio padre a
farlo nominare addetto stampa.
E allora?  solo la dimostrazione di quanto sia potente
tuo padre.
Voglio dire che non credo che Mark sia davvero
contento, di quel posto. Mi rendo sempre pi conto di
avercelo costretto io. Adesso farei di nuovo la stessa cosa,
per la carica di capo gabinetto. E se l'ottenesse, la odiasse
e desse la colpa a me?
Accidenti, perch tu e Mark non prendete una bella
bottiglia di vino, vi infilate tra le lenzuola e ne discutete?
Al momento sarebbe un po' difficile. Non ci parliamo
quasi.
Magnifico! esclam Judy, gettando in alto le mani.
Senti, bimba, chi  il tuo migliore amico? I mariti non
contano.
Mmm. Dopo zia Connie, credo sia mio padre.
Okay, eccoti il mio consiglio, disse Judy, aprendo la
borsetta e porgendo di nuovo la cipria compatta a Jan.
Rimettiti un po' in sesto, chiama tuo padre e digli che lo
vai a trovare.
Adesso?
Adesso, certo. Se  disponibile.
Oh, s,  disponibile. Non esce mai dal suo mausoleo
in Kalorama Road.
E allora spicciati, tesoro. Hai bisogno di deciderti e in
fretta. Una possibilit per il secondo posto pi importante
del mondo  una partita con una posta molto alta, e tu
non ti sei ancora seduta al tavolo.
Jan stava immobile e assimilava tutto quello che Judy le
diceva. Aveva ragione. Doveva parlare con suo padre. Le
avrebbe detto lui cosa fare. Come sempre.
Ogni volta che arrivava al bordo del tappeto orientale
nell'ufficio del direttore dell'albergo, Eliot dava un calcio
233
 violento alla frangia, con le sue belle scarpe fatte su
misura di morbida pelle di capretto. Perch diavolo
stavi parlando con quella donna? tuon.
Tutta assorta nel ridipingersi le labbra, Sinclare disse:
'on so, attraverso la O perfetta della sua bocca.
'on so, la scimmiott Eliot. Dovresti pur sapere
che quella mi taglierebbe le palle con un rasoio arrugginito!
L'ha gi fatto prima.
Sinclare rimise il cappuccio al bastoncino del rossetto e
lo butt nella borsetta, insieme col portacipria incastonato
di pietre preziose. I due oggetti finirono nel fazzoletto
di Ian. Scendi pure dalla croce, Eliot, disse Sinclare
con calma. Deena  amica mia.
Quella serpe non  amica di nessuno e cerca di non
scordartelo. Eliot si passava il sigaro da un angolo all'altro
della bocca mentre parlava, dando alle parole uno
strano suono ondulato. Ho ragione, Vreen, o no? chiese
rivolgendosi a Ian per aiuto.
Ian li stava ascoltando ormai da dieci minuti e aspettava
solo l'occasione buona per andarsene. Si raschi accuratamente
la gola. Probabilmente Eliot ha ragione, carissima.
Non  nota per essere una persona di cui ci si
possa fidare. Aveva sperato di potere restare fuori da
tutta quella faccenda, ma Eliot aveva voluto che rimanesse
- per avere un pubblico, Ian ne era sicuro. Eliot,
disse cortesemente, secondo me dovrebbe fare una telefonata
a Deena. Chiacchieri un po' con lei dei suoi progetti
per le vacanze, se vuole un consiglio.
Cosa? Le sue vacanze? E che accidenti me ne importa,
delle sue vacanze?
Forse l'offerta del suo appartamento a Charlotte
Amalie potrebbe interessarle.
Niente da fare, Vreen. Non sono il tipo da fare giochetti
del genere. Mi piace vedere le carte sul tavolo,
oppure esco dal gioco. Sto pensando a un altro modo, per
farla rinunciare all'articolo.
Eliot passeggi avanti e indietro sul tappeto un po' di
volte. Non voleva ancora affrontare direttamente Sinclare
con l'informazione che Vreen gli aveva dato fuori della
stanza. Prima voleva avere bene in pugno la situazione.
Senta, Vreen, la ringrazio davvero per il suo aiuto. L'ho
apprezzato molto.
Felice di essersi congedato, Vreen si avvicin al divano
e prese i suoi guanti e la lobbia di lord Maubry. Eliot
pareva sinceramente grato. Strano. Di solito i mariti delle
sue amiche lo odiavano. E in fondo non avevano tutti i
torti: lui conosceva tutti i loro segreti.
Sinclare corse a baciare Ian sulla guancia. Grazie,
tesoro, per il sostegno morale. Posso chiamarti stasera?
Ian esit. Sarebbe stato di certo in auto, diretto a
Winterberry, per il ricevimento di Constance in onore del
Presidente. Connie non aveva nemmeno preso in considerazione
l'idea di invitare gli Ives. Meglio non parlarne,
ora. Sinclare aveva gi avuto la sua dose di umiliazioni,
per quel giorno.
Provaci, cara, ma temo che sar fuori. Sorrise e si
avvi alla porta.
Quando Ian arriv nell'atrio, vide Jan in piedi davanti
all'ingresso principale, insieme con la bella moglie del
senatore Lowry.
Buon giorno, signore, esord con caricata galanteria,
descrivendo un arco nell'aria con la sua lobbia. Ci siamo
divertite?
Pi di quanto sia sopportabile in un giorno, disse
Judy, tenendo Jan per un gomito.
Ian not una limousine nera con targa ufficiale del
governo ferma all'angolo.
Posso dare un passaggio a qualcuno di voi? chiese
Jan, mentre uscivano dalle porte girevoli. Potremmo
sfruttare il nostro denaro delle tasse.
Ian esit. Connie aveva la Rolls. Aveva raccattato una
sconvolta Mrs. Marblehenny e amica e probabilmente stava
applicando loro compresse fredde sulle tempie febbricitanti.
Un passaggio sulla limousine del Dipartimento
era accettabile, come mezzo di trasporto.
Grazie, Jan. Io salto su un taxi, rispose Judy. Sono
gi in ritardo per andare a ritirare il mio abito per stasera.
A sentire parlare della festa di Connie, Jan si accasci.
Maledizione, non ho nemmeno pensato cosa mettere
stasera. Tu sei in lungo o in corto?
Lungo, naturalmente, cara. Tua zia non si aspetta
niente di meno, rispose Judy, facendo cenno al portiere
per un taxi.
Grazie, Judy. Adesso, oltre a tutto il resto, ho anche
una crisi di abbigliamento. Jan fece cenno a Ian di salire
in macchina, mentre l'autista teneva pazientemente aperta
la portiera.
I tre si scambiarono saluti e baci, dopo di che Jan e Ian
scivolarono nella scura eleganza dell'enorme auto di protocollo.
Quando la limousine si avvi nel traffico della Sedicesima
Street, Jan si rivolse a Ian senza guardarlo in faccia.
Ho bisogno di parlarti, caro.
S?
Gir il viso verso di lui. Ian rimase sbalordito. Jan
aveva sempre avuto l'aspetto d'una dolce ragazzina.
Adesso invece il suo mento era duro e la sua voce energica.
Vado da pap. Devo prendere una decisione.
Jan si appoggi al lussuoso schienale e premette il
bottone per abbassare il vetro interno divisorio. David,
per favore, mi lasci da mio padre, poi prosegua e accompagni
Mr. Vreen dove desidera andare.
L'autista alz la mano, per dire che aveva capito, e Jan
fece risalire il vetro divisorio. Poteva anche inalberare
un'aria di calma determinazione per Judy e per Ian, ma
dentro di s era agitatissima. Negli ultimi cinque minuti
aveva capito cosa provava veramente: eccitazione.
Ecco perch Washington eccitava tanto la gente!
Quando il potere chiama, tutti, eccetto la gente emotivamente
sorda, lo seguono, qualunque prezzo costi alle loro
comodit e alla loro vita. Lei voleva che Mark diventasse
capo di gabinetto. Voleva che avesse tutto quello che
contava. Ed era sicura che se gli avvenimenti non li
avessero incalzati cos precipitosamente, se avessero potuto
fare come diceva Judy, cio andarsene a letto con
una bottiglia di vino, avrebbe scoperto che anche Mark
desiderava quel posto almeno quanto lei.
Suo padre conosceva le intricate vie del potere. Non
vedeva l'ora di parlare con lui. Sapeva che le brillavano
gli occhi. Tutto il suo corpo era vivo, scattante.
Quando la limousine imbocc il sottopassaggio di Dupont
Circle, Ian tamburell le dita sul ginocchio. Sto
ancora aspettando, cinguett.
Jan si gir verso di lui. Scusami, amore. Stavo solo
cercando il modo di dirlo.
Non lo sapremo mai, se non ci provi, scherz lui.
Okay. Bene, sto andando da mio padre a chiedergli di
fare avere a Mark il posto di capo gabinetto.
Pam! esclam Ian battendosi il palmo aperto sulla
fronte. Ecco come si fa la storia!
Non sto scherzando.
Ci credo. Non t'avevo pi vista cos da quando hai
portato Mark a casa per farlo conoscere alla famiglia.
Jan rise, ricordando quel week-end. Era cos evidente?
Non lo sarebbe stato, se a un certo punto gli avessi
lasciato andare la mano.
Ian, finiscila.
Almeno quel tanto da permettergli di cenare, ridacchi.
Ero cos innamorata, disse lei piano. Avevo paura
che lui scappasse via.
Be', non l'ha fatto ed evidentemente tu sei ancora
innamorata, altrimenti non saremmo qui, ora, non  vero?
Vero.
Cosa pensi dir l'ambasciatore?
Sono sicura che avr qualche idea.
Gliene avevi mai parlato?
No, col funerale e tutto il resto, non ne ho avuto
proprio la possibilit. Gli ho parlato l'altra mattina, ma
ero cos arrabbiata che non gli ho detto niente, di questa
faccenda. E poi, ancora non ero sicura di volerlo, allora.
Ora invece lo sei?
Maledettamente sicura.
E se lui avesse in mente un altro candidato?
Non essere cos cinico, Ian Vreen, lo riprover lei.
Pap mi adora. Far qualsiasi cosa, per aiutarmi.


Capitolo 37.

Gioved - ore 14,30
Kalorama Road.
Non c'era bisogno di telefonare prima. Jan sapeva che
suo padre era sempre a casa, nel pomeriggio, a trafficare
coi suoi cinque telefoni, i computer e il telex.
Era difficile che Jan lo andasse a trovare in quella tetra
casa a quattro piani. Non l'aveva mai considerata la sua
vera casa. Lei aveva sempre preferito l'allegria e le
comodit della casa di zia Connie a Georgetown, oppure
la fattoria di Winterberry. Da quando si era sposata,
aveva pi che mai evitato di andare in collina, come
diceva suo padre. Quel posto aveva un che di minaccioso,
di cattivo augurio. Per la maggior parte le stanze
erano chiuse e tutta quell'aria di mistero metteva Jan a
disagio.
Quando la limousine si ferm in Kalorama Road, Jan
strizz la spalla di Ian e gli disse: Augurami buona
fortuna.
Tutta la fortuna del mondo, fiorellino mio. Mi racconterai
tutto stasera. Vieni, non  vero? In lungo o in
corto che sia.
Certo, che verr. Per festeggiare, spero. Non dire
niente a zia Constance, d'accordo?  un segreto fra noi
due.
Stava per premere una seconda volta il campanello,
quando Mrs. Crackney le sorrise dalla fessura della porta.
Salve, Miss Jan, salut vivacemente. Non posso credere
che sia lei.
Salve, Mrs. Crackney. Mio padre c'?
Naturalmente.  di sopra al telefono. Entri! Entri!
Sar felicissimo di vederla, gorgheggi Mrs. Crackney.
Jan si domand quali fossero in realt i compiti di Mrs.
Crackney. Suo padre mangiava al club. E di certo lei non
faceva le pulizie, pens Jan, notando la polvere sul tavolo
in anticamera e una pianta, morta da un pezzo, abbandonata
in un canto.
Gli dico che lei  qui, si offr la governante, avviandosi
per le scale.
Non si disturbi, la prego, disse Jan. Vado di sopra
direttamente e gli faccio una sorpresa.
Mrs. Crackney parve sollevata.
Buck Sumner aveva il suo centro operativo sul retro del
secondo piano. La grande stanza rivestita a pannelli guardava
su un giardino fitto di vegetazione.
Jan sal l'ampia scala: i suoi passi erano attutiti dalla
passatoia logora che copriva i gradini. Al pianerottolo del
secondo piano c'era l'unico punto luminoso della casa.
La piccola nicchia davanti all'ufficio di suo padre era la
postazione di battaglia della sua fedele segretaria, Belle
Auslander. Il posto era molto bene illuminato. Sul davanzale
della finestra, dietro l'antica scrivania, era posato un
vaso di lacca con due giunchiglie, provenienti dal balcone
fiorito della casa di Belle. La foderina di plastica sulla
macchina per scrivere indicava che Belle era in giro per
commissioni.
Jan si ferm. Sull'angolo della scrivania, vicino al sofisticato
apparecchio con cui Belle registrava e monitorava
tutte le telefonate di suo padre, c'era una cornice d'argento
con una foto di Jan in tocco e toga, con un braccio
intorno alle spalle di Belle. Jan sent un moto di riconoscenza
per tutti i bigliettini d'auguri, le lettere d'incoraggiamento
e i regali che in tutti quegli anni aveva ricevuto,
da parte di Buck, ma sempre scritti con la bella calligrafia
di Belle. Jan si ripromise di essere per lei un'amica migliore.
Sentiva la voce attutita di suo padre, che parlava al
telefono. Poi sent riagganciare il ricevitore e il clic del
registratore che si fermava. Buss piano alla porta. Pap,
sono io, disse. Posso entrare?
Era seduto al suo enorme tavolo da lavoro, coi piedi
appoggiati su un mucchio di giornali. Buck Sumner scatt
subito in piedi. Fece una lunga pausa, che stup Jan,
come se fosse completamente assorto nei suoi pensieri.
Poi fece vivacemente il giro del tavolo, con le braccia
spalancate, Jan spar nell'abbraccio e lui la strinse forte,
finch lei ridacchiando non lo preg di lasciarla respirare.
Ehil, che bella sorpresa! tuon Buck col suo vocione.
Jan si sedette sulla sedia Hitchcock, stile ottocento
americano, con il marchio di Harvard sullo schienale.
Hai uno splendido aspetto, esclam Jan, osservando il
blazer doppio petto, completo dell'antico stemma dei
Cavalieri di Malta e i bottoni d'ottone fatti su ordinazione.
La camicia era d'un bianco abbagliante e la cravatta a
righe grige e blu. Jan era abituata a vederlo in camicia col
collo aperto e un morbido cardigan di Henry Higgins.
A sessant'anni suonati, suo padre era ancora uno dei
pi begli uomini che conoscesse. Ricord come le si
arrestava il cuore dalla gioia quando lo vedeva avanzare
verso di lei, a scuola, attraversando a lunghi passi il prato,
con le code del frac e la sciarpa che gli svolazzavano
dietro. I capelli, che in giovent erano nero antracite, ora
erano d'argento. Nemmeno un filo della sua chioma aveva
ancora disertato la bella attaccatura alla Gary Grant.
Anzi, se possibile, la sua capigliatura era pi folta e
rigogliosa che mai.
Sentendosi complimentare, Buck si allacci il blazer e
raddrizz le spalle. Molte grazie, mia cara. Mi dispiace
di non essere potuto venire alla funzione per Barry. Ma
avevo un appuntamento per colazione, che non ho potuto
annullare, disse tornando dietro la scrivania e sedendosi.
Bene, dimmi come  andato il ricevimento. Ho sentito
delle voci a proposito di un diverbio tra la moglie di
Ives e Caroline Riggs. Come  andata, esattamente?
Una tempesta in un bicchier d'acqua. Finir presto
nel dimenticatoio.
Dici? replic lui, sollevando le sopracciglia scure.
Forse le signore sono un po' nervose per via della faccenda
del capo di gabinetto. Sorrise. Allora, a cosa
devo l'onore di questa visita? chiese pomposamente.
Jan si sistem sulla sedia, in modo da essere perfettamente
eretta con la schiena.  appunto per la faccenda
del capo di gabinetto, annunci, disegnando con le dita
delle virgolette nell'aria.
Devo dire che in un certo senso non sono sorpreso.
Pap... ho bisogno del tuo aiuto.
Mio? chiese lui, troppo innocentemente.
Be', ultimamente siamo stati parecchio sotto stress e
credo sia dovuto soprattutto al fatto che Mark  stato
indicato come probabile candidato a quel posto. Devo
dargli una mano. So che lui lo desidera. Vorrei il tuo
parere per elaborare una strategia. Forse, tanto per cominciare,
potresti mettere una buona parola per lui, col
Presidente.
Capisco, disse Buck, allungando la mano verso una
pipa di schiuma di mare, allineata insieme a molte altre
su una rastrelliera accanto al telefono. E diede inizio al
complicato cerimoniale di caricare la pipa da una scatoletta
di ottone posata sul davanzale della finestra, pigiare
il tabacco e accenderla varie volte, prima che prendesse
veramente. Jan sapeva per annosa esperienza che si trattava
di un espediente per prendere tempo.
Aspett pazientemente. Capiva che suo padre non
condivideva il suo entusiasmo.
Se dovessi valutare le probabilit del tuo Mark, direi
che non sono molto buone, disse infine Sumner, attraverso
una nuvola di fumo azzurrino. Direi che  il
candidato di riserva, se gli altri due vengono meno.
Questa opinione si basa su qualcos'altro che non sia
semplice istinto?
No, non proprio.
Ma faresti una telefonata per Mark?
L'ambasciatore ridacchi. Temo che tu stia sopravvalutando
la mia influenza, Janet.
No, non credo, ribatt lei con fermezza. E non
credo che lo faccia nemmeno il Presidente.
L'ambasciatore tir un'altra boccata dalla pipa. Jan
non avrebbe saputo dire dalla sua espressione cosa stesse
pensando. Ti ammiro molto, per essere venuta qui a
perorare la causa di Mark, Jan, ma temo di non poterti
approvare. Non posso fare quello che tu mi stai chiedendo.
Sulle prime Jan credette di non avere sentito bene.
Forse non c'era nessun non prima del posso e le
parole gli erano uscite un po' confuse per via della pipa in
bocca. Prego? disse.
Ho detto che non posso farlo.
Che cosa? Chiamare il Presidente?
Il Presidente posso chiamarlo quando voglio, giorno e
notte.
Allora intendi dire che non vuoi dare il tuo aiuto a tuo
genero, disse lei, cercando di dominare la rabbia.
 quello che sto dicendo, ma non per le ragioni che
tu puoi pensare.
Pap, replic Jan , cercando di mantenere la voce
sotto controllo, non vuoi che Mark sia il prossimo capo
di gabinetto? Non capisco.
Ora avrebbe voluto non essere mai venuta da suo
padre. Non solo non aveva nessuna intenzione di aiutarla,
ma stava anche per attaccare qualche sgradevole
lezione sull'argomento. Qualsiasi fossero le sue ragioni,
Jan non aveva nessuna voglia di starle a sentire, ma
sapeva che era troppo tardi.
Jan, ho avuto delle informazioni, di cui speravo non
doverti parlare. Credo dovresti sapere, se gi non ne eri
al corrente, che c' stata un'indagine sulla morte di
Bradford Barry.
Ho visto qualcosa del genere sul Post, ma che c'entra
questo con Mark, per l'amor del cielo? chiese con le
guance in fiamme.
Bradford Barry non era solo quando  morto.
Questi sono solo pettegolezzi piccanti, pap, ma non
vedo cosa c'entrino con la carriera di Mark o con la mia
vita, quanto a questo.
Ah, non vedi?
D'accordo, Bradford Barry aveva una relazione. Non
 poi tanto grave, visto che era divorziato.
Lo sguardo di rimprovero di suo padre si fece pi
intenso. Mia cara ragazza, non avrei voluto parlarne
cos presto, ma visto che sei qui, devo dirti che la
faccenda  imbarazzante per me quanto deve esserlo per
te.
Perch non mi dici cosa ti mette in imbarazzo, cos
forse potr aiutarti? sugger lei con tono di caricata
pazienza.
Suo padre appoggi la pipa sul posacenere di cristallo
col sigillo presidenziale. Ne aveva un'intera collezione,
di una serie di presidenti. Poi incroci le braccia e la
guard diritto in viso. Jan, hai avuto il mio messaggio a
proposito del braccialetto di diamanti, che ti ho regalato
per il fidanzamento con Mark?
S, e deve esserci uno sbaglio, perch non l'ho perso.
 il mio gioiello pi prezioso ed  al sicuro, a casa.
Quando l'hai messo l'ultima volta?
Lei cerc di riflettere nella confusione che tutte quelle
domande le creavano in testa. Non lo so. Lo metto solo
nelle occasioni importanti. Credo che l'ultima volta sia
stato in gennaio, al ballo inaugurale. Perch me lo chiedi?
Buck Sumner fece ruotare la sedia, guardandosi le dita.
Poi rimase con lo sguardo fisso fuori della polverosa
finestra per un po', quindi si gir e guard di nuovo Jan.
L'FBI ha trovato il tuo braccialetto nello scarico della
doccia nella suite dove Barry  morto.
Il mio braccialetto! E come diavolo fanno a sapere
che  proprio il mio?
Hanno controllato nelle gioiellerie della citt.  la
routine, in questi casi. E hanno scoperto che proveniva
dal negozio di Charles Ernest, il gioielliere da cui l'ho
fatto fare. Jan,  il tuo, senza alcun dubbio. Puoi quindi
immaginare come mi sono sentito, quando l'FBI mi ha
chiamato per darmi questa notizia.
Sono sicura che deve esserci una semplice spiegazione,
pap. Controller nel mio cofanetto dei gioielli. Pu
darsi che io l'abbia perso. Ma potrebbero anche avermelo
rubato.
Possibile, ma non plausibile, comment lui. Teneva
gli occhi fissi in quelli della figlia. Erano scuri e gelidi,
come Jan non li aveva mai visti. Jan, devo farti una
domanda. Eri con Bradford Barry, quando lui  morto?
Jan avrebbe voluto ridere, unirsi allo scherzo, ma quando
vide la sua espressione, cap che suo padre non stava
scherzando affatto. Tu... tu non penserai davvero che io
fossi con lui?
Buck aspett a lungo, prima di rispondere. Tutto 
possibile, con le donne, Jan.
Jan rimase a bocca aperta. Allora tu pensi che sia
vero! Pap, come puoi dirmi una cosa simile? Lacrime
cocenti le spuntarono negli occhi.
Capisco perch stai perorando la causa di Mark. Deve
esserci una buona dose di senso di colpa, in tutto questo.
Si chin a versarsi un po' di whisky in un bicchiere
vuoto, senza offrirne alla figlia.
Nella luce frazionata delle finestre a riquadri, Buck non
sembrava pi l'elegante, influente ambasciatore. Quell'uomo
che la stava accusando di adulterio, e forse addirittura
di omicidio, per quanto lei ne sapeva, era un
pericoloso estraneo, un nemico che Jan quasi non conosceva.
Aveva sempre pensato che, poich le dava tante
cose materiali, lui la adorasse. Ma in realt era Belle, che
comperava i regali con la carta di credito di Buck. Era
stata Belle a presenziare al suo diploma di laurea. L'ambasciatore
era a Saigon e le aveva mandato un telegramma
di congratulazioni. Erano state Belle e zia Constance a
organizzare le sue nozze e a piangere quando lei e Mark
erano partiti per la luna di miele. Una semplice richiesta
d'aiuto s'era tramutata in un vero incubo.
Buck bevve una lunga sorsata di whisky. Tu almeno
sei un gradino pi su di tua madre. Lei non credo abbia
mai sentito il minimo rimorso.
Mia madre? Non posso crederlo! Non l'hai mai pi
nominata, da quando ero una bambina.
Una vena sporgente gli pulsava su un lato della fronte,
mentre evitava lo sguardo della figlia. L'esperienza insegna
che la mela non cade mai troppo lontano dall'albero.
Jan afferr la borsetta e si alz. Mi dispiace. Non so
come, ma non stiamo comunicando. Ti ho chiesto aiuto.
E tu non solo me lo hai negato, ma mi accusi di qualcosa
che non ho fatto e mi parli di una madre che quasi non
ricordo. Non conoscevo quasi Bradford Barry. E non so
cosa ci facesse il mio braccialetto nella vasca da bagno
della sua stanza. Le uniche cose che so di mia madre, le
ho lette nei vecchi ritagli di stampa, nella biblioteca della
scuola, quando avevo dodici anni.
Si volt verso la porta, cercando a tutti i costi di
ricacciare le lacrime. La nostra conversazione  finita.
Non ti credo, come non credevo a tua madre. Le sue
parole erano fredde e minacciose.
Jan tremava di rabbia mentre si precipitava gi dalle
scale e usciva in strada. Quel bastardo. A ogni colpo di
tacco delle sue scarpine sull'asfalto del marciapiede, le
parole le martellavano in testa.
Braccialetto.
Tua madre.
Non ti credo.
Quasi non si accorse di un taxi che si fermava stridendo
al suo segnale, all'angolo di Connecticut Avenue.
Dove andiamo, signorina? le chiese l'autista, mentre
lei si gettava sul sedile posteriore e chiudeva con forza
la portiera.
Dove? si stup lei come destandosi da un sogno. Era
ferita e confusa. I pensieri le turbinavano per la testa,
mentre cercava a fatica di riordinarli.
Eh, s, signora. Quando si fa segno a un taxi, in
genere  perch si vuole andare da qualche parte.
S... s... mi porti a casa di mia zia. Le guance erano
in fiamme.
L'autista le parl con voce calma, col tono che di solito
si usa coi minorati mentali. D'accordo. Adesso per mi
dia l'indirizzo di sua zia, signora. L'ho dimenticato.


Capitolo 38.

Gioved - ore 14,30
Il Forte, Foxhall Road.
Caroline teneva un occhio sulla strada e uno sul tachimetro.
Le pattuglie della polizia in Massachusetts Avenue
erano particolarmente vigili, a quell'ora del giorno.
Pazza puttana, mugugn, sbirciando le macchie ormai
asciutte sulla sua gonna. Di tutti gli insulti mondani
che aveva subito nel corso della sua scalata alla citt di
Washington, quello era stato il peggiore.
Adesso era contenta che Dalton avesse avuto un inderogabile
impegno fuori citt, che gli aveva impedito di
presenziare al servizio funebre e al ricevimento. Quella
scenata non gli avrebbe fatto certo piacere. In altri tempi
Dalton avrebbe affrontato il marito di quella puttana da
bordello e lo avrebbe invitato a incontrarsi fuori. Gi
se li immaginava, tutt'e due con le spade sguainate, sopra
un nebbioso promontorio sul Potomac.
Si chiese quanto tempo ci sarebbe voluto perch la
storia arrivasse fino alle orecchie di Dalton. Di certo
avrebbe conteso il primato del pettegolezzo alla faccenda
del capo di gabinetto quella sera, al ricevimento di
Connie.
Dalton le aveva promesso che sarebbe stato al club per
le quattro e mezzo, e che da l sarebbero partiti insieme
per Winterberry. Ma quante volte aveva sentito promesse
del genere?
Allent il piede sull'acceleratore e rallent, mentre la
piccola Mercedes imboccava il ripido vialetto di casa.
Non erano ancora le tre. Giusto il tempo di farsi uno
shampoo e lavarsi via quella schifezza appiccicosa che
Sinclare le aveva gettato sui capelli, e poi fare un pisolino.
Il telefono squillava, quando Caroline apr la porta
d'ingresso. Ci sono solo per Dalton, Rosa, grid. Si
ferm ai piedi della scala. Rosa era al telefono in anticamera
e con una mano copriva il microfono. Se chiama
qualcuno della stampa, digli che Mrs. Ives  solo una
parrucchiera frustrata, disse Caroline e si avvi su per la
scala, senza stare nemmeno a sentire chi chiamava. Si
tolse gli abiti e li lasci sul letto, perch Manuel li portasse
in tintoria.
Negli ultimi tre giorni aveva avuto modo di riflettere
sui suoi sentimenti per quanto riguardava il futuro di
Dalton. Se c'era ancora bisogno di qualcosa che potesse
convincerla a volere il posto di capo gabinetto per suo
marito, era proprio la scenata di poco prima. Se Sinclare
avesse osato quella prodezza con la moglie del pi intimo
collaboratore del Presidente, sarebbe stata querelata.
Non provava il minimo rimorso per averle dato implicitamente
della puttana. Era anche peggio. Era una puttana
matta. Nessuno di mente sana in citt avrebbe potuto
non essere d'accordo.
And sotto la doccia e si lasci piovere il getto d'acqua
fredda sulla nuca, allentando la tensione che aveva accumulato.
Aveva bisogno di un drink.
Usc dalla doccia e si infil un enorme accappatoio di
spugna. Odorava del dopobarba di Dalton. Come le mancava,
Dalton. La casa era silenziosa, a parte il sommesso
chiacchierio del teleromanzo che Rosa stava guardando
alla televisione in cucina.
Quando entr in biblioteca, una ventata d'aria fresca
dalle portefinestre del terrazzo le raffredd il viso e i
capelli bagnati. Si avvicin al vassoio dei liquori e si vers
tre dita di vodka in un bicchiere da brandy. Meglio non
attirare l'attenzione di Manuel, chiedendogli del ghiaccio.
Avrebbe potuto dire qualcosa a Dalton. Non che
Dalton le parlasse del fatto che lei beveva troppo. Ma lei
riconosceva quel suo sguardo in tralice, quel suo sorrisetto
di disapprovazione in direzione del bicchiere che lei
teneva in mano, quando erano a qualche ricevimento o
quando lei si avvicinava troppo spesso al vassoio dei
liquori.
Si congratul con se stessa per la sua astuzia. Sapeva
come farsi un paio di bicchierini prima che Dalton tornasse
a casa. Poi, davanti a lui, rifiutava di bere finch lui
non era almeno al secondo. L'inventore della vodka,
chiunque fosse, era un genio. Bastava un po' di dentifricio
e spariva ogni traccia.

 Capitolo 39.

Gioved - ore 15
Casa Maubry, Georgetown.
Jan aveva disperatamente bisogno di parlare con zia Connie.
Mentre il taxi che aveva preso vicino a casa di suo
padre imboccava la Wisconsin Avenue, Jan si infil le
mani sotto le cosce, per controllare il tremito. Sentiva il
dolore sordo dell'emicrania partirle da sopra gli occhi.
Non aveva pi avuto l'emicrania dal giorno in cui aveva
presentato Mark a suo padre.
Che fosse impazzito tutto il mondo? Come poteva suo
padre credere che lei avesse avuto una relazione con
Bradford Barry? Ma la cosa pi inquietante erano state le
strane, sinistre parole su sua madre, un argomento cos
represso e proibito, che lei non aveva mai nemmeno visto
una sua fotografia. Aveva solo l'immagine d'una squisita
giovane donna con un abito da sera di velluto rosso che
scendeva una grande scalinata. Aveva sempre pensato
che sua madre fosse morta e che l'argomento fosse troppo
doloroso per parlarne.
Si rese conto che era stata ingannata per omissione, da
sempre. L'informazione su sua madre non era stata rimaneggiata,
cambiata o ricamata, ma deliberatamente taciuta.
Cerc di ricordare a quanti anni aveva smesso di fare
domande. In qualche modo aveva capito che era meglio
non chiedere, non rischiare la censura, gli sguardi gelidi
di disapprovazione.
Aveva fatto blocco.
Cara zia Connie. In tutti quegli anni aveva mantenuto
la parola, non menzionando mai sua madre o quelli che
erano stati evidentemente i brutti tempi. Ma per lealt a
chi? Al padre di Jan? Certo non per amore di Janine
Sumner.
E cos'era quella storia pazzesca a proposito del suo
braccialetto di diamanti? Era stata cos felice, quando suo
padre glielo aveva regalato, in parte perch era un pezzo
unico, disegnato apposta per lei da suo padre, ma soprattutto
perch era il segno che suo padre accettava il suo
matrimonio con Mark. Quel braccialetto era qualcosa di
prezioso da suo padre a lei. Lo portava raramente proprio
perch temeva di perderlo. L'aveva messo la sera del
ballo inaugurale per fargli piacere. Zia Connie prima del
ballo aveva offerto uno spettacoloso rinfresco, al quale
erano presenti anche il nuovo Presidente e la First Lady.
Era stata la serata pi scintillante che Jan ricordasse e
quella sera aveva anche bevuto parecchio champagne.
Lei e Mark erano tornati a casa solo all'alba e s'erano
buttati sul letto ancora con gli abiti da sera addosso. Che
lo avesse perso? Era possibile? I suoi nervi erano tutti un
groviglio e la mente completamente vuota.
Quando il taxi gir nella via di zia Constance, vide Ian
chino sul baule della Rolls. Stava cercando di fare entrare
quattro grossi cesti di vimini nello spazio gi quasi
tutto occupato da due casse di Meursault 1933 e
Chassagne-Montrachet 1985, che Connie aveva ordinato espressamente
per il Presidente. Ian indossava il completo tipo
presidente della repubblica di banana che usava per le
sue gite in campagna.
Jan guard il tassametro, gett cinque dollari sul sedile
anteriore del taxi, chiuse la portiera e, sperando che Ian
non la vedesse, corse su per i gradini d'ingresso. Non
aveva voglia di dare spiegazioni.
La porta era aperta e Jan rimase per un attimo ferma
nell'atrio, in ascolto. Liza e Libby, i due cagnolini di
Constance, percepirono una presenza estranea. Jan li sentiva
abbaiare al secondo piano. Mentre saliva le scale, i
due cagnetti le corsero incontro, felici di vedere un viso
familiare.
Chi ? trill la voce di Constance al piano superiore.
Sono io, zia Connie. Posso salire? grid Jan, salendo
le scale. Il chiasso dei cani le imped di sentire la risposta.
Buss piano allo stipite della camera da letto di
Constance. Entra, disse la voce attutita della zia, da
qualche parte della stanza.
Appena entrata, Jan vide la donna immersa nel grande
armadio a muro. C'erano abiti sparsi per tutta la
camera e altri le stavano svolazzando sulle spalle, per
atterrare sul tappeto Aubusson, evitando d'un pelo i
cani che correvano freneticamente in tondo.
Qualcuno s' fatto male? chiese Jan, raccogliendo
da terra un boa di aigrette color lavanda e appendendolo
alla testata del letto. Sembra che in questa stanza
sia esplosa una bomba.
Constance si raddrizz e si volt. Jan, tesoro, cosa ci
fai, qui? Vieni con noi? Ian non me l'aveva detto. Che
bellezza!
Jan si sedette ai piedi del letto di Connie, adorno di
drappeggi e di festoni. Zia Connie, so che non  il
momento, col tuo grande ricevimento di stasera, ma ho
assolutamente bisogno di parlarti.
Un'ombra di preoccupazione incrin la fronte perfetta
di Connie. Ma certo, cara. Non mi ero resa conto
che facesse gi cos caldo. Non ho niente da mettermi.
Che te ne pare di questo? E le mostr un Lily Pulitzer,
di lino color pesca, che aveva conosciuto tempi migliori.
No, suppongo che sia troppo vistoso, e lo gett da
una parte. Non so proprio cosa mi abbia preso,
quando ho deciso che doveva essere una festa di gala.
Connie?
Oh, e questo? Afferr un porta abiti dove era appeso
un lungo Galanos a perline e lo tese verso Jan.
L'avevo comperato per un gal di Nancy alla Casa
Bianca. Sai cara, mi piaceva molto Nancy, ma  colpa
sua se ora ci si veste tutti in modo troppo caricato. Se
lo appoggi davanti e and a guardarsi nella grande
specchiera. No, no, troppo elegante. Sai, in un certo
senso sono contenta che i Reagan se ne siano andati. In
fondo cercavamo tutte di vestirci pi eleganti di lei e lo
stiamo facendo ancora. Mi sarei dovuta comperare qualcosa
di nuovo.
Constance, per favore! Gli occhi di Jan si riempirono
di lacrime. Ho bisogno di sapere una cosa.
Appena Constance si rese conto dello stato d'animo
di Jan, lasci perdere l'abito e corse vicino a lei, sul letto.
Si sedette accanto a sua nipote e l'abbracci. Tesoro,
perdonami. Stavo cianciando stupidamente. Non avevo
idea che tu fossi turbata. Cosa succede, agnellino mio?
Jan si frug nella tasca della gonna in cerca d'un fazzoletto.
Zia Constance, voglio che mi racconti di mia
madre.
Ci fu un silenzio cos assoluto, che Jan alz la testa a
guardare la zia. Connie?
Constance Maubry tolse lentamente il braccio dalle
spalle di Jan e and alla finestra. Rimase l, in piedi, con
la schiena rivolta a Jan e disse: Ho sempre saputo che
questo giorno sarebbe arrivato. Sono solo stupita che ci
sia voluto tanto tempo.
Jan non aveva mai sentito la sua voce cos bassa, le sue
parole cos gravi e ponderate. Scomparsa l'effervescente,
a volte un po' sciocca, ma sempre gran signora che Jan
conosceva. Quando Constance si gir, Jan vide il suo bel
viso trasformato dal dolore e dai ricordi.
Di colpo Jan si sent travolta dal rimorso. Ho il diritto
di sapere, non  vero? La voce di Jan sembrava quasi
implorante. E lo era.
Constance tir un profondo sospiro. Hai tutti i diritti,
Janet. Hai sempre avuto il diritto di sapere. In un folle
momento, tanti anni fa, ho promesso a tuo padre che non
avrei mai parlato.
Lui mi ha parlato di lei poco fa, nel suo ufficio,
spieg Jan. In preda a una furia gelida. Non l'avevo mai
visto cos.
Tuo padre ti ha parlato di tua madre?
Esatto.
Non ci credo. Cos' successo?
Jan raccont alla zia del braccialetto nella suite di
Bradford Barry e dell'accusa di suo padre. Ha detto: "La
mela non cade mai troppo lontana dall'albero", ripet
Jan, tornando a soffiarsi il naso. Poi ha cominciato a
fare paragoni tra me e mia madre, dicendo che lui sapeva
com'erano corrotte le donne, proprio grazie a lei, a mia
madre. Connie, come ha potuto pensare che io potessi
fare una cosa del genere? Sa che adoro Mark. E poi
insinuare qualcosa di osceno a proposito di mia madre.
Jan, sono sbalordita. Cosa ti ha detto in realt di lei?
Niente di preciso. Ero cos sotto choc che non sono
stata capace di chiedergli altre spiegazioni. Connie, cosa
sta succedendo? Mi devi parlare di mia madre. Cosa pu
esserci, di tanto terribile?
Constance si lasci lentamente scivolare sulla poltrona
di cintz e disse: Effettivamente  stato piuttosto terribile,
tesoro.
Le antiche famiglie del Sud, come quella dei Sumner,
non erano del tutto estranee alla follia. Era comune, come
l'amore per i cavalli e il buon bourbon. Se si scuotevano
con una certa energia i loro alberi genealogici, era probabile
che saltasse fuori un fratello, un cugino o qualcun
altro un po' tocco.
Ma quello che accadde a tua madre, continu Connie,
era al di l della comprensione di noi tutti.
Per venticinque anni Constance Sumner Maubry era
stata la depositaria di quell'oscuro segreto di famiglia e
non era passato giorno senza che ne sentisse il peso sulla
coscienza. Buck aveva due anni meno della sorella ed era
l'ultimo erede maschio di una grande e antica famiglia del
Sud, la loro unica speranza per il futuro. Come generazioni
di famiglie di sangue blu della Virginia, anche Buck s'era
laureato alla University of Virginia. Dopo avere passato
due anni molto riservati nel servizio di controspionaggio
dell'esercito, era entrato alla facolt di legge di Harvard,
dove aveva acquisito l'ultima patina di cultura e di stile. Il
suo aspetto molto gradevole e i suoi modi da gentiluomo
lo avevano reso assai popolare tra le belle signore e ce ne
furono molte nella sua giovinezza, desiderate per un po' e
poi ben presto scartate. Buck aveva ormai trentacinque
anni e la sua famiglia disperava di vederlo accasato.
Dopo la laurea in legge aveva lavorato per quelli che
venivano generalmente chiamati servizi speciali. In
realt lavorava per il ristrettissimo gruppo che aveva dato
inizio a quella che sarebbe poi diventata la CIA. Ma, a quei
tempi, nessuno parlava di queste cose. La sua copertura
di diplomatico giustificava i suoi continui viaggi.
Una primavera aveva telefonato alla famiglia da Londra
per annunciare che tornava a casa con una moglie,
una ragazza che aveva incontrato e sposato all'estero. Si
chiamava Janine Stanfield. Sul momento, Buck non aveva
voluto dare altri particolari e i Sumner si erano preparati
a ricevere una persona che avrebbero senz'altro disapprovato.
Come poteva Buck Sumner, che aveva ricevuto
la raffinata educazione del Sud, portare a casa una
straniera?
Ma tutte le resistenze alla nuova moglie di Buck erano
ben presto svanite, Janine Stanfield era la creatura pi
affascinante che avesse mai messo piede a Fauquier County.
Era alta, bionda, con un corpo da indossatrice. Parlava
con quell'accento inglese tanto ammirato, invidiato e imitato
dalla gente bene del Sud. Non parlava mai di se stessa,
ma con fare disarmante chiedeva sempre agli altri di raccontarle
della propria vita. Nel giro d'una settimana, tutti i
maschi della famiglia Sumner e della loro cerchia di amici
erano in estasi per Janine. Le donne ci avevano messo
qualche giorno di pi, ma quando avevano saputo che
Janine sapeva ballare, cavalcare e dare ordini alla servit,
anche loro non parlavano d'altro che di lei. Il fatto poi che
Janine non avesse occhi che per il suo bel marito aveva
finito per conquistare proprio tutti.
Buck Sumner era letteralmente stregato.
Sentendo sbattere la porta d'ingresso, Constance interruppe
il suo racconto e and in cima alle scale. Celia!
chiam. Vuoi dire a Mr. Vreen che tarder un po'? Pu
accompagnarmi pi tardi Tokido, quando avr finito con
la siepe intorno alla piscina.
No, zia Connie, protest Jan.  una festa cos
importante. Non voglio trattenerti. Dentro di s pregava
che zia Connie continuasse il suo racconto, ma sapeva
di essere sconsiderata. Tra poche ore Constance avrebbe
dovuto fare gli onori di casa al party che sarebbe stato
certo l'evento mondano dell'anno. Eppure Jan doveva
sapere.
Constance fece un gesto con la mano, come per scartare
il suo suggerimento, e torn nella stanza. Baster che
sia a Winterberry per le sette. La servit se la cava molto
meglio, se non ci sono io a tormentarla. La Casa Bianca
ha comunicato che il Presidente arriver solo dopo le
otto. Il servizio rinfreschi  ottimo. Non ti preoccupare.
Ne sei sicura?
Constance annu e torn alla sua sedia. Devi ascoltare
tutto questo, Jan.  l'unico modo perch tu possa capire.
Ma prima di andare avanti, devo assolutamente chiederti
una cosa.
Dimmi.
Devi sapere che tua madre...
Constance esit. Si prese fra due dita il setto nasale,
con gli occhi chiusi, come se stesse soffrendo per un forte
dolore. Quello che sto cercando di dirti  che non
abbiamo mai saputo se sia ancora viva o morta.
Non avevo mai pensato che potesse non essere morta,
bisbigli Janet. E se  ancora viva, dov'?
Solo tuo padre lo sa con certezza.
Per favore, continua. Forse, se conoscer tutta la storia,
riuscir a dare un senso a tutto questo.
Constance si adagi sui cuscini della poltrona e ricominci
da dove aveva smesso.
Non aveva mai visto suo fratello comportarsi come
faceva con Janine. Era come un gatto, che si aggirava
inquieto, andava su e gi per la stanza, mai completamente
a suo agio, finch non era anche lei nella stessa
stanza con lui. Se Janine andava in giardino giusto il
tempo di tagliare tre rose, Buck cominciava a vagare per
casa chiamandola. Se lei dormiva fino a tardi, lui tornava
dalla cavalcata mattutina e correva di sopra a controllare
che respirasse ancora.
Le feste erano un incubo. Una volta che aveva capito di
essere stata accettata, Janine era diventata un po' civetta e
questo uccideva letteralmente Buck. Non riusciva a sopportarlo.
Passava la maggior parte del suo tempo a tenerla
d'occhio. Quando le cose andavano oltre la sua sopportazione,
Buck interveniva e la trascinava via. Poi, a casa,
scoppiavano terribili scenate.
Povero Buck, mormor Constance con un sorriso
triste. Non era mai stato innamorato prima d'allora e
perci non era mai stato geloso. Non sapeva proprio
come comportarsi.
Ogni volta che avevano uno scontro, lui poi si sentiva
pieno di rimorsi. Non la finiva pi di farle regali: auto,
pellicce, azioni, anche un appartamento al Kennedy-Warren
in modo che Janine avesse un posto per riposarsi, tra
un ricevimento e l'altro in citt.
E i gioielli! Mia cara, non hai mai visto gioielli simili.
Orecchini di smeraldi perch era marted. Polsini di diamanti
e rubini perch il sole era sorto. Interi cassetti e
casse di gioielli!
Per il loro primo anniversario, le comper una tiara
da sfoggiare per il ballo di Natale a Beaulieu, la tenuta dei
Montgomery vicino a Middleburg. Io ero sposata con un
autentico baronetto inglese, eppure non avevo una tiara.
E tutte quelle belle cose... Connie s'interruppe, scuotendo
la testa. Pi tardi, alla tua nascita, lui le regal le
perle dei Sumner. Ricordo che quella volta provai una
terribile gelosia. Pensavo che spettassero all'unica figlia
femmina della famiglia. Adesso non me ne importa pi. E
poi ora tutte quelle belle cose dovrebbero essere tue.
Ma che fine hanno fatto?
Sparite. Connie si strinse nelle spalle. Quando
Buck scopr tutto, corse nello spogliatoio di Janine quella
notte stessa e port via ogni cosa. Uno stalliere lo vide
andare con una federa in mano a un pozzo abbandonato
vicino alla serra e gettarcela dentro. Erano spariti per
sempre. C' un fiume sotterraneo, che alimenta quel pozzo.
Connie, torna un po' indietro. Quando mio padre ha
scoperto cosa?
Pazienza, cara. Sono una vecchia signora e non ho
mai raccontato questa storia a nessuno, prima d'ora.
Devo mettere tutti i pezzi al posto giusto, perch tu possa
capire e non incolpare troppo tuo padre.
D'accordo, disse Jan, appoggiandosi alla testata imbottita
del letto, a met tra l'inorridita e l'affascinata.
Verso la met degli anni Cinquanta, Buck venne avvicinato
da certe persone che aveva conosciuto ad Harvard.
John Kennedy era in lizza per la nomination democratica
e queste persone volevano che Buck si congedasse dal suo
lavoro e collaborasse con loro. La nostra famiglia era da
sempre democratica, ma detestava i Kennedy. Buck, invece,
no. Come molti, a quel tempo, era completamente
conquistato da Jack Kennedy. Pensava che fosse la speranza
del mondo libero. Non volle dare retta a nessuno di
noi. Cos lasci il suo lavoro al governo e annunci che si
sarebbe unito allo staff della campagna presidenziale di
Kennedy. Mia cara, un cattolico! E con un padre che era
stato contrabbandiere di alcol al tempo del proibizionismo!
E peggio ancora, uno yankee. Per un po' pensai che
Buck sarebbe stato diseredato.
Tu avevi due anni. Tuo padre era impegnatissimo con
la campagna elettorale e viaggiava in continuazione. Tua
madre era a Winterberry e non era affatto contenta
della sua vita. Non era fatta per la vita domestica. Lei
voleva indossare bei vestiti, andare alle feste e nei
ristoranti eleganti in citt e avere il suo uomo al
fianco.
Tu compivi cinque anni la sera in cui Kennedy ebbe
la nomination, ma Buck non c'era. Era a Los Angeles
alla Convention. Credo che quella fu la svolta decisiva
nella vita di tua madre. Cap che non c'era niente che lei
potesse fare che interessasse tuo padre quanto lavorare
per i Kennedy. Appena la sua figura era tornata bella
come prima, aveva cominciato ad andare alle feste a
Washington quando Buck era assente. S'era fatta un
sacco di amici e se qualcuno dava una cena, lei prendeva
e andava. Buck divenne furioso, quando lo venne a
sapere, ma non poteva farci niente.
A quel tempo tua madre e io ci vedevamo molto.
Non andavo molto d'accordo con lord Maubry e la
compagnia di Janine mi faceva piacere. Avevamo una
villa a Cap d'Antibes, allora. Buck andava e veniva
dall'America Latina. Allora non lo sapevamo, ma era
coinvolto nella faccenda della Baia dei Porci. Non aveva
tempo per lei e neanche per te, quanto a questo. Cos lei
ti lasci coi Munsons alla fattoria e se ne venne con me
nel sud della Francia. L si lasciava veramente andare,
recitava la sua parte da lady Brett Ashley, ballava sui
tavolini dei caff, beveva Calvados dalla bottiglia. Non
portava reggiseno, cosa che a quei tempi sembrava fuori
del mondo. Dopo una settimana al sole, era cos bella
da bloccare il traffico, quando passava.
Ma ben presto la gente cominci a chiacchierare.
Venni cos a sapere che prima di sposare Buck aveva
una certa fama tra i ricchi sfaccendati di Londra, che
erano poi stati coinvolti nello scandalo Profumo. In un
certo senso Janine aveva ingannato la famiglia, semplicemente
non parlando di se stessa. In Buck s'era trovata
un ricco ragazzo del Sud e se l'era sposato. Io tenevo la
bocca chiusa e pregavo che Buck non scoprisse mai niente
e non mi accusasse di non averglielo detto.
Quell'estate, Janine si mise con della gente di Hollywood
davvero un po' dissoluta. C'era Ava Gardner, i
Peck, Gable, il fior fiore di Hollywood e tutti quei tipi che
stanno sempre intorno alla gente famosa. Alcuni amici di
Peter e Pat Lawford la invitarono a Palm Springs e lei
salt subito sul primo aereo. Fu l che lo incontr e
cominciarono i guai grossi.
Incontr chi, zia Connie? Jan era sbalordita e affascinata
da quello che sentiva.
Il presidente Kennedy. Mi hanno detto che il romanzetto
cominci subito.
Oddio, sussurr Jan. Povero pap!
Esatto, annu Constance. A quei tempi nessuno
credeva che il Presidente degli Stati Uniti fosse un donnaiolo,
che avesse continuamente delle relazioni. Non quel
bel ragazzone cattolico, con una moglie e dei bambini
stupendi. Era impensabile. Oh, certa gente bene introdotta
della stampa lo sapeva, ma lo proteggevano. Credo che
la loro protezione non facesse che renderlo pi audace. Mi
hanno detto che il suo staff passava la maggior parte del
tempo col fiato sospeso a cercare di coprire tutte le sue
avventurette. Harold McMillan una volta disse che John
Kennedy passava met del suo tempo a parlare di avventure
extraconiugali e l'altra met a tirare fuori idee di seconda
mano. Peccato che non l'abbiano pubblicato, quando lo
disse. Ma a quel tempo, chiunque fosse un Kennedy era
intoccabile, come fosse di famiglia reale.
Bene, Janine venne travolta da tutto questo e non
aveva nessuno con cui parlarne oltre a me. Io tacevo su
tutta la faccenda e ne ero spaventata a morte. Poi venni a
sapere che il Presidente aveva comperato quello squallido
posto vicino a Winterberry, perch, diceva lui, cos Jackie
avrebbe potuto montare i suoi cavalli e, scoprii poi, lui
poteva sgattaiolare via alla chetichella per trovarsi con
Janine.
Tuo padre lo scopr. Fu la cosa pi terribile che
potesse capitare a un uomo. Adorava Kennedy e naturalmente
era pazzo di tua madre. Quel tradimento alla fine
divent troppo, per lui. Si precipit a Winterberry nel
cuore della notte, per farla finita con Janine. Non ce la
faceva pi a sopportare quella situazione. Janine mi telefon
qui a casa, in preda a una crisi isterica... Si vede che
quella settimana Tookie ed io non eravamo in fase di
bisticci, perch ricordo che ci precipitammo insieme in
macchina alla fattoria alle tre del mattino. La cosa che io
temevo di pi era che Buck potesse dar fuori di matto e
chiamare la stampa. Non che lo avrebbero comunque
pubblicato, bada.
Quando arrivammo alla fattoria, trovammo che Janine
s'era chiusa a chiave nella cantina. Fu quella notte che
Buck gett via tutti i suoi gioielli.
Per tuo padre era una specie di doppio tradimento.
Politicamente era andato in campo nemico ed aiutare a
fare eleggere un uomo, che poi gli aveva rubato la moglie.
E io dov'ero, mentre accadeva tutto questo?
Tranquillamente addormentata nella nursery al terzo
piano.
Capisco, comment Jan.
Buck si infuri e strepit fin quasi al mattino seguente.
Noi non potevamo fare altro che stare seduti in biblioteca
e lasciarlo sfogare. Devo dire che Tookie fu molto
sgradevole. Disse qualcosa come chi va a letto coi cani si
alza con le pulci', alludendo al fatto che Buck s'era messo
coi Kennedy. Tuo padre si rendeva conto di essere inerme,
di non potere reagire. Se avesse affrontato Kennedy,
lui avrebbe negato tutto. Buck sapeva che nessuno avrebbe
mai potuto credere una storia del genere. Sua moglie e
il Presidente! Avrebbero pensato che fosse qualche ricatto
per infangare la figura di Kennedy.
Alla fine le cose si appianarono, una specie di tregua
armata, un po' per te e un po' per il lavoro di Buck. Tua
madre smise di vedere Kennedy e per qualche settimana
rimase quasi sempre a casa. Poi ci fu il grande ricevimento,
che davamo tutti gli anni a Natale. Non ti ricordi
niente, di quella festa, Jan? Quello che accadde fu talmente
spaventoso.
Jan fiss la zia. Io? Connie, io non ricordo assolutamente
niente.  come se mi stessi parlando di due estranei.
Credo che il primo ricordo che ho di mia madre sia di
lei che usciva per andare alle feste, elegantissima nei suoi
begli abiti. Poi pap mi disse che avrebbero divorziato e
venni a vivere a casa tua. E di mia madre non seppi pi
nulla. Avevo capito che era meglio non parlare di lei.
Capivo che la cosa inquietava pap e l'unica cosa che
volevo era che lui mi amasse. Ma ti prego, continua. Cosa
accadde quel Natale?
Se davvero non ricordi, forse farei meglio a tacere.
Sai come si dice, non destare il cane che dorme. La voce
di Constance si spense, mentre i suoi occhi osservavano
attentamente il disegno del tappeto.
Connie, devo sapere. Per favore.
Era il week-end del ricevimento di Natale. Tu andasti
nella stanza di tua madre e la vedesti a letto con mio
marito. Poi scappasti via e i domestici ti ritrovarono solo
il mattino dopo.
Connie! Fu quella volta che finii in ospedale con la
polmonite?
S, credo che fosse polmonite. Stavi terribilmente
male. Eravamo tutti cos preoccupati per te.
Dio, ora comincio a ricordare. Stavo fuori della sua
porta. Udii delle voci! Oddio!  per questo, che sono
corsa via? Deve essere stato spaventoso, per tutti, disse
Jan tristemente.
Era spaventoso proprio perch accadeva in famiglia.
In un certo senso, era anche peggio della storia con
Kennedy. Tookie era della famiglia, eppure non posso
veramente incolpare tua madre. Lei era malata, molto pi
di quanto a quel tempo non mi rendessi conto. Non posso
dire che la cosa mi divertisse, ma per me fu un colpo assai
meno duro che per tuo padre, quando lo seppe.
Mi diedi un gran da fare, cercando di impedire che
qualcuno compisse qualche gesto folle. L'unica soluzione
mi parve portare via Janine di l, prima che Buck tornasse
dal Sudamerica e facesse qualche cosa di orribile. Il giorno
dopo prendemmo un aereo per New York e poi un
altro per Nizza. La villa di Cap d'Antibes era chiusa per
l'inverno, ma ci sistemammo alla meglio. Non era ancora
alta stagione, ma c'era comunque qualcuno dei vecchi
amici di Hollywood, venuti l per le vacanze di Natale.
Janine cominci subito a bere e ballare tutta la notte,
andando a letto con chiunque portasse un paio di pantaloni.
Dopo un paio di settimane notai che era pallida e
sciupata. Pareva sempre stanca e dormiva quasi tutto il
giorno. Una sera, a cena, allung la mano per prendere
qualcosa e le vidi dei lunghi graffi rossi sul braccio. Non
erano segni di punture d'ago. Quelle le conoscevo bene.
Erano tagli, fatti con una lama o un coltello. Le chiesi
spiegazioni e lei sorridendo disse qualcosa a proposito del
gatto. Be', alla villa non c'era nessun gatto e non le
credetti. Pensai che forse se li fosse fatti cadendo. Le
capitava spesso di cadere, quando era ubriaca.
Un giorno entrai nel suo spogliatoio e la sorpresi
mentre si tagliava. Constance si strofin un braccio, con
un brivido.
Si tagliava? chiese Jan inorridita. E con che cosa?
Lame di rasoio, pezzetti di vetro. Voleva vedere il suo
sangue. E pare che la cosa andasse avanti da un pezzo.
Era nuda e vidi che sulle cosce aveva una serie di lunghe
cicatrici argentee. Allora capii che lo faceva apposta.
Qualche giorno dopo telefon l'avvocato di Buck e disse
che lui avrebbe ottenuto la tua custodia e che tua madre
non avrebbe dovuto vederti mai pi. Se ci avesse provato,
lui avrebbe presentato istanza di divorzio per adulterio,
citando il Presidente come correo. Lei cominci a tagliarsi
e si fer un'arteria sul braccio. La portammo di corsa
all'ospedale. Pi tardi, quando le chiesi perch avesse
tentato di uccidersi, lei mi spieg che non lo faceva
perch voleva morire, ma solo perch le piaceva. Era
innamorata del dolore: la faceva sentire viva. La vista del
suo stesso sangue le dava la sensazione di avere il controllo
di se stessa. Fu allora che capii che doveva avere
qualche grave disturbo e che probabilmente stava male
gi da molto tempo. Non avevo idea di cosa potessi fare.
E poi una notte la cameriera mi svegli e mi disse che
Janine l'aveva chiamata nella sua stanza e le aveva chiesto
di torcerle i piedi.
Cosa? Jan si rizz di scatto a sedere sul letto.
Constance annu. S, voleva che le torcesse i piedi in
modo che se mai quella povera donna ci fosse riuscita, le
si rompessero tutte le ossa delle caviglie.
Oddio, Connie, credo mi stia venendo la nausea.
Scusami, Jan, non dovevo raccontarti queste cose.
Non ti scusare, Connie. Hai ragione. Devo sapere,
disse piano Jan. Si sentiva braccia e gambe stranamente
fredde, nel caldo soffocante del pomeriggio. Mi stai
dicendo che era veramente pazza?
Temo di s, amore mio.
E che cosa le accadde?
Non sapevo cosa fare. Chiamai tuo padre e lui si
precipit in aereo in Francia con un medico e la port
via, disse semplicemente Constance.
E dove la port? chiese Jan.
Constance guard fuori della finestra. Il ronzio delle
cesoie elettriche del giardiniere s'era interrotto. L'unico
rumore era quello della brezza che stormiva tra gli alberi
davanti alla finestra della camera. Non sappiamo. Non
l'abbiamo mai saputo. Abbiamo sempre avuto troppa
paura del dolore di Buck per chiederglielo.
Jan era seduta perfettamente immobile, le mani giunte
in grembo. La sua prima reazione fu un'ondata di compassione
per suo padre. Zia Connie, disse in un sussurro
appena percettibile.
S, cara.
Le somiglio molto?
S, Jan. Hai i capelli di un biondo un po' pi scuro e la
linea delle sopracciglia di tuo padre. Ma per il resto sei
l'immagine esatta di tua madre.
Zia Connie, pensi che lui me lo direbbe, se gli chiedessi
dov' ora mia madre?
Hai paura della sua collera?
No, rispose Jan, mentre la sua mente assimilava a
poco a poco tutto quello che aveva appena sentito. Non
pi.
Allora chiediglielo.  l'unico modo per saperlo. Pu
darsi che lui non ti risponda, ma devi chiederglielo.
Credo che me lo dir.
Come fai a esserne cos sicura?
Me lo dir, quando scoprir che sta per diventare
nonno.
Constance port le mani alle guance. Jan! Non me
l'avevi detto.
Non l'ho ancora detto nemmeno a Mark. Ho avuto
solo il responso venerd scorso. Ma lo sapevo gi, in
qualche modo.  circa un mese che non faccio che vomitare.
E cos diventer prozia. Magnifico!
Jan si avvicin alla poltrona e abbracci Connie. Grazie,
zia. So che non  stato facile, per te, ma era terribilmente
importante, per me.
Be'... s, cara, disse leggermente agitata. Mi sento
meglio, solo all'idea di essere riuscita a parlartene. Adesso,
sbrighiamoci. Si sta facendo tardi e non ho niente da
mettere. Si avvicin all'enorme armadio a muro. Forse
quello chiffon grigio. L'ho messo dai Laxalt. Ma non
c'erano fotografi. O forse quello di seta sedano. No, con
quello mi hanno fotografata per la rivista Dossier...
Jan non sentiva quasi il chiacchierio di Connie, immersa
com'era nell'armadio. La sua mente stava tornando rapidamente
indietro, alla ricerca di quella che ricordava
come una vita idillica a Winterberry, tanto tempo prima.


Capitolo 40.

Gioved - ore 15
L'atrio dell'Hay-Adams.
Sorridi e continua a camminare, maledizione, ringhi
Eliot attraverso i denti stretti. Ora, trascinava, ora tirava
Sinclare per l'atrio dell'Hay-Adams. Se qualcuno dice
qualcosa, resta impassibile. Hai gi parlato abbastanza,
per oggi.
Sinclare camminava accanto a lui, barcollando sui tacchi
altissimi delle chanel. L'effetto dei drink che aveva
bevuto con Ian se n'era andato da un pezzo, lasciandole
solo un terribile mal di testa.
Non spingermi, protest. Mi fa male la testa.
Sei fortunata che non ti faccia male per un mio calcio.
Si avviarono per la Sedicesima Strada, dove il portiere
aveva parcheggiato l'auto di Eliot. Sinclare divincol il
braccio dalla stretta del marito. Sei proprio uno stronzo,
Eliot! Non t' neanche passato per l'anticamera del
cervello che forse sto cercando di aiutarti ad avere quel
posto?
Eliot rifiut di mettersi a discutere con lei. Aveva troppe
cose per la testa. Cinque minuti dopo che Vreen lo
aveva chiamato al Senato, George ed Eliot avevano avuto
un freddo colloquio d'affari. Eliot aveva cercato di tenere
un tono accattivante, ma non troppo: non voleva sembrare
un mendicante. George lo aveva informato freddamente
che non avrebbe cambiato il suo voto ed Eliot se
n'era dovuto andare rapidamente. Sapeva come poteva
essere ostinato George. Avrebbe dovuto cercare di convincerlo
pi tardi, quella sera.
Eliot era di pessimo umore. George aveva forse dimenticato
le nottate che avevano passato a giocar a poker e le
puttane che si erano divise? E tutti i finanziamenti che
Eliot era riuscito a fargli avere per la campagna elettorale,
non contavano niente?
Eliot e Sinclare non si parlarono finch non furono
dentro la BMW, coi finestrini ben chiusi e l'aria condizionata
al massimo. Adesso, le disse lui con un tono di
voce leggermente pi calmo, vuoi dirmi di cosa hai
parlato con Deena?
No, rispose lei, ravviandosi i capelli nello specchietto
retrovisore che aveva girato verso di s. Ogni volta che
si guardava nello specchio, Sinclare si risucchiava in dentro
le guance e abbassava le palpebre. E questo aveva il
potere di irritare sempre Eliot terribilmente.
Eliot innest la prima, poi la seconda, schizz su per la
rampa del garage e sbuc in K Street con un rombo
aggressivo. Allora, cosa dovrei fare? Aspettare di leggerlo
sui giornali?
Oh, taci, El, disse lei, languida.
Non taccio affatto. Lo sai che Vreen mi ha fatto
uscire da un importante incontro con George Lowry? Se
non avessi dovuto venire via, sarei riuscito a convincerlo
a cambiare idea. Forse mi hai mandato tutto all'aria...
S'interruppe: non voleva dire di pi.
Avrei potuto fare un pompino a George. Allora avresti
avuto il suo appoggio.
Chiudi la bocca!
Ma se  sempre stato il tuo strumento preferito,
replic lei, con un sorriso furbetto.
Eliot ignor l'osservazione. Sinclare stava cercando il
bisticcio per evitare di parlare dei guai che aveva combinato
nel pomeriggio. Eliot ripens alla conversazione che
aveva avuto con Vreen, appena arrivato all'albergo.
Doveva dare atto a Vreen: quell'uomo era di stoffa pi
robusta di quanto Eliot non avesse immaginato e glielo
aveva dimostrato dicendogli che Sinclare aveva un filmetto
porno in cui si vedeva Riggs. Evidentemente Vreen
aveva paura per Sinclare e per quello che poteva avere
intenzione di fare. In fondo era una vera amicizia,
quando si cercava di proteggere la gente da se stessa.
Avrebbe dimostrato a Vreen la sua gratitudine, in qualche
modo, ma adesso doveva andare a fondo di quella
faccenda della videocassetta.
Sinclare, qualcuno ti ha dato un filmino su Dalton
Riggs?
Non so di che cosa stai parlando, rispose lei, con
tono quasi dolce.
Sai esattamente di cosa sto parlando. E se stai pensando
di aiutarmi facendo partecipe di quella videocassetta
Deena o chi per lei, getta l'idea nel cesso, insieme
col filmino. Cominciamo dal principio. Avanti, dannazione,
dov' il nastro?
Sinclare si spost il pi possibile dalla sua parte dell'auto.
Avrebbe tanto voluto che lui la smettesse di blaterare.
Ma non poteva mica spegnerlo. Eliot continu.
Sono stato pubblico ministero della citt, della contea
e di stato, e procuratore degli Stati Uniti. E posso dirti
una cosa, signorina: potresti finire in galera per un pezzo
se minacci di estorsione, ricatti o fai un'intimidazione
fraudolenta a un alto funzionario federale. E Dio sa a
quali cause civili, per offesa, calunnia e diffamazione
saresti soggetta!
Lasciami dal parrucchiere, ordin lei a un tratto.
Ma sei pazza?
Tutta la piega che avevo fatto stamattina se ne 
andata, strill lei. Come vuoi che vada a quella festa
sullo yacht con i capelli cos conciati?
I tuoi capelli vanno benissimo. Basta che tu ti pettini,
Cristo!
Che ne sai tu? Sinclare cercava di pensare in fretta.
Studi le mani. Guarda! La mia unghia! Alz la mano
destra con quattro artigli scarlatti e un mozzicone pallido
sull'indice. Me l'ero appena fatta ricoprire, e adesso
guarda!
Lui si ferm di colpo a un semaforo rosso, facendola
sbattere in avanti. Comprati uno di quei cosi in un
drug-store e appiccicatene un'altra. Adesso tu vieni a
casa. Doveva trovare il videotape e scoprire cosa aveva
in mente Sinclare, a costo di strapparglielo a botte.
Ehi, io non vengo a casa! Fammi scendere o mi butto
fuori.
Sinclare spalanc la portiera ed era gi con una gamba
fuori, prima che lui potesse allungare la mano per trattenerla.
Ma sei pazza! Vieni qui! grid. La portiera era
semiaperta quando Eliot rallent e poi dovette frenare
per evitare di tamponare un autobus. Sinclare ne approfitt
per scendere immediatamente dall'auto.
Ci si vede a casa fra un paio d'ore, gli grid mentre
si avviava rapidamente in direzione della Reine.
Digli di ammollarti la testa, mentre sei l, strepit
lui. Forse  davvero pazza, pens. Non proprio pazza
furiosa, ma un po' fuori di testa. Abbass gli occhi e vide
la sua borsettina di vernice nera sulla moquette grigia del
pavimento dell'auto. Era stranamente gonfia. Quando
sent la sagoma dura del videotape, pens: no, non 
pazza. Sapeva di averglielo lasciato l.
Mise la borsetta sul sedile e rientr nel traffico, mentre
con una mano cercava di comporre il numero di Deena
sul telefono dell'auto.
Prima si sarebbe cambiato per il party sul Sequoia, e
avrebbe fatto in modo di arrivare sullo yacht prima di
George. Poi avrebbe cercato di convincerlo. Se ci fosse
riuscito prima dell'arrivo del Presidente, sarebbe stato
davvero un bel colpo.

 Capitolo 41.

Gioved - ore 15,15
Kalorama Road.
Buck Sumner non fece nessun tentativo per impedire a
Jan di andarsene dal suo ufficio. A che scopo? Dopo
averle parlato di sua madre per la prima volta dopo oltre
vent'anni, non c'era pi niente da dire.
Quei discorsi gli avevano riportato il dolore sordo del
tradimento. Quello che gli aveva fatto Janine Stanfield,
aveva irreversibilmente influito sul suo atteggiamento
verso le donne.
Ora, mentre stava seduto tutto solo nell'ufficio in penombra,
il ricordo della moglie lo sommerse. L'informazione
che aveva avuto a proposito del braccialetto aveva
strappato dall'antica ferita il tessuto cicatrizzante
autoprotettivo. E ora doveva guardare di nuovo nel baratro di
quella piaga umiliante, l'unica eredit che gli fosse rimasta
di Janine. Doveva di nuovo affrontare il senso di colpa
che s'era autoinflitto.
Quando alla fine i medici avevano dichiarato che Janine
era clinicamente pazza, il dolore di Buck era stato
aggravato dalla sensazione di essere in qualche modo la
causa di tutto. Aveva spiato sua figlia mentre cresceva,
col timore di scorgere anche in lei i segni della spaventosa
malattia di sua madre. Per fortuna, anche se era diventata
alta, bella e bionda come sua madre, Jan aveva sempre
dimostrato di avere una mente sana e intatta. Eppure
oggi, quando lei era entrata nel suo ufficio, gli era parso
quasi di vedere Janine che gli sorrideva e gli veniva incontro
tendendogli le braccia.
Buck rabbrivid. Jan avrebbe imparato la lezione, se lui
le avesse raccontato di sua madre, ma non aveva mai
trovato il luogo o il momento adatto. Non poteva certo
dirglielo quando era piccola, perch era troppo doloroso.
E quando Jan era stata abbastanza grandicella per capire,
era passato troppo tempo per fare rivivere tutta quella
sordida storia davanti ai suoi occhi. Meglio che non
sapesse.
Le sue riflessioni furono interrotte da Belle, che lo
aveva chiamato all'interfono. Signor ambasciatore, la
Casa Bianca sulla linea uno. E la segretaria personale del
Presidente: vuole dirle solo di essere in ritardo sul
programma. Vuole prendere la chiamata?
No, Belle. No, se c' solo questo messaggio, rispose.
Dice che il Presidente la richiamer presto domattina.
Grazie, Belle, disse Buck vivacemente, nascondendo
la delusione.
Accidenti, se l'immaginava. Il Presidente stava di nuovo
cercando di evitarlo. Ma perch?
Il polso di Buck cominci a martellare per la tensione.
Aveva concrete informazioni su tutt'e tre i contendenti al
posto di capo di gabinetto che il Presidente doveva
ricevere prima di prendere la sua decisione. Ma evidentemente
i venti erano cambiati di nuovo e il Presidente
dipendeva da altre fonti. Imprec sottovoce: e dire che
pareva che avrebbe avuto di nuovo una parte importante
in quell'amministrazione. I prossimi quattro anni sarebbero
stati davvero squallidi e deprimenti, se fosse stato
costretto a starsene l seduto, ad assistere come spettatore
fino alla fine. Che il Presidente avesse sentito qualche
chiacchiera su lui ed Echo? Cosa stava macchinando
quella donna?
Quando aveva manovrato per fare entrare suo genero
come addetto stampa alla Casa Bianca, senza avere ancora
ben chiari i propri sentimenti nei confronti di Kirkland,
aveva pensato che un contatto di quel livello
all'interno fosse una virtuale garanzia di poter continuare
a esercitare la propria influenza alla Casa Bianca, ma
la presenza di Mark all'interno s'era rivelata una mossa
assolutamente inutile. Stava per ricevere il benservito e la
cosa non gli piaceva, neanche un po'.
Per quasi quarantanni la sua esperienza e la sua abilit
erano state al servizio dell'uomo che di volta in volta
sedeva alla Casa Bianca. La sua rete d'informazione si
stendeva per tutto il mondo, anche se negli ultimi tempi si
era notevolmente ristretta. Alcuni dei suoi operativi erano
morti, altri erano andati in pensione o semplicemente
avevano incrociato le braccia e lasciato il tavolo al quale
si giocava il suo gioco particolare.
Buck era del tutto consapevole del proprio valore, lo
era sempre stato. Nato da una antica, facoltosa e prestigiosa
famiglia della Virginia, gli studi alla University of
Virginia e poi alla Facolt di legge di Harvard erano stati
solo l'inizio di una lunga e brillante carriera nel servizio
informazioni.
Aveva lasciato l'impiego governativo durante l'amministrazione
Ford e s'era messo a lavorare per conto suo,
dando consigli e pareri e in genere rendendosi utile per
incarichi speciali tanto per il governo che per il settore
privato. E anche se ora non aveva pi a propria disposizione
la rete di agenti di un tempo, aveva sempre accesso
ai segreti di Washington grazie a una serie di intimi amici,
di colleghi dei servizi segreti, grazie ai suoi rapporti sociali
e soprattutto attraverso il suo ultimo elemento operativo,
cio Echo Bourne.
Per anni, Buck aveva speso una fortuna in denaro dello
stato per mantenere, addestrare e coprire Echo. E ne era
valsa la pena. L'ufficio di Echo, cio la sua casa a Georgetown,
la casa sulla spiaggia e le sue auto venivano gestite
attraverso un'intricata facciata societaria di copertura e
fonti estere. Tra loro due, un tempo controllavano praticamente
tutti i telefoni della citt. Sapevano le cose ancora
prima delle agenzie di stampa. Ed esercitavano magistralmente
la sottile arte di lasciare trapelare certe informazioni,
che potevano tornare loro utili.
Nessuno oltre a Belle sapeva dei suoi complessi rapporti
con Echo e questo serviva agli scopi di ambedue.
Nessuno dei due ammetteva mai di avere altro che una
vaga conoscenza dell'esistenza dell'altro. Certe feste,
certe cene e certi ricevimenti avrebbero avuto un'atmosfera
del tutto diversa, se fosse stato presente anche
Buck. Con Echo, invece, no. Lei poteva andare alla
toilette delle signore, ai pranzi per sole ragazze e anche
a letto con certe fonti di valore. Col tempo, Echo aveva
cominciato a educare altre donne, presentandole
all'uomo giusto al momento opportuno, e aveva in
questo modo allargato la sua rete di informatori. Era
cos che si venivano a sapere le cose che contavano
davvero. Ora era la rete di Echo a coprire in pratica
tutta la citt.
Pi d'una volta Echo lo aveva chiamato dalla stanza
da bagno di qualche tizio, con ancora addosso le tracce
di quell'incontro, per dirgli quello che aveva bisogno di
sapere. Faceva amicizia con le mogli importanti e sapeva
orecchiare conversazioni a venti passi di distanza.
Ancora pi stupefacente era la capacit di Echo di
ripetere la conversazione udita quasi parola per parola.
La situazione che s'era venuta a creare fra loro due
era in gran parte colpa di Buck. Era stato troppo pigro,
le aveva lasciato conquistare sempre maggiore indipendenza,
sempre pi possibilit di fare quello che voleva e
poi aveva cominciato a non fidarsi pi di lei. Non c'era
niente di preciso, per giustificare questa sfiducia; solo
una vaga sensazione di disagio. Pareva totalmente impegnata
in una serie di piccoli progetti tutti suoi, non
disponibile, occupata con un'altra chiamata, tutte
le coperture che una buona assistente poteva inventare.
I giorni in cui Echo prendeva le sue telefonate con
precedenza assoluta sulle altre parevano ormai molto
remoti.
L'ultima traccia di quello che li legava era la sua
dipendenza sessuale da lei. Lui lo sapeva e purtroppo lo
sapeva anche lei.
Belle chiam all'interfono. Miss Bourne sulla sua linea
privata, signore.
Le dica che sono occupato, sbrait Buck. Che assaggiasse
un po' della sua stessa medicina.
Mi scusi? chiese Belle, incredula.
Mi ha sentito.
Un attimo dopo Belle era di nuovo all'interfono. Signore,
mi dispiace disturbarla, ma Miss Bourne ha detto
che la vedr stasera alla fattoria. Ha qualcosa di importante
da dirle.
A Winterberry? Non sapevo che mia sorella l'avesse
invitata.
Non l'ha invitata, infatti, signore. Miss Bourne accompagner
il nuovo ambasciatore dell'Arabia Saudita.
Cristo, non demorde mai, eh?
No, signore. E non dovrebbe farlo nemmeno lei, signore.
Belle, lei ne sa troppo. Ridacchi, ma fu di scarso
sollievo alla rabbia che la sua situazione con Echo gli
suscitava.
Miss Bourne non sa che lei stasera non va a Washington.
Non deve assolutamente saperlo, Belle. E lei senza
dubbio sapr perch.
S, signore. Lo so.
Si appoggi allo schienale della poltrona. Non aveva
scrupoli riguardo a come avrebbe dovuto agire. Lui aveva
fatto Echo Bourne e lui poteva distruggerla, con assai
minor fatica. Era ora di farlo.

 Capitolo 42.

Gioved - ore 15,20
La casa di citt di Echo Bourne
P Street, Georgetown.
Mentre stava avviandosi su per le scale della sua casa di
citt, Echo Bourne sporse per un attimo la testa verso la
porta della cucina. Puoi andare, cara, disse alla cameriera,
che stava asciugando i bicchieri da vino con un
panno di lino pulito.
Sono solo le tre, Miss Bourne.
Non importa. Aspetto compagnia.
Compagnia? ripet Conchita, con un sorriso lascivo.
Vai, Conchita. Echo sorrise e si diresse verso la
camera da letto, al piano di sopra.
Nascosta tra gli scaffali bianchi laccati, accanto alle
portefinestre, c'era una cinepresa. Echo azion l'interruttore
automatico. La cinepresa avrebbe cominciato a girare
appena ci fosse stato un peso sul letto.
Agiva per conto dell'ambasciatore saudita solo da una
settimana e quella sarebbe stata la prima occasione di
mostrargli quanto aveva fatto bene ad assicurarsi i suoi
servigi. Deirdre e Ony stavano per arrivare e tra poco il
diplomatico educato a Oxford avrebbe avuto modo di
scoprire quali divertimenti unici offriva la capitale degli
Stati Uniti.
Si tolse l'abito di lino e si sfil le scarpine col tacco
alto. Aveva tutto il tempo di fare una doccia e di mettersi
qualcosa di pi trasparente, prima dell'arrivo delle ragazze.
Le ragazze lavoravano per niente, quando il cliente
possedeva un 747 privato e aveva l'abitudine di lanciare
in giro Rolex d'oro come coriandoli. Quanto a Echo, un
contatto opec era una necessit. L'ultimo che aveva era
stato assegnato altrove e dopo quel pomeriggio il nuovo
ambasciatore sarebbe stato di certo pi disposto a collaborare.
In caso contrario, c'era sempre la videocassetta.
Le videocassette per Echo erano come un conto in una
banca svizzera. Erano tutte ben allineate sugli scaffali
d'un armadio appositamente costruito, perfettamente
scuro e a temperatura controllata, ciascuna etichetta secondo
un codice segreto di Echo. Per esempio, un senatore
del Texas particolarmente ben dotato era indicato
come Il Gigante, un funzionario del gabinetto negro,
perfettamente truccato e vestito con un abito da sera di
sartoria francese, andava sotto il nome di La regina
d'Africa. Uno dei suoi preferiti, un generale pluridecorato
del Pentagono, al quale piaceva farsi insultare verbalmente,
era etichettato Guerre Stellari.
L'arabo, come tutti, era solo lavoro. L'unica parte divertente
sarebbe venuta dopo, quando Echo e le ragazze
avrebbero stappato una bottiglia di champagne e avrebbero
inventato il nome in codice da dare all'arabo vestito
col burnus, il quale in quel momento stava dicendo alla
sua segretaria che sarebbe stato al Governo e irraggiungibile
per tutto il pomeriggio.
Il telefono in camera da letto squill, mentre Echo era
ancora sotto la doccia. Dopo il quarto squillo, Echo
ricord di avere dato il pomeriggio libero a Conchita e di
non aver acceso la segreteria telefonica.
Perci, bagnata fradicia e coperta di schiuma da bagno,
and al telefono accanto al letto. Se era una delle ragazze
che chiamava per avvisare che non poteva venire, avrebbe
avuto un travaso di bile. S! disse di malagrazia.
Mi hai chiamato, fece Buck con tono pratico.
Ah, sei tu. Scusa, ero sotto la doccia. S, ti avevo
chiamato. Cos' questa storia che eri occupato, quando
avevo bisogno di parlarti?
Be', lo ero davvero, rispose lui, petulante. C'era
Jan, con me.
Avevo veramente bisogno di parlarti, Buck.
Allora parla, sono qui.
Solo un secondo. Aspetto il nuovo ambasciatore
saudita per il t.
Strana ora per prendere il t.
Una vecchia abitudine araba. Che voleva Jan?
Voleva che parlassi al Presidente a favore di Mark.
Stai scherzando. E tu, cosa le hai detto?
Le ho detto che sapevo tutto di lei e di Bradford.
Accidenti, quanto vorrei che non l'avessi fatto,
Buck.
Perch, no?
Era per questo che ti chiamavo. Oggi ho avuto una
soffiata da un amico dell'FBI. Il Presidente ha sospeso
l'indagine. Pare che il giudice abbia detto che qualunque
cosa stesse facendo Barry, era assolutamente personale.
Nessun problema di sicurezza. Dovresti avere
fonti un po' pi informate, caro. Tu sai del braccialetto.
Sembra che Sinclare Ives sia stata vista lasciare
l'Hay-Adams poco dopo la morte di Barry. Be', Sinclare
era effettivamente all'Hay-Adams, ma non stava con
Barry, questo  certo. So chi era con lei. E con Barry
non era nemmeno la tua cara figlioletta Jan, che stava
con Mark a cena al Lion d'Or. Il maitre esce con una
delle mie ragazze e li ha visti domenica sera al
ristorante. Perci, mio caro Buck, penso che dovresti
telefonare a tua figlia per farle le tue scuse, perch io
so chi stava a fare i giochetti sotto la doccia con Barry
e lo sa anche l'FBI.
Ges, vuoi rallentare un po'? Ho un sovraccarico
d'informazioni.
Non posso. Dalla finestra della stanza da letto,
Echo vide Deirdre e Ony scendere da un taxi davanti a
casa. Da un momento all'altro doveva andare a rispondere
alla porta. Vedo arrivare la limousine dell'ambasciatore.
Al diavolo l'ambasciatore! Chi era con Barry?
Caroline Riggs. Arrivederci, Buck.


Capitolo 43.

Gioved - Ore 15,30
Il Forte, Foxhall Road.
Caroline gett un'occhiata alla pendola inglese del Settecento
in anticamera. Erano quasi le tre e mezzo. Non
voleva arrivare in ritardo all'appuntamento con Dalton al
club. Per andare in auto a Winterberry ci voleva almeno
un'ora. Avrebbe fatto bene a sbrigarsi.
Sal al piano superiore e si vest con cura. Decise per il
suo Adolfo preferito. L'abito di seta cruda color lampone
coi risvolti di raso rosa sarebbe stato perfetto per il
garden party di Constance.
Apr il cassettino foderato di feltro del cofanetto dei
gioielli. Quella sera tutte le signore avrebbero sfoggiato i
loro pezzi migliori. Mentre tirava fuori la collana a due
fili di perle e granate, controll automaticamente gli altri
pezzi: l'enorme cammeo, gli orecchini di diamanti e smeraldi
che gli aveva regalato Dalton quando era stato
promosso generale di brigata, le perle vere... il braccialetto...
forse poteva azzardarsi a metterlo?
Ma dov'era? Fece una conca nella trapunta di raso sul
letto e ci rovesci dentro il cassettino. Un groviglio di
catene, anelli, orecchini e spille scintill nel sole del pomeriggio.
Freneticamente frug nel mucchio di gioielli,
dicendosi di non lasciarsi prendere dal panico. Le piaceva
molto quel delicato bracciale in oro e diamanti, specie
perch lo avevano trovato insieme lei e Bradford la sera
in cui si erano dichiarati il loro reciproco amore. Avevano
ballato insieme tutta la sera, mentre Dalton stava in
disparte, con un gruppetto di consiglieri. Tutti pensavano
che fosse molto cortese da parte del capo di gabinetto
passare tanto tempo con lei. Brad aveva notato il braccialetto
per primo e s'era chinato per raccoglierlo, poi glielo
aveva messo al polso, dicendo: Con questo braccialetto
prometto solennemente il mio amore per te.
Era cos tempestato di diamanti, che sulle prime avevano
pensato che fosse bigiotteria. Caroline lo aveva consegnato
al Servizio Segreto, ma siccome nessuno l'aveva
reclamato, glielo avevano restituito. Anche se in fondo
era legalmente suo, Caroline non aveva mai osato parlare
di quel braccialetto col marito. Era l'unica cosa che fosse
sua e di Brad, soltanto loro e lei non voleva dividere quel
segreto con nessuno. Lo aveva messo sempre solo quando
erano insieme loro due.
Caroline si sedette sul bordo del letto. La fronte le si
era imperlata di sudore, anche se il condizionatore era al
massimo. Separ uno per uno tutti i pezzi, allineandoli
con ordine sulla trapunta. Il braccialetto non c'era.
Oh... Dio mio... Domenica sera! Cosa indossavo? Avevo
un abito con le tasche? Che borsetta avevo? Le domande
le saettavano per la mente, in un crescendo di
panico.
Venti minuti di affannosa ricerca in tutti i cassetti della
stanza, in tutte le tasche di accappatoi e giacche e in tutte
le borsette nell'armadio non portarono a nessun risultato.
Guard perfino dentro le scarpe.
L'auto! Mi deve essere caduto in macchina. Il fermaglio
doveva essersi aperto o... Torn a sedersi sul letto.
Cominci a ridere, una risata stridula, quasi un singhiozzo.
Si lasci andare sui cuscini. Qualunque psicologo le
avrebbe detto che mettere quel bracciale e perderlo rivelava
un desiderio autodistruttivo di essere scoperta.
Ormai Caroline era sicura che l'FBI e il Servizio Segreto
dovevano averlo trovato nella suite e dovevano aver fatto
le solite ricerche. E alla fine, lo sapeva, sarebbero arrivati
fino a lei... o a Dalton!
Di colpo smise di ridere e si rizz a sedere sul letto. Era
stato quattro giorni prima. E se ne avessero gi parlato
con Dalton? E se lui l'aspettasse al club, per affrontarla?
Dalton non avrebbe certo voluto una scenata alla Casa
Bianca. Il club era il suo santuario, il suo territorio. Quale
luogo migliore per accusare una moglie bugiarda e traditrice?
Aveva detto che sarebbe andato l a cambiarsi per
il ricevimento. Ma perch non aveva deciso di cambiarsi
alla Casa Bianca?
Il cuore di Caroline si mise a battere all'impazzata. Ora
sapeva cosa doveva fare. Se Dalton ancora non sapeva,
non meritava di venire a conoscenza del suo tradimento
in un modo cos umiliante. Glielo avrebbe detto lei stessa.
Caroline guidava l'auto sulla corsia destra a circa trenta
chilometri all'ora lungo il MacArthur Boulevard. Non
si curava degli altri automobilisti che strombazzavano
impazienti dietro di lei perch andava troppo piano. Aveva
bisogno di tempo per pensare, per trovare le parole
adatte per dire a suo marito che aveva fatto l'amore con
un altro uomo. Si chiedeva se avrebbe dovuto scendere in
particolari, se avrebbe dovuto spiegare a un marito che si
spogliava pudicamente in bagno, che non era successo
d'impulso, in un momento di follia, ma languidamente,
estaticamente, quasi oscenamente senza interruzione per
ore, negli ultimi sei mesi. Gli avrebbe dovuto dire che
facevano l'amore nelle stanze d'albergo, nei motel della
Virginia, e proprio una settimana prima su una spessa
coperta stesa sulle rocce sopra le Great Falls? Si poteva
dire al proprio marito che lei e il suo amante avevano
fatto l'uno all'altra cose che lei aveva scoperto solo in
quei romanzi deliziosamente di cattivo gusto che si leggono
in spiaggia? Cose che avrebbero scioccato Dalton,
solo se gli avesse chiesto di farle con lei?
Era stato questo il fascino di Bradford Barry. Lui non si
aspettava che lei fosse perfetta. Non la idolatrava, non la
trattava come un essere sacro. Con Bradford lei poteva
abbandonarsi, senza sentirsi oscena. Poteva essere una
donna che voleva, che aveva bisogno di avere sesso in
mille modi diversi.
Con Bradford lei era un'altra. Una Caroline diversa,
non la affascinante padrona di casa, non la graziosa moglie
del Sud. Brad l'aveva fatta sentire viva, desiderata,
necessaria. Aveva colmato la sua solitudine e messo fine
alla sua noia.
Caroline cominci a tremare. La piccola Mercedes sterz
sulla corsia di sinistra. Una Fiero blu manc per un
pelo il suo paraurti sinistro.
Sarebbe riuscita a fargli capire perch lo aveva fatto,
come si era sentita quell'estate, quando Dalton le aveva
detto che avrebbe dovuto seguire la campagna elettorale
di Kane? Una nuova vita si apre per noi due, le aveva
detto.
Forse per Dalton la vita stava per cambiare, ma non
certo per lei. Lei avrebbe continuato a sorseggiare i suoi
drink serali, mentre aspettava il ritorno di Dalton. Avrebbe
continuato a organizzare cene e pranzi per le signore e
desiderare che qualcosa... qualsiasi cosa accadesse, che la
facesse sentire viva.
Dalton aveva cominciato un programma di viaggi che
lo teneva lontano da casa per giorni e giorni. Bradford
Barry invece dirigeva l'ufficio elettorale del candidato a
Washington. Una sera Dalton lo aveva portato a casa
per fargli mangiare un pasto cucinato in casa, aveva
detto.
Man mano che la campagna si faceva pi accesa, Dalton
lavorava anche diciotto ore al giorno. E quando era a
casa, era stanco come una bestia.
Una sera Bradford aveva dato un passaggio a casa a
Polly, che durante il mese di vacanza da West Point
lavorava al quartier generale della campagna elettorale.
Quella sera Caroline era gi al secondo drink e aveva
insistito perch Barry si fermasse a bere qualcosa. Col
passare delle settimane, Bradford aveva continuato a trovare
sempre nuove scuse per fermarsi al Forte: importanti
documenti da parte di Dalton, oppure passava di l
per caso, mentre tornava a casa sua.
Erano tutt'e due consapevoli della tensione sessuale
che esisteva fra loro. Una sera, dopo che Polly era andata
a letto, s'erano seduti in cucina un po' brilli, cercando di
preparare un toast. Poi, di colpo, la bocca di Bradford era
stata sulla sua. Era stato come se tutti i nervi di Caroline
fossero scoperti.
Sola nel letto, il mattino dopo, Caroline s'era passata le
mani sul corpo, toccandosi la pelle, sentendola reagire al
ricordo di quel bacio. Quello che provava era una sensazione
che desiderava da molto tempo; la sensazione di
sentirsi di nuovo viva.
Fino agli ultimi orribili minuti insieme, lei era stata in
estasi.


Capitolo 44.

Gioved - ore 15,30
Watergate Apartments.
Eliot Ives era frustrato e irritato. Sinclare lo stava facendo
impazzire, e non certo nel modo che Eliot avrebbe
potuto desiderare. Non poteva fidarsi abbastanza di lei
per dirle quello che stava accadendo in realt tra lui e il
Presidente e non poteva costringerla a smetterla con
quella assurda campagna che Sin stava facendo per aiutarlo.
Questa faccenda della videocassetta era follia pura.
Conosceva bene Dalton Riggs e la sua inflessibile personalit
non conosceva ombra di depravazione. Non dovette
cercare molto, per capire chi aveva dato quel nastro a
sua moglie. C'era un solo personaggio sospetto. Ma come
incastrarla? Per prima cosa, bisognava controllare i
danni.
Dopo vari tentativi con il telefono in auto, riusc a
mettersi in contatto con Deena, il cui incontro con Sinclare
era fonte di non poche preoccupazioni. La conversazione
con la giornalista gli conferm infatti i suoi peggiori
sospetti. Deena intendeva scrivere della videocassetta
nel suo articolo. Doveva cercare di vederla subito.
Quando lui le propose di incontrarsi alle quattro al
Willard Hotel, lei mercanteggi per le cinque. Deena
controllava la situazione e la faccenda gli sarebbe costata
di certo qualcosa: doveva solo patteggiare quanto. La
storia poteva distruggere lui e Sinclare. Bisognava fare
qualcosa - quel giorno stesso.
Vedersi con Deena avrebbe ridotto il suo tempo per
parlare con George Lowry. Accidenti a Sinclare.
L'appartamento era vuoto. Eliot lanci qualche altra
maledizione all'indirizzo della moglie, mentre si disponeva
ad ascoltare i messaggi sulla segreteria telefonica. Il
condominio forniva un servizio di risposta al telefono di
persona, al banco della portineria, ma Sinclare si era
ostinata a non volere estranei sulla sua linea telefonica.
Bip. Eliot? Sono Sam Donaldson, ABC News. Vuoi
chiamarmi in sala stampa alla Casa Bianca appena possibile?
Vorremmo il tuo commento sugli avvenimenti di
oggi.
Eliot sbuff e scosse la testa.
Bip. El, sto uscendo ora dal parrucchiere. Faccio un
salto da Garfinckel. Non ho niente da mettermi. Ci
vediamo al Sequoia alle sei. Spero che tu non sia pi
arrabbiato. Baci. Baci.
Eliot sbuff di nuovo, stavolta meno divertito. Lanci
un'occhiata alla parete a specchio della camera da letto.
Dietro quei sei metri quadrati di parete c'erano abbastanza
vestiti per vestire un intero corpo di ballo per tutta la
vita, insieme con tutte le piume che Frank Perdue aveva
mai gettato via.
Bip. Sin, sono E.B. Urgente che ti parli dell'occasione
televisiva. Sar a casa per le quattro. Devo parlarti di
domenica scorsa. Chiamami.
Quella puttana, ridacchi Eliot. L'allusione all'occasione
televisiva non lasciava dubbi: Echo Bourne aveva
sicuramente a che fare con quella maledetta cassetta che
Eliot teneva in mano.
Accese il televisore e premette il pulsante del videoregistratore.
Sul grande schermo apparvero le immagini del
primo notiziario locale.
A commentare era Tiffany Dunsmore.
Il servizio funebre del capo di gabinetto Bradford
Barry si  svolto oggi a mezzogiorno nella chiesa episcopale
di St. John. Barry  morto improvvisamente domenica
sera, durante un incontro privato all'Hay-Adams Hotel.
Hanno assistito tutti i maggiori funzionari governativi,
dai membri di gabinetto al personale della Casa
Bianca. Poco prima della cerimonia, c' stato un breve
scontro tra gli agenti del Servizio Segreto che controllavano
la porta della chiesa e la moglie dell'ex senatore
Eliot Ives.
Eliot sent i peli che gli si rizzavano sulla nuca. Si chin
in avanti, a bocca aperta, mentre la telecamera passava
dalla giornalista in piedi sul marciapiede antistante la
chiesa, a un primo piano del portone della chiesa. Tra le
spalle degli ospiti che aspettavano ordinatamente in fila
di entrare, Eliot scorse Sinclare. Teneva per il bavero un
agente e gridava qualcosa: il microfono era troppo lontano
perch si sentissero distintamente le parole di quello
sfogo isterico. Aveva il turbante di traverso e la sciarpa
nera che teneva sulla spalla strusciava per terra.
Cameraman e microfonista si avvicinarono ancora di
pi e con orrore Eliot sent Sinclare dire: Non me ne
importa un c... Per fortuna l'ultima parola era stata
coperta da un pietoso bip bip. Sono la moglie di Eliot
Ives. Non potete lasciarmi fuori. Sono un'amica personale
del Presidente.
Mentre la cinepresa arretrava, per mostrare Sinclare
tenuta sotto le ascelle da due robusti agenti, un'ondata di
umiliazione si abbatt sul povero Eliot, fino a sommergerlo
completamente. Gli agenti la trascinarono un po' a
spinte e un po' sollevandola gi dal marciapiede, fin sulla
strada.
Eliot rimase impietrito sulla sedia, mentre il notiziario
proseguiva dagli studi televisivi. Tiffany Dunsmore cominci
a illustrare come si era svolta la scena. Eliot non la
sentiva quasi.
Il bicchiere che Eliot lanci sullo scaffale di libri accanto
al televisore mand in frantumi un ritratto di Sinclare.
Eliot torn al videoregistratore e premette il bottone di
avviamento.
Il nastro apparve quasi subito. Era un filmino in bianco
e nero, in penombra e quasi tutto sfocato: si vedeva una
donna con addosso solo reggicalze e stivali e un tipo a
sedere nudo che faceva schioccare una frusta. La cassetta
era muta, senza suoni n voci. Eliot la riavvolse e la fece
passare una seconda volta.
Si mise a ridere. S, certo, quel tipo somigliava a Dalton
Riggs, ma chiunque conoscesse Riggs si sarebbe accorto
che era un falso nel giro d'un secondo. Un tempo
Eliot e Dalton giocavano insieme a golf regolarmente.
Negli spogliatoi una volta avevano parlato del deplorevole
stato del sedere di Dalton, ridotto dello stesso colore
del Purple Hart, la medaglia concessa per ferite di guerra,
che Dalton conservava nel cassetto. Una mina vietcong lo
aveva quasi ucciso, ma a parte sua moglie e gli amici nello
spogliatoio del Country Club dell'Esercito e della Marina,
nessuno poteva capire il profondo significato della battuta
di Dalton: Ho dato il culo per il mio paese.
Ma c'era poco da ridere. Eliot si chiese se quella cassetta
non fosse stata fatta nell'intento di distruggere non
tanto Dalton, quanto piuttosto lui e Sinclare. Era furioso,
ma la sua rabbia era tranquilla, contenuta.
Avrebbe usato un vecchio trucco da procuratore: fare
uscire la prova allo scoperto e poi affrontare l'esecutore,
in questo caso Echo Bourne.
Odiava quella donna e l'influenza che esercitava su
Sinclare. Eliot aveva avuto modo di capire che tipo era
Echo quando, anni addietro, aveva ricattato un collega
senatore perch cambiasse il suo voto negativo in un voto
che approvasse invece una legge che favoriva un cliente
suo, minacciandolo in caso contrario di tirare fuori certe
sue foto compromettenti. Nelle foto il senatore si scatenava
nudo come mamma l'aveva fatto con due amichette di
Echo. Evidentemente quella donna non aveva cambiato
genere d'affari. Anche se si muoveva negli ambienti pi
altolocati, era sempre fondamentalmente malvagia, una
manipolatrice in cerca del proprio vantaggio.
Mentre cercava nella grossa agenda di Sinclare il numero
privato di Echo, che non figurava nell'elenco, Eliot
cercava di pensare quale fosse la tattica migliore per
affrontare la situazione. Visto che Echo non aveva n
scrupoli n remore a mentire spudoratamente, a falsificare
prove, a fare di tutto, pur di proteggersi, Eliot doveva
stare ben attento a non lasciarsi invischiare nella sua rete
appiccicosa.
Ma quando ebbe trovato il suo numero, lo ebbe composto
e ud la voce di Echo rispondere, Eliot aveva gi un
piano ben preciso in mente. Era un piano sicuro, giusto e,
soprattutto, l'unica soluzione possibile.
Echo rispose dopo parecchi squilli.
Echo, sono Eliot Ives. Sentiva delle voci soffocate
sul fondo, ma non esit a proseguire. Sinclare ha bisogno
di parlarti.
Oh, grazie, Eliot. Fece una pausa. In questo momento
sono in compagnia, ma ho urgenza anch'io di
parlarle.
Eliot tir un sospiro di sollievo. Questo significava che
Sinclare ed Echo non s'erano ancora parlate e che comunque
Sin non era a casa di Echo, in quel momento.
Questo infatti avrebbe sconvolto tutti i suoi piani. Ascolt
attentamente Echo mentre gli rispondeva. Echo era in
gamba, era furba e recitava maledettamente bene, ma lui
aveva interrogato troppi testimoni, per non sentirsi sul
suo stesso terreno.
Ma gi che sei in linea, Echo, vorrei parlarti anch'io.
Hai un secondo di tempo? Regola prima: mettere il
teste a suo agio. Non essere minaccioso. Non che ci
fossero davvero delle regole, per interrogare: era pura
sensibilit, intuizione ed Eliot sapeva di essere molto
bravo, in questo.
Per la verit dovrei tornare al mio... be', okay, Eliot.
Cosa c'?
Echo, la cassetta che hai dato a Sinclare... be', potrebbe
essermi molto utile per risolvere un certo problemino.
A Echo sarebbe piaciuto quel tono da cospiratore.
Significava ulteriore protezione, per lei.
Eliot, devo riavere quella cassetta immediatamente.
Tombola. Dunque era proprio sua!
Resta un attimo al telefono, Echo. Ho sentito il clic
d'una chiamata in attesa su questa linea e sono maledettamente
imbranato a far funzionare questo nuovo apparecchio.
In realt, Eliot si vantava della sua abilit meccanica.
Gli piacevano i gadget elettronici pi sofisticati e ce li
aveva tutti, compreso l'ultimo modello di BMW.
Era arrivato il momento giusto per la conferenza telefonica
che aveva organizzato col suo ufficio prima di
chiamare Echo. La sua segretaria, una donna di indubbia
onest e di specchiata carriera, visto che era stata anche
segretaria privata dell'arcivescovo della diocesi di Washington,
prima di andare a lavorare per Eliot, aveva
ricevuto ordine di prendere appunti della conversazione,
appena lui la inseriva in linea. Quando la segretaria fosse
entrata in linea, Echo avrebbe avuto la sensazione di
poter orecchiare un dialogo per un errore di Eliot nel
manovrare il telefono.
Miss Harmond, sono nel bel mezzo d'una importantissima
conversazione con Echo Bourne. Vuole per favore
chiamare la segretaria del Presidente e lasciar detto che
mi piacerebbe che il Presidente nominasse mio vice capo
di gabinetto Mark Kirkland? Spiegher io stesso i motivi
al Presidente, questa sera. L'affermazione non era n
falsa n vera, ma Eliot sapeva che Echo l'avrebbe interpretata
a modo suo.
Immagino di dovermi congratulare con lei, Senatore
Ives, gli rispose Miss Harmond, seguendo le istruzioni
che lui le aveva dato precedentemente.
Spero che lei venga con me alla Casa Bianca, Miss
Harmond.
Oh, senatore! Certamente!
Resti in linea, per favore, Miss Harmond. Eliot
schiacci qualche bottone a caso, perch si sentisse qualche
clic clic nel telefono. Miss Harmond aveva ordine di
prendere nota da quel momento in poi. Echo, sei ancora
l?
S, rispose lei, senza fiato. Sono sempre qui.
Eliot sapeva che Echo sarebbe rimasta sbalordita di
quanto aveva udito, esattamente come lui aveva sperato.
Sapeva che appena avesse finito di parlare con lui, si
sarebbe attaccata al telefono per raccontare a chi era
coinvolto con lei, se c'era qualcuno, quello che aveva
appena sentito. Dopo di che sarebbe bastato un controllo
delle schede della sua bolletta telefonica, per sapere chi
era il suo complice.
Bene. Questi maledetti telefoni. Non avrebbero mai
dovuto privatizzare la compagnia telefonica. Dove eravamo
rimasti? Aspett a lungo che lei rispondesse. Era
uno dei segreti d'un abile interrogatorio. In genere la
gente resta in imbarazzo, quando c' una lunga pausa
nella conversazione, e tende a riempirla. Specie a faccia a
faccia, pens Eliot. Quanto gli sarebbe piaciuto vedere
l'espressione di Echo quando l'avrebbe scaricata.
Eliot, ho davvero bisogno che mi venga restituita la
cassetta di Riggs. Cos'hai in mente?
Be', sai, non sono del tutto sicuro che sia proprio
Dalton Riggs. Il filmino  molto breve e sfocato. Tra
l'altro, chi  la donna?
Un'amica.
E due! Aveva fatto ancora centro.
Clic. Clic. Di nuovo tocc i bottoni dell'apparecchio.
Accidenti. Senti, Echo, so che vuoi parlare con Sinclare. Ora te la chiamo, io intanto prendo questa chiamata,
poi, quando avrai finito di parlare con Sin, ti dir cosa ho
in mente. Resta in linea; non ti passo sulla linea d'attesa,
altrimenti rischio di perderti. Lasciando la linea aperta,
Eliot si gir e grid alla stanza vuota: Sinclare, c'
Echo. Pausa. Sinclare! Pausa. Torn al ricevitore e
disse: Ascolta, Echo. Clic, clic. Echo, non so dove
sia. Lasciami prendere questa chiamata poi ti richiamo.
Prometti.  urgente, Eliot.
D'accordo. Puoi contarci. Dammi cinque o dieci minuti,
poi ti richiamo, rispose con un sorriso. E con
studiato impaccio, riattacc.
Aspett circa quaranta secondi, poi rifece il numero di
Echo. Proprio come lui aveva sperato, era occupato.
Riappese il ricevitore, lo stacc di nuovo e quando sent il
segnale di libero premette la chiamata automatica per il
suo ufficio.
Ufficio di Eliot Ives, rispose Miss Harmond.
Tutto fatto, Sara?
S, signore. Cosa ne devo fare?
Niente, non toccare niente. E naturalmente non chiamare
affatto la Casa Bianca. Adesso vorrei che tu aprissi
un'altra conferenza telefonica. Eliot le disse di metterlo
in contatto col capo della Divisione Criminale, il vice
procuratore generale Wilbur O'Neil e il procuratore degli
Stati Uniti per il distretto della Columbia. Li conosceva
molto bene tutt'e due, dai tempi della commissione giudiziaria
del Senato. Tutt'e due sapevano che Eliot era una
persona franca e schietta.
Rapidamente Eliot spieg ai due procuratori la faccenda,
mentre Sara Harmond era in ascolto. Quindi Sara
ripet tutto quello che aveva sentito tra Eliot ed Echo e
quello che lei ed Eliot s'erano detti. Poi Eliot chiese ai due
legali di restare in linea, mentre lui richiamava Echo e la
affrontava. Ricompose quindi il numero di Echo e prima
che lei potesse dire una sola parola, le spieg esattamente
tutto quello che aveva fatto da quando l'aveva chiamata
la prima volta e identific le altre persone in linea.
Stronzo bastardo strill Echo, sull'orlo d'un attacco
isterico.
A questo punto il procuratore distrettuale la interruppe.
Miss Bourne, la prego di presentarsi nel mio ufficio
luned mattina col suo avvocato. Se non accetta, dovr
spiccare mandato di cattura per un suo arresto immediato.
In culo a tutti quanti! url Echo. Verr col migliore
avvocato della citt e vi quereler tutti quanti fottuti
che siete, prima che la faccenda finisca. Aspettate e vedrete.
Eliot non si sentiva n bene n male per quello che
aveva appena fatto per proteggere se stesso e Sinclare.
Prima o poi quella donna avrebbe trascinato sua moglie
dalla parte sbagliata della legge, ne era sicuro, non perch
Sinclare fosse cattiva, visto che sinceramente non credeva
ci fosse un briciolo di disonest in Sinclare. Ma piuttosto
perch sua moglie era convinta che tutto quello di
buono che le era capitato nella vita fosse merito di Echo
Bourne.
Il tempo ormai incalzava. Eliot si vest rapidamente per
il party sullo yacht e scarabocchi un appunto per Sinclare:
Cara Sin, ci si vede sul Sequoia. Con affetto,
Eliot. Sperava che il tono del biglietto le togliesse la
voglia di prendere qualche altra iniziativa in quella caotica
giornata.

 Capitolo 45.

Gioved - ore 16
Crystal City
Arlington, Virginia.
Polly pass con un boato sulla corsia di sorpasso e gir a
sinistra. Attravers il Key Bridge in trenta secondi netti,
si lanci intorno all'isola rotatoria e fil sulla rampa che
portava al viale che correva lungo la riva piatta del placido
Potomac.
Diminu il gas e rallent, mantenendo comunque una
velocit che le sarebbe sempre valsa una multa e sufficiente
a sfogare tutte le emozioni che aveva dovuto ingoiare
da quando Sinclare Ives aveva fatto quella scenata
a sua madre. Quella scena era esattamente il concentrato
di tutto quello che Polly detestava nelle mogli dell'lite
del potere a Washington.
Quando aveva dieci anni, Polly aveva giurato a se
stessa che non avrebbe mai vissuto una vita riflessa,
all'ombra dell'uomo che avrebbe sposato, come tutte le
signore che venivano in casa alle colazioni e ai cocktail
party di sua madre. Quelle donne vivevano nel vuoto
assoluto della propria vita, attaccandosi a quel tanto di
esistenza che riuscivano a trovare nella vita dei loro mariti.
Non erano a loro agio n come donne, n come madri,
o altro, senza avere alle spalle l'identit d'un marito
importante.
La decisione di evitare il destino di quelle signore
aveva avuto grande peso nella scelta di West Point. Suo
padre aveva preso quella scelta come un complimento
alla propria carriera militare. Polly non aveva detto a
nessuno dei suoi genitori, che amava, il vero motivo della
sua scelta, perch sapeva che li avrebbe feriti. Sapeva che
sua madre non aveva scelto la vita che conduceva e
questo spiegava probabilmente il fatto che bevesse. Polly
era triste per non poterle essere d'aiuto. S'era ripromessa
di innamorarsi di un uomo che fosse suo pari: n pi, n
meno.
Tra tutte le mogli di uomini politici, Sinclare era certo
quella che Polly detestava di pi. Quella mattina le avrebbe
tanto volentieri affondato la testa nello stampo del
salmone. E l'avrebbe fatto, se non avesse saputo che
questo avrebbe provocato solo ulteriore imbarazzo a sua
madre. Godeva all'idea di sollevare Sinclare Ives sopra la
sua testa e cacciarla nel pat, a faccia in gi. Dopo tre
anni di West Point, con marce di venti miglia e diciotto
chili di attrezzatura da campo sulle spalle, era al massimo
della sua forza fisica. La sua figura robusta e sottile aveva
l'energia e l'agilit necessarie per competere con ragazzi
grandi due volte lei e questo le dava una piena fiducia
nelle proprie capacit di reagire a qualsiasi minaccia:
eccetto che a un comportamento grossolano e puttanesco,
come quello di Sinclare Ives. Polly non aveva mai
capito perch sua madre fino a quel momento avesse
sempre trovato divertente il comportamento scandaloso
di Sinclare. Polly l'aveva odiata fin dal loro primo incontro,
nella boutique di Judy Lowry, dove Polly aveva lavorato
durante l'estate del suo ultimo anno di liceo. Sinclare
aveva tentato di farsi mettere in conto abiti per oltre mille
dollari senza carta di credito e Polly era stata cortese, ma
inflessibile. La trovata finale di Sinclare era stata mettersi
sulla soglia del camerino, con addosso solo il reggicalze e
il reggiseno nero, senza mutandine, urlando: Lei non sa
chi sono io!
Polly aveva fissato freddamente quella donna che stava
a sedere nudo in bella vista davanti a tutte le altre clienti.
Polly a quel tempo era rimasta ammutolita e imbarazzata.
Prima d'allora non aveva mai sentito parlare di Sinclare,
ma da quel giorno quel nome le era rimasto bene impresso
nella mente.
Lei non sa chi sono io! Per Polly quell'urlo era
rimasto in tutti quegli anni l'emblema di tutte le mogli di
Washington che, in realt, non erano proprio nessuno.
Al ricevimento dell'Hay-Adams, quella mattina, non
c'era una sola donna, eccetto forse il giudice Sandra Day
O'Conner e, naturalmente, Liddy Dole, ex ministro dei
trasporti, che secondo Polly non albergasse dentro di s
quell'urlo silenzioso: lei non sa chi sono io!
Nel corso degli anni, alle colazioni e ai ricevimenti di
sua madre, Polly aveva conosciuto parecchie donne con
lo stesso grido silenzioso dentro i loro abitini firmati o i
corpi troppo ossuti, cos fragili che si potessero spezzare
in due tra pollice e indice.
Non facevano che girare e squadrarsi l'un l'altra in
cerca di un difetto, una pecca, qualcosa che indicasse
che l'altra era meno di loro, un filo pi grassa, o con
qualche ruga in pi, o con l'orlo non perfettamente a
posto. Sbattevano gli occhi come cerbiatti dei cartoni
animati e dicevano stupidaggini senza senso. Polly rabbrivid
al pensiero di quelle donne la cui vita non era
costruita sul proprio talento o merito, ma solo sull'ultimo
incarico o nomina del marito.
Polly non aveva mai pensato al matrimonio in termini
positivi finch non aveva conosciuto Bob. Gli uomini
pensavano che lei fosse delicata e vulnerabile e si sentivano
attratti. Ma il suo atteggiamento sfrontato e sicuro
in genere li allontanava e, se questo non bastava, c'era la
sua intelligenza brillante e la sua superiorit fisica a
dissuaderli.
Ma con quel ragazzone forte e dinoccolato del Servizio
Segreto, che le era capitato vicino sull'aereo della
campagna elettorale, l'autunno passato, era stato tutto
diverso. Erano a trentamila piedi d'altezza in un punto
impreciso tra Sioux Falls e St. Paul, Minnesota. Il sorriso
franco e l'aria di tranquilla sicurezza di quel ragazzo
l'avevano messa subito a suo agio. I vecchi trucchetti di
Polly lo avevano fatto semplicemente ridere, coi teneri
occhi scuri che si arricciavano agli angoli. A quel punto
il suo solito atteggiamento di superiorit le era sembrato
infantile e aveva lasciato perdere. Quando erano atterrati
a St. Paul, Polly sapeva che aveva incontrato qualcuno di
speciale.
Polly si infil nel garage sotterraneo di Crystal City, il
complesso di appartamenti dove viveva Bob, solo qualche
secondo prima che lui arrivasse e si fermasse dietro di lei,
con uno stridio di freni. Polly guard il bel viso di Bob
che si avvicinava. Si abbracciarono e lei gli affond la
testa nel collo. Dio, come mi sei mancato.
Dolcemente lui le rialz il mento con due dita e la fiss.
Andiamo in casa, disse. Il bacio dur per tutto il
tragitto dell'ascensore, dal seminterrato al piano dell'appartamento
di Bob. Bench avessero da dirsi mille cose,
tacevano. Sapevano che era impossibile parlare, se prima
non soddisfacevano il loro desiderio.
Lei fece strada verso la stanza da letto, spogliandosi
mentre camminava. Quando Polly raggiunse il letto, Bob
era arrivato alla camicia e alla fondina.
Nudi, si lasciarono cadere sulla trapunta di piuma,
morbida come una nuvola, e senza una parola placarono
la fame che avevano l'uno dell'altra. Era stato cos anche
la prima volta. Niente spiegazioni, scuse, giochetti: solo il
travolgente bisogno che avevano l'uno dell'altra. Quel
bisogno era stato nelle telefonate, nei frettolosi incontri
agli aeroporti e nei piccoli motel dei paesini e delle cittadine
intorno a West Point.
Non erano mai riusciti a restare insieme tutta una
notte. Lei aveva la sua vita e lui la sua. Grazie ad accurati
piani e alla forza del loro desiderio, riuscivano a stare
insieme poche splendide ore, ripromettendosi che il
prossimo incontro sarebbe stato pi calmo, pi lungo,
pi tranquillo e meno frettoloso. Questo aggiungeva un
tocco in pi alla loro passione. Fantasticavano su loro
due, abbandonandosi a fantasie geografiche; un giorno,
si dicevano, sarebbero stati su una spiaggia, o in una
capanna di montagna, prigionieri di una tormenta, oppure
abbandonati su un'isola deserta.
Appagato e riluttante a muoversi, Bob guard l'orologio.
Polly, sono gi le quattro. Entro in servizio alle
cinque e mezzo. Il presidente va sul Sequoia per una
visitina, poi va al grande ricevimento.
Piantalo in asso, borbott Polly, sotto un mucchio
di cuscini. Si stava giusto abbandonando a un sonno lieve
come garza.
Non ci si pu fare nulla, dolcezza mia, disse lui,
prendendola tra le braccia e tirando la trapunta su di
loro. Polly, dobbiamo parlare, disse con un tono stranamente
ufficiale date le circostanze, e le sfior la fronte
con le labbra.
Polly si irrigid leggermente. Era lei, che doveva parlare.
Era lei, che doveva dirgli che era incinta, ma non
riusciva a decidersi a farlo. Avrebbe dato la precedenza a
Bob. La sua notizia poteva aspettare.
Sai che mi sono occupato delle indagini sulla morte di
Bradford all'Hay-Adams. Lei annu, senza interesse.
Bob tir un profondo sospiro. C' una cosa di cui ti
devo parlare. Bob aveva l'impressione che Polly non
fosse particolarmente ansiosa di ascoltare particolari sulla
morte di quello zio che era appena stato sepolto.
Sarebbe stato un brutto colpo per lei sentire che le indagini
avevano finito per approdare a sua madre.
Ehi, tesoro, disse Polly, girandosi ad accarezzargli la
testa, mentre lui la guardava con aria triste. Cosa
succede?
Accidenti, Polly, devo dirti una cosa che non dovrei
proprio dirti, ma siccome ti amo, non posso farne a
meno. E per di pi, temo che sar piuttosto spiacevole,
per te.
Bob, sono una ragazza grande. Forza, parla.
Lui accese lentamente una sigaretta, poi con tono casuale
le raccont del tracciato della voce, come se si
trattasse d'una semplice coincidenza. Polly rimase molto
stupita nel sentire che zio Brad era un tale donnaiolo,
che durante la campagna elettorale era stato messo sotto
sorveglianza, perch dormiva con una giornalista francese
di sinistra. Il fatto che la sera in cui era morto fosse
impegnato in un convegno amoroso le suggeriva comunque
l'idea gradevole che zio Brad si fosse divertito negli
ultimi minuti di vita.
Una pura coincidenza che la voce della donna che ha
chiamato il 911 e la voce di mamma siano identiche,
afferm fiduciosa. Poi scoppi a ridere. Bob, non riesco
proprio a immaginare zio Brad e mamma che lo fanno.
Be', neanch'io, fino a stamattina. Lascia che ti dica
cos'altro abbiamo scoperto. L'FBI ha trovato un gioiello
nello scarico della doccia della suite in cui  stato trovato
Brad Barry.
Polly allontan i suoi pensieri dall'idea che s'era fatta
di zio Brad per immaginarlo sotto una nuova luce.
Ehi, vorresti dire che lo stava facendo sotto la doccia?
disse Polly. Magnifico. Ci vogliono gambe davvero
forti, per restare in piedi.
Polly, sta' buona e ascoltami.
Bob era troppo tranquillo, troppo serio perch Polly
facesse diversamente. Non s'era quasi mossa, da quando
Bob aveva cominciato a parlare, perci spost una gamba
che le formicolava.
Bob continu: Siamo risaliti col braccialetto a un
gioielliere e abbiamo avuto il nome della persona che
l'aveva fatto fare. Fece una pausa, chiedendosi se doveva
dirle che era un regalo dell'ambasciatore Sumner a sua
figlia Jan. No, stava gi infrangendo un mucchio di regole.
Comunque, adesso era necessario. Allung una mano
e spense la sigaretta. Comunque, il braccialetto  stato
restituito dall'FBI al Servizio Segreto la mattina stessa. Gli
oggetti di valore vengono sempre registrati nella memoria
del nostro computer, in modo che chi se ne occupa ne 
responsabile anche se restano nelle nostre mani solo per
una notte. Abbiamo seguito quindi questa prassi, e nel
farlo l'agente ha notato che nel computer era gi stato
registrato lo stesso braccialetto circa sei mesi prima. Era
nella lista degli oggetti smarriti e ritrovati la sera del ballo
inaugurale alla Casa Bianca. Era tua madre che lo aveva
consegnato. Lo aveva trovato sul pavimento della pista
da ballo.
Bob s'interruppe perch le stava dando un mucchio di
particolari e voleva essere sicuro che quello che diceva si
imprimesse bene nella mente di Polly.
Il braccialetto rimase quindi chiuso nei nostri uffici
per un mese. Visto che nessuno lo reclamava,  stato poi
restituito a tua madre. Polly, odio dovertelo dire, ma pare
che fosse lei la donna che lo indossava mentre era sotto la
doccia con Barry.
Polly ascolt tre battiti del suo cuore, cercando di
pensare a quanto Bob le aveva appena detto. Mia madre?
disse infine, sbalordita e incredula.
Lui le prese una mano e guard il suo visetto ferito.
Sai che non dovrei dirti queste cose. Potrei finire dietro
una scrivania del reparto contraffazioni a Cheyenne, o,
peggio, potrebbero buttarmi fuori dal Servizio. Ma tu
significhi troppo, per me.
Polly salt gi dal letto, avvolgendosi con uno strattone
il lenzuolo intorno al corpo nudo. Si mise a camminare su
e gi tra la finestra e il letto. E va bene. Ammesso che
fosse lei, cosa di cui non sono affatto sicura, cosa c'entra
con tutto il resto?
Polly, non te la prendere cos. C' qualcos'altro, che ti
devo dire.
Non me ne importa un cazzo di niente! Cosa siete,
voialtri? La Gestapo o cosa? La polizia del pensiero? 
forse un crimine per due adulti consenzienti scopare?
Forse dovremmo consegnarci anche noi due!
Mentre Polly continuava ad andare su e gi, la sua
rabbia diventava preoccupazione. Cammin per un po'
senza dire nulla, poi si ferm. L'FBI! Porca merda, Bob,
ma che razza di faccenda ?
Be', una faccenda piuttosto grossa. Ma sto cercando
di ridurla a proporzioni accettabili. Di fare in modo che
non si sappia. Voglio proteggere te e i tuoi genitori.
Potrebbe essere dura, per tuo padre.
E chi lo sa, finora? chiese, lottando con la sensazione
di panico totale all'idea di suo padre.
Polly, sono l'unica persona al mondo a sapere che il
braccialetto trovato in albergo  lo stesso che tua madre
aveva trovato la sera del ballo. L'ho scoperto sulla registrazione
perch mi  stata rimandata da sistemare. 
stata mandata alla Casa Bianca, perch il Presidente ha
fatto sospendere le indagini. Non c'era motivo di sospettare
che ci fosse qualche problema di sicurezza, perci 
tutto finito. Il braccialetto verr restituito alla proprietaria
domani stesso.
Povera mamma, non so se ce la far a reggere,
mormor Polly, deglutendo per schiarirsi la gola da un
nodo fastidioso.
Bob si sporse dal letto e la prese tra le braccia. La tenne
stretta, cullandola avanti e indietro. Sto cercando di
semplificarvi le cose, tesoro. Ma ho fatto tutto quello che
potevo fare.
Voglio morire, disse lei, stringendosi forte a lui.
Polly, non  da te. Dov' finito il mio cadetto tutto
d'un pezzo? E continu a cullarla lentamente.
Alla fine lei disse cos piano che Bob quasi non la sent:
Il tuo cadetto tutto d'un pezzo  incinta.
Cosa? chiese lui, stupito.
Spiacente, agente Kadanoff. Un piccolo intoppo.
Bob smise di cullarla e la stacc da s, per poterla
guardare in viso. Non  per niente un intoppo, disse
raggiante.  maledettamente meraviglioso.
 uno schifo, Bob. Mi sento cos stupida.
Piantala. Cosa c' da sentirsi stupidi? A me piacciono
i bambini. E ti amo, adesso anche pi di prima.
Le uniformi di West Point non sono molto adatte ai
pancioni.
Al diavolo West Point.
Se lo avr, sar il contrario.
Come sarebbe a dire, se lo avrai?
C' sempre un'alternativa.
Polly non avrebbe mai dimenticato l'espressione del
viso di Bob. Era in parte doloroso stupore e in parte furia
bianca. Indic il suo addome. L dentro c' una parte di
noi, disse, di te e di me.  quello che abbiamo fatto
amandoci. Non c' nessuna alternativa. Mai.
Polly cedette alle lacrime. Oh, Bobby, ti amo tanto.
Polly, di questo parleremo dopo. Adesso penso che
dovresti andare da tua madre il pi in fretta possibile.
Deve sapere che siamo arrivati a queste conclusioni e
forse potremmo essere d'aiuto, se Sumner dovesse cominciare
a borbottare in giro qualcosa.
Per l'ora in cui riuscirei a essere a casa, lei sarebbe gi
uscita.
Dove va?
Va a quel grande ricevimento nella tenuta di lady
Maubry, in Virginia, da qualche parte nella Fauquier
County.
Bob si alz e si avvi verso la doccia. Ci dobbiamo
andare anche noi col Presidente. Faresti bene a filare
subito laggi.
S, signore!  tutto, signore? esclam lei con un
sorriso malizioso, scattando sull'attenti e facendo il saluto.
Era completamente nuda e il lenzuolo le cadde di
dosso.
Si fissarono un attimo, poi si precipitarono l'uno nelle
braccia dell'altra.

 Capitolo 46.

Gioved - ore 16
Il Cosmos Club.
Dopo avere fatto chiamare Dalton dal fattorino, Caroline
si sedette ad aspettarlo nella sala delle signore. Il vecchio
ed elegante Cosmos Club, all'angolo tra Massachusetts e
Florida, era deserto. Gli ultimi tiratardi del pranzo se ne
erano andati gi da un pezzo e per il cocktail era ancora
troppo presto. Dalla sua poltrona di cuoio con lo schienale
alto, vicino alla finestra, Caroline vedeva quattro signore
dai capelli azzurrati che facevano una tranquilla partita
a bridge nella sala da gioco.
Caroline sorrise triste fra s. Pensava che entro una
ventina di anni sarebbe stata anche lei come una di quelle
vecchie signore, che ammazzavano il tempo giocando
stupide partite a carte. Washington pullulava di vedove:
donne che avevano seguito i loro ambiziosi mariti nella
capitale, si erano conquistate un posto nella gerarchia
sociale della citt, poi avevano perso il marito per i danni
dello stress e del successo che incombevano sulle rive del
Potomac. Piuttosto di tornare nella piccola cittadina di
provincia da cui erano venute, dove amici e famigliari
non capivano il fascino abbagliante e l'energia di Washington,
quelle donne restavano nella capitale e si facevano
reciproca compagnia. Avevano un legame che le accomunava
e molte di loro erano ancora attive, costituendo la
spina dorsale delle varie organizzazioni di carit di Washington.
Dopo quello che Caroline aveva passato in quegli
ultimi sei mesi, la prospettiva di vivere come quelle signore
sembrava rassicurante e consolante, ma maledettamente
noiosa. Si chiedeva cosa le avrebbe riservato il
futuro, ora che il suo matrimonio stava sicuramente per
finire.
Ordin un martini al solito vecchio cameriere negro
che lavorava al Cosmos Club da sempre, che lei ricordasse.
Aveva appena cominciato a sorseggiare il suo drink,
quando vide arrivare Dalton a grandi passi verso di lei.
Indossava il vestito grigio da banchiere, la cravatta di seta
a righe e la camicia d'un bianco abbagliante che Caroline
ricordava di avergli visto scegliere quella mattina a casa.
Era andato in volo ad Atlanta ed era tornato per il suo
discorso quella mattina, cio un milione di anni fa.
Dalton fece un cenno al cameriere, prima di chinarsi a
sfiorare la guancia di Caroline con le labbra e sedersi di
fronte a lei. Lei tratteneva il fiato e teneva gli occhi fissi
sull'anello di West Point, non osando guardarlo direttamente
in viso. Dalton, dobbiamo parlare, cominci.
Se si tratta di Polly, disse lui, va tutto bene. Mi ha
telefonato pochi minuti fa. Sta sistemando tutto quanto
con quel giovanotto. Poi ne parleremo. Non ti preoccupare,
tesoro, vedrai che tutto si sistemer.
Caroline lo fiss. O era un mostro a volerla torturare
cos o non sapeva niente. Tutti i suoi buoni propositi
svanirono. Voleva un rinvio, una sospensione della pena.
Gli parl dell'incidente al ricevimento per il servizio
funebre di Barry. Perlomeno sarebbe servito a distrarlo.
Ma lui sapeva gi tutto e si congratul con lei per come
aveva gestito la difficile situazione.
Non c' ancora nessuna novit per quanto riguarda il
capo di gabinetto? chiese Caroline, alla ricerca di un
altro diversivo.
Credo che probabilmente il Presidente chieder a
Eliot Ives di salire a bordo. Oppure potrebbe promuovere
l'attuale vice capo gabinetto, David Klein. Dubito che
dar il posto a Mark Kirkland, per quanto ritengo che
Mark sia molto in gamba e sprecato all'Ufficio Stampa.
Dalton! Ne parli come se tu avessi gi rinunciato.
 cos, Caroline.  proprio di questo, che volevo
parlarti.
Il cameriere pos silenziosamente un ginger-ale davanti
a Dalton e si allontan. Dalton tir la sedia pi vicina,
tanto che ora le loro ginocchia quasi si toccavano. Avevo
intenzione di parlartene stasera, mentre andavamo da
Connie. Si mormora negli ambienti della stampa che ci
sia una videocassetta in circolazione per la citt. Pare si
tratti di un filmino con persone che si dedicano a pratiche
sessuali sadomasochiste. Si presume che io sia uno di
questi personaggi. Dalton parlava come se stesse esponendo
la sua opinione in fatto di disarmo nucleare, in
modo molto pratico, realistico e senz'ombra di emozione.
Caroline si infiamm.  la cosa pi sporca e maligna
che abbia mai sentito!  un falso, naturalmente.
Dalton alz la mano per invitarla al silenzio. Via,
tesoro, non te la prendere.  proprio per questo, che
esitavo a parlartene. Sapevo come ti saresti inquietata.
Naturale, che  un falso, ma pu arrecare un mucchio di
danno, prima che la gente se ne renda conto. Sai che in
questa citt i pettegolezzi si propagano rapidi come il
fuoco. Non ci vuole molto a far girare una calunnia.
Circola attraverso i controlli sui telefoni. Le reti televisive
la mettono in apertura del notiziario della sera, vera o
falsa che sia la notizia, ed  fatta. Non posso fare questo
al Presidente. La sua amministrazione finora  senza
macchia.
Ma cosa intendi fare? chiese Caroline, cercando di
tenere bassa la voce. Non puoi lasciare che la passino
liscia.
 per questo che volevo vederti qui, fuori dell'ufficio.
Ho un appuntamento col Presidente alle cinque. Col tuo
permesso, vorrei ritirare la mia candidatura a quel posto.
Oh, Dalton, ma  spaventoso. Era stupita che Dalton
avesse voluto dividere tutto questo con lei. Molto
premuroso, da parte sua. Voglio che tu faccia quello che
ritieni meglio. Come l'hai scoperto?
David Klein mi ha chiamato questo pomeriggio.
L'Ufficio Stampa aveva avuto un paio di telefonate a
proposito di questa faccenda. La voce gira anche al Circolo
della Stampa. Klein voleva che lo sapessi, prima di
andare dal Presidente. E stato molto cortese, da parte
sua. Non era obbligato a farlo, ma ha voluto che lo
sapessi prima che qualcuno facesse circolare il filmino.
Ha anche informato il Dipartimento della Giustizia e ha
chiesto che l'FBI indaghi su chi c' dietro a tutto questo.
Ma come pu la gente essere cos meschina?
Dalton si strinse nelle spalle.  questo il punto. Pi
vicino arrivi al potere, pi diventi una minaccia. E cos i
tuoi nemici diventano terribilmente pieni di inventiva.
Dalton fece cenno al cameriere e quando questi si
avvicin al tavolo, gli disse di lasciare aperto il conto.
Devo scappare, tesoro, le disse dandole una strizzatina
alla mano. Cerca di rilassarti un po'. Mander un'auto
della Casa Bianca a prenderti tra quarantacinque minuti.
Poi ce ne andremo in Virginia. Augurami buona
fortuna. Devo farlo.
Lo so, caro, disse piano Caroline, mandandogli un
bacio sulla punta delle dita.
Quando Dalton se ne fu andato, lei rimase a lungo con
lo sguardo fisso fuori della finestra. Il melo vicino al
vecchio edificio stava ormai perdendo tutti i fiori. S'era
alzata la brezza della sera, che staccava e trascinava a
terra i teneri fiorellini bianco-rosa. Pareva che l'albero
piangesse.
Senza una parola, alz una mano per chiamare il cameriere.
Gli indic il bicchiere del martini vuoto e gli fece
capire che ne voleva un altro.
Era al terzo, quando un attendente chiam dalla Casa
Bianca per dirle che l'auto stava venendo a prenderla, ma
che il generale le chiedeva di andare al ricevimento da
sola. L'incontro col Presidente andava per le lunghe e il
generale Riggs l'avrebbe raggiunta pi tardi a Winterberry.
Ora non sapeva se stava meglio o peggio, per non avere
detto niente a Dalton di quanto era venuta l a dirgli,
perch si sentiva di nuovo molto sola, molto lontana
dall'essere parte di qualcosa di importante. Guard le
signore che giocavano a bridge e disse forte, a nessuno in
particolare: No, grazie. Non  ancora il momento, per
me.


Capitolo 47.

Gioved - ore 17
Willard Hotel
Un spar nell'atrio.
Eliot, incalzato dal tempo e seccato dalla missione che
era venuto a compiere, pass attentamente in rassegna il
bar del Willard un paio di volte. Il barista non l'aveva
vista.
Niente Deena!
Maledizione! Se quella puttana mi ha dato buca, io la...
Ah! eccola! esclam, alzando le mani, sollevato.
Era seduta in un spar appena fuori del bar, come se si
nascondesse. Una lampada a frange vicino alla poltroncina
a spalliera bassa dava ai suoi capelli biondo-grigio
l'aria di una parrucca da pagliaccio.
Sentendo la sua voce, Deena cacci rapidamente un
grosso fascio di fogli che stava leggendo nell'enorme
borsa che teneva in grembo. Diede una scrollatina alla
frangetta e gli disse fra i denti: Bene, inalberando
quell'aria da regina madre che le aveva visto tante volte.
Finalmente  arrivato.
Eliot sfoggi il suo pi fascinoso sorriso. Se avesse
potuto allungare le mani, mettergliele intorno al collo e
strozzarla, l'avrebbe fatto volentieri. In quel momento la
odiava per il potere che aveva su di lui, per aver costretto
un uomo del suo livello ad andare l, in quel maledetto
albergo, a perorare la propria causa. Eliot cont mentalmente
fino a tre, poi si lasci andare sulla felpa della
sedia di fronte a lei. Che cos'ha, l? Non avr cominciato
a leggere manoscritti nel tempo libero, eh?
Ma quale tempo libero? scatt lei. Tre rubriche
alla settimana, un articolo al mese per una rivista e uno
spettacolo televisivo quotidiano. E chi ha tempo?
Eliot soffoc un gemito. Bene, Deena, visto che lei 
cos occupata, cercher di non rubarle troppo tempo.
Voglio parlarle della conversazione che ha avuto oggi con
Sinclare. Oggi pomeriggio mia moglie non era in s e se
lei potesse dimenticare quanto le ha detto, gliene sarei
molto grato.
Dopo un momento di silenzio, fissandolo, lei disse:
Quanto grato, Eliot?
Eliot era bravo a capire la gente. Aveva gettato l'esca,
senza sapere bene cosa avrebbe pescato. Non gli era
sfuggito che Deena continuava inconsciamente ad accarezzarsi
la borsa che teneva in grembo.
Tir fuori un sigaro. Le dispiace se fumo? chiese.
Non aveva molto tempo a disposizione. Avrebbe dovuto
incontrare George Lowry alle sei, ma doveva nascondere
la sua fretta e comportarsi come se fosse potuto
restare anche tutta la sera. Ci voleva un quarto d'ora da l
per arrivare al molo dove era attraccato il Sequoia. Quindi
aveva solo pochi minuti per convincerla.
Sbuff un pennacchio di denso fumo azzurrino che li
avvolse completamente. Lei non batt ciglio. Mi dica
quello che ha in mente, mia cara. Cos sapremo quanto
grato dovr essere.
Capiva dal suo sguardo che aveva tutte le intenzioni di
tenerlo il pi possibile sulle spine. Una cosa che aveva
molto apprezzato, quando era al Senato, era di avere
sempre a che fare con gentiluomini: gente cio che sapeva
quando premere e quando tirarsi indietro. Deena
era una che premeva sempre, pi forte che poteva.
Be', immagino che lei sia un po' preoccupato dal fatto
che sua moglie vada in giro per la citt a diffamare e forse
ricattare un pubblico ufficiale e che la cosa potrebbe
diventare una succosa notizia, sul giornale di domani.
Infil una mano nel suo voluminoso vestito e si sistem
una spallina del reggiseno. Dovrei avere un ottimo motivo,
per non pubblicarla.
D'accordo, Deena. Cos' quel manoscritto che tiene
nella borsa?
Lei si guard in grembo, poi lo sbirci attraverso le
lunghe ciglia finte. Ce n'era una che si stava staccando e
sembrava un millepiedi in fuga sulla sua palpebra. Non
ci creder, disse con orgoglio.  mio.
Eliot ci credeva, eccome. Tese la mano, mentre lei
sollevava il borsone e lo prendeva tra le braccia, come un
bambino. Se lo stringeva al petto, cullandolo e abbassando
la voce al livello di un mormorio confidenziale. Eliot,
sono due anni che ci lavoro. C' tutto: sesso, glamour,
scopate ad alto livello, intrigo, la vera Washington segreta
che solo io conosco. Sally Quinn, Alien Drury, Barbara
Howar: nessuna di loro potrebbe mai sapere quello che
c' qui.
Eliot ritir la mano. Doveva stare a sentirla, prima che
lei si decidesse a staccarsi dal suo tesoro.
Sa, sono anni che la gente mi dice che dovrei scrivere
un grosso romanzo su Washington. Tutti dicono che
potrei fare un gran colpo, se scrivessi un romanzo. Ebbene,
Eliot, l'ho scritto. Diede una scrollatina alla frangia,
poi alz gli occhi al soffitto. Ma mi sento cos indifesa,
cos vulnerabile. Se per esempio mandassi il manoscritto
da leggere a qualcuno e me lo rubassero? Lei  avvocato.
Potrebbero farlo, vero?
Piuttosto improbabile, Deena. Non  cos che vanno
le cose, di solito.
Ah, ecco! Non  cos che vanno le cose, ripet, come
se lui avesse appena distillato la saggezza dell'undicesimo
comandamento. Eliot, ho bisogno di qualcuno che mi
dia una mano. Sa, che mi faccia capire come funzionano
le cose. So di essere seduta su una miniera d'oro: edizione
rilegata, edizione pocket, club del libro, miniserie,
magari un film. Non voglio lasciarmi mettere nel sacco,
capisce.
Eliot capiva, e capiva anche che Deena doveva sapere
che lui rappresentava gli interessi di alcuni editori di New
York. Perch non si prende un agente, Deena? Sono
fatti apposta per questo.
Un agente! Chiunque pu prendersi un agente!
strill lei. Io voglio protezione vera, voglio una persona
d'un certo peso, qualcuno che sappia il fatto suo. Voglio
un legale, come lei, Eliot.
Non credo che lei possa permettersi me, Deena cara.
Permettersi? Permettersi? Vuole dire che costerebbe
molto caro?
Eliot tir una lunga boccata dal sigaro e osserv le
volute di fumo che si alzavano lentamente. Era chiaro
cosa voleva Deena. Se il libro era buono, poteva anche
aiutarla. Deena, lei ha bisogno di un agente che valuti il
suo libro, qualcuno che conosca il mercato cui  destinato
un libro del genere e che poi riesca a strappare il contratto
migliore, spieg pazientemente.
Gi, e forse lei ha bisogno di un agente che le tenga il
culo fuori dai guai, visto che lascia che sua moglie giri per
la citt ricattando un pubblico ufficiale, senatore.
Calma, Deena, disse Eliot, controllando la sua rabbia.
Aveva imparato tanto tempo prima che arrabbiarsi
non serviva a niente. Lei vuole fare un affare. Allora,
comportiamoci da persone adulte e facciamo questo affare.
Non dubito che lei sappia scrivere un libro di gran
successo e sarei ben lieto di assisterla come legale. Ma
voglio che lei faccia marcia indietro con Sinclare pi in
fretta di quanto le si  avvicinata. La sua voce era ferma,
ma non minacciosa. Mentre parlava, guardava Deena
dritto negli occhi.
Mi scusi, Eliot. Forse ho avuto la mano un po' pesante,
ma questo libro  pi che importante per me.  la mia
vita. Il labbro inferiore cominci a tremarle.
Eliot non aveva mai visto Deena abbassare la guardia.
Anche Sinclare  la mia vita, Deena - pi della mia vita
- e non voglio che nessuno le faccia del male. Mai.
Allung di nuovo la mano verso il libro che Deena stringeva
ancora con forza. Su, me lo dia. Adesso che ci
siamo intesi, penso che potremo farci un piacere reciproco.
Lei si decise a tirare fuori dalla borsa il manoscritto,
accarezzando con amore la prima pagina. Promette,
Eliot? chiese in tono lamentoso. Promette che si prender
cura di lui? Promette che non lo far vedere a nessun
altro?
Deena, sar difficile che riesca a farglielo pubblicare,
se non lo faccio leggere a qualcun altro, ribatt lui
dolcemente. L'editore dovr pur valutarlo, le pare?
Be', s. Ma lei sa cosa intendo dire. Qui dentro c' un
sacco di roba che scotta. Non ... non andr in giro per la
citt, a parlarne alla gente?
Ma Deena cara, non  proprio quello che lei fa per
campare?
Be', s... certo. Ma questo libro  me stessa.  il mio
cuore.
Le assicuro che  in buone mani, disse lui e tese la
mano.
Con riluttanza, lei gli moll il fascio di carte.
Si avviarono insieme per l'atrio dell'albergo, parlando
di come avrebbe proceduto Eliot per piazzare il libro.
Lui sapeva esattamente dove mandarlo e pensava che
doveva anche farlo in fretta... per non dire subito. Eliot
capiva di avere concluso un affare molto pi vantaggioso
di quanto avesse sperato. Finch aveva in mano il libro di
Deena, lei non avrebbe osato scrivere niente di odioso su
di lui o su Sinclare. Potevano passare mesi prima che il
libro venisse pubblicato e poi, anche dopo la pubblicazione,
Deena avrebbe avuto sempre bisogno del benvolere
dell'editore, tramite Eliot. Tanto sarebbe bastato a tenerla
in riga. Era davvero un affare fantastico.
Deena era tutta eccitata. Lo abbracci e lo baci per
salutarlo, baci e abbracci di cui Eliot avrebbe fatto volentieri
a meno.
Eliot sorrideva ancora quando sal in macchina per
filare al Sequoia. Sperava di avere altrettanta fortuna con
George Lowry.

 Capitolo 48.

Gioved - ore 18,05
La Casa Bianca, Ala Ovest.
Il fracasso del Marine One che atterrava sul prato sud
copriva interamente la voce del notiziario delle sei, anche
se l'Ufficio Stampa era sul lato nord dell'edificio.
Mark Kirkland cercava rapidamente di sgomberare il
tavolo dalle notizie dell'ultimo minuto, mentre guardava
tre schermi televisivi che gli davano modo di seguire contemporaneamente
il notiziario su tutt'e tre le reti. Solo
recentemente aveva saputo che la tradizione di guardare il
televisore a tre schermi era cominciata alla Casa Bianca
solo con Lyndon Johnson, che l'aveva inaugurata l'ultimo
anno del suo mandato, quando voleva sapere tutto quello
che si decideva del suo modo di gestire la guerra del
Vietnam. Johnson di solito in questo modo si prendeva
solo una dose tripla di cattive notizie, come era stato poi
anche per molti suoi successori. Ma l'amministrazione
Kane godeva ancora d'una specie di luna di miele con la
stampa, perci andarsene dalla Casa Bianca la sera cos
presto non sarebbe stato un vero problema.
Le tre stazioni davano il notiziario locale. In apertura su
Canale 9 c'era un rimorchio snodabile per trattore. Su
Canale 2 si parlava d'uno scandalo di scommesse in una
scuola media del Maryland. Su Canale 7 Tiffany Dunsmore
era in piedi, davanti alla cattedrale di St. John, con un
microfono in mano. Mark abbass il volume delle altre due
stazioni.
Il servizio funebre per il capo di gabinetto della Casa
Bianca Bradford Barry si  svolto stamane a mezzogiorno
nella chiesa episcopale di St. John, cominci la anchorwoman.
Mark guardava con crescente interesse, mentre la Dunsmore
riferiva dell'imbarazzante incidente tra Sinclare
Ives e il Servizio Segreto. Le tendenze istrioniche di
Sinclare erano ben note. Il blando divertimento con cui Mark
seguiva il servizio divenne improvvisamente acceso interesse
verso la fine. Abbiamo cercato di sapere da Jan
Kirkland, capo del Protocollo del Dipartimento di Stato
che ha organizzato la cerimonia, perch mai Mrs. Ives sia
stata esclusa dal servizio funebre. Finora l'ufficio di Mrs.
Kirkland non ci ha dato ancora una risposta.
Mark allung d'istinto la mano verso il telefono. Chiese
alla telefonista della Casa Bianca di chiamargli casa sua.
Stava per riappendere dopo il quarto squillo, quando finalmente
Jan rispose.
Sono io, disse Mark.
Tesoro, scusami. Ero sotto la doccia. Ho una fretta
pazzesca. Zia Connie  di sotto in macchina col giardiniere.
Tu che fai, vieni con noi? La sua voce era stranamente
ondeggiante, come se stesse facendo oscillare il microfono
e si muovesse in giro.
Hai visto il telegiornale delle sei?
No, stavo correndo. Che succede?
Il tuo ufficio non ha niente a che vedere col fatto che
Sinclare  stata esclusa dal servizio funebre di Barry?
Accidenti, borbott lei sottovoce. Era proprio
quello che temevo.
Ma com' andata?
Tesoro, per favore, vieni a casa. Dobbiamo parlare.
Ma se stai partendo.
Mander avanti zia Connie. Noi due andremo in macchina
insieme e ci cambieremo alla fattoria. Ho gi messo
il tuo smoking in un sacco di plastica.
E la mia camicia?
Camicia. Controllo.
Bottoncini, gemelli, fusciacca di seta, scarpe... no,
lascia perdere, ho gi addosso calze e scarpe nere.
E la tua mantella da Dracula?
Cosa?
Scherzavo, disse Jan.
Non scherzare. Corro. Baci. E riattacc.
Diede un'occhiata circolare al suo ufficio. Non sarebbe
arrivata nessun'altra notizia dall'ufficio della Casa Bianca,
visto che il Presidente partiva entro un'ora.
Jan e Mark parlarono poco, mentre lui guidava in mezzo
al traffico a tre corsie, in direzione della periferia. Jan
strizzava gli occhi contro il sole accecante. Tra un'ora
sarebbe calato dietro le colline della Virginia del nord e la
terra avrebbe cominciato a rinfrescarsi.
Regol la ventola del condizionatore d'aria e lo fece
soffiare proprio in direzione delle morbide pieghe del suo
abito da sera. Abbastanza stupido, eh?
Non particolarmente furbo, ammise lui.
Non credevo che sarebbe diventato il premio Pulitzer
per un giornalista investigativo, disse Jan ironica. Pensi
che la stampa vorr andare a fondo? chiese poi, seria.
Ne dubito.  una notizia senza un seguito.
Jan guard fuori del finestrino. Sapeva che Mark non
approvava che avesse depennato il nome di Sinclare dalla
lista degli ospiti. Ma quella odiosa notizia falsa su Mark
l'aveva talmente fatta infuriare.
L'ho fatto per te, Mark.
Per me?
Ho saputo che  stata Sinclare a fare pubblicare a
Deena quella notizia nella sua rubrica. Stava cercando di
colpirti e io ero furiosa.
Sei una brava moglie, Janet Kirkland, disse Mark.
Con eccessiva seriet stava cercando di non dar peso
all'incidente, di farle capire che non doveva pensarci pi.
Bene, e ho un bravo marito, aggiunse. Ti hanno
dato il posto di capo gabinetto?
La linea della mascella di Mark le diceva che qualcosa lo
preoccupava e voleva parlarne con lei. Anche se Jan desiderava
disperatamente raccontargli quello che aveva saputo
poche ore prima da zia Constance, volle dargli la
precedenza. Tesoro? disse per stimolarlo.
Jan, ho sempre capito che ero solo il candidato di
ripiego. E per ora non vedo nessuno che si sia tirato
indietro. Ma non sono veramente sintonizzato su quanto
sta accadendo.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, mentre lei
guardava il calore che si alzava dall'asfalto molle della
statale, creando strani miraggi luccicanti vicino alle ruote
delle auto davanti a loro.
Poi si gir verso Mark e disse piano: Mio padre non 
affatto quello che credevo che fosse, Mark. L'ho scoperto
oggi pomeriggio.
Cosa vuoi dire? chiese lui, stupito.
Lei gli raccont tutto. Dapprima le parole le restavano
attaccate alla gola. Quando arriv alla parte che riguardava
sua madre, le parole uscirono a fiotti, come un torrente
di dolore e di sollievo. Quando smise di parlare, restarono
tutt'e due immobili, con gli occhi fissi dinanzi a loro.
L'auto aveva cominciato a inerpicarsi per la salita. Le
piatte distese di pascoli ai due lati della strada avevano
ceduto il posto alle colline dai dolci pendi. Sul lato opposto
c'era la vallata, che si stendeva in tutto lo splendore
dell'inizio d'estate. Jan sapeva che dalla cima della collina
avrebbero visto il luogo che amava di pi al mondo. In
fondo, a sinistra, la bassa staccionata bianca della fattoria
di Winterberry correva per chilometri, o almeno cos pareva,
delimitando la terra che apparteneva alla famiglia
Sumner da molto prima della Guerra di secessione.
Alla curva in cima alla collina c'era una piazzola di
sosta panoramica, dove i turisti scattavano foto della
valle sottostante. Accosta, Mark. Possiamo fermarci un
momento, come facevamo una volta, disse lei indicandogli
il segnale. Abbiamo tutto il tempo.
Mark guid l'auto nella piazzola di sosta... Senza parlare,
scesero e si avviarono verso la ringhiera bassa che
dava sulla valle. L'aria era fresca e dolce e odorava di
caprifoglio. Il sole si frantumava in piccole scaglie di luce
dorata che si sparpagliavano a ventaglio verso la valle.
Jan fece scivolare un braccio intorno alla vita di Mark e
gli appoggi la testa sulla spalla. Volevo che tu avessi
quel lavoro solo perch pensavo che lo desiderassi,
disse piano. Solo ieri, questo non sarebbe stato vero. Ieri
quell'incarico pareva lo scopo pi importante della loro
vita. Ma oggi Jan diceva sul serio.
Lui le mise un braccio intorno alle spalle.
Mark, ho bisogno del tuo aiuto. Ho paura di chiedere
a mio padre dov' ora mia madre.
Ma devi, disse lui, con voce piena di preoccupazione.
Dobbiamo.
Intendi dire che verresti con me da Buck, pur coi
sentimenti che provi per lui?
Non ti lascer certo andare da sola. La prese tra le
braccia. Lei gli abbandon la testa sulla spalla e sent le
labbra di Mark sulla fronte.
Devo scoprirlo, disse Jan. Devo saperlo, una volta
per tutte.
Andremo da lui. Per prima cosa domattina, se vuoi.
Lei gli si rannicchi addosso pi stretta, cercando nel
suo corpo protezione contro il vento che s'era levato,
contro quello che poteva ferirla. Magari un po' pi tardi
nella giornata sarebbe meglio. Le mattine sono un po'
nere, per me.
Perch? Cosa c' che non va, al mattino?
 al mattino che ho la nausea, di solito.
Come?
Il dottore dice che probabilmente le nausee smetteranno
dopo il terzo mese.
Jan aspettava. L'unica reazione di Mark fu la stretta pi
forte delle braccia intorno al suo corpo. Poi finalmente
bisbigli: Oh, Jan, adesso saremo costretti a traslocare
da quella casa ridicolmente piccola.


Capitolo 49.

Gioved - ore 18,10
Il Sequoia
Cantieri navali della Marina.
Il senatore George Lowry si appoggi contro il parapetto
d'ottone dello yacht presidenziale. Teneva il suo bel profilo
aristocratico teso contro la brezza della sera. Nella
mezza luce poteva somigliare a Gregory Peck, o perlomeno
a lui piaceva sentirselo dire. A un tratto fece un largo
sorriso. Quello era il tipo di festa di Washington che
piaceva a lui, senza i noiosi burocrati e gli untuosi sicofanti
che sempre si aggirano intorno ai potenti. Tutti gli
invitati erano uomini di grande autorit, gente di successo
nel settore privato. Nel gruppo che chiacchierava poco
lontano da lui, riconobbe il megapalazzinaro della California
Doug Munsinger e la sua bellissima moglie, la
modella Michelle Fox. Parlavano animatamente col presidente
del consiglio d'amministrazione della Bank of
America. George stava ammirando la lunga chioma bionda
di Michelle illuminata dal sole, quando sent qualcuno
alle sue spalle.
Mi scusi, senatore. Un giovane guardiamarina impettito
come un manico di scopa interruppe i suoi pensieri.
Abbiamo due chiamate per lei. Ce le stanno passando
dal quadro di comando della Casa Bianca. Sua moglie e il
senatore Ives.
Lowry pos il bicchiere sul tavolino del ponte. Grazie.
Dove posso trovare un telefono?
Mi segua, signore, invit il guardiamarina, girandosi
per fare strada nel grande salone da pranzo sul ponte di
poppa. Senatore, non abbiamo linee sicure, lo avvert.
Capisco, annu, sollevando il ricevitore. Qui 
George Lowry, disse.
La telefonista della casa Bianca gli chiese con chi volesse
parlare per primo.
Con mia moglie, grazie. Sent il clic che indicava
che la telefonista si era staccata dalla linea. Salve, cara.
Sei pronta per il party di Winterberry? Parlava dolcemente.
Sapeva che Judy non era affatto contenta del fatto
che lui avesse dovuto passare dal Sequoia e che le toccasse
perci venirlo a prendere fin l, per andare a Winterberry.
Inoltre sapeva anche che il suo incontro con Eliot
avrebbe avuto breve durata, e che sarebbe stato deludente
per Eliot, perci prima arrivava Judy, meglio era. Non
voleva che Eliot lo lavorasse troppo al corpo; aveva una
tale abilit nel convincere la gente, quel bastardo. Perci
avrebbe detto a Judy di passare a prenderlo subito. Abitavano
proprio sull'altra riva del fiume, a Old Town, Alexandria.
Judy poteva arrivare al molo in venti minuti al
massimo.
Sono pronta, George, disse Judy decisa, ma non 
per questo che ti ho chiamato. Quella donna, Echo Bourne,
ha telefonato qui cercandoti, una ventina di minuti fa.
Ho fatto in modo di rintracciarti e al tuo ufficio mi hanno
detto di chiamare la Casa Bianca.
Merda! Cosa diavolo poteva volere Echo Bourne da
lui? si chiese. Non ci volle molto perch Judy glielo
dicesse.
Era molto fredda, George... direi ostile. Non mi  mai
piaciuta quella donna e non capisco il senso della sua
telefonata.
Che cosa ha detto?
Voleva sapere dov'eri. Gliel'ho detto. Lei ha detto che
questa sera andava a Winterberry. Mi  sembrato strano
che Constance avesse invitato una come lei!
Judy, lascia perdere i commenti mondani. C' Eliot
Ives che aspetta sull'altra linea.
Bene, allora sar meglio che tu dica anche a lui quello
che ha detto quella tale. Cercher di ripeterlo come meglio
posso. Dunque, ha detto: "Dica a suo marito che se non mi
leva di dosso immediatamente Eliot Ives e il suo branco di
scagnozzi, far saltare per aria tutta quanta questa f...
citt, a cominciare proprio dalla sua f... casa". Anche col
marito, Judy non riusciva a usare la parola fottuta.
 tutto? George era preso alla sprovvista, da quel
messaggio.
Non ti pare abbastanza?
Non capisco, ma scoprir di cosa si tratta. Senti, tesoro,
perch non vieni subito? Non c' bisogno che aspetti di
salutare il Presidente. Tanto lo rivedr a Winterberry.
Mentre aspettava che la telefonista della Casa Bianca gli
passasse Eliot, George esamin attentamente il salone. A
giudicare dalla sala da pranzo, almeno una ventina di
persone avrebbero cenato sul Sequoia, quella sera. L'equipaggio
dello yacht avrebbe cominciato con dei cocktail col
Presidente, che avrebbe accompagnato gli ospiti fino a
Mount Vernon, dove sarebbe sbarcato e avrebbe trovato
un elicottero pronto a portarlo a Winterberry Farm. Dopo
la partenza del Presidente, gli ospiti della crociera avrebbero
consumato una splendida cena seduta, risalendo il
Potomac fino a Washington. George conosceva bene la
routine. Sarebbe stata una piacevole serata. Lui e Judy
avevano partecipato spesso a quelle cene: piatti Rosenthal,
la migliore cristalleria e argenteria, vini superbi, magnifici
sigari. Insomma, non certo il solito giretto in barca.
La Casa Bianca sapeva ricevere i suoi ospiti. Afferr il
telefono, dopo un mezzo squillo. Eliot?
George, sono in ritardo, mi dispiace. Puoi restare ancora
un po'? Il Presidente vuole parlarti veramente.
Non so, Eliot. Judy e io dobbiamo andare a cena a
Winterberry...
Lo so, lo so, scatt lui impaziente. Senti, Sinclare 
gi l?
Ancora non l'ho vista. Perch? Mentre parlava,
George sent una calda presenza alle sue spalle, poi un
tenero bacetto sulla guancia. Si volt. Stava per dire il suo
nome, quando Sinclare si premette un dito sulle labbra.
Con la mano libera intanto gli accarezzava l'inguine. In
preda al panico, George gir gli occhi per il salone. Deserto.
Sentiva il sudore imperlargli la fronte.
Ah... scusa, Eliot, puoi restare un attimo all'apparecchio?
Lo stewart sta cercando di dirmi qualcosa. George
chiuse il microfono con la mano, stringendolo cos forte
che le nocche gli diventarono bianche. Cosa diavolo sta
facendo, signora? Sorrise a Sinclare. Si sentiva indurire,
mentre lei lo accarezzava.
Cercavo solo di dirti ciao, fece lei ritrosa.
Sta' buona, Sin, le bisbigli lui. Sto giusto parlando
con tuo marito, perci sta' buona.
Sinclare si strinse nelle spalle e sorrise.
Senti, Eliot... disse George, concentrandosi di nuovo
sulla telefonata. Lo stewart mi sta dicendo che c' un'altra
chiamata per me e Judy sta per arrivare. Se puoi venire
qui subito, possiamo parlare.
Bene, George, ma c' una cosa che penso sia meglio
che tu sappia subito.
George afferr con forza i polsi di Sinclare per impedirle
ogni ulteriore manipolazione del suo inguine. Ascolt, poi
con voce tesa e incalzante inform Eliot della strana minaccia
di Echo e ammisero tutt'e due concordemente che
la situazione era pericolosa.
Sinclare era in piedi, vicino a George, e ascoltava la sua
parte di conversazione. Era particolarmente bella, quella
sera, vestita per attirare il genere di attenzione che lei
voleva a un party come quello. Aveva un abito audace e
sexy, di una stoffa leggera stampata a motivi gialli e neri,
con una gonnellina corta e gonfia e un corpino senza spalle
che scopriva la sua pelle morbida e l'abbondante scollatura.
Cominciava ad agitarsi. George vedeva che Sinclare
aveva capito abbastanza per mettere insieme i pezzi della
loro conversazione e che quello che aveva capito non le
piaceva per niente.
George riattacc. La tua amica Echo sa di noi due? le
chiese in tono inquisitorio e fissandola attentamente.
Ehi! Sinclare chiam un cameriere filippino in giacca
bianca inamidata che stava passando in fondo al salone.
Mi porti un martini.
Sinclare si lasci andare su una sedia di cintz che aveva
preso dalla tavola apparecchiata. Cos' tutta questa storia,
Georgie?
Voglio chiederti una cosa, Sinny cara, disse lui,
torreggiandole sopra. Hai forse detto a Echo che noi due
stiamo ancora insieme?
Non ho avuto bisogno di dirglielo. Se l'era gi immaginato
lei. Quella l  ammanicata dappertutto, in questa
citt. Uno dei suoi contatti dell'FBI le ha detto che domenica
scorsa sono uscita dall'Hay-Adams. Pare che mi abbia
visto un portiere. L'FBI credeva che io fossi stata con
Bradford Barry. Un agente mi ha anche chiamata, infatti,
ma non ti devi preoccupare, non s' pi fatto vivo ed Echo
ha detto che l'indagine  stata sospesa.
Ma come faceva Echo a sapere che tu eri all'Hay-
Adams con me?
Be', sapeva che lo scorso week-end Judy era a New
York, perch una sua amica aveva visto Judy sullo shuttle.
Non  mica scema, Echo. Mi ha chiesto se ti vedevo e io
gliel'ho detto. E con questo?
Cristo santo, quella donna ci procurer un sacco di
guai. Eliot oggi pomeriggio l'ha denunciata al procuratore
distrettuale per la videocassetta di Dalton Riggs che Echo
stava mettendo in giro. Deve essersi presa una bella incazzatura,
per chiamare casa mia facendo delle minacce.
Il sapiente trucco di Sinclare non riusc a nascondere
l'improvviso sbiancare del suo viso. Merda, George. Sono
finita. Eliot mi butta sulla strada prima dell'alba, se
scopre di noi due. S'interruppe, perch era ricomparso il
cameriere filippino col suo martini su un vassoio d'argento.
Prese il bicchiere con la mano che le tremava e bevve un
lungo sorso. Per non dire cosa far a te. Non troveranno
pi nemmeno i tuoi pezzi.
Solo se riesce ad agguantarmi prima che lo faccia
Judy. Le strapp il martini di mano e butt gi quanto ne
restava in un colpo solo. Tu conosci Echo, Sin. Credi che
farebbe del male a te o a me? George rispose alla sua
stessa domanda con un gemito. Ma certo, che l'avrebbe
fatto.
Sinclare sembrava malata. Si batteva i pugni sulle ginocchia.
Porca merda. Cosa diavolo possiamo fare?
Come legale ed ex procuratore generale per il suo stato,
George sapeva come andavano le cose. Sapeva che una
volta che Echo aveva messo in moto le sue rotelle, era
difficile fermarla. Dovevano trovare il modo di fare sospendere
l'indagine su Echo, senza ostacolare la giustizia.
Guarda, Sin, Echo non ci pensa due volte a ricattare noi
due. Cosa vuoi che sia qualche capo d'accusa in pi. Si
trasciner dietro l'intera citt, piuttosto che cadere da
sola. Quella donna  una bomba a orologeria ambulante.
Sinclare schizz in piedi e si mise a camminare avanti e
indietro, calpestando il sigillo presidenziale intessuto nel
tappeto. George, quando lavoravo con Echo, lei registrava
tutto quanto. Ma proprio tutto: telefonate, conversazioni
nel suo ufficio. Aveva perfino un paio di orecchini
con dei microfoni incorporati, per poter registrare tutto ai
party e roba del genere, lo ho trascritto a macchina un
sacco di quella porcheria per lei, durante gli anni, e scommetto
qualsiasi cosa che lo fa ancora. Ha tutte le trascrizioni
chiuse a chiave da qualche parte, neanche fossero i
gioielli della corona.
Un filino pi preziose, direi. George si sentiva sulle
spalle il peso della depressione pi nera. Non solo era in
pericolo il suo matrimonio, ma anche la sua carriera politica.
A queste due disgrazie, bisognava aggiungere anche la
prospettiva di dover troncare la sua relazione con Sinclare.
Non era solo una fighetta qualsiasi. Sinclare era una specie
di droga, di intossicazione, al punto che lui non s'era
nemmeno tanto inquietato quando lei aveva sposato Eliot.
Almeno questo significava che lei sarebbe rimasta in citt e
che lui avrebbe avuto ancora qualche possibilit. Non
poteva fare a meno di lei. Non poteva neanche pensare
all'idea di stare tutta una settimana senza vederla almeno
una volta. Se la vedeva entrare in un ristorante, dove lui si
trovava a pranzo con qualche barboso costituente, subito
gli veniva un'erezione sotto il tavolo. Come Judy non
l'avesse ancora scoperto, George proprio non sapeva, ma
era cos. E che nemmeno Eliot l'avesse mai scoperto, era
un altro miracolo. Erano stati attenti, ma con Echo che
incombeva sulla sua vita, era evidente che non lo erano
stati abbastanza.
Andiamo, dobbiamo sbrigarci. Eliot sta per arrivare.
Se ci trova qui insieme... be', non voglio neanche pensarci.
A un tratto George ebbe l'impressione che tutti quanti
sapessero di loro due. Si alz e si pass una mano sui
pantaloni immacolati dello smoking. Senti, voglio che tu
venga a Winterberry. Abbiamo bisogno di parlare con
Echo con calma, dobbiamo cercare di dissuaderla, in qualche
modo. Appena Eliot arriva, tu sei bloccata con lui.
Ah, no, non posso venire a Winterberry. Non sono
stata invitata e non voglio mica dovere subire un'altra
umiliazione come stamattina alla funzione. Ma cosa diavolo ci fa Echo, a quel party?
Sinclare, non ho idea del perch Echo sia stata invitata,
disse lui esasperato. Ma se non ci vieni pure tu e vedi
cosa puoi fare con Echo, so una cosa: puoi anche dare il
caro addio a tuo marito. E a me.
Senti George, a te l'ho gi dato il caro addio. Certo, i
nostri piccoli incontri mi piacciono, ma intendo restare
sposata con Eliot. Il mio matrimonio significa moltissimo
per me ed  pi importante del piacere fisico che proviamo
insieme noi due.
Bene, allora ti suggerisco... Ma prima che lui potesse
finire la frase, lei lo interruppe.
Il motivo per cui vuoi che io vada a Winterberry, 
salvare il tuo culo, George. Tu non vuoi rovinare il tuo
matrimonio, pi di quanto io non voglia rovinare il mio.
Ma soprattutto non vuoi che Echo mandi a puttane la tua
carriera politica. La stampa adesso non ci pensa due volte
a rivelare gli scandali della vita privata dei politici e la tua
sarebbe un articolo davvero piccante, da leggere.
George si sentiva come un cane bastonato.
Ora, disse lei, senti cosa faremo. Verr a Winterberry,
d'accordo, ma solo per impedire che sia fatto del
male a Eliot. Non se lo merita, e voglio il tuo aiuto.
Ti aiuter in tutti i modi possibili, lo sai, Sin.
Bene. So che oggi Eliot ti ha visto per chiederti qualcosa
che  molto importante, per lui.
Oh, no, protest lui arrabbiato.
Sta' calmo, George. Voglio solo sapere cosa vuole
Eliot.
Vuole che io sostenga la legislazione commerciale della
nuova amministrazione. Ma, politicamente, non posso
farlo.
Penso che troverai il modo, disse lei sorridendo compiaciuta.
No, non lo far.
Lo farai, George, se vuoi restare dove poter avere la
possibilit di votare, tanto per cominciare.
Conosceva Sinclare e aveva imparato a non discutere
con lei, quando aveva quel tono di voce. Quando Sinclare
si metteva in testa di fare una cosa, non c'era modo di
fermarla. Sarebbe andata a Winterberry a pareggiare i
conti con Echo a modo suo o non ci sarebbe andata affatto.
E va bene, Sin, sospir. Affare fatto.
Sinclare gli diede un bacetto sulla guancia. Non dimenticare
di disporre in modo che ci possa venire. Quando
arrivo, chiamer Ian. E di' a Eliot che mia madre ha
avuto un'emergenza.  da lei, che sono, per quanto lo
riguarda. Si gir per andarsene, poi con una meravigliosa
risata aggiunse: Cos almeno penser che sono fuori
dei pasticci.


Capitolo 50.

Gioved - ore 18,15
Virginia Route 7
La strada per la fattoria Winterberry.
Sinclare era appena uscita dai cancelli dei cantieri navali
della Marina, quando nel retrovisore vide la BMW di
Eliot che girava dentro lo stesso cancello. Era molto
soddisfatta di se stessa. Con George era stato facile. Ma
in fondo lo era sempre, con lui. Le piaceva il sesso con
George, ma le piaceva ancora di pi essere la moglie di
Eliot Ives. Non sapeva bene cosa avrebbe fatto se all'ultimo
minuto George avesse cambiato idea e non avesse
dato il suo appoggio a Eliot per quella noiosa legge commerciale,
ma le sarebbe venuto in mente qualcosa. Come
sempre.
Mentre guidava la sua auto verso la Virginia, attraverso
il traffico a quell'ora abbastanza moderato dell'autostrada,
lungo la sponda del Potomac che apparteneva al
Distretto di Washington, Sinclare pensava come si sarebbe
comportata con Echo. Non sarebbe stata una bella
scena, ma dopo il successo con George, si sentiva rincuorata.
Si sfil le scarpe e accese la radio, girando finch non
trov una stazione di musica rock. Povero El. Aveva
appena cercato di impedirle di commettere un errore
terribile, forse addirittura un crimine. Perch diavolo
s'era cacciata in quella storia della videocassetta, tanto
per cominciare? Non aveva veramente intenzione di nuocere
a Dalton Riggs, nonostante quella snobbina di sua
moglie. L'aveva fatto solo per aiutare Eliot. Cristo, per
le sarebbe piaciuto se El avesse parlato con lei, prima di
denunciare Echo. Sarebbe potuta andare lei da Echo a
sistemare le cose, prima che degenerassero fino a quel
deplorevole punto. I vecchi tempi dovevano pur contare
qualcosa.
Ma un'altra cosa la preoccupava. Perch mai Echo le
aveva dato quel nastro, tanto per cominciare? Per aiutare
Eliot? O per metterla nei guai? Questo nuovo sospetto le
covava in fondo alla mente come una nube minacciosa.
Questi pensieri su Eliot ed Echo si agitarono nella sua
mente per miglia e miglia, finch il riflesso del sole calante
non li interruppe. Sinclare stacc una mano dal volante
e frug nel cruscotto per cercare gli occhiali scuri. Guidare
in direzione ovest a quell'ora significava viaggiare con i
bagliori accecanti del sole calante negli occhi.
Trov un paio di polverosi Ray-Ban sotto un mucchio
di mappe e se li mise. Si gett un'occhiata nello specchietto
retrovisore e si accorse di essersi mangiato via
tutto il rossetto. Il mascara era sbavato e i capelli erano
tutti scomposti per il vento sullo yacht.
Vide la staccionata di paletti bianchi e il grande tendone
a righe bianche e verdi della Fox and Hound Inn
delinearsi invitanti poco lontano. Lei ed Eliot c'erano
venuti tante volte per il brunch la domenica e certo il
maitre le avrebbe permesso di andare a darsi una rinfrescatina
nella toilette delle signore. Sapeva di essere ormai
nelle vicinanze di Winterberry, ma sapeva anche che si
sarebbe persa, dopo Leesburg. Doveva chiedere indicazioni.
Mentre girava per il parcheggio in cerca d'un posto,
vide un'auto dello staff pi elevato della Casa Bianca
parcheggiata proprio davanti al tendone. Le Lincoln
Town con autista in uniforme grigia della base dei marines
di Quantico erano tra i privilegi pi ambiti di Washington.
L'autista era in piedi, impalato come un manico
di scopa, vicino al paraurti. Sinclare si domand chi fosse
il passeggero. Forse un amico?
Ehi, lei, disse rivolta al giovane marine. Rallent il
passo, in modo da offrire una panoramica completa al
ragazzo. Sapeva per esperienza che questo facilitava di
molto la collaborazione maschile.
S, signora, rispose lui, mentre il suo corpo scattava
sull'attenti un attimo dopo dei suoi occhi.
Lei sta certo accompagnando qualcuno della Casa
Bianca al party di Winterberry.
S, signora.
Mentre guidava, Sin s'era appuntata i capelli sulla nuca,
per il caldo e l'umidit. Ora alz un braccio e se li
sciolse. La folta chioma corvina le ricadde sulle spalle.
Gli occhi del marine si spalancarono ancora di pi. Sta
portando qualcuno di molto importante? gli chiese ansante.
Be', hem, s. Sto accompagnando Mrs Riggs. Suo
marito  consigliere della Sicurezza nazionale.
Oddio, proprio lei! Oh, e adesso  l dentro? Sinclare
fece un gesto verso il ristorante.
S, signora.  al telefono.
Sinclare ricordava che il telefono era in fondo alla sala
da pranzo. Chiss, forse poteva entrare e uscire senza
farsi vedere. L'ultima cosa che voleva era trovarsi di
nuovo a faccia a faccia con Caroline. Sinclare salut con
un gesto il giovane autista, mentre apriva la porta. Non
resti l sotto il sole troppo a lungo.
Sinclare adorava stuzzicare i giovanotti quando erano
in servizio e non potevano reagire. C'era qualcosa di
molto sexy, nel modo in cui cercavano di controllarsi.
Si avvi incerta verso la toilette, con la borsettina di
seta del trucco stretta in mano. Il maitre era impegnato
con dei clienti al ristorante e Sinclare scivol direttamente
nel salone senza che nessuno la notasse. Ma prima di
arrivare al piccolo corridoio sul retro, vide Caroline. Era
seduta in un spar vicino alla finestra, con le mani sul
viso, e singhiozzava.
Sinclare si ferm di botto. Non poteva mica passarle
davanti come fosse invisibile. Eppure, se si fermava a
dirle qualcosa, poteva succedere un'altra odiosa scenata.
Lei ed Eliot erano troppo conosciuti l alla Fox and
Hound Inn, per permettere che accadesse.
Prima che Sinclare si potesse muovere, Caroline tolse
le mani dal viso. Erano a faccia a faccia. Il trucco di
Caroline era tutto colato e guance e collo erano coperti di
chiazze rosa.
Caroline afflosci le spalle, chiudendo gli occhi. Poi li
riapr lentamente. Oddio, proprio lei, sospir, con
voce carica di rassegnazione e di stanchezza.
Mi scusi tanto, scatt Sinclare. Questo  un paese
libero e siamo in un luogo pubblico.
Caroline annu e fiss quella che sembrava una tazza
intatta di caff.
Stupita che Caroline non rispondesse, Sinclare continu:
Cosa le succede?
Non  affar suo.
Non ho detto che lo sia, Caroline. Ma quando vedo
una che conosco piangere da sola in un ristorante, be', ci
resto male.
Oh, per favore! sbott Caroline esasperata. Stava
frugando furiosamente nella borsetta. Accidenti, accidenti,
accidenti! esclam, rovesciando il contenuto della
borsa sul tavolo, vicino alla tazza di caff.
Sinclare continuava a fissarla.
Gli occhi di Caroline si stavano di nuovo riempiendo di
lacrime. Non ce la faccio, non ce la faccio, ansim e si
appoggi al muro, con le mani di nuovo sul viso.
Sinclare si sedette sulla panchetta di fronte, senza che
Caroline glielo avesse chiesto. Ma cosa diavolo stava
succedendo? Quella donna era a pezzi! Senta, Caroline,
so che cosa lei pensa di me, ma che ne direbbe di una
tregua? Lei ha proprio l'aria di avere bisogno d'un'amica.
Lei non  certo una mia amica, Sinclare Ives, singhiozz
l'altra furiosa, da dietro le mani.
Non credo sia il momento di fare la schizzinosa,
signora. Prender una tazza di caff anch'io e intanto lei
va a ripulirsi un po'.
Non posso. Non ho portato il trucco.
Sinclare le tese la borsa da trucco che aveva in mano.
Ecco, Este Lauder ci si  comprata una Mercedes, con
quello che c' qui dentro. Prenda. Non abbiamo la stessa
carnagione, ma, come si dice, qualunque colore  buono,
in caso di necessit.
Caroline abbass lo sguardo e guard prima la mano
tesa di Sinclare, poi il suo viso. D'accordo, annu
stringendosi nelle spalle. Un temporaneo cessate il fuoco.
Ma ho ancora un conto da saldare, con lei.
Okay, sorrise Sinclare. Per me va bene.
Caroline scelse della cipria compatta e un flacone di
fondotinta nel sacchettino di Sinclare e cominci a applicarseli
sulla pelle chiazzata. Ho fatto aspettare fin troppo
l'auto. Bisogna che vada.
Quei dolci soldatini sono pagati apposta per aspettare.
Si rilassi, c' ancora un sacco di tempo, per arrivare al
party.
 per questo che lei  qui? chiese Caroline, inarcando
le sopracciglia. Credevo che lei non fosse...
S, lo dica pure. Non siamo stati invitati, ma ci vado
lo stesso. Devo occuparmi di una faccenda molto seria.
E come far a entrare? chiese Caroline, passandosi
una spazzolina di Sinclare sulle sopracciglia.
Chiamer Ian Vreen al cancello. Mi sta aspettando.
Mmmm. Non so... La sicurezza sar molto stretta.
Caroline si diede una aggiustatina ai capelli.
Il cartellino di plastica sulla giacca del cameriere portava
scritto bruce. Le signore desiderano cenare? chiese
gentilmente; poi guard Sinclare. Oh, salve, Mrs. Ives.
Come sta? Mio Dio, ma che ci fa in questo angolino. Mr.
Marcus la vorr mettere a un tavolo del salone.
Salve, Bruce, sorrise Sinclare. Volevamo solo un
po' di intimit. Sembrava cos affollato, l fuori. Le dispiace
se prendiamo solo un caff?
Ma certo, Mrs. Ives. E lei signora?.... chiese addocchiando
la tazza ancora intatta di Caroline.
Grazie, disse lei semplicemente. Sono a posto?
domand a Sinclare, quando il cameriere si fu allontanato.
Sta benissimo. Dovrebbe mettere pi spesso un rossetto
pi scuro. Le dona molto. Stava andando molto
meglio di quanto avesse immaginato. Aveva creduto che
Caroline sarebbe uscita dal suo spar a cavarle gli occhi.
E invece eccole l a bere il caff insieme e a comportarsi in
modo assolutamente civile. Allora, perch era cos turbata,
poco fa?
Preferirei non parlarne, disse Caroline, con lo
sguardo fisso nel vuoto. Poi si rivolse rapidamente a
Sinclare. Quello che invece vorrei sapere,  perch oggi
m' venuta addosso come un'ossessa.
Ahi, ahi, la festa  finita. Come, non lo sa? Davvero
non posso crederci.
Io non le ho mai fatto niente, Sinclare. Anzi, tutto il
contrario.  stata lei a fare una cosa terribile a me e a mio
marito. Non solo terribile, forse addirittura criminale.
La voce di Caroline si alzava di tono.
Sinclare si guard nervosamente attorno, poi fece un
gesto con la mano per dire a Caroline di abbassare la
voce. Criminale, bisbigli. Ma di cosa sta parlando?
Caroline non poteva saperne niente. Assolutamente.
Quel filmino. Mio marito si  ritirato dalla candidatura
al posto di capo gabinetto, per le sue criminali, e lo
ripeto, criminali, diffamazioni a proposito di quella videocassetta!
Sinclare si port una mano alla bocca e rimase basita.
Che quella faccenda del nastro fosse andata pi in l di
quanto lei non sapesse? Dio, perch aveva cercato di
dargli tanta importanza, con Deena?
Non faccia tanto la stupida, Sinclare... Bruce pos
abilmente due tazze di caff sulla tovaglia di lino e spar.
La sua cara amica Echo Bourne mi ha detto tutto quanto,
alla Reine.
Echo! E cosa le ha detto?
Mi ha fermata mentre stavo per uscire dalla mia
cabina e mi ha chiesto scusa per lei, Sinclare. Mi ha detto
che era cos arrabbiata che lei andasse in giro a dire che
Dalton  un pervertito sessuale e che aveva un film per
dimostrarlo. Ora lei sa che  una bugia, Sinclare. Come
ha potuto fare una cosa simile?
Aspetti... aspetti... aspetti, disse Sinclare, battendo
le mani sul tavolino, facendo quasi schizzare il caff fuori
delle tazze. E lei invece quella che va in giro a diffamare
me.
Cosa? Ma se non ho mai detto niente su di lei, che
non potrei ripeterle in faccia, Sinclare Ives.
Ah, no? Lei ha detto che Eliot non poteva essere
nominato capo di gabinetto perch aveva sposato una
puttana. Sinclare sput fuori la parola, come se avesse
trovato un corpo estraneo nel caff.
Aspetti un momento, Sinclare. Non ho mai detto
niente del genere. Dove diavolo l'ha sentito dire?
Da Echo. S' fatta un dovere di dirmelo. Ecco perch
me la sono presa con lei al ricevimento. Certo mi ero
bevuta un sacco di New York sour, prima, al bar, ma
quando l'ho vista sono andata su tutte le furie. Posso
essere un sacco di cose, ma puttana no. Mi sono sempre
guadagnata il pane da quando avevo diciassette anni. Ho
sempre vissuto onestamente e posso andare in giro a testa
alta. S,  vero, sono uscita con un sacco di pezzi grossi,
senatori, grandi avvocati, eccetera. Sono stata quasi sul
punto di sposare George Lowry, e ho avuto delle relazioni,
un sacco di relazioni. Ma non ho mai preso un centesimo
da un uomo in vita mia, finch non ho sposato Eliot.
Fece una pausa e tir un profondo respiro. Era bello. Era
maledettamente terapeutico potere affrontare un tuo accusatore.
Lei mi ha offesa, Caroline. Mi ha offesa terribilmente.
Caroline la guard dritto negli occhi. Sinclare, io non
l'ho mai detto. Parlava piano e in modo talmente convincente
che Sinclare quasi le credette.
Ma allora perch Echo avrebbe... Sinclare smise di
parlare e fiss dritto davanti a s. I suoi pensieri galoppavano
troppo in fretta, per esprimerli a parole.
Esatto, precis Caroline. Echo. Ci pensi. Ha mentito
a me su di lei. E ha mentito a lei su di me.
La verit di quanto stava dicendo Caroline fece infuriare
Sinclare. La ucciderei con le mie mani.
Caroline fu pi moderata. Io non arriverei a tanto;
ma qualcosa bisognerebbe fare.
Sinclare sent le guance in fiamme. Mi scusi, Caroline.
Mi scusi di tutto quanto. Capisco ora che siamo state
aizzate tutt'e due. Ma perch? Conosco Echo da anni. Ho
lavorato per lei. Le parlo al telefono tutti i giorni. Perch
dovrebbe aver fatto questo a me? A noi?
Io non conosco quella donna, Sinclare. Ma sta facendo
un gioco pericoloso. La Casa Bianca ha chiesto al
Dipartimento di Giustizia di indagare sulla fonte di quel
nastro. Se non l'avessi incontrata, avrei detto a Dalton
che corre voce che ci sia lei, dietro alla faccenda della
videocassetta. Guard il viso ansioso e preoccupato di
Sinclare. Sono contenta di non averlo fatto. Senta, perch
ora non andiamo? Potremmo continuare il discorso
alla festa. Caroline fece un cenno al cameriere che stava
servendo il separ accanto al loro. Offro io. D'accordo?
Sinclare sorrise e annu, scivolando fuori della panchetta.
Insieme, si avviarono verso le loro auto. Caroline,
Eliot ha gi detto all'ufficio del procuratore distrettuale
di Echo e del nastro. Lei adesso  furibonda.  per
questo che vado al party.
Sa come arrivarci? chiese Caroline.
Oddio, mi sono dimenticata di chiederlo, dentro.
Caporale Samuel, chiam Caroline, rivolta al suo
autista. Da che parte per Winterberry, da qui?
Dritto per la Route 7 fino a Middleburg. Primo semaforo
dopo l'incrocio. Esattamente un miglio al cancello.
Lascia fare ai marine. Sinclare si scosse i capelli, in
direzione del caporale.
Le offrirei di portarla con me, ma mi sa che provocheremmo
delle discussioni, si scus Caroline.
Non c' problema. Mi piace entrare di straforo.  il
mio sport preferito.
E per quanto riguarda rendere la pariglia a Echo?
ammicc Caroline, entrando nella Lincoln.
Questo  un gioco che possiamo fare tutt'e due, rise
Sinclare.
Il marine avvi il motore mentre Sinclare si chinava sul
finestrino aperto e chiedeva a Caroline: Ancora non
vuole dirmi perch era cos turbata, prima?
Caroline abbass gli occhi e strinse le labbra. Glielo
dir un'altra volta, Sinclare. Ho la sensazione che avr
proprio bisogno di un'amica.
Sinclare infil una mano nel finestrino aperto e la mise
su quella di Caroline. Una ce l'ha gi.
Grazie. E grazie per avermi prestato il trucco.
Quando la macchina rientr nel tratto dell'autostrada,
Caroline si adagi contro lo schienale, esausta. Sistem la
bocchetta dell'aria condizionata in modo che le soffiasse
direttamente addosso.
Moriva dalla voglia di parlare con qualcuno. In altre
circostanze, probabilmente avrebbe spiattellato l'intera
storia a chiunque volesse starla a sentire. Aveva sempre la
sensazione di avere legioni di amici, ma quando Sinclare
s'era offerta di starla ad ascoltare, Caroline s'era resa
conto che in una crisi personale non c'era anima viva alla
quale potesse veramente confidare le sue pene.
Aveva chiesto all'autista di fermarsi alla Fox and
Hound Inn per le sigarette e nel frattempo aveva anche
deciso di dare un colpo di telefono di tre secondi per dire
che stava benissimo. E invece aveva risposto una Polly
molto turbata, che le aveva detto che sapeva tutto a
proposito della sua storia con Brad. Caroline era rimasta
in piedi, davanti al telefono pubblico, con un mucchio di
estranei che le passavano accanto, senza riuscire a credere
alle sue orecchie. La sua Polly, la sua piccola cara
bambina, era all'altro capo del filo e le diceva che andava
tutto bene e che lei capiva.
L'unico motivo per cui te ne parlo, mamma, aveva
aggiunto,  per dirti di non preoccuparti. So tutto nel
braccialetto e anche delle indagini. Andr tutto bene. Se
ne sta occupando Bob. Non ti preoccupare. Nessuno lo
sapr mai... n da me, n da Bob. Sar come se non fosse
mai successo.
Era stato allora che aveva capito che stava per mettersi
a piangere. Aveva ringraziato Polly e le aveva detto che si
sarebbero viste pi tardi, aveva riattaccato ed era corsa
nella toilette delle signore. Le pareva che le scoppiasse il
petto, mentre correva per il minuscolo corridoio, accecata
dalle lacrime che non riusciva a trattenere.
S'era chiusa in bagno, s'era seduta ed era silenziosamente
crollata. Tutta la paura, tutti i sotterfugi e il ricordo
di tutto il dolore e di tutta la gioia che le avevano dato
il suo rapporto con Brad, si erano riversati fuori di lei.
Credeva di avere ripreso il controllo di s, quando era
tornata nel ristorante, ma non era riuscita a smettere di
piangere. Ed era stato allora che era arrivata Sinclare.
Strano, pensava ora mentre osservava la distesa dei
pascoli della Virginia scorrere davanti al finestrino. Una
donna che per anni aveva disprezzato s'era rivelata un
vero essere umano. E forse, o meglio molto probabilmente,
era una persona che avrebbe potuto veramente capire
quello che lei aveva passato.


Capitolo 51.

Gioved sera
Winterberry Farm
Fauquier County, Virginia.
Nessuno a Washington ricordava di avere mai visto niente
del genere. Una cena seduta per seicento persone in
una casa privata come Winterberry Farm colpiva l'immaginazione
anche del pi incallito frequentatore di ricevimenti.
Constance Maubry era un genio riconosciuto
quando si trattava di combinare il giusto miscuglio di
gente, cibo e divertimento in un ambiente squisito, ma
quella sera aveva veramente superato se stessa.
La maestosa villa che risaliva agli anni precedenti la
Guerra di secessione, era grande il doppio di Monticello,
la casa di Thomas Jefferson, anch'essa in Virginia.
Immersa nella luce di tanti faretti da palcoscenico nascosti
nella boscaglia circostante, la villa si ergeva contro
il cielo indaco della notte come bagnata dal chiaro di
luna. Da ogni finestra splendeva il morbido chiarore di
centinaia di candele infilate nei lampadari a corona di
ottone.
Un tendone di tela bianca lungo una trentina di metri
andava dal massiccio portone d'ingresso fino al viale
circolare, lungo un passaggio pedonale di mattoni. L'interno
era profilato di migliaia di lucine bianche, della
dimensione d'un diamante di due carati. Sotto il telone,
ogni tre metri, c'erano inservienti in livrea, impassibili
sull'attenti, come tanti soldatini di piombo in grandezza
naturale.
Altri lacch erano sparpagliati ad accogliere le auto che
si fermavano davanti al tendone. Aprivano le portiere,
facevano scendere gli ospiti e poi spostavano le macchine
in un grande spiazzo vicino alle scuderie.
Mentre George Lowry guidava l'auto verso l'ingresso,
Judy, sua moglie, trattenne il fiato per l'ammirazione.
Guarda, George! Sembra il set di un film. Constance 
davvero sorprendente!
S, abbastanza impressionante. Erano le prime tre
parole di fila che George avesse pronunciato da quando
Judy era passata a prenderlo al molo dov'era all'ancora il
Sequoia. Durante l'ora di viaggio per arrivare a Winterberry,
le sue risposte a qualsiasi cosa Judy gli dicesse si
erano limitate a grugniti, mugoli e lunghe pause pregnanti.
George fren lentamente, fino a fermarsi del tutto, per
dare modo agli occupanti della Rolls Comiche, due auto
davanti a loro, di scendere.
Mio dio, George, ma  Elizabeth Taylor! strill Judy,
come una piccola Jan eccitata. E troppo!
Eh. George si strinse nelle spalle.
Era il colmo. Judy esplose. George Lowry, puoi anche
continuare a guidare, perch io non scender da questa
macchina finch non la finirai.
Finir cosa? borbott lui, senza guardarla.
Lo sai benissimo! Non hai detto una sola parola da
quando sono passata a prenderti. Cosa diavolo  successo
sul Sequoia? Prima vedo Sinclare che mi sfreccia accanto
nel parcheggio. Poi vedo Eliot arrivare con quella sua
auto da single. Lui corre su per la passerella e io resto
seduta in auto ad aspettare come una scema per dieci
minuti. Poi me ne sto seduta buona per tutto il viaggio,
cercando di essere gentile, e tu non hai nemmeno la
cortesia di parlare con me. Ma cos' questa storia?
Mi hanno strizzato le palle.
Ah! E chi, Sinclare o Eliot?
George rimase zitto e avanz con la macchina, mentre
la Rolls risaliva lentamente il viale. Eliot.
Non hai risposto in fretta come avrei voluto.
Huhu, grugn lui. Ecco, siamo arrivati. Scendi.
Un lacch stava correndo verso la portiera di Judy e gi
era col guanto bianco posato sulla maniglia.
Non scendo finch non mi dici cosa  successo.
Judy, insistette lui guardandola torvo, scendi dall'auto.
George...
Non ho voglia di parlarne. Non ora.
Accidenti... mormor lei, mentre il lacch le apriva
la portiera e tendeva una mano per aiutarla a scendere.
Judy si raccolse in una mano le pieghe dell'abito lungo e
gli sorrise. Meraviglioso, George. Assolutamente meraviglioso.
Parlava attraverso un sorriso forzato e i flash
di un gruppo selezionato di fotografi la accecarono per un
attimo.
Aspett che George girasse intorno all'auto. George si
aggiust la fascia di seta in vita e la prese per un braccio,
poi si avviarono insieme per il lungo passaggio coperto
dal telone.
Con l'esperienza che le veniva dal fatto di essere stata
un tempo l'altra e ora la seconda moglie, Judy stava
molto attenta a tutte le forze esterne provenienti dall'altra
vita di George, e Sinclare Ives era di certo una di
queste. Ogni volta che quella donna si trovava nel raggio
d'un miglio da George, le antenne di Judy si rizzavano e
cominciavano a vibrare. Le sue antenne erano sensibili
anche per quanto riguardava la posizione di George in
Senato. Evidentemente Eliot Ives doveva avere chiesto a
George qualcosa che lui era riluttante a dargli. Ma ora
che erano scesi dall'auto aveva minori possibilit di scoprirne
di pi. Decise di dimenticarsene per il momento e
di godersi quella che prometteva di essere veramente la
festa dell'anno.
Salirono pomposamente per il passaggio pedonale,
proprio dietro l'ambasciatore inglese e sua moglie. Quando
entrarono nel grande atrio, a destra un quartetto di
archi suonava un pezzo di Bach; a sinistra, invece, una
fila di camerieri vestiti da capo a piedi di bianco con una
fusciacca di seta verde scuro in vita, reggevano dei vassoi
d'argento di coppe di champagne. Ogni ospite doveva
prendere un flute e dirigersi verso le portefinestre, che
portavano sull'ampia terrazza che correva per tutta la
lunghezza della casa.
Quando Judy e George misero piede sulla terrazza,
videro delle tende bianche ornate di festoni sparse qua e
l su una distesa di erba verde-azzurra, che portava a un
ruscello. Almeno quattrocento ospiti erano gi arrivati e
chiacchieravano a gruppetti. Parlavano piano, quasi intimiditi
dall'ambiente che li circondava, come se non volessero
turbare la pace bucolica di un luogo cos maestoso.
Judy e George si misero in un angolo della terrazza a
sorseggiare i loro champagne. Troppo vanitosa per portare
gli occhiali e incapace di sopportare nemmeno le lenti
a contatto morbide, Judy strizzava gli occhi nel tentativo
di riconoscere qualche viso familiare. Jan e Mark Kirkland
stavano in piedi, accanto al ministro del commercio
e a sua moglie, chiacchierando allegramente, come se
fossero completamente dimentichi della supposizione che
circolava che Mark potesse essere nominato capo di gabinetto.
Judy ben presto abbandon George a un branco di
epigoni dell'amministrazione Reagan. Visto che tanto suo
marito con lei non parlava, Judy si mise tranquillamente a
girellare qua e l per conto proprio. Quando si ferm ad
ammirare un cigno nero che scivolava lungo la corrente
in fondo al prato, Judy sent dietro di s una stridula voce
femminile.
...Non c' da meravigliarsi che Mark Kirkland sorrida
poco. Posso dirvi da fonti di prima mano che quasi non
gli si rizza. Non  quello che chiamerei un impotente,
direi piuttosto che  moscio.
La rauca risata che segu queste parole fece girare la
testa a Judy. Lo sapeva! Echo Bourne. Che orribile malignit.
E proprio in casa della famiglia di Janet, per
giunta...
Judy dovette ammettere comunque che Echo era uno
schianto. Portava un abito di raso bianco con spalline
tempestate di gioielli, tacchi altissimi e un cappellino
bianco, una specie di tocco, con una veletta tirata sul viso
splendidamente truccato.
Judy si appiatt contro il muro della casa, coperto di
edera, per non farsi notare. Era separata da Echo da un
alto graticcio di rose rampicanti. Erano a poco pi d'un
metro di distanza, ma Judy era sicura che l'altra non
potesse vederla.
Echo pareva in compagnia di un arabo, che portava un
abito morbido e un burnus bianco e tutte le sue chiacchiere
sembravano avere soprattutto lo scopo di divertire
lui. Sent Echo salutare Donald Slezack, il severo giornalista
d'agenzia, che tutti chiamavano il Principe delle
Tenebre per la cupa visione che aveva del mondo della
politica. Bastava soffiargli nell'orecchio una cosa oggi,
per vederla pubblicata l'indomani. Echo fece complicate
presentazioni, poi chiese: Bene, Donald, lei che sa tutto:
chi sar il nuovo capo di gabinetto?
Dei tre, intende dire? chiese, gonfiandosi come una
vipera superinformata.
Possiamo cominciare con quelli. Echo sorrise al suo
arabo.
Kirkland, dubito molto. Ives... Fece ondeggiare il
palmo della mano aperta, come per dire forse s, forse no.
Riggs, se dovessi scommetterci dei soldi.
Echo gett indietro la testa e rise. Ma vorr scherzare!
strill. Non ha sentito? Proprio lei? Si chin in
avanti e appoggi la guancia al viso del giornalista. Era
dalla parte opposta di Judy, che perci non riusc a sentire
nulla, ma di certo Echo non stava raccontando al giornalista
che grande eroe di guerra fosse Dalton.
Ma cosa aveva intenzione di fare, quella donna? si
chiese Judy, stupita e preoccupata. Nel giro di tre minuti,
aveva insozzato tre dei migliori amici di Judy. Si guard
attorno, in cerca di George. Nel frattempo erano arrivati
circa altri duecento ospiti. Il party stava per giungere al
top, come aveva sentito dire a volte da gente del servizio
di catering. Sbirci tra la folla e individu Ian Vreen, il
compagno di lady Maubry.
Forse Ian sapeva perch quella donna stava spargendo
veleno. Se George non voleva spiegarle il senso di tutte
quelle minacce e di quelle chiacchiere, forse l'avrebbe
fatto Ian.

 Capitolo 52.

Gioved - ore 19,30
Casa di citt di Echo Bourne
P Street, Georgetown.
Buck Sumner parcheggi girato l'angolo sulla 132ma
Street e fece a piedi mezzo isolato fino alla casa buia di
Echo. Solo due lampade a gas ai lati del portone d'ingresso
illuminavano Buck, mentre entrava servendosi delle
proprie chiavi. Perch no? si disse amaramente. In fondo,
era lui il padrone di quella casa.
Nel pomeriggio aveva telefonato a Echo, per darle
un'ultima possibilit di essere sincera con lui. Ma lei gli
aveva mentito.
Erano settimane che istruiva Deirdre, da quando cio
l'aveva incontrata al ricevimento alla Corcoran Gallery.
L'aveva notata subito: una bella ragazza con un viso
delicato e una pelle color mogano lucido. Figlia di un
diplomatico del Ghana richiamato in patria, superava in
intelligenza e furbizia qualsiasi operativo Buck avesse
mai avuto. Forse un giorno anche lei lo avrebbe tradito.
Ma per ora era stata utilissima, tenendolo al corrente dei
progetti di Echo per circuire l'ambasciatore arabo, come
aveva gi fatto con molti altri.
Venire a prendere il t! Figuriamoci, pens Buck chiudendosi
silenziosamente la porta alle spalle e allungando
la mano verso la lampada da tavolo in anticamera.
Buck gir lo sguardo per l'elegante soggiorno, frutto
del buon gusto di Echo e dei soldi suoi. L'ultimo incarico
che le aveva dato, cio aiutarlo a raccogliere informazioni
su Riggs, Ives e Kirkland per il Presidente, era stato un
vero disastro. Invece di cercare eventuali informazioni
negative, Echo le aveva inventate. Il potere doveva averle
dato alla testa e adesso rischiava la condanna alla reclusione
per frode, cospirazione, tentato ricatto e chiss che
altro ancora. Quando gli aveva raccontato quello che
Eliot Ives le aveva fatto, Echo era furiosa, delirante.
Aveva fatto suonare tutti gli allarmi nella testa di Buck.
Diede un'ultima occhiata circolare alla stanza, prima di
salire al secondo piano. Bene, si ripromise Buck, qualsiasi
progetto avesse Echo in mente, lui non si sarebbe lasciato
trascinare alla rovina con lei.
Una cosa per doveva concedergliela. Echo non era
certo una che stava con le mani in mano. In una sola
settimana aveva costretto sua figlia a ingaggiare un travestito,
che era chiaramente un suo operativo. Aveva circuito
i suoi migliori amici con una videocassetta falsa che
sarebbe dovuta servire per ricattare il consigliere della
Sicurezza nazionale e stava per spremere sua moglie Caroline,
servendosi della sua relazione extraconiugale.
Inoltre Echo poteva costringere George Lowry a lasciare
il Senato e poteva estorcere, per quanto ne sapeva lui,
milioni di dollari a un arabo. E tutto questo in una sola
settimana. Solo il cielo sapeva quali altre attivit avesse
svolto per conto suo, prima di tutto questo.
Ma che mostro aveva creato, in nome di Dio?
Buck si diresse subito alla scrivania nel piccolo ufficio
sul retro. Sorrise, aprendo il primo cassetto. Cara Echo.
Cos sicura che una sedicente superspia non avesse
bisogno di nascondere niente in casa propria, aveva lasciato
l'anello delle sue chiavi, in bella mostra, nel primo
cassetto aperto.
Al terzo tentativo, Buck trov la chiave dell'armadio a
muro nel corridoio.
Davanti all'armadio aperto, con una sola occhiata
Buck cap che enorme potere deteneva ormai Echo. Scaffali
e scaffali di nastri, di chiss quali oscenit, erano l,
davanti ai suoi occhi, muta testimonianza della sua brama
di potere.
Dalla borsa, Buck estrasse un piccolo magnete ad alta
densit. Poi lo tenne per qualche istante davanti all'etichetta
di ciascuna videocassetta, spostandosi lentamente
lungo la fila, ridacchiando nel leggere i titoli dei nastri e
osservando le date. Deirdre gli aveva detto che Echo
registrava tutto, ma Buck non aveva idea che la cosa
durasse da tanto tempo.
Nel giro di pochi minuti, aveva cancellato ora dopo ora
annate intere di videocassette di sesso, che dovevano
servire ai ricatti di Echo. Quando arriv all'ultima dello
scaffale, Buck si ferm. La data sull'etichetta era 8 giugno
1989, ed era scritta con la calligrafia personale di Echo. Il
titolo era sfacciata fortuna.
Buck si avvicin al videoregistratore ai piedi del grande
letto e infil il nastro nell'apparecchio. Si vers un drink
dal bar vicino al caminetto e fece scattare l'interruttore.
Fece rapidamente passare le immagini di Deirdre e Ony
che si davano da fare sull'arabo deliziato. Verso gli ultimi
minuti della cassetta, quando sapeva che sarebbe comparsa
Echo, Buck rallent la velocit. Bevve il whisky e si
forb le labbra con l'orlo della sovraccoperta di pizzo.
Nuda, con lenta e languida andatura, Echo si avvicinava
al letto. L'ambasciatore arabo era in piena erezione,
con la testa appoggiata a un mucchio di cuscini. Lei gli
fece cenno di girarsi, in modo che la testa fosse a capopiedi
del letto. Quando l'arabo fu sdraiato, lei gli si inginocchi
vicino, poi si mise a cavalcioni sulla testa dell'uomo,
in modo da guardare nella cinepresa. Lentamente, molto
lentamente, Echo cominci a muovere il proprio corpo
sulla faccia dell'uomo.
 questo che le piace, adesso! Buck si sent indurire.
Guard ancora qualche minuto il bel viso di Echo, ora
convulso e fremente nella passione.
Buck non poteva pi sopportarlo. Riavvolse rapidamente
il nastro e lo tolse dall'apparecchio. Questo, disse
fra s sorridendo, lo conservo. E se lo infil in tasca.
Poi and nel piccolo ufficio di Echo sul retro, al secondo
piano. Ebbe qualche difficolt nell'aprire gli schedari
a prova d'incendio e pens che forse aveva perso il suo
tocco magico. Ma ben presto li ebbe tutti aperti davanti a
s. Cominci a frugare nei cassetti, dove trov ordinate
trascrizioni a macchina di conversazioni, appunti di incontri,
agende e libri d'appuntamenti, che indicavano
dove varie e notissime persone erano state e con chi.
Non c'era modo di capire cos'era importante e cosa
non lo era, perci, cassetto dopo cassetto, Buck port
tutto il contenuto nel bagno in fondo al corridoio. Mise il
tappo alla vasca e cominci a riempirla d'acqua e di
documenti. Quando i cassetti furono tutti vuoti e la vasca
tutta piena, Buck and a prendere la sua borsa e tir fuori
un boccettino di inchiostro tipografico. Lo rovesci nella
vasca, smuovendo l'acqua nera con il manico della spazzola
per la schiena. Sapeva che erano tutte fotocopie,
eccetto le carte in un cassetto, che non aveva gettato
nell'acqua. Nessuno avrebbe mai pi potuto leggere quelle
copie. Poi butt gli originali nel caminetto.


Capitolo 53.

Gioved - ore 19,30
Winterberry Farm.
Dalton Riggs era seduto accanto a Eliot Ives nell'elicottero
del Presidente, diretto a Winterberry.
Spero che lady Maubry non si offenda. Eliot parlava
ad alta voce, per coprire il fracasso dei rotori, nonostante
l'imbottitura della comoda cabina. Non mi aveva invitato
a questa cena. A mia moglie verr un colpo, quando
scoprir che sono qui.
Dalton rise. Nessuna padrona di casa si sente mai
offesa da qualcuno che scende dall'elicottero presidenziale,
Eliot. Non si preoccupi. Il presidente era molto contento
della notizia che lei aveva da dargli a proposito del
voto di George Lowry e lady Maubry sar felice di vederla.
Eliot annu. Lei ha ragione, ne sono sicuro. Mi dispiace
solo che Sinclare abbia avuto un'emergenza in famiglia
e abbia dovuto lasciare il Sequoia prima che io arrivassi.
Questa gita farebbe impazzire chiunque.
Dalton non sarebbe potuto essere pi d'accordo. Viaggiare
sul Marine One era sempre un'esperienza inebriante
e lui era stato ben felice che il Presidente avesse spontaneamente
incluso anche Eliot Ives, quando aveva lasciato
il party del Sequoia. L'apparecchio era dotato di
strumenti e congegni aereonautici che parevano appartenere
al regno della fantasia. Ogni desiderio dei passeggeri
era immediatamente soddisfatto da due marine in funzione
di steward, che si muovevano silenziosamente da un
sedile imbottito all'altro, offrendo cocktail, spuntini e le
tanto ambite bustine di fiammiferi del Marine One, con
lo stemma presidenziale.
Dalton sbirci dall'alto le centinaia di ospiti della villa,
sperando di individuare Caroline. Cercava fra la gente
l'abito rosso-rosato che le aveva visto addosso al club, e
che si intonava cos bene ai suoi capelli. Com'era bella,
quando l'aveva vista al club. E come si sentiva in colpa,
per averla turbata con la storia della videocassetta.
Era straordinario quanto fosse poco cambiata Caroline
con gli anni. Dalton sorrise, ricordando la sera a casa di
lady Maubry quando al tavolo, seduta di fronte a lui, c'era
quella bella ragazza dello staff di Johnson, che concionava
sulla Costituzione con un forte accento del Sud. Era
rimasto molto colpito, ma non aveva certo potuto darlo a
vedere. Aveva talmente paura di spaventarla e farla fuggire
a gambe levate! La differenza d'et, il suo matrimonio
ormai finito, ma non ancora del tutto morto. Dalton non
voleva che lei lo giudicasse un vecchio ufficiale libidinoso
in cerca d'avventure.
E quando lei aveva accettato di rivederlo, lui aveva
avuto come la sensazione di avere catturato un animale
molto raro, magari un unicorno, e che se non l'avesse
trattato con grande delicatezza e squisite attenzioni, quello splendido animale sarebbe fuggito di nuovo nella foresta,
lasciandolo solo con la segreta consapevolezza della
sua esistenza.
Ma Caroline non era fuggita. Si era innamorata di lui.
Poi, una sera, l'aveva riaccompagnata nel minuscolo appartamento
in cui lei viveva a Georgetown e Caroline lo
aveva baciato, pi e pi volte.
Caroline, bisbigli Dalton, guardando fuori del finestrino.
Come vorrei trovare le parole giuste. Dalton
non era un uomo di molte parole, i sentimentalismi lo
mettevano in imbarazzo, lo facevano sentire goffo. Pensava
che in fondo doveva essere la stessa cosa per molti
uomini della sua generazione e con la sua educazione.
Come figlio della Grande Depressione e come militare,
non aveva avuto molti motivi per imparare il vocabolario
romantico.
Aveva sperato che i suoi gesti parlassero per lui. Sapeva
di essere un buon padre e un buon marito, capace di
provvedere ai bisogni della famiglia. Eppure gli restava
dentro quella voglia di spiegare a Caroline quanto lei
avesse significato per lui, e in che misura attribuisse a lei
il proprio successo nella vita. Qualche costoso gioiello
nelle occasioni speciali non riusciva certo a esprimere
tutto l'amore che provava per lei e quanto lei gli fosse
necessaria. Caroline gli aveva dato una figlia, la loro
adorata piccola Polly e la loro bella casa serena, un'oasi di
pace che gli dava la forza di cui aveva bisogno. Lei lo
aveva completamente appoggiato, quando aveva deciso
di lasciare la carriera militare per seguire la stella politica
di Don Kane. Era stato un rischio e Dalton sapeva bene
che solo la grossa eredit che aveva ricevuto sua moglie
aveva reso possibile questo passo.
Dalton intuiva che la tendenza al bere di Caroline fosse
qualcosa pi d'un suo problema. L'ultimo anno non doveva
essere stato facile, per lei. I suoi viaggi continui, la
lunga campagna elettorale e ora la sua preoccupazione
per la carica di capo gabinetto. Non doveva essere stato
molto divertente per lei starsene cos sola, pensava, visto
che anche Polly se n'era andata fuori di casa per studiare.
Dall'inizio dell'anno gli era parso che Caroline fosse notevolmente
peggiorata. Era andata ben oltre i normali
drink delle occasioni mondane, gli chiedeva sempre se
voleva bere qualcosa, poi per ogni suo drink lei ne beveva
almeno due. Per di pi prendeva un mucchio di Valium e
di Seconal. Forse avrebbe dovuto trovarsi un lavoro,
un'occupazione. Era bravissima come maneger nel condurre
la casa e nel ricevere. Ora all'ufficio protocollo
c'era quella simpatica ragazza, Jan Kirkland. Forse anche
a Caroline sarebbe piaciuto fare qualcosa del genere.
Prese mentalmente nota di chiederglielo.
Marine One cominci la sua discesa verticale. Era divertente
guardare dall'alto il parapiglia creato tra gli ospiti
del ricevimento. Pareva che uscisse gente da tutte le
parti, da sotto gli alberi e dalla casa, come una fiumana.
Dalton vide il reparto d'avanguardia del Servizio Segreto
disporsi in posizione. L'elicottero, che come sempre scortava
il Presidente quando viaggiava, era appena atterrato
vicino al bordo della grande terrazza lastricata, sulla
quale centinaia di persone stavano con la faccia rivolta
verso l'alto.
Di nuovo Dalton cerc Caroline tra la folla. Doveva
essere gi arrivata, a quell'ora. Sperava che niente l'avesse
trattenuta lungo la strada.
Avrebbe voluto che Caroline lo vedesse arrivare insieme
col Presidente e avrebbe voluto parlarle subito, appena
possibile. In quel momento Dalton si sentiva al centro
dell'universo. L'unica cosa che importava di pi, era
dividere il posto in cui si trovava con la donna che amava
come la vita stessa.
Generale Riggs? gli disse il marine steward superando
il rumore dell'atterraggio. Lei sbarcher insieme
col Presidente. Senatore Ives, vuole scortare la First Lady?
Eliot, che era profondamente immerso nei suoi pensieri
mentre guardava fuori del finestrino, sorrise immediatamente.
Ma certo, con grande piacere! disse, slacciandosi
la cintura di sicurezza e alzandosi con aria di grande
spavalderia.
Con l'arrivo del Presidente e di cinquecentonovantasei
ospiti, i grandi cancelli di ferro battuto di Winterberry
Farm erano stati chiusi. Ai lati del cancello stavano di
guardia due poliziotti dello stato della Virginia con un
fucile automatico a tracolla. Il giovane poliziotto, che
secondo Sinclare somigliava a Don Johnson, si avvicin
alla piccola Ferrari rosso brillante dalla parte del guidatore.
Sinclare vide che il giovanotto aveva notato che sulla
sua targa speciale era scritto: ivesI.
Mentre lui si chinava verso il finestrino aperto, Sinclare
mise tutt'e due le mani sul volante, stringendosi gli avambracci
contro i lati del seno. La scollatura si abbass di
altri cinque centimetri. Non voleva problemi, aveva cose
troppo importanti, da fare.
Salve, salut con una vocetta da bambina.
Posso vedere il suo invito, signora? disse cortesemente
il giovanotto.
Sono la moglie di Eliot Ives. E abbass gli occhi con
un sorriso provocante.
Piacere, signora, io sono l'agente Neely. Ci sono regole
di sicurezza molto strette, stasera. Abbiamo ordine di
chiedere l'invito a tutti.
Credo che per il mio arrivo siano state date disposizioni
speciali.
Deve incontrare qualcuno? Il poliziotto sollev una
tavoletta con delle carte trattenute da una molletta e
pass il primo foglio.
Sinclare sbirci qualche nome. Pareva il Who's Who
del governo e il Washington Green Book, il gotha mondano
di Washington. Aveva avuto una violenta discussione
con Eliot, quando avevano tolto il suo nome. Di solito i
membri del Congresso e dell'amministrazione erano automaticamente
inclusi e non venivano depennati, quando
lasciavano l'incarico, se restavano a Washington, a meno
che quelle puttane che facevano l'elenco non avessero
qualche motivo per cancellarli.
Sinclare pensava di essere lei la causa per cui avevano
tolto il nome di Eliot e questo l'aveva ferita.
Non vedo il suo nome sulla lista, diceva intanto il
poliziotto, che continuava a studiare i suoi fogli.
Sinclare raddrizz le spalle e si pass le dita tra i
capelli. Sono certa che deve esserci un errore. Se chiama
la villa e chiede del segretario particolare di lady
Maubry, Ian Vreen, sono certa che potr chiarire tutto.
La lista  stata preparata da Mr. Vreen, signora.
Per favore, vuole fare come le ho detto, accidenti?
Sinclare e l'agente si guardarono fissi negli occhi per
un lungo momento.
Vedr se riesco a rintracciarlo. La festa  cominciata
da pi di un'ora. Potrebbero non riuscire a localizzarlo.
Bene, ci provi, disse lei, stringendo le labbra in una
linea sottile di rabbia. Non poteva crederci: stava succedendo
di nuovo. Se non la facevano entrare subito, avrebbe
scovato qualche via traversa e sarebbe sgattaiolata
dentro. In un modo o nell'altro doveva raggiungere Echo.
E subito!
Il poliziotto torn con un sorriso sulle labbra. Mrs.
Ives, pu entrare. Mr. Vreen le verr incontro alla villa.
I cancelli si aprirono e Sinclare schizz su per il lungo
viale, ma venne bloccata da un autobus che scaricava una
trentina di uomini in smoking, con in mano degli astucci
di strumenti musicali.
Aspett, tamburellando con le lunghe unghie sul volante,
pensando a come si sarebbe comportata con Echo.
Mentre sbuffava di rabbia dietro il volante, cap che
appena avesse visto Echo avrebbe trovato subito le parole
per dissuaderla dal suo piano di distruzione.
Un agente del Servizio Segreto si accost all'auto. Ci
scusi se l'abbiamo trattenuta, Mrs. Ives, disse tenendo
un piccolo ricevitore vicino all'orecchio con una mano,
mentre con l'altra indicava da un lato. Abbiamo localizzato
un posto per parcheggiare la sua auto, laggi a
sinistra. Poi cammin accanto all'auto mentre lei si
infilava nel parcheggio e le lanci un'occhiata d'ammirazione
quando la gonna le risal fin sopra gli slip, mentre
lei estraeva le sue lunghe gambe dalla Ferrari rossa.
Appena scesa dall'auto, Sinclare vide Ian che arrivava
di corsa per il lungo passaggio coperto dal tendone bianco,
tutto profilato di lucine. Quando arriv vicino a lei,
Ian era senza fiato.
Oh, Sin! Che pazzia! Vieni con me. Ti porto al padiglione
degli ospiti.
Padiglione degli ospiti? reag lei seccata. Cosa sarei,
una specie di numero di variet dopo-cena che deve
aspettare il suo turno?
No, no, no, disse lui in fretta. Guarda, io devo
tornare su.  appena arrivato il Presidente. Mancano tre
dozzine di aragoste e il vino che ho portato da casa 
finito. Be', comunque. Abbiamo mandato dei camerieri a
frugare nella cantina di Constance in cerca di qualcosa
per la tavola d'onore... Insomma, non ti dico.
Ma perch devo andare nel padiglione degli ospiti?
chiese, cercando di stargli alla pari, mentre lui correva
per il vialetto lastricato.
 per via di Echo, tesoro. Sta dando letteralmente i
numeri. Non so se ha bevuto o se  proprio impazzita. Tu
sei sua amica. Devi cercare di calmarla.
Ian, cosa sta facendo, per l'amor del cielo? Ian, rallenta!
Mi sto rovinando tutte le scarpe!
Va in giro per la festa a dire cose terribili su tutti. E
intendo dire proprio terribili. Constance trema all'idea
che vada a dire qualcosa al Presidente.  a questo punto
di follia.
Erano arrivati in fondo al sentiero. Ian apr la porta di
una casa costruita con la stessa pietra della villa padronale,
ma dieci volte pi piccola. Quando entr, Sinclare
vide che l dentro il suo appartamento di Watergate ci
sarebbe entrato varie volte.
L dentro, indic Ian, facendola entrare in una bella
stanza. Le pareti erano coperte di pannelli di legno scuro
lucidissimo. Le finestre a due campate davano su un
giardino all'inglese e su ogni tavolo c'era un vaso di
ortensie. Siediti. Aspetta, ora la porto gi, disse Ian e
spar oltre la porta.
Caroline s'era seduta per tempo. Dalla sua tavola si
godeva una vista perfetta dell'improvvisata pista d'atterraggio
per l'elicottero del Presidente. Non vedeva l'ora di
vedere Dalton scendere dal Marine One insieme col Presidente.
La maggior parte degli ospiti stava ancora sfilando
nella tenda, in cerca del proprio tavolo. Alcuni avevano
gi cominciato a ballare al ritmo animato di Lester Lanin.
Caroline not che Constance aveva messo lei e Dalton al
suo stesso tavolo, piazzandola tra il senatore Dole, alla
sua destra, ed Henry Kissinger alla sua sinistra. Elizabeth
Taylor sarebbe stata al tavolo presidenziale, che era proprio
accanto al loro.
Immersa nel piacere di constatare chi erano i suoi
vicini di tavola, Caroline a un tratto si sent toccare
leggermente su una spalla. Stupita, si gir e si trov
davanti un bel giovanotto coi capelli color sabbia e una
splendida dentatura smagliante. Portava un ricevitore all'orecchio.
Salve! lo salut Caroline, alzando la voce
per superare il rumore della musica.
Buona sera, Mrs. Riggs. Sono Bob Kadanoff. Credo
che Polly le abbia parlato di me.
Oh, Bob! esclam lei. Parlato di lei? Buon Dio...
Si mise a ridere nervosamente. Oh, sono cos contenta...
la prego, sieda qui un attimo.
Non posso proprio, Mrs. Riggs. Sono in servizio.
Be',  stato gentile da parte sua passare a salutare.
Mrs. Riggs, riprese lui con tono pressante, mentre il
sorriso gli spariva dal viso.
Caroline guard oltre la sua spalla e vide gli ospiti che
si affollavano e premevano in avanti, per vedere il Presidente
sbarcare dal Marine One e andare verso la tenda,
attraverso il prato. Deve andare? Sta arrivando il Presidente.
Posso aspettare ancora un minuto. Infil la mano
nella tasca interna della giacca e tir fuori una busta
gialla. Poi gliela tese senza una parola.
Che cos'? chiese lei, stupita. Sollev il lembo della
busta e guard dentro. Per un attimo non riconobbe il
braccialetto. Poi guard Bob con aria timorosa.
Lui si schiar la gola e la guard con due tranquilli e
trasparenti occhi celesti. La prego, non volevo spaventarla.
Non c' nulla di cui preoccuparsi. Verr restituito
domani a Jan Kirkland. Nessuno sapr mai che era stato
dato a lei, perch la proprietaria non l'aveva reclamato.
Nessuno. So che Polly le ha parlato e la penso anch'io
come lei. Non  mai successo. Lei capisce cosa voglio
dire.
Gli occhi di Caroline si riempirono di lacrime.
No, la prego, Mrs. Riggs... Voglio solo che sappia che
 stata completamente protetta. Si metter l'animo in
pace.
Caroline si alz per parlare il pi a bassa voce possibile.
Bob, perch sta facendo questo per me? So che
potrebbe costarle il posto.
Lui le scocc un altro dei suoi abbaglianti sorrisi. Amo
sua figlia, Mrs. Riggs. E poi, lei sar la nonna del nostro
bambino. E questo conta moltissimo, per me.
Capisco, disse lei, rimettendo il bracciale nella busta
e restituendoglielo.
Vuole che la faccia passare, in modo che possa andare
incontro a suo marito? Cos potrebbe eludere la folla.
S, rispose lei. Mi piacerebbe davvero molto. Lo
prese a braccetto e sent sotto la stoffa dell'abito i suoi
muscoli forti.
Sono contenta per te, Polly, pens, mentre lui le apriva
un varco in mezzo alla folla. Sono contenta che la mia
bambina ami un ragazzo cos.
Nonna era una parola che l'avrebbe raggelata, solo
qualche giorno prima. Adesso sembrava la cosa pi bella
che una donna potesse desiderare di essere al mondo.
Sinclare andava su e gi per il solarium del padiglione
degli ospiti. Almeno, supponeva che si chiamasse solarium:
aveva un alto soffitto a volta di vetro inciso a
riccioli e volute e pezzetti- colorati che formavano una
fascia tutt'attorno alla grande stanza. Era pi grande di
tutto il suo appartamento al Watergate e assolutamente
zeppo di divani superimbottiti e di morbide poltrone,
ricoperti di cintz a fiori. Nel camino, sarebbe potuta
benissimo entrarci in piedi e in una nicchia della sala
principale c'era un'enorme gabbia d'ottone per uccelli,
con dentro dei minuscoli cosini che svolazzavano qua
e l.
Sinclare rabbrivid. Non aveva mai pi sopportato di
vedere gli uccelli, da quando ne era rimasto intrappolato
uno tra il rivestimento esterno e il pannello d'isolamento
della roulotte di Ruby. E odiava anche stare l intrappolata
nel padiglione degli ospiti.
Accidenti a lan. Aveva detto che sarebbe tornato subito.
Gironzol nel cortile, se cos si poteva chiamare. C'era
una terrazza e uno stagno pieno di foglie di ninfea. Questo
significava rane e quegli orribili insetti con la lunga
coda lucente. Brrr. Rabbrivid di nuovo e si strinse le
braccia intorno al corpo. L'abitino da cocktail che aveva
indossato per il party sullo yacht non serviva a ripararla
dall'improvvisa ondata di freddo.
Sinclare si chiese perch mai la gente volesse vivere in
campagna, con tutte quelle cose che strisciavano e si
arrampicavano e quell'aria di cui non ci si poteva fidare.
In citt non c'erano insetti. E potevi controllare la temperatura
col condizionatore.
L'unico segno di vita erano i camerieri che continuavano
ad andare e venire dalla tenda delle cucine, che era
situata tra il padiglione degli ospiti e la villa. Sentiva le
loro voci, mentre stava in piedi accanto allo stagno. Parlavano
in varie lingue straniere, cercando di comunicare
fra loro. Poi sent due voci familiari sul davanti della casa.
Da questa parte, cara, diceva Ian. Qui puoi riposare.
Sinclare si volt e vide Echo ruzzolare quasi dentro la
stanza. Il cappellino le copriva praticamente un occhio.
Era sbronza o aveva preso qualche strana pillola?
Ehi, disse Sinclare. Era tutto quello che riusciva a
tirare fuori. Aveva freddo ed era spaventata.
To', guarda un po' se non  proprio la mia informatrice,
disse Echo barcollando verso una poltrona di cintz e
lasciandocisi cadere sopra. Che diavolo ci fai, tu, qui?
Non credevo che invitassero anche la gentucola, a questa
festa. Si tolse il cappellino e lo gett sul tavolino. Ian,
portami da bere.
C' un bar, in corridoio, rispose lui in fretta. Ora
vi lascio, signore mie. Strizz l'occhio a Sinclare e se ne
and.
Vigliacco, pens lei. Mi lascia sola.
Sinclare gir davanti al divano, per mettersi di fronte a
Echo. Cosa succede, Echo? Ian dice che stai rovinando
la festa del Presidente.
 solo incazzato perch ho detto a tuo marito che 
un gangster davanti a Henry Kissinger, disse Echo orgogliosamente.
Tu che cosa?! Ma se mio marito non  nemmeno
qui!
Accidenti, se c'!  sceso da quel panciuto elicottero
del Presidente come se qualcuno lo avesse eletto Dio. Gli
ho detto subito cosa pensavo di lui e ora lo dir anche a
te. Tu e tuo marito mi avete imbrogliata, Sinclare, cominci
a urlare. Mi avete denunciata a quei maledetti
federali. Si alz malferma sulle gambe e cominci a
girare per la stanza, prendendo in mano i vari oggetti,
osservandoli e poi rimettendoli al loro posto.
Echo, non so di cosa tu stia parlando.
Lo sai maledettamente bene.
Be', non lo so, Echo, e tu mi devi credere.
Perch dovrei? Sei solo una puttana da parcheggio di
roulotte. Lo sei sempre stata e sempre lo sarai. Pos un
fermacarte di cristallo e prese il suo cappellino. Me ne
vado, da qui. C' troppa puzza, qui dentro. Usc sbattendo
la porta del cottage e gridando: Dov' la maledetta
roba da bere, si pu sapere?
Sinclare era in piedi in mezzo alla stanza. Qualunque
cosa Echo avesse cercato di dirle, era stata completamente
cancellata, dopo che l'aveva chiamata puttana da parcheggio
di roulotte. Sinclare aveva in bocca un sapore
amaro e le mani le tremavano di rabbia.
Raggiunse Echo proprio vicino allo stagno, dietro la
tenda in cui si affaccendavano i cuochi. L'odore di cibo
riempiva l'aria. A meno d'un paio di metri di distanza un
aiuto chef stava controllando il fuoco sotto una fila di
enormi fornelli scaldavivande.
Echo, per favore, aspetta. Voglio dirti qualcosa, la
preg Sinclare. Sono sempre stata amica tua... Sono
venuta fin qui per parlare con te, per cercare di capire...
Echo si gir a guardarla con gelida furia. L'unica cosa
che voglio sentire da te o da tuo marito  che qualcuno ha
sistemato la faccenda con il procuratore distrettuale. Devo
presentarmi luned mattina a rispondere alle domande
a proposito di quel maledetto videotape.
Sinclare guard a terra. Be', mi dispiace per tutto
questo.
Oh, fammi il piacere, Sinclare. Sapevi benissimo che
il nastro era falso, ma intendevi usarlo lo stesso. Dovresti
venirci anche tu luned con me dal procuratore e lo sai.
Ma quello che pi mi fa infuriare  che tu te ne stavi
proprio l, vicino a tuo marito, mentre lui mi tendeva
quell'imbroglio al telefono.
Tu sei fuori di testa, disse lentamente Sinclare, cercando
di dominare la rabbia. Io non ti ho imbrogliata
affatto, ma se Eliot l'ha fatto, urr per Eliot. Ha reso un
servizio al paese. Spero che tu ti sia ben bene spaventata,
perch  proprio questo che hai fatto a un sacco di gente
innocente.
Innocente, sibil sprezzante Echo. Che razza di
innocenti!
Lo erano finch tu non li tenevi in pugno, come hai
fatto con me. Tu usi la gente, Echo, e... Non pot
continuare. Aveva gli occhi gonfi di lacrime. Le emozioni
di quella che era stata la giornata pi dura della sua vita
prendevano il sopravvento.
Echo la fiss con indifferenza, il viso pallido illuminato
dalle strane fiamme azzurrognole che ardevano sotto i
fornelli. Frug in borsetta e prese una sigaretta. Poi l'accese
col suo accendino d'oro e diamanti. Tir una lunga
boccata, quindi sbuff fuori il fumo nell'aria della notte.
Si volt verso Sinclare, che stava l abbattuta e tremante.
Sinclare capiva di stare piangendo, ma non sentiva nessun
rumore.
Stupida, sibil Echo. Stupida piccola puttana da
parcheggio di roulotte. Troppo scema per imparare la
lezione. Ho speso anni, per cercare di insegnarti, e ora tu
hai mandato tutto a puttane. Echo sput ai piedi di
Sinclare.
Mi ha sputato addosso! Sinclare aveva visto fare un
gesto del genere solo in un orribile film. Non poteva
crederci. Sent un tale impeto di rabbia, da avere la
nausea. Le si annebbi la vista, come se stesse nuotando
sott'acqua, e la testa le girava.
Senza preoccuparsene, alz il braccio, come un giocatore
di tennis pronto a colpire la palla di diritto. Col
palmo aperto rote il braccio con una forza tale, che non
avrebbe mai pensato di avere. Non la tocc, ma per
evitare il colpo, Echo si abbass e ondeggi sui tacchi
altissimi. Barcoll all'indietro per qualche passo e mentre
cadeva, cercando freneticamente di tenersi in piedi, rovesciava
uno dei fornelli fiammeggianti.
Sinclare rimase immobile a guardare un lembo di fiamma
azzurra allargarsi sul piano del tavolo, come al rallentatore.
Mentre faceva per muoversi verso Echo, sent una
voce gridare: Stia indietro! Stia indietro!
La pozza di fuoco tocc la base di una paratia di
plastica al bordo del tavolo. Immediatamente la fiamma
orizzontale divent verticale, esplodendo verso il cielo,
appiccando il fuoco al fianco della tenda delle cucine.
Qualcuno la spinse dal di dietro. Sinclare sent urlare
qualcosa, ma parevano parole in tre lingue diverse.
Arretr di qualche passo, poi si mise a correre, come
mai aveva corso in vita sua. Era conscia della gente dietro
di lei, del rumore, della confusione e di pile di piatti che
cadevano e delle fiamme. Si ferm solo quando arriv su
una leggera altura del terreno. Dietro di lei, le fiamme
stavano divorando il lato della tenda delle cucine. Un
fumo denso, puzzolente cominci a impregnare la dolce
aria della notte.
Echo, singhiozz. La sua voce era solo un rauco
bisbiglio. Vide i camerieri che correvano con enormi
cilindri in mano. Arrivarono fino all'anello di fuoco che
ora circondava la tenda, poi arretrarono davanti al calore.
Echo, grid ancora piangendo Sinclare. Oddio, non
volevo...
Caroline non era mai stata tanto felice. La festa di
Connie era pi un magico palcoscenico che una riunione
mondana, con la musica, quell'ambiente meraviglioso, le
lanterne giapponesi che dondolavano dolcemente nella
lieve brezza della sera. Appena Caroline aveva raggiunto
il gruppetto di Dalton e del Presidente, le era sembrato
che tutti i terribili problemi della settimana si alzassero e
fluttuassero via, sui bei prati ondulati di Winterberry.
Dalton non le era mai sembrato pi bello, pi in pace
con se stesso. Poco prima, Caroline lo aveva guardato con
ammirazione, mentre giravano da un ospite all'altro, sorridendo
e ringraziando per le cose meravigliose che tutti
dicevano loro.
Ora, seduta nell'enorme tenda che Connie aveva fatto
installare per la festa, Caroline aveva come l'impressione
di essere in un fantastico paese di sogno. Tutto era bianco:
i lunghi drappi di seta marezzata sui tavoli, le candele
e i fiori, perfino la pista da ballo era rivestita di tela
bianca sul legno. Festoni bianchi di tessuto di Sangallo
raccolti a intervalli e trattenuti da enormi bouquet di
sospiri di bambino e peonie seguivano il bordo a smerlo
della tenda. Ogni bouquet era legato con enormi fiocchi
di velluto, coi nastri che scendevano per tre metri
verso terra.
Connie, in abito lungo a righe bianche e argento e
ondeggianti fili di perle, passava di tavolo in tavolo, per
assicurarsi che tutti fossero perfettamente serviti. Non
era mai sembrata tanto bella.
Il tavolo dei Riggs era proprio accanto a quello del
Presidente. Quando un cameriere in giacchino corto
bianco e pantaloni bianchi si chin per versarle altro
champagne, Caroline di nuovo copr con la mano il proprio
bicchiere. Non voleva assolutamente rovinare la serata.
L'orchestra attacc Isn't Romantic? Dalton spinse indietro
la sedia e le porse la mano. Balliamo, mia cara?
le chiese con un largo sorriso. Senza dire nulla, col cuore
troppo gonfio per potere fare altro che annuire, lei si alz,
e spar tra le sue braccia, mentre lui la faceva piroettare
sulla pista da ballo. Quando si guard attorno, Caroline si
accorse che lei e Dalton erano l'unica coppia sulla pista.
Lentamente, a una a una, anche le altre coppie lasciarono
i tavoli e cominciarono a ballare.
Caroline appoggi la guancia a quella di Dalton. Con le
labbra vicino al suo orecchio, gli sussurr: Dalton, sono
cos...
Non pot finire la frase. Il boato parve scuotere l'universo.
Fecero altri due passi e d'istinto si fermarono.
Anche l'orchestra si ferm e uno strano silenzio li lasci
come sospesi nel tempo.
Il secondo boato fu meno forte, ma altrettanto terrificante,
pi di qualsiasi altra cosa Caroline avesse mai udito.
Dall'apertura della tenda vide l'elicottero di scorta ondeggiare
su un fianco sulla pista improvvisata.
Di colpo, tutti si misero a urlare.
Caroline venne strappata via dalle braccia di Dalton,
mentre la folla li spingeva da ogni parte. Dalton cerc di
tenerla pi stretta che pot, ma venne trascinato via dalla
forza dei corpi che spingevano e cadevano.
Il tacco di Caroline si impigli nella tovaglia d'un tavolo
rovesciato e lei cadde pesantemente per terra. Cerc di
strisciare sotto un tavolo. C'era sangue sul suo abito e
sulle sue braccia. Sent gridare, mentre gli uomini del
Servizio Segreto cercavano di controllare la folla. Qualcuno
aveva preso il microfono dell'orchestra e gridava:
State calmi! Non lasciatevi prendere dal panico! Non
correte! Sent l'orchestra che cominciava di nuovo a
suonare debolmente, un fiato qui, un violino l, come se
met dei musicisti se ne fossero andati.
Caroline sent qualcuno gridare di portare via il Presidente.
Bicchieri e stoviglie cominciarono a infrangersi attorno
a lei, mentre i tavoli venivano rovesciati. Riusc a liberarsi
dalla tovaglia, atterrita dall'idea che qualcuno potesse
rovesciarle la tavola addosso. Una sagoma familiare le
pass davanti di corsa. Ian! grid. Lui si volt e torn
verso di lei, la aiut a rialzarsi in piedi. Mio Dio, cosa
sta succedendo? Poi si accorse di avere una ferita aperta
su un ginocchio.
La tenda delle cucine  in fiamme! Le bombole di gas
stanno esplodendo! disse lui, con gli occhi atterriti. 
troppo vicina. Dobbiamo andare via di qui, prima che la
tenda salti per aria. Andiamo! Michael! Steve! Bruce!
url, facendo segno disperatamente ai camerieri sul lato
della tenda. Prendete quei secchi per i rifiuti e riempiteli.
Lo stagno! Attingete dallo stagno! I quattro camerieri
in giacca bianca corsero verso una fila di secchi per i
rifiuti vicino alla tenda, poi schizzarono in direzione
dello stagno.
Devo aiutarli, Caroline! Cerca di andartene da qui.
Ian le lasci il braccio e si precipit verso i camerieri.
Presto! Correte! Correte! ordin.
Caroline mosse due passi, poi le si piegarono le ginocchia.
L'ultima cosa che ricordava era il colore del cielo
notturno: un terribile rosso fiammeggiante.
Mark Kirkland aveva notato il fuoco, appena aveva
udito la prima esplosione. Per un attimo, aveva pensato
che Connie avesse voluto strafare e avesse organizzato
anche uno spettacolo di fuochi d'artificio. Guardando
verso il corpo principale della villa, vide la casa vagamente
illuminata da altre piccole luci appese al graticcio di
vite rampicante. Poi sent il crepitio delle fiamme. Scintille
portate dal vento saltarono sui graticci di legno. Improvvisamente,
con un sibilo, le fiamme avvolsero i folti
rampicanti che correvano sopra e intorno alla doppia
porta.
Gli uomini al tavolo balzarono in piedi. Una donna al
tavolo accanto url: Al fuoco! Mark vide vagamente
Dalton e Caroline Riggs spinti via dalla pista da ballo.
Mark scatt in azione. Devo trovare Jan, url a
nessuno in particolare. E cominci a correre verso la
casa. La dolce aria di campagna era piena di cenere e di
paura. Mark attravers di corsa il prato e sal a precipizio
i gradini che portavano alla terrazza. A met scalinata,
scorse Jan che stava uscendo dalla casa.
Lei non sapeva che la parte esterna del portone era
circondata dalle fiamme. Appena Mark la vide, il traliccio
consumato dal fuoco cominci a ondeggiare in avanti.
Jan! Attenta! le url attraverso il caos che li circondava.
Troppo tardi. Il traliccio in fiamme cadde per terra,
con un'esplosione di fuoco e scintille verso il cielo, e Jan
spar.
Nel cadere, il graticcio trascin con s il grosso cavo
elettrico intrecciato alle listelle di legno, per illuminare le
lanterne. Il filo elettrico ora crepitava e mandava scintille
davanti ai piedi di Mark. Sent Jan gridare il suo nome,
mentre spariva sotto un mucchio di foglie e legni in
fiamme.
Non ti muovere! url una voce dietro di lui. Quel
filo  sotto tensione!
Ian Vreen, con gli occhi sbarrati, il viso coperto di
fuliggine, si precipit oltre il mucchio in fiamme.
Vreen, per l'amor di Dio! Mark guard incredulo
Ian che respingeva da un lato con un calcio il filo scoppiettante
e con le mani nude toglieva il graticcio in fiamme
dal corpo di Jan.
I due uomini trascinarono il corpo inanimato della
donna oltre la terrazza e lo posarono delicatamente per
terra, al bordo dello stagno. Mark cadde in ginocchio
accanto a lei e se la attir contro il petto. Jan era gelata.
Mark abbass gli occhi e vide una macchia di sangue che
le si allargava sulla gonna.
Tesoro, tesoro!, sussurrava. Alz gli occhi verso
Ian, con uno sguardo implorante. Ian, trova un medico!
Presto!
Ian torn di corsa al tendone della cena. Per il momento
sembrava ancora risparmiata dalle fiamme. Salt sulla
pedana improvvisata e afferr il microfono. Abbiamo
bisogno di un medico! url. Per favore! C' una persona
gravemente ferita! Due uomini rannicchiati in fondo
alla tenda si precipitarono verso il palco dell'orchestra.
Laggi, vicino alla casa! indic Ian. E i due uomini
partirono in quella direzione.
Sul bordo dello stagno i camerieri stavano riempiendo
d'acqua i secchi dei rifiuti pi in fretta che potevano e li
passavano a una fila di uomini e donne in abiti da sera
laceri e strappati, che serpeggiava attraverso il prato fino
al capannone in fiamme. Mark sent in lontananza delle
sirene. Guard verso la facciata della casa e vide una luce
rossa lampeggiante nel buio. La prima autopompa dei
pompieri era arrivata.
Il fuoco aveva raggiunto il piccolo capanno vicino alla
serra.
Ian si guard attorno in cerca di Constance. Improvvisamente
si rese conto che le sue mani erano completamente insensibili.
Non ricordava come se le fosse ridotte
a quel modo. Di colpo, le ginocchia gli cedettero. Si sent
cadere, come al rallentatore. Gli elicotteri roteavano, le
autopompe rombavano, sentiva grida e urla, ma per la
prima volta in vita sua Ian non prov n ansia n paura.
In una notte diversa da tutte le altre era stato messo alla
prova. Avrebbe potuto comportarsi da codardo, ma Ian
aveva fatto tutto l'immaginabile per salvare i suoi amici.
Nel lampo d'un secondo, prima di svenire, sent la voce
della sua adorata Connie. Diceva all'orchestra di continuare
a suonare.
Quando si volt a guardare le fiamme che divoravano
la tenda delle cucine, Sinclare si sent confusa, poi terrorizzata.
Probabilmente Echo era ancora l dentro... forse
morta. Si chiese se avrebbe dovuto tornare indietro, se ce
l'avrebbe fatta. Guard di nuovo le fiamme. Erano diventate
ancora pi alte. Non c'era nulla che lei potesse fare.
Si gir e riprese a correre, sempre pi in fretta, lontano
da tutto.
Era quasi arrivata all'elicottero della scorta, che per lei
rappresentava la salvezza. Le pareva che i polmoni le
stessero per scoppiare. I piedi, coperti solo dalle calze,
erano contusi e feriti. Raggiunse il fianco dell'elicottero e
ci si appoggi, affondando nell'erba morbida. Stava ancora
faticosamente cercando di respirare, quando le bombole
di gas nella tenda delle cucine cominciarono a esplodere.
Istintivamente, Sinclare si abbass e rimase a faccia in
gi sull'erba. Era assolutamente immobile, a parte le
gambe che si agitavano in spasmi incontrollabili. Poi sent
l'elicottero del Presidente accendere i motori.
Si volt e guard il cielo. Un attimo prima era buio
come la pece e ora splendeva d'una strana luce scintillante.
Bagliori d'incendio, pens. Il posto  in fiamme. Affond
ancora di pi la testa nell'erba, al rumore assordante
del Marine One che si alzava in volo. Rombava proprio
sopra di lei, scuotendo il terreno su cui lei giaceva.
Aiutatemi, cominci a singhiozzare. Poi sent la
voce forte di Eliot che la chiamava.
Sinclare... Sinclare, dove sei?
Eliot, sono qui! grid lei.
Sent le braccia di Eliot che la circondavano, la sollevavano
e la stringevano. Piccola, piccola mia... disse lui
piano. Ian mi ha detto che eri qui. Grazie a Dio ti ho
trovata. Grazie a Dio sei viva. Ti amo tanto. E lo ripet
pi e pi volte, mentre lei teneva la testa sulla sua spalla.
Non avrebbe mai smesso di sentirglielo dire.

 Capitolo 54.

Venerd, 9 giugno 1989 - ore 10
Sala stampa della Casa Bianca.
La sala stampa era stipata al massimo. Le luci erano
accese e le telecamere giravano, quando la vice addetto
stampa Hildy Bornstein sal sul podio. I rappresentanti
della stampa si fecero insolitamente silenziosi. Quel giorno
ci si aspettava grosse notizie dalla Casa Bianca e
nessuno voleva perdere una sola parola.
Stamattina non ci sar nessuna riunione operativa,
quindi niente domande, esord la vice addetto stampa.
Questa prima frase venne accolta da generali proteste da
parte dei giornalisti. Ma era la Casa Bianca che dettava le
regole. E poi sapevano tutti che avrebbero avuto pi tardi
il tempo di indagare e di avere ulteriori notizie.
Hildy Bornstein continu: Devo leggervi una dichiarazione.
Ci saranno due comunicati stampa, stamane. Si
mise i mezzi occhiali dalla montatura rosso vivo e cominci
a leggere.
Il Presidente e la First Lady desiderano esprimere la
loro pi profonda solidariet alle famiglie e agli amici di
coloro che hanno perso la vita nel tragico incendio a
Winterberry Farm. Le vittime sono:
Miss Echo Bourne, da lungo tempo consulente per le
pubbliche relazioni a Washington.
Mr. Edward Kauster, chef della Foxcroft Foods, Leesburg,
Virginia.
Mr. Alan De Santa, vicechef della Foxcroft Foods,
Arlington, Virginia.
Altri sei dipendenti sono rimasti feriti. Il Presidente
stamane ha parlato con ciascuno dei feriti e con le loro
famiglie. I medici del Leesburg Hospital dicono che sono
tutti in buone condizioni e il Presidente e sua moglie
augurano loro una pronta guarigione.
Il Presidente ha parlato la notte scorsa e stamane con
il capo dell'ufficio di Protocollo, Mrs. Janet Kirkland. Le
sue ferite, per quanto dolorose, sono di minore gravit e
si prevede che Mrs. Kirkland torner al lavoro la settimana
prossima. Dietro sua insistenza, il marito, Mr. Mark
Kirkland, accompagner ugualmente il Presidente nel suo
viaggio a Mosca, come progettato.
I giornalisti si misero ad applaudire, a fischiare, a
battere i piedi. Era il loro modo per dire che erano
contenti che Jan stesse bene e che Mark si sarebbe comportato
da bravo soldato.
Appena i giornalisti si calmarono, Miss Bornstein riprese
a leggere. Il Presidente ha mandato note personali
d'apprezzamento e di lode alla polizia di stato della Virginia
e agli agenti del Servizio Segreto, per il coraggio
mostrato la notte scorsa e per aver impedito che il bilancio
delle vittime fosse pi grave. Una menzione speciale
merita l'atto di coraggio che ha salvato la vita di Mrs.
Caroline Riggs, moglie del generale Dalton Riggs, compiuto
dall'agente del Servizio Segreto Robert Kadanoff...
Ehi, Hildy, vorrei sapere...
Siedi, Sam. Ho detto niente domande, e questo vale
anche per te. Quando l'irrequieto corrispondente
dell'ABC si fu di nuovo seduto, Miss Bornstein prosegu.
Il Presidente partir per Mosca tra circa quindici minuti,
alle dieci e trenta ora locale. Il vicepresidente  nel
suo ufficio e terr una nuova conferenza stampa stasera.
La conferenza stampa del vicepresidente  prevista per
l'una del pomeriggio, con veto di diffusione fino alle tre
del pomeriggio. La conferenza stampa verter sulle nomine
di gabinetto che vi annuncer tra poco.
Questo significava che tutti i giornalisti avrebbero
avuto pari possibilit di trasmettere i loro articoli, se
nessuna notizia importante emergeva dalla conferenza
stampa.
Un mormorio percorse la stanza.
Il primo comunicato riguarda il programma del
Presidente nei prossimi dieci giorni. I giornalisti che
viaggiano col Presidente verranno informati da Mark
Kirkland a bordo del Marine One a mezzogiorno ora
locale. Il secondo comunicato, che come potete vedere 
appena arrivato e verr passato tra un minuto, parla da
solo. E come vi ho detto, potrete rivolgere le vostre
domande in proposito nel pomeriggio al vicepresidente.
Il Presidente ha annunciato le seguenti nomine: il
nome del senatore George Lowry verr inviato luned al
senato per la conferma della nomina a procuratore generale.
Sempre luned verr sottoposta al Senato la nomina
del generale Dalton Riggs alla carica di Segretario di
Stato. Il procuratore generale verr nominato per l'apertura
della Corte Suprema e il Segretario di Stato attuale
ha chiesto al Presidente di tornare a vita privata.
Un bravo addetto stampa lascia sempre per ultimo
l'annuncio pi importante. E Miss Bornstein era una
brava vice addetto stampa. Con carica effettiva a partire
dal mezzogiorno di oggi, l'ex senatore Eliot Ives diventer
capo di gabinetto alla Casa Bianca.
Di colpo la sala stampa esplose, mentre i reporter si
precipitavano ai telefoni o di fronte alle telecamere per i
primi commenti o per prendere le copie delle dichiarazioni
per la stampa che venivano distribuite.

 Capitolo 55.

Giorno di Capodanno, 1990
Washington, D.C..
La neve che aveva cominciato a scendere verso mezzanotte
continuava a cadere. A mezzogiorno del primo
giorno dell'anno, la capitale degli Stati Uniti era ammantata
di bianco e silenziosa.
Per chi la sera prima era stato al ballo Madame President,
quel tempaccio era una buona scusa per starsene in
casa al calduccio a riposare. La spettacolare festa si era
tenuta nel salone da ballo dello Shoreham Hotel, appena
ristrutturato e rinnovato. Anfitrione della festa era stata
Deena Simon, che aveva invitato diverse centinaia di
amici per festeggiare la vendita del suo primo romanzo,
Madame President, per due milioni di dollari a un'importante
casa editrice di New York e a una rete di produzione
di film televisivi. L'allegria della serata non aveva
tuttavia attenuato i sussurri nervosi e le supposizioni su
chi Deena avrebbe trafitto in quello che si diceva sarebbe
stato il romanzo pi scottante su Washington da decenni
a quella parte.
Quello che aveva soprattutto stupito gli ospiti della
festa, era che fosse Deena a pagare. Deena era in gran
forma. Due mesi alla Golden Door le avevano tolto di
dosso abbastanza chili per rivelare una figura
inaspettatamente ben fatta, che non doveva quindi pi essere occultata
sotto i caftani e i voluminosi camicioni che un tempo
erano il suo abbigliamento preferito.
Jan e Mark Kirkland non avevano potuto essere presenti
alla festa. Jan, che s'era del tutto ripresa dalla perdita
del bambino dopo l'incidente durante l'incendio a Winterberry
Farm, stava trascorrendo le vacanze di Natale in
una clinica svizzera, di cui sua madre era paziente da
molti anni.
L'incendio di Winterberry era ancora ben vivo nella
memoria di molti ospiti del ballo di Deena. Molti erano
stati presenti e avevano visto le fiamme distruggere la
tenda delle cucine, il capanno della serra e il padiglione
degli ospiti. Jan avrebbe subito ferite molto pi gravi, se
non fosse stato per il coraggio del compagno di Constance
Maubry, Ian Vreen.
Jan e Mark, ambasciatore designato alle Nazioni Unite,
avrebbero abitato in un appartamento alle Waldford Towers,
al loro rientro negli Stati Uniti.
Jan telefon a zia Constance per farle gli auguri di buon
anno e si divert molto nel sentire che fra gli ospiti del
ballo di Deena c'era il principe Seanoona. Al ballo il
principe aveva presentato la sua fedele compagna, una
donna straordinariamente alta e dall'ossatura particolarmente
robusta che con uno strano vocione profondo
diceva di essere attrice-cantante-modella. Quando smise
finalmente di ridere, Jan spieg a sua zia la parte che
aveva avuto come loro paraninfa.
Jan telefon anche a suo padre, che viveva alle Bahamas.
Buck Sumner si era trasferito a Lyford Cay di Nassau
dopo aver sposato la sua fedele segretaria, Belle.
Avevano acquistato una grande casa sulla Edgewater Drive,
dal lato del mare, la via pi esclusiva di Lyford Cay.
Ian Vreen, le cui mani erano quasi completamente
guarite, dopo mesi di innesti di pelle, era in grado di
reggere il Washington Post per leggere il resoconto del
ballo nell'edizione del primo dell'anno. Lui non era andato
al ballo, e aveva preferito passare una tranquilla notte
di fine anno con Liza e Libby. I due adorabili cagnetti
erano rimasti cos traumatizzati dall'incendio che ora
avevano bisogno d'una baby-sitter tutte le notti.
Il Segretario di Stato, Dalton Riggs e sua moglie erano
tornati in citt, dopo una felice permanenza di Caroline
alla Betty Ford Clinic. Erano accompagnati da Constance
Maubry, la cui collana rappresent il successo della serata.
Dopo l'incendio di Winterberry, una squadra di operai,
eseguendo degli scavi, aveva prosciugato un fiume sotterraneo
portando alla luce una collezione di inestimabili
gioielli. Constance li aveva subito riconosciuti e aveva
fatto ripulire e risistemare dal suo gioielliere i pezzi pi
straordinari per sua nipote Jan. S'era tenuta un collier di
diamanti e smeraldi che si intonava particolarmente al
suo abito da ballo di taffett verde smeraldo.
I Riggs erano accompagnati anche dalla figlia e dal
genero, Polly e Robert Kadanoff, due orgogliosi neogenitori.
I loro gemelli, Caroline e Bradford, erano nati due mesi prima.
I Kadanoff si erano sposati una settimana dopo l'incendio
di Winterberry, nella villa di Georgetown di Constance
Maubry. Le due dozzine di agenti del Servizio Segreto
presenti alla cerimonia avevano garantito l'incolumit del Presidente.
Il procuratore generale George Lowry pensava ancora
al ballo di Deena, mentre accendeva il televisore sul Rose
Bowl, la partita fuori campionato di football del primo
dell'anno. Era stata la prima volta che rivedeva Sinclare
dopo l'incendio. Era radiosa, in un abitino di chiffon
rosso senza spalle e con dei cuoricini di velluto applicati
sull'ingessatura che portava alla gamba sinistra. Lei aveva
detto che l'ingessatura non le dava nessun fastidio e lo
aveva dimostrato chiedendo di ballare.
Il trasferimento di Eliot alla Casa Bianca e la morte di
Echo Bourne le lasciavano un sacco di tempo libero. La
prima settimana di gennaio avrebbe annunciato l'inizio
del suo lavoro di pubbliche relazioni. Avrebbe agito con
prudenza nella scelta della clientela per non compromettere
la posizione di Eliot. Sembrava che fosse il lavoro a
lei pi congeniale. Proprio come sussurrava a George
mentre camminavano su e gi, mi dicono che sono
proprio, proprio brava con la gente.
George sorrise e la strinse vicino. Sapeva dove era arrivata.
Washington  una citt di sogni, grandi e piccoli.
...
.
...
FINE.